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VIETARE GLI STRISCIONI ? VIETIAMO CARRARO ! 
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Messaggio VIETARE GLI STRISCIONI ? VIETIAMO CARRARO !
da repubblica.it
"Via tutti gli striscioni dagli stadi"
Idea Carraro contro le violenze
Il n.1 del calcio italiano ne ha discusso al consiglio federale

ROMA - Via gli striscioni dagli stadi, sempre e per disposizione dettata dalla Federcalcio. E' questa l'idea del numero uno del calcio italiano, Franco Carraro, per integrare le norme antiviolenza già in vigore. La questione è stata affrontata nella riunione del consiglio federale, durante la quale Carraro ha ribadito che la Federazione si è dotata di una normativa severa ma che non è escluso che certe regole vadano ritoccate. Ecco le sue parole: "Io non ho una ricetta, ma dobbiamo porci delle domande e valutare se le nostre norme sono adeguate o meno. Mi chiedo come mai a Barcellona con 100 mila spettatori è andato tutto bene, e non c'era uno striscione sugli spalti".
Ed è proprio questa une delle idee proposte da Carraro: vietare tutti gli striscioni all'interno degli stadi così come avviene in Spagna. "Partiamo dal presupposto che siamo una società meno educata", ha proseguito Carraro: "Io non ho un'idea precisa, non ho una ricetta né una formula, ma sono allarmato e preoccupato. Dico solo che noi come organizzazione del calcio dobbiamo porci il problema".
E sempre per tenere sotto controllo la violenza negli stadi, le dodici città calcistiche più rilevanti d'Italia stanno monitorando gli effetti del decreto Pisanu e, ha spiegato Carraro, dovranno valutare dopo un anno dall'applicazione della nuova normativa se le stesse regole non siano perfettibili. In quest' ottica verrà anche chiesto un incontro con il prossimo nuovo ministro dell'Interno. (28 aprile 2006)



CHI E' FRANCO CARRARO: 44 ANNI DI POLTRONE E AFFARI SPORCHI
"POLTRONE SPORTIVE"
(Padova, 6 dicembre 1939)

1962-1976 presidente della Federazione Italiana Sci Nautico
1963-1973 pres. della Commiss. Tec. dell'Un Mond.le dello Sci Nautico
1967-1973 presidente del Milan
1966-1968 membro del Consiglio Direttivo.della Lega Naz.Professionisti
1968-1972 Consigliere Federale
1971-1971 pres della Comm rapporti fra FIGC e Sindacato Calciatori
1972-1974 presidente del Settore Tecnico
1973-1976 vicepresidente della FIGC
1973-1976 presidente della Lega Nazionale Professionisti
1976-1978 Presidente della FIGC
1978-1987 Presidente del CONI
1986-1987 Commissario Straordinario della FIGC
1997-2001 Presidente della Lega Nazionale Professionisti
1982-xxxx membro del Comitato Olimpico Internazionale
2001-xxxx Presidente della FIGC
"POLTRONE POLITICHE"
Governo Goria: Ministro dello Spettacolo
Governo De Mita: Ministro dello Spettacolo
Governo Andreotti VI : Ministro dello Spettacolo
1989-1993 Sindaco Di Roma
"POLTRONE SETTORE BANCARIO E IMPRENDITORIALE"
1994-1999 presidente del colosso Impregilo
1999-2002 direttore del colosso Imregilo
1995-2000 presidente di Venezia Nuova Consortium.
1999-2000 vicepres. di Mediocredito (ex Banca Di Roma ora Capitalia)
2000-xxxx presidente di Mediocredito

CONFLITTI D'INTERESSE E SPORCIZIE VARIE
1) Carraro incassa 870mila euro l'anno dal Gruppo Capitalia
2) Mediocredito è uno dei maggiori azionisti della Lazio con il 5,6 per cento;
3) Capitalia è socia, con il 49 per cento, di Italpetroli che controlla la Roma;
4) Il gruppo Capitalia-Mediocredito è grande creditore del Parma(gestione Parmalat)
5) Mediocredito era esposto per 31 milioni di euro con l'ex proprietario del Napoli, Giorgio Corbelli;

Tratto da L’espresso 20-4-2004 - di Marco Lillo
IL PRESIDENTE FRANCO

Sembrava davvero credibile Franco Carraro, presidente del calcio italiano, mentre sprofondato nel divanetto bianco di ‘Porta a porta” prometteva controlli e rigore per i conti disastrati delle società. Eppure solo due giorni dopo Capitalia salvava la Roma di Franco Sensi. La banca di Cesare Geronzi ha convertito 35 milioni di debiti in azioni, acquisendo contemporaneamente buona parte del patrimonio del costruttore. Lo scopo: vendere per fare cassa. E chi gestirà la dismissione? Ovviamente il Mediocredito, banca controllata da Capitalia e presieduta da Franco Carraro. Sì proprio il presidentissimo del calcio che aveva promesso rigore dai divani di Vespa.

Non c’è da stupirsi. Ad Alain Elkann che gli chiedeva nel 2001: «Come fa a presiedere una banca e a occuparsi di calcio? » il bi-presidente rispondeva serafico: «Il tempo che dedico al calcio lo sottraggo al tempo libero senza venir meno ai miei impegni professionali». Insomma la Figc, per il suo capo è poco più di un hobby, il vero padrone è il Gruppo Capitalia che lo paga 870 mila euro all’anno. Mentre dalla Federcalcio, si lamenta Carraro con il “Corriere dello sport”, «io non ricevo uno stipendio, solo qualche rimborso».

La situazione è imbarazzante ma il presidente double-face nella stessa intervista riesce a tramutarla in un titolo di merito: «Il vantaggio della situazione viene dall’autonomia che mi deriva dal non dipendere da uno stipendio». Come se il fatto di essere stipendiato dalla banca che è proprietaria o finanziatrice di mezzo campionato fosse una garanzia. L’uomo è fatto così. Carraro iniziò la carriera negli anni Sessanta come campione e poi dirigente dello sci nautico.

Uno sport praticato da ricchi e potenti, in cui bisogna sapere scivolare e soprattutto restare a galla. In queste tre attività Carraro è rimasto il campione di allora. Quanto allo stare in mezzo ai potenti, il presidente sciatore non ha rivali. Negli anni del Caf frequentava Craxi e Andreotti e lo fecero re dello sport, poi ministro dello Spettacolo, infine sindaco di Roma. Quando la sua giunta fu travolta dagli arresti capì che bisognava ripiegare sui due poteri rimasti in piedi dopo Mani pulite: banche e imprese.

Negli anni Novanta così il salotto della moglie Sandra Alecce, figlia di un importante imprenditore farmaceutico, incoronò due nuovi Cesari: Romiti -che nominò Carraro presidente della società di costruzioni Impregilo - e il banchiere Geronzi, che lo portò ai vertici del Mediocredito, la merchant bank della ex Banca di Roma, ora Capitalia.

Quanto all’abilità di scivolare sui problemi senza prenderli di petto, anche in questa arte Carraro non è secondo a nessuno. Per capirlo bisogna leggere due interviste. Nella prima, nel 1994, Carraro dichiarava al “Corriere”: «Bisogna creare un’autorità indipendente per controllare i bilanci delle società di calcio». Nella seconda a “Porta a porta”, due settimane fa, Carraro ripeteva esattamente lo stesso concetto. Senza ricordare che nel mezzo era stato in varie posizioni ma quasi sempre al vertice dello sport. Carraro era presidente della Federcalcio nel 1976 quando c’era Leone al Quirinale e Breznev al Cremlino e lo è ancora oggi. Per chi soffre l’ansia del tempo che corre veloce, la sua presenza rassicurante è una toccasana.

Con la destra e la sinistra, la prima e la seconda Repubblica, Carraro è sempre lì. Con il suo abito blu, la mania del golf, le sfuriate alle segretarie, la sveglia alle 5 di mattina, la nanna alle 23 e i mille tic raccontati in un’ampia agiografia giornalistica. Anni fa un quotidiano titolò così un suo ritratto: «L’uomo che cominciò camminando sull’acqua». Sulla “Gazzetta dello sport” dell’amico Romiti sono uscite decine di interviste con titoli stile: «Carraro, l’uomo che unisce» (1997); «Carraro, architetto del nuovo calcio», «Carraro, un trionfo annunciato» (2001). Ma per comprendere chi è davvero aiutano di più gli organigrammi societari.

Il riepilogo è noioso ma utile: Mediocredito è uno dei maggiori azionisti della Lazio con il 5,6 per cento. Capitalia è diventata socia con il 49 per cento di Italpetroli che controlla la Roma. Oltre che delle squadre romane il gruppo Capitalia-Mediocredito è grande creditore anche del Parma di Tanzi e del Perugia di Gaucci. Mediocredito è esposto anche per 31 milioni di euro con l’ex proprietario del Napoli, Giorgio Corbelli, e le sorti del credito della banca di Carraro sono legate indirettamente alle sorti del Napoli.

Eppure, nonostante il suo conflitto di interessi, a luglio del 2003 Carraro è arrivato a citare in giudizio civile il Tribunale amministrativo che stava dando ragione al Catania ammettendolo in serie B, così escludendo il Napoli. Per quella vicenda Carraro è indagato per “minacce a corpi giudiziari dello Stato”, su denuncia del Tar di Catania, e per abuso di ufficio. Per quest’ultimo reato è indagato anche a Roma dove i tifosi viola hanno denunciato la disparità di trattamento subita dalla società di Cecchi Gori. Quasi certamente tutto si chiuderà con una doppia archiviazione ma non sarebbe certo una richiesta di rinvio a giudizio a turbare Carraro.

Tra i suoi amici, oltre a Cesare Geronzi, spiccano gli Agnelli, Romiti e Berlusconi. Grazie a Susanna Agnelli, i Carraro abitano una delle ville più belle di Roma: “Bosco Parrasio”, alle pendici del Gianicolo. Era la sede dell’Acccademia dell’Arcadia fondata nel Seicento. Nel 1973 l’Arcadia affittò la villa a Suny Agnelli che nel 1978 girò il contratto a Carraro. Secondo i giornali, nel 1993 il canone era fermo a un milione e ottocentomila lire. Ma al “Corriere” Carraro replicò: «L’affitto è un po’ più alto e il contratto scadrà nel 2003 ». È stato ovviamente rinnovato e sul canone resta il mistero.

Gli amici potenti lo hanno aiutato anche questa estate a restare in sella nel momento più brutto della sua carriera. Gianfranco Fini aveva chiesto le sue dimissioni pubblicamente e tutti lo davano per spacciato. Ma ecco che Berlusconi dalla Sardegna decreta: «Dimissioni per Carraro? Non ne vedo la ragione». Proprio in Sardegna in quei giorni Carraro seguiva l’operazione di acquisto dei possedimenti dell’Aga Khan in Costa Smeralda da parte del finanziere americano Tom Barrack. È stato il Mediocredito di Carraro a tirare fuori 195 milioni di euro sui 300 complessivamente pagati da Barrack.

Mentre il resto è stato offerto da banche amiche come la Abaxbank all’epoca guidata da Fabio Arpe, fratello dell’amministratore delegato di Capitalia e Mediocredito Matteo Arpe. Non è elegante per un banchiere presiedere le società finanziate ma Carraro anche in Sardegna non è riuscito a resistere alla tentazione che lo ha fatto soprannominare “poltronissimo”. Così presiede Shardana e Smeralda Holding, due delle società di Barrack. Mentre su 25 milioni di euro di azioni della Smeralda holding Mediocredito vanta un pegno.

Carraro non è solo uomo di calcio e turismo. Ha anche un garage. II presidente della Figc è proprietario del 92 per cento della Autosalone Astoria Sri, fondata negli anni cinquanta, nota a Roma per essere stata la concessionaria di auto dei principe De Curtis, alias Totò. Ora è divenuta un’autorimessa di lusso: il “Parioli Parking”, gestita da una società che versa ogni anno 34 mila euro per l’affitto alla società dei Carraro, gestita dal figlio Luigi.

Alla tenera età di 26 anni, Luigi Carraro non si interessa solo di autorimesse. Insieme a Benedetta Geronzi, (31 anni) ha fondato anche la Filmworld, una casa di produzione per spot pubblicitari che fattura 15 milioni all’anno. I maligni quando hanno visto il marchio Geronzi-Carraro sotto le campagne di Fiat, Wind, Pagine gialle e Poste, accanto all’uccellino di Del Piero o al cagnone della Tim hanno subito ricordato il rapporto tra Uliveto e la nazionale, il ruolo di Mediocredito nella ristrutturazione del debito Fiat o l’esposizione di Telecom verso Capitalia. Ma i due rampolli celebri vanno avanti per la loro strada. Carrarino ha messo su anche due società con Romano Malavolta, erede dell’omonimo gruppo alimentare abruzzese con un giro d’affari da 75 milioni di curo.

Carraro e Malavolta puntano a costruire immobili turistici con la neonata Italiana Gestioni Srl di Giulianova. Mentre la Axian di Teramo, attiva da settembre scorso, in cui è socia anche Benedetta Geronzi attraverso la Netcorp, costruisce già casseforti, forzieri e porte blindate. E il conflitto di interesse? I puristi del genere avranno da ridire anche in questo caso. Non perché le casseforti fanno pensare alle banche ma perché Malatesta junior è il patron del Teramo Calcio, serie C1.

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NATI PER SOFFRIRE PERO' CHE PALLE !!!! .


sab apr 29, 2006 2:07 pm
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Messaggio Re: VIETARE GLI STRISCIONI ? VIETIAMO CARRARO !
poggiorealeforever ha scritto:
da repubblica.it
"Via tutti gli striscioni dagli stadi"
Idea Carraro contro le violenze
Il n.1 del calcio italiano ne ha discusso al consiglio federale

ROMA - Via gli striscioni dagli stadi, sempre e per disposizione dettata dalla Federcalcio. E' questa l'idea del numero uno del calcio italiano, Franco Carraro, per integrare le norme antiviolenza già in vigore. La questione è stata affrontata nella riunione del consiglio federale, durante la quale Carraro ha ribadito che la Federazione si è dotata di una normativa severa ma che non è escluso che certe regole vadano ritoccate. Ecco le sue parole: "Io non ho una ricetta, ma dobbiamo porci delle domande e valutare se le nostre norme sono adeguate o meno. Mi chiedo come mai a Barcellona con 100 mila spettatori è andato tutto bene, e non c'era uno striscione sugli spalti".
Ed è proprio questa une delle idee proposte da Carraro: vietare tutti gli striscioni all'interno degli stadi così come avviene in Spagna. "Partiamo dal presupposto che siamo una società meno educata", ha proseguito Carraro: "Io non ho un'idea precisa, non ho una ricetta né una formula, ma sono allarmato e preoccupato. Dico solo che noi come organizzazione del calcio dobbiamo porci il problema".
E sempre per tenere sotto controllo la violenza negli stadi, le dodici città calcistiche più rilevanti d'Italia stanno monitorando gli effetti del decreto Pisanu e, ha spiegato Carraro, dovranno valutare dopo un anno dall'applicazione della nuova normativa se le stesse regole non siano perfettibili. In quest' ottica verrà anche chiesto un incontro con il prossimo nuovo ministro dell'Interno. (28 aprile 2006)



CHI E' FRANCO CARRARO: 44 ANNI DI POLTRONE E AFFARI SPORCHI
"POLTRONE SPORTIVE"
(Padova, 6 dicembre 1939)

1962-1976 presidente della Federazione Italiana Sci Nautico
1963-1973 pres. della Commiss. Tec. dell'Un Mond.le dello Sci Nautico
1967-1973 presidente del Milan
1966-1968 membro del Consiglio Direttivo.della Lega Naz.Professionisti
1968-1972 Consigliere Federale
1971-1971 pres della Comm rapporti fra FIGC e Sindacato Calciatori
1972-1974 presidente del Settore Tecnico
1973-1976 vicepresidente della FIGC
1973-1976 presidente della Lega Nazionale Professionisti
1976-1978 Presidente della FIGC
1978-1987 Presidente del CONI
1986-1987 Commissario Straordinario della FIGC
1997-2001 Presidente della Lega Nazionale Professionisti
1982-xxxx membro del Comitato Olimpico Internazionale
2001-xxxx Presidente della FIGC
"POLTRONE POLITICHE"
Governo Goria: Ministro dello Spettacolo
Governo De Mita: Ministro dello Spettacolo
Governo Andreotti VI : Ministro dello Spettacolo
1989-1993 Sindaco Di Roma
"POLTRONE SETTORE BANCARIO E IMPRENDITORIALE"
1994-1999 presidente del colosso Impregilo
1999-2002 direttore del colosso Imregilo
1995-2000 presidente di Venezia Nuova Consortium.
1999-2000 vicepres. di Mediocredito (ex Banca Di Roma ora Capitalia)
2000-xxxx presidente di Mediocredito

CONFLITTI D'INTERESSE E SPORCIZIE VARIE
1) Carraro incassa 870mila euro l'anno dal Gruppo Capitalia
2) Mediocredito è uno dei maggiori azionisti della Lazio con il 5,6 per cento;
3) Capitalia è socia, con il 49 per cento, di Italpetroli che controlla la Roma;
4) Il gruppo Capitalia-Mediocredito è grande creditore del Parma(gestione Parmalat)
5) Mediocredito era esposto per 31 milioni di euro con l'ex proprietario del Napoli, Giorgio Corbelli;

Tratto da L’espresso 20-4-2004 - di Marco Lillo
IL PRESIDENTE FRANCO

Sembrava davvero credibile Franco Carraro, presidente del calcio italiano, mentre sprofondato nel divanetto bianco di ‘Porta a porta” prometteva controlli e rigore per i conti disastrati delle società. Eppure solo due giorni dopo Capitalia salvava la Roma di Franco Sensi. La banca di Cesare Geronzi ha convertito 35 milioni di debiti in azioni, acquisendo contemporaneamente buona parte del patrimonio del costruttore. Lo scopo: vendere per fare cassa. E chi gestirà la dismissione? Ovviamente il Mediocredito, banca controllata da Capitalia e presieduta da Franco Carraro. Sì proprio il presidentissimo del calcio che aveva promesso rigore dai divani di Vespa.

Non c’è da stupirsi. Ad Alain Elkann che gli chiedeva nel 2001: «Come fa a presiedere una banca e a occuparsi di calcio? » il bi-presidente rispondeva serafico: «Il tempo che dedico al calcio lo sottraggo al tempo libero senza venir meno ai miei impegni professionali». Insomma la Figc, per il suo capo è poco più di un hobby, il vero padrone è il Gruppo Capitalia che lo paga 870 mila euro all’anno. Mentre dalla Federcalcio, si lamenta Carraro con il “Corriere dello sport”, «io non ricevo uno stipendio, solo qualche rimborso».

La situazione è imbarazzante ma il presidente double-face nella stessa intervista riesce a tramutarla in un titolo di merito: «Il vantaggio della situazione viene dall’autonomia che mi deriva dal non dipendere da uno stipendio». Come se il fatto di essere stipendiato dalla banca che è proprietaria o finanziatrice di mezzo campionato fosse una garanzia. L’uomo è fatto così. Carraro iniziò la carriera negli anni Sessanta come campione e poi dirigente dello sci nautico.

Uno sport praticato da ricchi e potenti, in cui bisogna sapere scivolare e soprattutto restare a galla. In queste tre attività Carraro è rimasto il campione di allora. Quanto allo stare in mezzo ai potenti, il presidente sciatore non ha rivali. Negli anni del Caf frequentava Craxi e Andreotti e lo fecero re dello sport, poi ministro dello Spettacolo, infine sindaco di Roma. Quando la sua giunta fu travolta dagli arresti capì che bisognava ripiegare sui due poteri rimasti in piedi dopo Mani pulite: banche e imprese.

Negli anni Novanta così il salotto della moglie Sandra Alecce, figlia di un importante imprenditore farmaceutico, incoronò due nuovi Cesari: Romiti -che nominò Carraro presidente della società di costruzioni Impregilo - e il banchiere Geronzi, che lo portò ai vertici del Mediocredito, la merchant bank della ex Banca di Roma, ora Capitalia.

Quanto all’abilità di scivolare sui problemi senza prenderli di petto, anche in questa arte Carraro non è secondo a nessuno. Per capirlo bisogna leggere due interviste. Nella prima, nel 1994, Carraro dichiarava al “Corriere”: «Bisogna creare un’autorità indipendente per controllare i bilanci delle società di calcio». Nella seconda a “Porta a porta”, due settimane fa, Carraro ripeteva esattamente lo stesso concetto. Senza ricordare che nel mezzo era stato in varie posizioni ma quasi sempre al vertice dello sport. Carraro era presidente della Federcalcio nel 1976 quando c’era Leone al Quirinale e Breznev al Cremlino e lo è ancora oggi. Per chi soffre l’ansia del tempo che corre veloce, la sua presenza rassicurante è una toccasana.

Con la destra e la sinistra, la prima e la seconda Repubblica, Carraro è sempre lì. Con il suo abito blu, la mania del golf, le sfuriate alle segretarie, la sveglia alle 5 di mattina, la nanna alle 23 e i mille tic raccontati in un’ampia agiografia giornalistica. Anni fa un quotidiano titolò così un suo ritratto: «L’uomo che cominciò camminando sull’acqua». Sulla “Gazzetta dello sport” dell’amico Romiti sono uscite decine di interviste con titoli stile: «Carraro, l’uomo che unisce» (1997); «Carraro, architetto del nuovo calcio», «Carraro, un trionfo annunciato» (2001). Ma per comprendere chi è davvero aiutano di più gli organigrammi societari.

Il riepilogo è noioso ma utile: Mediocredito è uno dei maggiori azionisti della Lazio con il 5,6 per cento. Capitalia è diventata socia con il 49 per cento di Italpetroli che controlla la Roma. Oltre che delle squadre romane il gruppo Capitalia-Mediocredito è grande creditore anche del Parma di Tanzi e del Perugia di Gaucci. Mediocredito è esposto anche per 31 milioni di euro con l’ex proprietario del Napoli, Giorgio Corbelli, e le sorti del credito della banca di Carraro sono legate indirettamente alle sorti del Napoli.

Eppure, nonostante il suo conflitto di interessi, a luglio del 2003 Carraro è arrivato a citare in giudizio civile il Tribunale amministrativo che stava dando ragione al Catania ammettendolo in serie B, così escludendo il Napoli. Per quella vicenda Carraro è indagato per “minacce a corpi giudiziari dello Stato”, su denuncia del Tar di Catania, e per abuso di ufficio. Per quest’ultimo reato è indagato anche a Roma dove i tifosi viola hanno denunciato la disparità di trattamento subita dalla società di Cecchi Gori. Quasi certamente tutto si chiuderà con una doppia archiviazione ma non sarebbe certo una richiesta di rinvio a giudizio a turbare Carraro.

Tra i suoi amici, oltre a Cesare Geronzi, spiccano gli Agnelli, Romiti e Berlusconi. Grazie a Susanna Agnelli, i Carraro abitano una delle ville più belle di Roma: “Bosco Parrasio”, alle pendici del Gianicolo. Era la sede dell’Acccademia dell’Arcadia fondata nel Seicento. Nel 1973 l’Arcadia affittò la villa a Suny Agnelli che nel 1978 girò il contratto a Carraro. Secondo i giornali, nel 1993 il canone era fermo a un milione e ottocentomila lire. Ma al “Corriere” Carraro replicò: «L’affitto è un po’ più alto e il contratto scadrà nel 2003 ». È stato ovviamente rinnovato e sul canone resta il mistero.

Gli amici potenti lo hanno aiutato anche questa estate a restare in sella nel momento più brutto della sua carriera. Gianfranco Fini aveva chiesto le sue dimissioni pubblicamente e tutti lo davano per spacciato. Ma ecco che Berlusconi dalla Sardegna decreta: «Dimissioni per Carraro? Non ne vedo la ragione». Proprio in Sardegna in quei giorni Carraro seguiva l’operazione di acquisto dei possedimenti dell’Aga Khan in Costa Smeralda da parte del finanziere americano Tom Barrack. È stato il Mediocredito di Carraro a tirare fuori 195 milioni di euro sui 300 complessivamente pagati da Barrack.

Mentre il resto è stato offerto da banche amiche come la Abaxbank all’epoca guidata da Fabio Arpe, fratello dell’amministratore delegato di Capitalia e Mediocredito Matteo Arpe. Non è elegante per un banchiere presiedere le società finanziate ma Carraro anche in Sardegna non è riuscito a resistere alla tentazione che lo ha fatto soprannominare “poltronissimo”. Così presiede Shardana e Smeralda Holding, due delle società di Barrack. Mentre su 25 milioni di euro di azioni della Smeralda holding Mediocredito vanta un pegno.

Carraro non è solo uomo di calcio e turismo. Ha anche un garage. II presidente della Figc è proprietario del 92 per cento della Autosalone Astoria Sri, fondata negli anni cinquanta, nota a Roma per essere stata la concessionaria di auto dei principe De Curtis, alias Totò. Ora è divenuta un’autorimessa di lusso: il “Parioli Parking”, gestita da una società che versa ogni anno 34 mila euro per l’affitto alla società dei Carraro, gestita dal figlio Luigi.

Alla tenera età di 26 anni, Luigi Carraro non si interessa solo di autorimesse. Insieme a Benedetta Geronzi, (31 anni) ha fondato anche la Filmworld, una casa di produzione per spot pubblicitari che fattura 15 milioni all’anno. I maligni quando hanno visto il marchio Geronzi-Carraro sotto le campagne di Fiat, Wind, Pagine gialle e Poste, accanto all’uccellino di Del Piero o al cagnone della Tim hanno subito ricordato il rapporto tra Uliveto e la nazionale, il ruolo di Mediocredito nella ristrutturazione del debito Fiat o l’esposizione di Telecom verso Capitalia. Ma i due rampolli celebri vanno avanti per la loro strada. Carrarino ha messo su anche due società con Romano Malavolta, erede dell’omonimo gruppo alimentare abruzzese con un giro d’affari da 75 milioni di curo.

Carraro e Malavolta puntano a costruire immobili turistici con la neonata Italiana Gestioni Srl di Giulianova. Mentre la Axian di Teramo, attiva da settembre scorso, in cui è socia anche Benedetta Geronzi attraverso la Netcorp, costruisce già casseforti, forzieri e porte blindate. E il conflitto di interesse? I puristi del genere avranno da ridire anche in questo caso. Non perché le casseforti fanno pensare alle banche ma perché Malatesta junior è il patron del Teramo Calcio, serie C1.


quindi??????????????
Noi ci dobbiamo salvare ..... altrimenti facciamo causa al calcio moderno
:lol: :lol: :lol:


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Carraro la rovina del calcio Italiano sei tu :evil: :evil:
Vietare gli striscioni negli stadi????? :evil: :evil: :evil: mai e poi mai non ci pieghiamo ai tuoi stupidi voleri. :evil:

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carraro infame...


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poggioreale IMMENSO :applauso: :applauso: :applauso: :sciarpa: non occorre aggiungere altro: Odio Eterno il calcio moderno :!:

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carraro vieta quistu

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Forse si riferiva a quelli che gli vengono spesso dedicati...com'è che scrivono????
INFAME???? ...si mi sembra che sia quella la parola usata...INFAME
La violenza si combatte con intelligenza, questa degli striscioni è una delle cose più ridicole che sia mai stata detta.

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dom apr 30, 2006 4:10 pm
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Messaggio Re: VIETARE GLI STRISCIONI ? VIETIAMO CARRARO !
lupin ha scritto:
quindi??????????????
Noi ci dobbiamo salvare ..... altrimenti facciamo causa al calcio moderno
:lol: :lol: :lol:


Ogni tanto è bene rivolgere un pensiero a questi signori, in fondo sono loro che dettano le rogole che poi vorrebbero imporci, in campo e sugli spalti!!!!
Per questo dico NO AL CALCIO MODERNO!!!!!!!!!

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Il problema che devi porti e che te ne i affanculo

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