 |
|
Oggi è mar apr 21, 2026 7:02 am
|
Messaggi senza risposta | Argomenti attivi
|
Pagina 1 di 1
|
[ 7 messaggi ] |
|
a proposito di CHE GUEVARA....
| Autore |
Messaggio |
|
Neo Lupo
Iscritto il: mer ott 26, 2005 8:12 pm Messaggi: 381
|
 a proposito di CHE GUEVARA....
tratto da Corrispondenza Repubblicana QUINDICINALE ANNO II - N. 13 Roma, 1 novembre 1967 bollettino della Federazione Nazionale Combattenti della RSI
Dopo l'incertezza delle prime notizie sembra ormai confermata definitivamente la morte del rivoluzionario sudamericano Ernesto «Che» Guevara. La sua morte segna senz'altro una pesante sconfitta del movimento rivoluzionario in Sud America poiché Guevara non rappresentava soltanto un abile stratega o un mito affascinante, la sua esperienza recente lo aveva portato ad una maturazione politica, ad una comprensione dei problemi della rivoluzione che ne facevano una guida insostituibile. È indicativo a questo proposito seguire il più recente itinerario del pensiero di Guevara. Ministro dell'Economia e direttore della Banca Centrale, al termine della rivoluzione egli crede che la cosa più importante sia di costruire lo Stato socialista a Cuba. È colui che dà maggior impulso alle nazionalizzazioni dei beni statunitensi, e per ciò che riguarda l'attuazione della riforma agraria tenta di impostare un sistema di incentivizzazione ideale, in contrasto in ciò con Fidel Castro che invece vuole degli incentivi di carattere economico. Col maturare degli eventi, dopo il 1962, mentre si fa sempre più pesante il condizionamento sovietico Guevara si scontra nelle sue teorie economiche con Fidel e con l'Unione Sovietica. Voleva spingere l'economia cubana su una strada di forte industrializzazione, ma l'appoggio sovietico presupponeva aiuti limitati per l'industrializzazione e una grossa produzione di zucchero da esportare nei paesi comunisti. Guevara lascia il Ministero dell'Economia, perde completamente la sua fiducia nell'appoggio «rivoluzionario» dell'Unione Sovietica (parlerà molto raramente dell'URSS, ma questo silenzio, in una certa misura, è molto indicativo), comincia a fare viaggi in alcuni Paesi dell'Asia e dell'Africa. Non crede più nel nazionalismo o «socialismo cubano» di Castro, ma comincia ad intuire un disegno più vasto. Nell'aprile del 1964 è ad Algeri a colloquio con Ben Bella. Il «radicale» Ben Bella che concepisce ben altri disegni che quelli rivoluzionari, orientato decisamente su una via riformista e tecnocratica e con in più un progetto di forti legami con il capitale americano, delude profondamente Guevara e gli conferma anzi la sua intuizione sulla logica fine di una rivoluzione a sfondo nazionale. Ormai ha chiaro in mente che la lotta «anti-imperialista» non può che comprendere un vasto fronte internazionale se vuole avere qualche possibilità di vittoria. Nei primi mesi del '65 tenta di organizzare la guerriglia nel Congo, ma questa volta è il materiale umano a deluderlo: le bande tribali del Congo non sono addestrabili per nessun tipo di lotta seria e con delle parole più o meno simili lascerà in breve il tentativo nell'Africa Occidentale. Il viaggio a Pekino e l'esperienza del Vietnam sono quelle che più influenzano il «Che». La Cina aveva condotto tempo addietro un tentativo di collegamento della politica di alcuni Paesi del terzo mondo per tentare su queste basi una lotta internazionalista. Il fallimento del viaggio di Ciu En Lai in Africa aveva fatto scartare definitivamente questa idea, mentre la via della lotta nel Vietnam in una delimitata area di influenza, nella quale si potevano far sentire concretamente un appoggio economico e dei motivi di carattere nazionale e razziale, aveva portato la Cina a restringere l'orizzonte della sua politica, ma ad aumentare l'efficacia della lotta rivoluzionaria. Il viaggio a Pekino non fece di Guevara un «cinese» come comunemente è dato di pensare, ma anzi fece maturare in lui la presa di coscienza della inutilità dell'internazionalismo a sfondo cosmopolita, e della validità della via delle lotte nell'ambito delle grandi aree nazionali. Ecco il compiersi del lungo viaggio di Guevara. Da solo, mentre il castrismo aveva abbandonato la lotta, e i partiti comunisti ufficiali sotto la guida dell'esperienza sovietica si impegnavano sulla via politica subordinando a questa la guerriglia o addirittura, come nel Venezuela, tradendo i guerriglieri, egli gira l'America Latina nel tentativo di riallacciare le maglie della rivoluzione. L'esperienza vietnamita che cerca di ripercorrere nell'America Latina è l'unica possibilità rivoluzionaria che possa attuarsi nella regione, ma è molto più difficile organizzare la lotta nel continente sudamericano che ai confini della Cina. Il Vietnam ha grandi aiuti militari ed economici, i guerriglieri sono facilmente riforniti in continuazione e, nello stesso tempo, gli Stati Uniti sono costretti in quella regione ad agire con le mani legate avendo a che fare con delle possibili complicazioni che essi non desiderano e vogliono evitare (il bombardamento della Cina avrebbe come riflesso, quasi certamente, il colpo di stato militare nell'Unione Sovietica con la fine della distensione). I pochi rivoluzionari sudamericani avevano comunque iniziato a dare grossi fastidi. In Bolivia era stata occupata una cittadina e nella regione di Vallegrande i rivoluzionari avevano cominciato ad avere un certo appoggio dalla popolazione locale. Nel Venezuela, in Colombia, nel Guatemala la lotta ha degli alti e bassi ma già è impossibile sradicarla. Non crediamo che Guevara si facesse soverchie illusioni sui risultati immediati della sua azione, comprendeva bene le difficoltà che il movimento rivoluzionario aveva di fronte. L'importante era tenere deste le coscienze, dare un punto di riferimento per la rivoluzione, mettere in moto il piccolo motore. L'appello che lanciò nei primi mesi di quest'anno si chiude con queste parole: «In qualsiasi posto ci sorprenda la morte sia essa benvenuta, purché questo nostro grido di guerra giunga ad un orecchio sensibile, e un'altra mano si tenda ad impugnare le nostre armi, e altri uomini si apprestino ad intonare il canto funebre con il crepitio della mitraglia e nuove grida di guerra e di vittoria». Barrientos ha intascato la taglia che il Dipartimento di Stato aveva messo sul suo capo, il movimento rivoluzionario sudamericano ha perso il suo capo più prestigioso, Feltrinelli e gli intellettuali radicali si appresteranno a fare un manifesto di protesta ed una raccolta di firme invocando insieme agli «utili idioti» comunisti la distensione e la pace, "Paese Sera" ha ricordato il «partigiano Che Guevara», ma quale differenza tra «Che» e i partigiani arricchiti dalla Repubblica Italiana, oggi alla guida di grosse società commerciali che nei locali notturni di Riccione cantano con Ornella Vanoni le vecchie canzoni della resistenza! In Cina, nel Vietnam, in alcuni paesi arabi, in Sudamerica, nasce un movimento politico rivoluzionario nuovo, ma ancora condizionato dalla terminologia comunista, ma che non è comunista e che scopre di essere molto simile alla rivoluzione nazionale che va mettendo radici in Europa. Gli avvenimenti dei prossimi anni diranno se le ripercussioni di questi rivolgimenti potranno influire positivamente sulla politica europea contribuendo ad affrancare questa dalla sudditanza agli Stati Uniti e alla Unione Sovietica.
|
| gio dic 28, 2006 8:41 pm |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: mer mag 11, 2005 11:29 pm Messaggi: 8451 Località: Benevento
|
Amico è inutile aprire questi post qui non si parla di politica..fa nient' 
_________________ PUGLIESE NON E' IL MIO PRESIDENTE
|
| gio dic 28, 2006 9:30 pm |
|
 |
|
Neo Lupo
Iscritto il: mer ott 26, 2005 8:12 pm Messaggi: 381
|
mah, ogni tanto mi dimentico...
Eppure su altri forum c'è più apertura mentale.
Guardiamo AVANTI!
ps se passi per Montesarchio, fammi sapè!
Zona nostra! 
|
| gio dic 28, 2006 10:07 pm |
|
 |
|
Lupo Galattico
Iscritto il: gio nov 03, 2005 1:38 pm Messaggi: 27235 Località: Rivoli (TO)
|
il problema nn è ke nn c'è apertura mentale... il problema e ke molti nn sanno gestire sti topic...tu stesso in + di un occasione hai travisato il significato iniziale del topic... vero valè..semp se si tu 
_________________ SOSTENGO LA MIA CITTA' NON UNA MATRICOLA...
|
| ven dic 29, 2006 1:32 am |
|
 |
|
Neo Lupo
Iscritto il: mer ott 26, 2005 8:12 pm Messaggi: 381
|
[color=olive]Ci sono i tifosi/e, ultras, simpatizzanti/e o malefici tirapiedi che frequentano il forum, in off-topic, che hanno quel pizzico di responsabilità in più su tematiche "politiche"!?
Per ricollegarmi al contesto, tanto caro ai più, un certo Pugliese ( ma chi è? il presidente dimissionario? ) ha dichiarato, dopo la gara con i taranto-lesi, di aver avuto pessimi rapporti con le autorità politiche competenti irpine ed avellinesi. Se non erro.
Le voci girano, eh...
Chi si cela dietro le fantomatiche istituzioni e vuole il male dell'Avellino? Questa per me è la versione più infima di politica.
eppoi, su un forum de genere chi sbaglia paga. Punto.
Poi, se i"superficiali" di turno prendo il sopravvento...
ADDIO! allora vuol dire che non abbiamo nessuna maturità. Parlare di attualità (politica?!) non dovrebbe essere uno sforzo immane.
Almeno per le giovani menti del Popolo Irpino!
ad esempio:la 377/01 che in molti hanno assaggiato, assaggiano ed assaggeranno è figlia ANCHE di una mancanza di tutela del cittadino che la domenica per il sistema diventa l'"UltraS"...
....
COLGO L'OCCASIONE PER INVITARE TUTTI I LUPI BIANCO VERDI ROSSI O NERI ad INTAVOLARE UNA DISCUSSIONE, CON RACCOLTA DI MATERIALE, SULLA POLITICA IN CURVA AD AVELLINO DEGLI ANNI ADDIETRO ( 80 e 90).
VI ASSICURO CHE UNA STORIA RICCA DI SIMBOLOGIE, GENERAZIONI E MENTALITA' CHE HANNO CARATTERIZZATO LA NOSTRA CURVA SUD.
VALORIZZANDO, tra l'altro, LA SCELTA DEL DIRETTIVO DI ORIENTARE LA CURVA SUD SU TRAIETTORIE "apolitiche".
IL RISULTATO è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. OGGI SOLO BANDIERE BIANCO VERDI.
ESEMPLARE.
LA POLITICA FACCIAMOLA IN PIAZZA E PER LE STRADE.
E TI ASSICURO CHE SCAMBIARE QUALCHE INFORMAZIONE E A LIMITE COMMENTARLA, SEMPRE IN OFF-TOPIC, NON è POLITICIZZARE UN FORUM NE' TANTO MENO OFFENDERE GLI UTENTI DEL FORUM.
Eppoi io sono un pò nostalgico di un gruppetto che ora non c'è più...Gli ARDITI 1997, gruppo politizzato che si è sciolto complice le tragiche stagioni 99/00 00/01.
Chi si ricorda qualche altro gruppo politicizzato sia rosso che nero...
La lista è lunga.
Tra le altro l'idea mi è nata proprio grazie a delle foto pubblicate qui . Italia- Germania ad Avellino.
Al centro della Sud un Tricolore con la Croce di San Patrizio... e vedendo, poi, in qualche foto del gruppo NUOVA GENERAZIONE BIANCOBERDE con ERNESTO GUEVARA mi è sorto qualche, spontaneo, dubbio...Oppure gli ILLS ed i Nuclei Sconvolti di Atripalda o i KAYA GROUP con nomi e riferimenti ai colori dell'africa o i BUSH (MASSICCI), WILD BOYS, ETERNI, HARD SOUTH, ARDITI 97 con simbologie runiche e tricolori...
Discutiamo?[/color]
ULTRAS NON TI PIEGARE!
|
| ven dic 29, 2006 5:36 am |
|
 |
|
Lupo Galattico
Iscritto il: gio nov 03, 2005 1:38 pm Messaggi: 27235 Località: Rivoli (TO)
|
con tutto il rispetto... a me nninteressa fare politica sul furom...poikè si parte da una base e puntulamente si degenra 
_________________ SOSTENGO LA MIA CITTA' NON UNA MATRICOLA...
|
| ven dic 29, 2006 11:33 am |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: mer mag 11, 2005 11:29 pm Messaggi: 8451 Località: Benevento
|
Cervinara Clan ha scritto: mah, ogni tanto mi dimentico... Eppure su altri forum c'è più apertura mentale. Guardiamo AVANTI! ps se passi per Montesarchio, fammi sapè! Zona nostra! 
Compa anch'io la penso in un determinato modo però alla fine ho imparato che è meglio evitare di discutere di queste cose..già litighiamo per ca**ate come quella di pugliese figurati per argomenti così scottanti!!!
Comunque io ogni tanto vado al "Piper Cafè" quando mi trovo a passare per Montesarchio..quindi 
_________________ PUGLIESE NON E' IL MIO PRESIDENTE
|
| ven dic 29, 2006 12:09 pm |
|
|
|
Pagina 1 di 1
|
[ 7 messaggi ] |
|
Chi c’è in linea |
Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti |
|
Non puoi aprire nuovi argomenti Non puoi rispondere negli argomenti Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi
|
|
 |