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Discariche: riapertura e apertura 
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Lone ha scritto:
La tregua è già finita... la raccolta è già sospesa e la munnezza torna ad accumularsi...

... se non si sblocca qualche discarica tra una settimana saremo al punto di partenza...
Addirittura, manco hanno finito di raccoglierla, che già stiamo di nuovo in "emergenza". :shock:
Ma quando mai è finita, dopo tutto?
E quando mai finirà???? :evil:

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gio gen 24, 2008 5:10 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
A Difesa Grande arriva l'esercito

Si registrano nuovi e significativi sviluppi nella vicenda relativa alla Discarica di Difesa Grande.
L’altra notte, infatti, l’Esercito - che sta collaborando con il Commissario De Gennaro per uscire dall’emergenza rifiuti - ha effettuato un sopralluogo sul sito da riaprire. E nella giornata di ieri tecnici dell’Esercito hanno preso possesso della discarica. Stando a quelle che sono le voci provenienti da ambienti vicini al Commissariato regionale, i primi compattatori potrebbero arrivare già tra sabato e domenica. Nel frattempo nella città del Tricolle si prepara la “resistenza” a oltranza contro la decisione del supercommissario De Gennaro.
Ieri mattina c’è stato un sopralluogo sul territorio da parte dei tecnici dell’Asl e dell’Arpac, che hanno effettuato una serie di verifiche. Il comune, come ha confermato il primo cittadino Domenico Gambacorta, non è stato avvisato.
Lo stesso sindaco arianese, riferiscono voci di corridoio, avrebbe avuto un colloquio telefonico con il Commissario De Gennaro. Durante la telefonata si sarebbe vagliata l’ipotesi di un incontro con la popolazione arianese, per tentare di spiegare le motivazioni della decisione. Ma è solamente una voce di corridoio e sulla cosa non ci sono ancora conferme ufficiali.
Nel frattempo, proseguono ispezioni e sopralluoghi prima di riaprire nuovamente Difesa Grande al transito dei compattatori.
In città si registra un grosso fermento, anche perché proprio nella giornata di oggi (box in pagina) è previsto un incontro tra amministrazione comunale e associazioni per stabilire il da farsi. Da Napoli però si tenta di stringere i tempi per tentare di uscire al più presto dall’emergenza nella quale è sprofondata la Regione Campania.
Nel frattempo, ieri lo stesso De Gennaro ha tenuto una conferenza stampa alla presenza dei giornalisti irpini.
Dall’incontro è uscita fuori la sostanziale conferma del fatto che si registra una certa difficoltà anche nella fase post-emergenziale.
In particolare per quanto riguarda l’apertura del sito di Savignano Irpino, che dovrebbe spalancare le porte alla provincializzazione del sistema. Anche se i pessimisti hanno inteso che sullo stesso sito al confine con la Puglia esistono delle difficoltà, dal momento che ancora oggi si stanno vagliando varie ipotesi prima di assumere una posizione definitiva.
E sulla vicenda “Difesa Grande” è intervenuto anche Giovanni Maraia: “Ho richiesto al sindaco di Ariano di emettere un’ordinanza che vieti la riapertura della discarica - ha fatto sapere l’esponente di “Ariano in movimento” -, perché non esistono le “necessarie garanzie ambientali e sanitarie” richieste dall’art. 2 della legge 87/2007 richiamata nell’ordinanza del Commissario De Gennaro. Ho chiesto alla Procura della Repubblica di far rispettare il sequestro preventivo e di non permettere, così, la riapertura della discarica di Difesa Grande, in quanto esistono situazioni di pericolo per la salute e l’ambiente”.
Maraia ha interpellato anche l’Arpac e l’Asl Av/2, al fine di “certificare che non vi sono le necessarie misure indispensabili alla tutela della salute. Certificazione che deve tenere conto della relazione della stessa Arpac - conclude Maraia -, che dichiara il sito inquinato ai sensi del Dm 471/99. Dichiarazione che ha determinato il finanziamento della bonifica da parte della Regione Campania”.

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ven gen 25, 2008 8:15 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Intanto Avellino è 'n'ata vote chiena e' munnezza... a' tregua non è durata manco 'na settimana... la situazione è già critica a corso europa...

... io m'aggio sinceramente rutto o' cazz...

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ven gen 25, 2008 9:19 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Stoccaggio, adesso si punta su Pianodardine
Nuovo stop del Cdr. Riprende la corsa per la requisizione e l'allestimento di un altro sito di stoccaggio provvisorio per le ecoballe. Si è esaurita l'autonomia dell'impianto di Pianodardine derivante dal trasferimento di circa ottocento ecoballe presso la stazione di trasferenza di Flumeri. Domenica sera, dopo tre giorni di conferimenti (poco meno di 2mila tonnellate di immondizia sversate dai due cosmari irpini), la struttura era nuovamente satura di ecoballe. Ieri, dunque, nessun compattatore è riuscito a conferire a Pianodardine. L'Asa, però, non ha interrotto il servizio di raccolta. Per evitare un incremento dei rifiuti stoccati a terra e confidando in una ripresa dell'attività del Cdr in tempi brevi, la società di viale Italia ha effettuato il servizio lasciando i rifiuti stoccati sui compattatori. Per riavviare il ciclo ed evitare che, laddove la fase critica dell'emergenza sia alle spalle, i rifiuti tornino ad accumularsi lungo strade e marciapiedi è, però, necessario attivare un nuovo sito di stoccaggio provvisorio in attesa della riapertura di Difesa grande prevista per il prossimo fine settimana. L'attenzione maggiore è rivolta verso l'area Asi di Pianodardine attigua all'impianto Cdr. Ieri, dal commissariato, è arrivata la revisione dell'ordinanza emessa nei giorni scorsi che prevede, come espressamente richiesto dal direttore del dipartimento Arpac Barbato, la possibilità di attivare lo stoccaggio su teloni in attesa dell'allestimento delle piazzole. Già oggi, dunque, il sito potrebbe essere requisito dal genio militare, così come previsto dalla stessa ordinanza, ed essere messo a disposizione del Cosmari Av1 per l'avvio dei lavori, il cui avvio si profila in tempi strettissimi. Nel frattempo, già oggi cominceranno le operazioni di trasferimento delle ecoballe dal Cdr in modo da garantire una ripresa dell'attività dell'impianto a tempi di record. Un'ulteriore accelerazione necessaria a garantire respiro ai numerosi comuni rientranti nel bacino del Cosmari Av1 lungo le cui strade sono ancora stoccate centinaia di tonnellate di pattume. Mentre Avellino ed i centri del Cosmari Av2 si sono lasciati alle spalle la fase critica dell'emergenza, grazie allo stoccaggio di ecoballe presso campo Genova e la stazione di trasferenza di Flumeri, molti comuni dell'Av1, a cominciare da Mercogliano ed Atripalda, accusano ancora pesanti disagi e difficoltà. Non è da escludere, inoltre, che la struttura commissariale possa emettere una nuova ordinanza per la requisizione di un ulteriore sito di stoccaggio di ecoballe da individuarsi tra le strutture, l'impianto di compostaggio di Teora e alcune tra le isole ecologiche, messe a disposizione dal Cosmari Av2. Nei comuni ancora alle prese con immondizia stoccata lungo strade e marciapiedi e numerose difficoltà, infine, si segnalano episodi di intolleranza come gli incendi di cassonetti e cumuli di immondizia. Il numero di roghi si è ridotto ma le chiamate ai vigili del fuoco non mancano. Specie durante le ore notturne.

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mer gen 30, 2008 1:37 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Rifiuti, 700 tonnellate in città
L'emergenza rifiuti senza vie d'uscita ad AVellino dove la situazione igienico sanitaria comincia di nuovo a essere allarmante. Sono ormai circa settecento le tonnellate di immondizia abbandonate nelle strade: problemi si registrano nelle periferie. Ma sono al collasso anche alcuni paesi dell'hinterland, tra cui Mercogliano che non è dotato di un sito provvisorio per lo stoccaggio dei rifiuti. La Provincia intanto sta verificando la possibilità di attuare un piano alternativo a Difesa Grande per riaprire in tempi brevi il Cdr di Pianodardine.



Percolato, AsiDev: rischio annunciato
Rischio annunciato: e per questo motivo avevamo sollecitato un incontro per un migliore coordinamento nella gestione della Discarica. E' quanto sostiene in una nota l'Asi-Dev rispetto alla questione del percolato fuoriuscito dalla discarica di Difesa Grande e che ieri ha fatto scattare un nuovo sequestro per lo sversatoio del Tricolle. L'AsiDev che per volontà del commissario De Gennnaro non ha più la gestione dell'impianto si chiama fuori dalla vicenda e chiarisce: ''Avevamo segnalato al commissariato che il fatto di aver assegnato al consorzio Napoli 3 la gestione della discarica non avendo conoscenza dell'impianto e delle procedure specifiche da adootare per la corretta gestione, avrebbe potuto provocare rischi ambientali''. E intanto Giovanni Maraia di Ariano in movimetno, oltre che alla vicenda percolato, ha denunciato anche la presenza nell'ex stabilimento Smae di decine di fusti contenente sostanze tossiche.



dal mattino di oggi
Difesa Grande, indaga la Procura
Acquisiti atti al Commissariato, si verificano ipotesi di abuso o di omissione nell’ordinanza di riapertura

É stata, quella di ieri, una giornata di attesa per le decisioni del Commissario De Gennaro, che ha affidato ai tecnici il compito di verificare se l'impianto di Difesa Grande sia inquinato o possa provocare danni per la salute pubblica. Ma è stata anche una giornata di stupore per la notizia dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Ariano Irpino sulle decisioni assunte dal Commissario De Gennaro con l'ordinanza n. 32 del 21 gennaio scorso che dispone proprio la riapertura dell’impianto. Per finire, in serata è arrivata la notizia che dalla discarica arianese fuorisce percolato. L’intervento a sorpresa della Procura della Repubblica ha intanto catalizzato le attenzioni. Su mandato del sostituto procuratore, Arturo De Stefano, agenti della Polizia Giudiziaria hanno acquisito a Napoli una ricca documentazione in Commissariato. S’indaga sull’ordinanza di riapertura e non si escludono ipotesi di reato riconducibili all’abuso di ufficio o all’omissione.


Ariano Irpino. É stata, quella di ieri, una giornata di attesa per le decisioni del Commissario De Gennaro, che ha affidato ai tecnici il compito di verificare se l'impianto di Difesa Grande sia inquinato o possa provocare danni per la salute pubblica. Ma è stata anche una giornata di stupore per l'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Ariano Irpino sulle decisioni assunte dal Commissario De Gennaro con l'ordinanza n. 32 del 21 gennaio scorso che dispone proprio la riapertura dell’impianto. Per finire, in serata è arrivata la notizia che dalla discarica arianese fuorisce percolato. In un comunicato è lo stesso Comune di Ariano ad affermare che «dalle canalette di convogliamento fuoriesce percolato». Il fenomeno dipende dal fatto che da diversi giorni il liquido scuro non verrebbe più raccolto e precisamente da quando l'impianto è stato requisito e affidato al Consorzio Napoli 3, che è subentrato all’Asidev, in questa fase, nella gestione dell’impianto. Per evitare, invece, questi incidenti occorre raccogliere il percolato ogni giorno. Già nel 2004 sul versante sud-ovest della discarica vi fu una grossa perdita, tanto da rendersi necessario l'intervento dell'Arpac. Quella stessa parte di discarica fu poi sottoposta a sequestro da parte della magistratura. Per oggi è previsto l'arrivo in discarica dell'Arpac. Ma intanto si segue, con interesse, proprio l'intervento della Procura arianese presso il Commissariato. Su mandato del sostituto procuratore, Arturo De Stefano, agenti della Polizia Giudiziaria hanno acquisito a Napoli una ricca documentazione. Nei prossimi giorni ci dovrebbe essere una nuova visita con l'acquisizione di altri documenti espressamente indicati nel mandato conferito agli inquirenti. Al momento non c'è ancora l'ipotesi di un reato per il Commissario De Gennaro o per i tecnici che lo hanno affiancato nella scelta dei siti nei quali far conferire i rifiuti in Campania. Ma l'apertura di un fascicolo subito dopo l'emissione di un'ordinanza di questo tipo sono diretti a verificare la sostanziale ipotesi del reato di abuso d’ufficio o di omissione. Come d'altra parte avevano invocato amministratori locali, autorità ecclesiastiche e associazioni ambientalistiche che avevano parlato nei giorni scorsi di «sopruso, violazione dello Stato di Diritto, ingiustizia». La Procura della Repubblica di Ariano Irpino intenderebbe capire perchè il Commissario De Gennaro si è orientato verso l'apertura di Difesa Grande che è sequestrata e se, prima di questa decisione, non abbia individuato altri siti con volumetrie disponibili. Insomma, si potrebbe immaginare un abuso o un'omissione nell'affrontare i problemi dell'emergenza rifiuti. La Procura arianese, insomma, procederebbe con la volontà di capire se un commissario possa emettere o meno un'ordinanza che supera di fatto una legge dello Stato che considera chiusa definitivamente la discarica di Difesa Grande (l’altra volta, infatti, si procedette con un decreto legge)? Ma non solo . Perchè sversare 42.000 tonnellate e non una quantità inferiore? Non era da considerarsi, inoltre, ancora sottoposta a sequestro preventivo la stessa discarica, grazie al provvedimento emesso dalla Procura l'8 ottobre del 2006? Il Tribunale del Riesame di Avellino non aveva, inoltre, respinto il 18 ottobre del 2006 il ricorso presentato dai gestori della discarica, mentre pende un nuovo giudizio presso la Cassazione? Come si può intervenire, dunque, su un impianto sul quale grava un provvedimento di sequestro e un'indagine giudiziaria che vede come indagati ex amministratori dell'Asi-Dev e del Codiso di Solofra per disastro ambientale e inquinamento della falde acquifere? Questi interrogativi sono sostanzialmente quelli che si pone anche un'intera città che non ha esitato a scendere in strada e a ribadire di voler contrastare in tutti i modi la riapertura dello sversatoio.

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mar feb 05, 2008 3:13 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Basta discariche..queste si che ammalano sono MALEODORNANTI,PROVOCANO I TUMORI e distruggono falde acquifere,e sono obsolete..(poi c'è chi dice che I TERMOVALORIZZATORI SONO OBSOLETI E VUOLE LE DISCARICHE!!),..

ci vogliono I TERMOVALORIZZATORI!

Per chi volesse saperne di più, ecco un filmato sul termovalorizzatore di Brescia, con i soldi dell'emergenza di Napoli se ne potevano costruire 7 (SETTE !!!) uguali. Il termovalorizzatore non produce diossina perché opera a 1100°C, sta ad un km e mezzo dal centro città e nessuno s'ammala.

Inquina meno di un'auto diesel, brucia i rifiuti, produce energia elettrica per 190mila famiglie e porta acqua calda in 50mila appartamenti di Nino Luca

dal sito http://libererisonanze.blogspot.com/200 ... lmato.html


Dentro il termovalorizzatore di Brescia
Inquina meno di un'auto diesel, brucia i rifiuti, produce energia elettrica per 190mila famiglie e porta acqua calda in 50mila appartamenti di Nino Luca (Agr)

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ORA E SEMPRE, FORZA MAGICO LUPO...
LOTTARE SEMPRE : FINO ALL'ULTIMA GOCCIA DI SUDORE, FINO ALL'ULTIMA GOCCIA DI SANGUE!!!


mar feb 05, 2008 5:28 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Ecoballe nell'eliporto, attesa ordinanza
Solo questione di ore per il completamento della procedura per lo stoccaggio delle ecoballe a Pianodardine, nell'area dell'eliporto di proprietà dell'Asi. E' questa la prima valvola di sfogo che consentirebbe al Cdr di riaprire battenti e, dunque, all'Asa di riprendere la raccolta. Gli altri siti individuati per lo stoccaggio delle ecoballe rimangono Flumeri, Teora, Montella e Camporeale ad Ariano Irpino. E intanto la De Simone attende di conoscere dal commissario De Gennaro le indicazioni sulla vicenda della discarica di Difesa Grande e sulla riconversione del Cdr in impianto di compostaggio.


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mer feb 06, 2008 4:18 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Rifiuti, disco verde per l’area Asi di Pianodardine

MICHELE DE LEO Stavolta ci siamo. Ancora un giorno di sofferenza, l'ultimo si spera, e l'Irpinia potrà cominciare di nuovo a respirare, riprendendo il lento percorso per lasciarsi alle spalle l’ennesima, grave crisi dei rifiuti. L'ordinanza di requisizione dell'area Asi di Pianodardine, per la realizzazione di un sito di stoccaggio provvisorio per le ecoballe, è pronta. Stamattina sarà sottoscritta dal commissario straordinario Gianni De Gennaro e notificata alle istituzioni interessate. Solo un'intera giornata di intenso lavoro di tecnici commissariali e direttore del dipartimento Arpac di Avellino Barbato, seguita direttamente anche dal commissario straordinario, ha permesso ieri di superare le difficoltà tecniche, leggi indicazione delle particelle catastali sulle quali insisterà l'impianto di stoccaggio, che ne avevano ritardato l'emissione. «De Gennaro - evidenzia Barbato - si è impegnato a firmare l'ordinanza e notificarla entro la mattinata di domani (oggi per chi legge, ndr)». Ma c'è di più. «Il commissario - continua il direttore del dipartimento Arpac - ha, altresì, annunciato che nei prossimi giorni sarà nuovamente ad Avellino per discutere dei passi successivi del percorso avviato: la realizzazione di una discarica provinciale a Savignano e lo stop del Cdr di Pianodardine per i lavori di adeguamento». É bastato risolvere i piccoli dettagli che hanno tenuto bloccata, per circa venti giorni, l'ordinanza di requisizione dell'area Asi di Pianodardine per rimettere in moto il piano, voluto dall'amministrazione di palazzo Caracciolo, per cominciare a lasciarsi alle spalle la grave fase di emergenza ed avviarsi ad una gestione dell'intero ciclo integrato entro i confini provinciali. Già domani, dunque, si dovrebbe avviare il trasferimento delle ecoballe presso il nuovo sito provvisorio di stoccaggio. «Nell'ordinanza - aggiunge, infatti, Barbato - sarà specificata la possibilità di stoccare su teloni in attesa dell'allestimento delle piazzole». Lo spostamento delle oltre 3mila ecoballe stoccate nell'impianto consentirà immediatamente la ripresa dell'attività del Cdr. Già domani, dunque, potrebbero riprendere la raccolta in tutti i comuni della provincia e i conferimenti a Pianodardine. La priorità sarà quella di avviare immediatamente le raccolte indifferibili, nei pressi di scuole, carceri e, soprattutto, ospedali, e dare respiro a quei comuni del Cosmari Av1 in cui, lungo strade e marciapiedi, sono stoccate centinaia di tonnellate di pattume accumulatesi negli ultimi due mesi. A Mercogliano e Solofra, dove ieri si è provveduto ad una raccolta straordinaria nei pressi dell'ospedale, l'emergenza non risparmia anche gli istituti scolastici cittadini. Ma la situazione è difficile dappertutto. La raccolta, infatti, è bloccata nell'intera Irpinia da ben undici giorni e, a terra, sono stoccate circa 5mila tonnellate di rifiuti, di cui poco meno di mille solo nella città capoluogo. Proprio ad Avellino, la situazione è ormai insostenibile nei pressi del nosocomio di viale Italia che ospita anche le cucine dell'azienda ospedaliera Moscati. L'ingresso da via Colombo, dove sono posizionati i cassonetti, è completamente ostruito ed arriva ai primi piani. Il «varco» realizzato nella giornata di martedì ieri era nuovamente bloccato. Per questo, i vertici dell'azienda ospedaliera hanno inviato una nota in Prefettura chiedendo un intervento urgente e straordinario per migliorare soprattutto la condizione igienico sanitaria. Non va meglio presso i plessi del Maffucci e della città ospedaliera dove i disagi sono attutiti solo dalla presenza di maggiori spazi.

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gio feb 07, 2008 4:38 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
dove sarai... sarò ha scritto:
[i]Ecoballe nell'eliporto


... forse nella speranza che decolli la differenziata... :roll:

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gio feb 07, 2008 5:45 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Rifiuti, città in ginocchio
La città è di nuovo in ginocchio. L'emergenza rifiuti è riesplosa da un punto all'altro del capoluogo. Le periferie stanno letteralmente scoppiando ma anche nel centro la situazione è drammatica. L'asa, infatti, da giorni ha sospeso anche i servizi cosiddetti indifferibili e la quantità di rifiuti accumulata davanti alle scuole e agli ospedali è diventata di nuovo notevole. Al moscati i cassonetti ricolmi hanno ormai ostruito l'ingresso da via Colombo. La direzione generale ha inviato una nota alla prefettura sollecitadno un intervento di raccolta straordinaria.


ven feb 08, 2008 2:53 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Stasera ho girato un po' in città... la situazione è semplicemente disastrosa... peggio di qualche settimana fa... :evil:

... speriamo si sblocchi almeno il sito di stoccaggio delle ecoballe a pianodardine per darci un po' di respiro...

... ma poi? :-(

Non so davvero cosa dire o pensare... ormai non si riesce a vedere una via d'uscita da questo inferno...

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mer feb 13, 2008 1:08 am
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Avete visto la montagna di rifiuti "ammentonata" a Via Luigi Amabile angolo Via Serafino Soldi???? :shock: :shock:
Ci sono passato ieri sera.
E' impressionante!!! :frusta: :frusta:
E non voglio nemmeno pensare a cosa succederà quando tra un paio di mesi le temperature inizieranno a salire se nel frattempo la situazione sarà rimasta la stessa!!!!! :evil: :evil: :twisted: :twisted:

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mer feb 13, 2008 9:25 am
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
dal mattino di ieri

Rifiuti, riapre il Cdr e riprende la raccolta

MICHELE DE LEO Riprende oggi la raccolta dei rifiuti in provincia. Nel pomeriggio di ieri, un'ordinanza commissariale ha disposto il trasferimento di 2mila e 800 tonnellate di rifiuti imballati, pari a circa 2mila e 200 ecoballe, stoccate all'interno del Cdr di Pianodardine, presso una piazzola di Acerra, nel Casertano. Il dispositivo consentirà l'immediata ripresa dell'impianto che da questa mattina alle 6 aprirà nuovamente i cancelli ai compattatori carichi di immondizia raccolta in provincia. Il trasferimento garantirà un'autonomia di circa otto giorni di lavorazione, circa 5mila e 600 tonnellate di immondizia da poter conferire, poco meno di quanto adesso è stoccato lungo strade e marciapiedi di gran parte dei comuni della provincia. La raccolta, infatti, è rimasta ferma per ben quindici giorni e la situazione igienico sanitaria è drammatica in quasi tutte le zone dell'Irpinia. A cominciare dalla città capoluogo, dove sono stoccate a terra circa mille e 200 tonnellate di rifiuti e le periferie sono letteralmente sommerse da cumuli di sacchetti maleodoranti. I disagi più pesanti si registrano, però, in quei comuni del bacino del Cosmari Av1, Mercogliano, Solofra e tanti altri minori, in cui la raccolta è ferma dallo scorso mese di dicembre. L'Irpinia, dunque, si avvia lungo il percorso per lasciarsi alle spalle la fase drammatica dell'emergenza. Oggi l'Asa e le altre società del settore rimetteranno in moto i propri mezzi per cominciare a rendere più accettabile la situazione in provincia. I conferimenti presso il Cdr, almeno per questa prima giornata, saranno garantiti in maniera equilibrata tra la città di Avellino, i comuni del Cosmari Av1, ossigeno puro per molti centri ormai al collasso, e quelli dell'Av2. I primi compattatori si muoveranno intorno a scuole e ospedali, per poi spostarsi nelle altre zone dei vari paesi. L'ordinanza commissariale per il trasferimento delle ecoballe ad Acerra non consente solo una ripresa immediata di raccolta e conferimenti presso il Cdr ma, soprattutto, di organizzare nel migliore dei modi l'allestimento del sito di stoccaggio di Pianodardine, che dovrà supportare la fase immediatamente successiva. A riguardo, sempre ieri, è arrivata una nuova ordinanza dalla struttura commissariale, «la numero 73 - dichiara il direttore del dipartimento Arpac Barbato - che annulla la precedente emessa nei giorni scorsi e dispone, per ciò che concerne il sito individuato presso l'area Asi, la possibilità dello stoccaggio provvisorio di ecoballe su teloni, in attesa dell'allestimento delle piazzole». A Pianodardine, nel frattempo, potrebbero essere trasferite anche le ecoballe attualmente stoccate presso l'area di campo Genova che diventerebbe funzionale come isola ecologica temporanea per la città capoluogo. L'Irpinia vede, dunque, allontanarsi lo spettro dell'emergenza rifiuti almeno per il futuro prossimo. Il piano predisposto di intesa con il commissariato prevede la necessità di individuare palliativi per un periodo di venti - trenta giorni al massimo. Sono questi i tempi necessari, secondo le indicazioni dei tecnici commissariali, per predisporre il sito di stoccaggio provvisorio, attiguo alla vecchia discarica comunale da bonificare, alla località Pustarza di Savignano Irpino. Quest'area andrebbe ad ospitare i rifiuti raccolti in provincia fino all'apertura dello sversatoio dove, successivamente, verranno trasferiti.



«No al sito di stoccaggio a Pianodardine»

BARBARA CIARCIA I sindaci della Valle del Sabato fanno squadra, ma soprattutto tentano di fare quadrato attorno all'area di Pianodardine, scelta come sito temporaneo di stoccaggio dei rifiuti prodotti, e non rimossi, nel capoluogo e in provincia. La soluzione futura al cronico problema della spazzatura per la cordata di amministratori locali, guidata dai primi cittadini di Montefredane e Prata, va cercata altrove e non più qui. Pertanto le amministrazioni del comprensorio si stanno mobilitando, con un frenetico passaparola e con uno sforzo ineguagliabile di energie, per fermare la corsa contro il tempo stabilito per creare uno sversatoio d'emergenza tra le fabbriche e i centri abitati che si rincorrono lungo le sponde del fiume Sabato. «Questa terra ha già dato, ha già pagato un tributo salato allo sviluppo - ha asserito Carmine Troncone, sindaco di Montefredane -, per ciò siamo fermamente contrari alla scelta di allestire un sito a Pianodardine, a ridosso del Cdr e di una vasta area industriale. Venerdì prossimo siamo stati pure convocati a palazzo Caracciolo per discutere con la presidente De Simone dei tempi e delle modalità di allestimento di un sito in quest'area che, non solo a nostro avviso, è ormai altamente compromessa». Tutti uniti contro il pattume. Non è uno slogan, ma la posizione univoca presa dai rappresentanti dei comuni di Montefredane, Prata P.U., Pratola Serra, Tufo, Manocalzati e Atripalda per preservare la valle da ulteriori contaminazioni, per invocare una rapida bonifica delle terre malate e soprattutto per scacciare gli spettri sinistri che si aggirano in zona. «Siamo anche disposti alla collaborazione, a sostenere, se necessario, qualche sacrificio - ha poi aggiunto Gaetano Tenneriello, sindaco di Prata - ma in cambio vogliamo rassicurazioni su quello che si andrà a fare. Non si può dimenticare con superficialità l'elevata incidenza tumorale registrata in questo bacino, e l'eccesso di inquinamento prodotto dalle industrie che va a colpire l'ambiente e chi lo abita. Se a questo adesso aggiungiamo pure i rifiuti abbiamo confezionato una potente bomba ecologica». L'emergenza è un dramma circoscritto che, gira e rigira, ricade sempre nello stesso punto che è poi quello più fragile ed esposto. Pianodardine, periferia di Avellino e di un hinterland dinamico e industrializzato, è però l'anello debole di un sistema inceppato. «Non comprendiamo - ha dichiarato Antonio Aufiero, sindaco di Pratola Serra - come si possa chiedere a chi ha affrontato già tante fatiche di farne altrettante per il bene collettivo. Eppure avevamo avuto garanzie precise su Pianodardine, adesso invece apprendiamo, come un fulmine a ciel sereno, di questa scelta presa sbrigativamente per fronteggiare una crisi che non ha proprio sbocchi». Pianodardine resta allora l'unica via d'uscita dal tunnel di un'emergenza oscura e infinita? Nei prossimi giorni ne sapremo di più.

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mer feb 13, 2008 12:56 pm
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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
La futura discarica di Savignano. Braccio di ferro a Pustarza: vince la legge dei trattori

«Signor prefetto, buongiorno, sono il sindaco di Savignano Oreste Ciasullo. Sto sul luogo di Pustarza: ci avete fatto un bidone di quelli grossi! Dovete ordinare di sospendere qualsiasi attività qui, altrimenti non posso dare rassicurazioni su quello che può succedere. Noi stiamo qua e ci sono migliaia di persone. Non ce ne andiamo finché non date disposizione di bloccare i carotaggi». E’ tutta qui, in questa concitata telefonata partita da Savignano, la sintesi della movimentata manifestazione di ieri mattina a Pustarza. Un lungo corteo partito dal bivio di Villanova ed esploso, all’improvviso, nel sito di Pustarza, dove il commissario all’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro ha deciso di realizzare la nuova discarica provinciale. Da cinque giorni era stata annunciata la manifestazione dei “NO”, che sarebbe partita dal bivio di Villanova per arrivare fino a Savignano, con la partecipazione delle popolazioni e dei sindaci dell’Arianese e della Valle del Cervaro, ma proprio ieri, mentre il corteo muoveva i primi passi, i tecnici dell’Arpac, a sorpresa, installavano la trivella per cominciare i carotaggi a Pustarza.

LA LEGGE DEI TRATTORI
La notizia del blitz ordinato da De Gennaro si è diffusa in pochi minuti ai manifestanti: «Avete capito che ci stanno facendo? Mentre facciamo la manifestazione loro, a tradimento, stanno prendendo possesso della nostra terra. Ci vengono a calpestare». Da questo momento in poi l’atmosfera è diventata incandescente. Quella che doveva essere “una passeggiata a Pustarza”, è diventata una prova di forza potenzialmente pericolosa. Alle 11:30, mentre migliaia di manifestanti rimanevano bloccati in auto lungo la provinciale 10, altrettanti riuscivano, a piedi e per i campi, a raggiungere il sito da difendere. E alla fine ha prevalso la legge del trattore: da una parte c’era la trivella dei carotaggi (protetta da una cinquantina di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa), dall’altra (tutt’intorno) cinquemila manifestanti e una quarantina di trattori. La gente ha invaso il sito ed ha ottenuto l’interruzione dei lavori, rispedendo la trivella da dove era venuta. E grazie alle forze dell’ordine (in tutto in zona ne erano schierate un centinaio) tutto è accaduto senza particolari incidenti e soprattutto senza feriti. Soltanto un’anziana si è sentita male ed è stata soccorsa da una delle ambulanze che scortavano il corteo, ma si è trattato di un malore leggero, probabilmente legato al grande gelo che, insieme al vento, ha sferzato per tutto il tempo la zona. Ma c’è uno strascico giudiziario: la polizia in queste ore sta completando l’identificazione dei manifestanti più focosi; rischiano imputazioni gravi, come l’interruzione di servizio pubblico (i carotaggi disposti da De Gennaro), la violenza privata (le pressioni fatte sui tecnici per costringerli ad interrompere i rilievi) e la resistenza a pubblico ufficiale. L’irruenza della folla è stata impressionante. Le grida “via! andate via!” rivolte ai tecnici impegnati nella trivellazione si sono fuse in un unico grande grido di protesta. Si è temuto il peggio, soprattutto quando sono comparsi i trattori: accolti dagli applausi come fossero i rinforzi della cavalleria. I mezzi agricoli, simbolo della terra, si sono disposti a cerchio, in modo da circondare la trivella e il cordone di polizia, suonando i clacson e sgasando minacciosamente.
La mediazione telefonica con il prefetto alla fine ha dato la vittoria al fronte del “NO”: la trivella è stata smantellata, caricata su un rimorchio e rimandata al mittente.
COSIMO BARBATO (ARPAC): «ERANO SOLO ANALISI PREVENTIVE»
A pochi metri di distanza dal sito ieri mattina c’era anche il responsabile provinciale dell’Arpac, Cosimo Barbato, che ha spiegato il motivo di quei carotaggi: «Stiamo effettuando operazioni di caratterizzazione, per vedere se il sito è inquinato o meno. I risultati li relazioneremo a De Gennaro che deciderà sulla possibilità o meno di realizzare qui una discarica. Sulla opportunità di iniziare a trivellare proprio oggi, in concomitanza con la manifestazione, ho chiesto per 12 ore di seguito al Commissariato di rinviare, ma inutilmente».

L’INIZIO DELLA MANIFESTAZIONE
«E’ incomprensibile che si voglia realizzare una discarica proprio lì, mentre ci sono in tutta la provincia siti più idonei, segnalati da tempo… e parlo in particolare del Formicoso». Con queste parole, mentre a Pustarza arrivava di nascosto la trivella, il sindaco di Ariano Domenico Gambacorta, dava inizio ufficialmente alla manifestazione di protesta al bivio di Villanova.

IL SINDACO DI GAMBACORTA: «HO UN DOSSIER SUL FORMICOSO»
«Manderò un dossier sul Formicoso - ha dichiarato Gambacorta dal palco montato al presidio del bivio - a tutti i giornali nazionali. La nuova discarica o si fa a contrada Ischia o si fa negli altri siti che si trovano scorrendo la graduatoria che stilò a suo tempo la Provincia. Ma la prima cosa che voglio dire è che abbiamo una buona notizia: il prefetto De Gennaro ha fatto retromarcia su Difesa Grande. Difesa Grande non si apre e non si riaprirà…Oggi siamo qui perché, come abbiamo detto la sera della fiaccolata del 29 gennaio, la solidarietà bisogna darla per poterla ricevere. Noi abbiamo voluto dare solidarietà a Savignano perché riteniamo che anche in questo caso siamo di fronte ad una mancanza di giustizia. In questa provincia siamo stanchi di pagare per tutti, noi non abbiamo intenzione di pagare per tutti. Se questi sono i fatti noi oggi civilmente manifesteremo fino ad arrivare a Difesa Grande e a Pustarza, tutti insieme senza dividerci tra destra, sinistra o centro. Da oggi in poi tutti i consiglieri comunali di Ariano saranno a Pustarza, perché lì sarà il luogo del nostro Consiglio comunale». «E adesso andiamoci a fare questa passeggiata a Difesa Grande e a Pustarza» ha concluso Gambacorta, non sapendo che intanto la trivella aveva iniziato a scavare il primo buco nel terreno di Pustarza.

IL SINDACO CIASULLO: «MI AUTOSOSPENDO DAL PD E DALLA COMUNITA’ MONTANA»
Ha preso poi la parola il sindaco di Savignano Oreste Ciasullo: «Grazie per questa grande manifestazione di solidarietà al nostro paese così piccolo. Grazie di cuore tutti i cittadini di Ariano, Zungoli, Villanova, Panni, Monteleone, Greci e Montaguto e ai molti altri che sono qui a combattere insieme a noi per la difesa del territorio. Voi tutti sapete che io sono di un’area di centrosinistra e da un po’ di tempo sto per essere calpestato da una situazione politica provinciale molto difficile nei nostri confronti. In questo momento mi autosospendo dal Pd. E se la Comunità Montana continua a rimanere in silenzio, sono pronto anche a dimettermi da assessore. Voglio dire a De Gennaro: ma è possibile che solo a Savignano ci possono essere 20 ettari di terreno coltivato da scegliere per fare la discarica?»

APPELLO ALLA DE SIMONE
In serata il sindaco Ciasullo ha annunciato: «Abbiamo stilato un verbale con gli altri sindaci, abbiamo ribadito la nostra ferma contrarietà a Pustarza, chiesto la temporanea sospensione di qualsiasi tipo di attività nel sito. E abbiamo chiesto un tavolo di confronto con De Gennaro e la presidente della Provincia De Simone e speriamo ci venga concesso».

ULTIMORA: PRESIDIO A PUSTARZA SOTTO LA NEVE
Come annunciato, i manifestanti hanno installato un presidio fisso, oltre che al bivio di Villanova e a Savignano Scalo, anche a Pustarza, nonostante in serata siano iniziati a cadere i primi fiocchi di neve.

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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
Tremila no alla discarica di Savignano
Un no senza appello, determinato e civile, che migliaia di persone hanno gridato oggi contro la discarica individuata dal supercommissario, Gianni De Gennaro, nel territorio di Svignano Irpino. La manifestazione a cui hanno preso parte, secondo gli organizzatori, non meno di cinquemila persone (tremila secondo le forze dell'ordine), non ha fatto registrare incidenti di sorta. Giunti in contrada Pustarza, i manifestanti hanno invaso l'area su cui su cui dovrebbe sorgere l'impianto in grado di stoccare circa 700mila tonnellate di rifiuti e circondato una trivella che stava compiendo i carotaggi del terreno predisposti dall'Arpac: dopo una trattativa che ha coinvolto telefonicamente anche il prefetto di Avellino, Ennio Blasco, la trivella ha fermato i lavori.

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Messaggio Re: Discariche: riapertura e apertura
dove sarai... sarò ha scritto:
Tremila no alla discarica di Savignano
Un no senza appello, determinato e civile, che migliaia di persone hanno gridato oggi contro la discarica individuata dal supercommissario, Gianni De Gennaro, nel territorio di Svignano Irpino. La manifestazione a cui hanno preso parte, secondo gli organizzatori, non meno di cinquemila persone (tremila secondo le forze dell'ordine), non ha fatto registrare incidenti di sorta. Giunti in contrada Pustarza, i manifestanti hanno invaso l'area su cui su cui dovrebbe sorgere l'impianto in grado di stoccare circa 700mila tonnellate di rifiuti e circondato una trivella che stava compiendo i carotaggi del terreno predisposti dall'Arpac: dopo una trattativa che ha coinvolto telefonicamente anche il prefetto di Avellino, Ennio Blasco, la trivella ha fermato i lavori.
Come è diventata già vecchia questa notizia!!! :shock:

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