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La camera dei deputati da via libera al decreto antiviolenza 
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Iscritto il: gio gen 06, 2005 6:49 pm
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Messaggio La camera dei deputati da via libera al decreto antiviolenza
Applicazione rigida del divieto di accesso agli stadi per i responsabili di incidenti durante manifestazioni sportive o trasferte; ma anche pene piu’ dure per lancio di oggetti ed invasione di campo quando l’episodio comprometta il regolare svolgimento della partita. Equiparazione degli ‘steward’ che svolgono compiti di vigilanza sugli spalti agli incaricati di pubblico servizio, con la possibilita’ di applicare le stesse pene previste per quanti commettono reati nei confronti di un pubblico ufficiale, e divieto di accedere negli impianti stranieri per i tifosi italiani e in quelli del nostro Paese per i tifosi stranieri. Infine, sanzioni nei confronti dei bagarini: sono queste le principali misure introdotte dal decreto legge sulla violenza negli stadi di calcio approvato ieri alla Camera e che ora passa al Senato. Il divieto di accesso negli stadi potra’ essere disposto dal Questore per quanti siano stati denunciati o condannati anche non definitivamente per essere stati protagonisti di episodi di violenza negli stadi, possa essere applicato anche rispetto a manifestazioni sportive in programma all’estero. Uno stesso divieto potra’ essere disposto da autorita’ di polizia dell’Ue nei confronti di cittadini dei loro Paesi per avvenimenti che si svolgono in Italia. Pene piu’ severe, poi, per chi lancia oggetti e petardi in campo o fa invasione di campo, ritardando dell’inizio della partita, la sospensione, l’interruzione o la cancellazione Nel primo caso la pena, oggi la reclusione da sei mesi a tre anni, puo’ essere aumentata fino alla meta’; nel secondo caso si passa dall’attuale arresto fino a sei mesi, alla possibilita’ della reclusione da un mese a tre anni e sei mesi. Gli ‘steward’ delle societa’ di calcio addetti alla sicurezza negli stadi vengono poi equiparati agli incaricati di un pubblico servizio. Di conseguenza, che le violenze nei loro confronti non verranno punite come come reato commesso nei confronti di un pubblico ufficiale. Aumentano anche le sanzioni per i bagarini: saranno da 2.500 a 10.000 euro e scatteranno per la sola vendita non autorizzata del biglietto; potra’ arrivare a 15.000 euro quando i tagliandi vengono venduti a prezzo maggiorato.


mer ott 12, 2005 12:21 pm
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la cosa non mi riguarda (credo) :jump:

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mer ott 12, 2005 1:16 pm
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Messaggio Re: La camera dei deputati da via libera al decreto antiviol
Avellino club salerno ha scritto:
Applicazione rigida del divieto di accesso agli stadi per i responsabili di incidenti durante manifestazioni sportive o trasferte; ma anche pene piu’ dure per lancio di oggetti ed invasione di campo quando l’episodio comprometta il regolare svolgimento della partita. Equiparazione degli ‘steward’ che svolgono compiti di vigilanza sugli spalti agli incaricati di pubblico servizio, con la possibilita’ di applicare le stesse pene previste per quanti commettono reati nei confronti di un pubblico ufficiale, e divieto di accedere negli impianti stranieri per i tifosi italiani e in quelli del nostro Paese per i tifosi stranieri. Infine, sanzioni nei confronti dei bagarini: sono queste le principali misure introdotte dal decreto legge sulla violenza negli stadi di calcio approvato ieri alla Camera e che ora passa al Senato. Il divieto di accesso negli stadi potra’ essere disposto dal Questore per quanti siano stati denunciati o condannati anche non definitivamente per essere stati protagonisti di episodi di violenza negli stadi, possa essere applicato anche rispetto a manifestazioni sportive in programma all’estero. Uno stesso divieto potra’ essere disposto da autorita’ di polizia dell’Ue nei confronti di cittadini dei loro Paesi per avvenimenti che si svolgono in Italia. Pene piu’ severe, poi, per chi lancia oggetti e petardi in campo o fa invasione di campo, ritardando dell’inizio della partita, la sospensione, l’interruzione o la cancellazione Nel primo caso la pena, oggi la reclusione da sei mesi a tre anni, puo’ essere aumentata fino alla meta’; nel secondo caso si passa dall’attuale arresto fino a sei mesi, alla possibilita’ della reclusione da un mese a tre anni e sei mesi. Gli ‘steward’ delle societa’ di calcio addetti alla sicurezza negli stadi vengono poi equiparati agli incaricati di un pubblico servizio. Di conseguenza, che le violenze nei loro confronti non verranno punite come come reato commesso nei confronti di un pubblico ufficiale. Aumentano anche le sanzioni per i bagarini: saranno da 2.500 a 10.000 euro e scatteranno per la sola vendita non autorizzata del biglietto; potra’ arrivare a 15.000 euro quando i tagliandi vengono venduti a prezzo maggiorato.


quindi agli steward bisogna equipaggiarli con manganelli e compricapo?
ma se ad Avellino si usano ragazzini per fare gli steward è mai possibile caricarli di questa responsabilità???
e le spese poi chi se le accolla? la società o la questura?


mer ott 12, 2005 1:42 pm
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:?:


mer ott 12, 2005 2:30 pm
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Normative come sempre sballate,mi domando se la gente che si okkupa di tale materie in ambito giuridico...non faccia uso di stupefacenti!Mah...ha del ridicolo,controsenso,stupido..non ci sono parole!!mah :roll:

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mer ott 12, 2005 11:16 pm
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Iscritto il: gio giu 30, 2005 1:02 pm
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questo è quello che è successo noi sabato a piacenza:

http://www.ilcesena.net/web/modules.php?name=News&file=article&sid=82


mar ott 18, 2005 12:41 am
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mar ott 18, 2005 3:02 pm
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piadina ha scritto:
questo è quello che è successo noi sabato a piacenza:

http://www.ilcesena.net/web/modules.php?name=News&file=article&sid=82



ilcesena.net ha scritto:
PIACENZA-CESENA: UN POMERIGGIO SOTTO SEQUESTRO?

Sabato 15 ottobre 2005 circa 750 tifosi del Cesena si recano, nel pomeriggio, a Piacenza, allo stadio Garilli, per assistere alla partita di calcio Piacenza-Cesena delle ore 16:00, valevole per il campionato di serie B 2005-2006. Quello che segue è il resoconto di quanto successo quel pomeriggio. Quello che i media non hanno saputo, voluto o potuto riportare.

I tifosi del Cesena che si presentano allo stadio sono fatti oggetto di un primo, sommario controllo – documenti di identità e biglietto – da parte degli steward presso la prima barriera. Successivamente c’è la perquisizione fatta da agenti di Polizia e Carabinieri. Dopo 50 metri la seconda barriera, dove un secondo gruppo di agenti procede a una seconda perquisizione e alla seconda richiesta di esibizione di biglietti e documenti. Superata questa seconda barriera, ci si immette nel corridoio – sempre esterno allo stadio – che conduce agli ingressi della curva ospiti. Davanti agli ingressi gli steward controllano un’altra volta i biglietti, indirizzando i tifosi verso il settore di curva indicato dal numero stampato sui biglietti. A questo punto i tifosi entrati in curva ospiti si ritrovano divisi in due gruppi, uno nel settore di sinistra, l’altro in quello di destra. I due settori sono divisi da una rete. Molti gruppi di amici, e alcune famiglie, si ritrovano divise fisicamente, con l’impossibilità di assistere insieme alla partita, questo perché il filtro degli steward non ha funzionato a dovere. Mentre qualcuno indirizzava al settore indicato, altri si limitavano a strappare i biglietti senza considerare quanto facevano i colleghi.
Dai controlli all’ingresso un gruppo di circa 30 persone viene trovato sprovvisto dei documenti di identità, ma con regolare biglietto. A costoro viene vietato l’ingresso allo stadio. Viene inoltre impedito l’ingresso a due striscioni, uno recante la scritta “SINDACO REGGI... LA BARACCA - CESENA LOTTA CON TE”, e l’altro “LA LEGA SBAGLIA TU CORREGGI”. Dopo pochi minuti la partita ha inizio. Fuori restano le 30 persone circa prive del documento e un altro gruppo di tifosi che sta discutendo per cercare di far entrare gli striscioni.
Quando in curva arriva la notizia del blocco degli striscioni e di alcune persone impossibilitate a entrare in molti cercano di uscire per tentare di raggiungere gli amici. Gli steward ai cancelli impediscono però a queste persone di uscire, chiudendo i cancelli con i lucchetti. Dopo una breve discussione gli steward aprono un cancello, facendo uscire la gente che lo desiderava.

A quel punto nel piazzale di ingresso si ritrovano circa 50-70 tifosi del Cesena insieme agli agenti di Polizia, ai Carabinieri e agli steward. I tifosi discutono con i responsabili delle forze dell’ordine chiedendo di far entrare i due striscioni e i tifosi sprovvisti di documento, ma con i biglietti. Per i due striscioni le forze dell’ordine non transigono. Le parole del Vice Questore di Piacenza sono: “Se volete, potete denunciarmi, ma gli unici striscioni che possiamo fare entrare sono quelli che hanno un chiaro ed esplicito riferimento alla partita di calcio. Altri striscioni non devono essere fatti entrare, queste sono le nuove normative”.
L’intera discussione viene filmata: sia dalle forze di pubblica sicurezza, sia da alcuni tifosi. Il Vice Questore intima ai tifosi che stanno filmando la scena di non riprendere gli agenti di pubblica sicurezza in quanto non si tollera un controllo diretto sul loro operato. Ci invita invece a chiamare i giornali o le televisioni. Il tifoso che filmava le FdO viene identificato. Per i tifosi senza documenti, ma con i biglietti, prevale il buon senso. Si decide di farli entrare. I responsabili della tifoseria, vista la scelta delle FdO. circa i tifosi sprovvisti di documenti, e al fine di evitare possibili aumenti di tensione, decidono di far rientrare tutti e di restare fuori solo in una decina per continuare la trattativa per gli striscioni. La trattativa prosegue, ma il Vice Questore non transige: quegli striscioni non devono entrare pur non avendo caratteristiche perseguibili dalla legge. Per lui, non sono a carattere sportivo.

Siamo ormai oltre la metà del primo tempo e si prende la decisione di andarsene, di tornarsene a casa. Se non possono entrare quegli striscioni, non si vuole restare. A questo punto, però, tranne una decina di tifosi, tutti gli altri sono dentro, in curva, o sulle scale di uscita. Si forma subito una gruppo di circa 30 persone che si dirige ai cancelli per uscire. I cancelli però sono chiusi, con i lucchetti. E gli steward questa volta non vogliono aprire. Ai tifosi che spiegano l’intento di voler tornare a casa gli steward rispondono: “Non possiamo, le FdO ci hanno intimato di chiudere i cancelli e di non aprire a nessuno per alcun motivo”. Chiediamo di parlare con gli ufficiali delle FdO. Si presenta un ufficiale di Polizia, al quale chiediamo di aprire. Lui ne chiede il motivo, al che qualcuno dice che si vuole tornare a casa. L’ufficiale mostra indifferenza, gira i tacchi e si allontana sordo ai richiami di chi vuole uscire dallo stadio e andare via.

750 persone, cittadini italiani, tal seguito di una squadra di calcio, si trovano così chiusi a chiave, dentro una curva, privati della libertà di poter scegliere di uscire e andare a casa. Per i due striscioni non resta altro che appenderli nella parte esterna dello stadio, davanti agli ingressi della curva ospiti.

Gli animi si scaldano, e si verificano a questo punto i primi segnali di tensione tra i tifosi che vogliono uscire e gli steward ai cancelli. Saranno gli stessi tifosi rimasti fuori a riportare la calma, intimando a quelli dentro di non cedere alla rabbia e alle provocazioni che partivano dagli steward. A circa 15 minuti dalla fine i cancelli vengono aperti, e sia gli steward che le forze dell’ordine abbandonano la scena, allontanandosi dal piazzale per portarsi più distanti di 50 metri verso la gradinata. A 15 minuti dalla fine, non ci sono più regole da far rispettare, documenti da controllare, striscioni ammessi e non, steward strafottenti. Alcuni tifosi staccano i due striscioni dalla cancellata esterna per portarli in curva, dove vengono esposti e dove raccolgono l’applauso degli stessi tifosi piacentini.

Malgrado la tensione, la rabbia e la frustrazione accumulata in quelle ore, i tifosi, a fine partita, si allontanano dallo stadio senza creare alcun tipo di problema alle forze dell’ordine.

Questa sintentica ricostruzione è fatta su dati il più possibile oggettivi e, in diverse sue parti, può essere ricostruita e confermata attraverso testimonianze dirette di alcuni protagonisti, oltre che da fotografie e videofilmati. Le conclusioni alle quali giungiamo sono le seguenti:

MANCANZA DI RISPETTO DA PARTE DEGLI AGENTI DI P.S.
All’esplicita richiesta da parte di molti tifosi di poter uscire per tornarsene a casa, gli agenti, richiamati dagli steward per avere l’autorizzazione ad aprire i lucchetti, voltavano le spalle senza dare alcuna spiegazione a quello che stava succedendo. Un libero cittadino, se decide un sabato pomeriggio di recarsi allo stadio, perde di considerazione e di rispetto da parte delle istituzioni, tanto che un agente di pubblica sicurezza si arroga il diritto di voltare le spalle a chi gli chiede perché non può uscire, andare alla macchina e tornarsene a casa.

MANCANZA DI PROFESSIONALITA’ E DI RISPETTO DA PARTE DEGLI STEWARD
Gli steward addetti al settore ospiti hanno mostrato scarsa professionalità e spiccata attitudine alla provocazione. L’atteggiamento verso i tifosi è stato canzonatorio, provocatorio e offensivo. A noi è parso che invece di garantire la sicurezza, questi steward, a Piacenza, ragionassero in altri termini. Non sappiamo altrimenti spiegarci le provocazioni ripetute ai tifosi e le istigazioni a venire alle mani con loro, salvo poi ripararsi dietro al cordone di p.s. una volta terminata la partita.

MANCATA APPLICAZIONE DELLE NUOVE NORME IN TERMINI DI SICUREZZA ALLO STADIO
La giustificazione offerta dal Vice Questore sul perché gli striscioni non entravano ci pare non sostenibile dalle nuove regolamentazioni in termini di sicurezza durante gli incontri di calcio. Gli striscioni in oggetto non erano violenti, né istigavano in qualsiasi modo alla discriminazione o all’odio. Ricordiamo ancora il loro contenuto: “SINDACO REGGI... LA BARACCA - CESENA LOTTA CON TE”, e “LA LEGA SBAGLIA TU CORREGGI”. Ci pare poco ragionevole rischiare di elevare il clima di tensione per non far entrare striscioni con un contenuto del genere, come invece sarebbe accaduto se non fosse stato per il senso di responsabilità e la capacità di controllare la situazione da parte degli Ultras della Curva Mare. A fronte di queste osservazioni, il Vice Questore ha sostenuto che striscioni che non abbiano un contenuto esplicitamente sportivo non possono entrare. A noi sembra al contrario che il contenuto sportivo ci fosse, eccome. Non è infatti chiaro il riferimento alla battaglia sostenuta dal Sindaco Reggi affinché le partite di calcio della serie B non vengano giocate il sabato pomeriggio? La sensazione, a questo punto, è che vi sia una precisa volontà di soffocare qualsiasi segnale di dissenso rispetto al nuovo corso imboccato da Galliani & Co., anche quando questi segnali non sconfinano nella violenza, nelle ingiurie o nella istigazione alla violenza. O dobbiamo forse pensare che a Piacenza, sabato 15 ottobre 2005, qualcuno ha interpretato erroneamente o strumentalmente certe leggi? Ci prenderemo la briga di approfondire questo punto, anche per farci trovare preparati nel caso in cui episodi simili si dovessero riverificare.

SEQUESTRO DI PERSONA? Oltre 750 persone sono state trattenute, molte senza il proprio consenso, contro la loro volontà, dentro a una parte delimitata dello stadio Garilli di Piacenza. Tutto ciò senza che ve ne fossero validi e concreti motivi. La trasferta difatti non presentava particolari rischi di incidenti. Tra i tifosi del Piacenza e quelli del Cesena non ci sono specifici attriti. Peraltro, non si sono verificati incidenti né prima né durante le trattative per far entrare gli striscioni. E non se ne sono verificati neppure dopo. Come abbiamo detto, alla esplicita richiesta, da parte di molti tifosi, di poter uscire per tornarsene a casa, gli agenti di p.s. voltavano le spalle senza fornire spiegazioni sul proprio comportamento. Più che arroganza ci è parso di vedere, nei loro sguardi disorientati, un certo imbarazzo. Forse anche per loro la legge Pisanu appare di difficile interpretazione? O forse il testo abnorme di quella legge consente volutamente tali condotte?

Insomma, sabato 15 ottobre 2005, un numero consistente di CITTADINI ITALIANI, è stato privato delle più elementari libertà garantite dalla Costituzione e dal nostro complesso giuridico di norme, quali ad esempio la libertà di espressione del pensiero e la libertà di movimento. 750 persone sono state rinchiuse a chiave con i lucchetti. Si sono ritrovate in gabbia per oltre 90 minuti. Vorremmo che qualcuno ci spiegasse sin dove può arrivare la necessità di garantire la sicurezza, e se questa necessità non vada a ledere i più elementari diritti civili.

Cosa sarebbe potuto succedere se quel sabato pomeriggio, nella curva ospite, si fossero verificati degli incidenti? Cosa potrebbe succedere a 750 persone – tra cui donne e bambini – che cercano di fuggire giù per una scala e che si trovano, ad accoglierli, cancelli chiusi con i lucchetti. Non è allarmismo. Sappiamo bene che episodi come incendi, cedimenti strutturali, disordini, ecc. non sono da ritenere così lontanamente improbabili. O dobbiamo invece pensare che serrare con lucchetti una gabbia, mentre dentro 750 persone stanno assistendo a una partita, rientra in un piano atto al garantirne la loro sicurezza?

Qui vi sono tutti i presupposti per una precisa e dettagliata denuncia. Dal momento in cui le nostre sensazioni saranno supportate anche dal parere di un legale, ci riserveremo la decisione di procedere, con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, per denunciare quello che riteniamo possa costituire ipotesi di reato e comunque un’inacettabile violenza alle libertà personali.


Ilcesena.net 17 ottobre 2005


mar ott 18, 2005 5:02 pm
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