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Lupo Galattico
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«Ecco l'armata dei 320 della Gea»
Tra gli allenatori anche Lippi, che nega: «Mai avuto procuratori». Secondo gli inquirenti il figlio Davide aveva un ruolo chiave
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ROMA - Non solo calciatori e allenatori, ma anche presidenti e dirigenti di squadre di calcio professionistiche. In tutto 320: erano gli uomini del calcio che conta legati alla Gea, la discussa società di procuratori che tra i suoi soci aveva anche Alessandro Moggi, figlio di Luciano. Gli allenatori, secondo gli inquirenti di Napoli, erano ben 29: tra questi c'era anche il ct della nazionale,Marcello Lippi. Che interviene subito, dopo essere stato ascoltato per oltre tre ore davanti ai pm a Roma, per smentire: «Io non ho mai avuto nessun procuratore». Anche i presidenti chiamati in causa negano.
Davide Lippi, figlio di Marcello e uomo Gea, allo stadio con la showgirl Antonella Mosetti (Omega)LA LISTA - L'elenco degli uomini che secondo gli inquirenti la Gea controllava e gestiva è stato compilato dai carabinieri del Nucleo operativo di Roma nell'ambito dell'indagine di Napoli, confluito nell'inchiesta romana sulla società di procuratori. Nell'elenco figurano i presidenti e dirigenti di società di serie A: Paolo De Luca (Siena), Pasquale "Lillo" Foti (Reggina), Roberto Spinelli (Livorno), Fabrizio Lucchesi (Fiorentina), Gabriele Martino (Lazio). I carabinieri elencano, tra gli altri, i nomi di Daniele Pradé, direttore sportivo della Roma, Giorgio Perinetti (Siena), Attilio Perotti (ex allenatore del Livorno all'epoca dell'informativa), Enrico Preziosi (Genoa), Luigi Pavarese (Avellino), Mariano Fabiani (Messina), Nicola Salerno (Cagliari).
PANCHINE - Sarebbero 29 gli allenatori gestiti dalla Gea. Anche per i tecnici, secondo gli investigatori di Napoli, «è emersa una notevole concentrazione: la Gea, attraverso i suoi procuratori e quelli affiliati, risulta gestire 29 allenatori, tra cui il ct della nazionale Marcello Lippi, gestito attraverso il figlio Davide, procacciatore Gea». Che il figlio di Lippi facesse parte della società era cosa nota. Lippi già in passato (era alla Juve, poi all'Inter) aveva spiegato di avergli detto, quando diventò procuratore: «Scordati che io prenda mai un tuo giocatore».
IL RUOLO CHIAVE DI LIPPI JR - In una società che i carabinieri definiscono «uno dei fulcri principali che consentono a Luciano Moggi di controllare il mercato atletico, e non solo, proprio in virtù dell'influenza che gli deriva dalla forza economico-commerciale conseguente alla gestione di una simile impresa», uno dei ruoli chiave apparteneva a Davide Lippi, figlio del ct e uno dei più stretti collaboratori Gea e di Moggi jr in particolare. Che di Davide Lippi si avvaleva «per concludere le trattative più delicate, come nel caso di quella relativa al calciatore Mutu, e addirittura collabora nella trattativa per sottrarre la procura del calciatore Manuele Blasi all’agente Stefano Antonelli». È proprio Antonelli, in una conversazione, a dirsi «amareggiato per questa situazione, ossia che erano ricattati e la posta in gioco era alta, ma anche che Lippi e Moggi andavano al sodo: offrivano denaro per ottenere la procura del giocatore». Nel rapporto si sottolinea «l’estrema portata strategica di un collaboratore come Davide Lippi, per i riflessi vantaggiosi - perché condizionanti - che genera la sua notevole capacità d’influenza derivante dal fatto di essere figlio di Marcello, allenatore della nazionale di calcio e uno dei più longevi allenatori bianconeri».
REAZIONI - Reagisce alla notizia con ironia il presidente della Reggina Lillo Foti: «Ho una struttura fisica abbastanza grande, per essere manipolato ci sarebbe bisogno di tantissima forza». Poi si difende, serio: «Ritengo che come persona prima e come uomo di sport poi rispondo a quelli che sono i miei valori. Nella mia vita manipolazioni non ne ho mai subite». Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, replica: «In vent' anni di calcio mi sono sempre gestito da solo. E poi quest' anno avevamo in squadra solo un giocatore della Gea: Marco Amelia». Interviene anche De Luca: «E' una bufala. Con la Gea abbiamo avuto rapporti come con tutti gli altri procuratori».
ELENCO CON 31 NOMI - Nell'informativa dei carabinieri dedicata a «Egemonia sul mercato della Gea», dopo l'elenco «ufficiale» di tutti i calciatori e gli allenatori controllati dalla società, compaiono 31 nomi con l'intestazione «Presidenti, direttori generali sportivi, amministratori delegati, dirigenti». «La Gea - scrivono i carabinieri - oltre ad operare da una posizione dominante per il potere commerciale che deriva dal suo parco calciatori e allenatori, esercita una attività di controllo del mercato nel suo insieme e in particolare anche nei confronti delle società sportive, non solo attraverso la gestione di calciatori ed allenatori, ma anche attraverso i dirigenti delle stesse società».
LE ALTRE SOCIETA' CITATE - Secondo il rapporto dei carabinieri è evidente che «oltre al Messina, la Gea, sotto la costante ed attenta guida di Luciano Moggi, ha interessi diretti nelle seguenti società: Chievo, Livorno, Reggina, Siena in serie A; Bari, Genoa, Pescara, Ternana e Treviso, in serie B; Avellino e Reggina in serie C1».
«GIOCATORI GEA BASTANO A TUTTA LA SERIE A» - Nel rapporto si sostiene inoltre che l'intero campionato di serie A poteva esser rifornito di giocatori dalla Gea. Il documento sottolinea, in linea teorica ma supportata dai numeri, che la lista dei circa 300 calciatori gestiti, tra procure e attività di marketing, dalla Gea era «tale da sopperire alle esigenze di un intero campionato di serie A, a 20 squadre, o di B a 22, potendo fornire gli atleti occorrenti per la formazione delle rose». Nella lunga lista di giocatori dell'area Gea, i carabinieri specificano le differenze tra quanti hanno depositato la procura presso l'albo dei calciatori e quanti non lo hanno fatto. Vi risulta, per la stagione 2004-2005, anche Ciro Ferrara, giocatore Juve all'ultima stagione e ora nello staff tecnico della nazionale di Marcello Lippi come allenatore dei difensori. Poi gli azzurri «mondiali» Massimo Oddo, Fabio Cannavaro, Marco Materazzi, Marco Amelia, Alessandro Nesta. Ci sono Blasi, Cassetti, Chiellini, Corradi, De Sanctis, Di Vaio, Mesto, Tacchinardi, tutti convocati almeno una volta in azzurro. Nella lunga lista figurano anche campioni stranieri come Stankovic e Veron, o figli d'arte come Gianluca Savoldi.
20 maggio 2006
da corriere.it
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