gio nov 06, 2008 12:17 am
Viola bella e sprecona
Ora serve un miracolo
Buona prova della Fiorentina, che va subito in gol con Mutu e poi sfiora ripetutamente il raddoppio. Ma regala al Bayern il pareggio con Borowski. Vince anche il Lione: ora la qualificazione agli ottavi è un miraggio
5 novembre 2008 - E proprio la Fiorentina, bella e buona. Bella perché gioca bene procurandosi un sacco di occasioni. Generosa perché ne mette dentro una sola e si fa trafiggere dai tedeschi alla prima ingenuità: ora la qualificazione è poco più di un miraggio, con tre punti a fronte degli otto di Bayern e Lione.
I TEDESCHI CI PROVANO - Il Bayern parte forte, deciso a intimidire i viola: possesso palla, gioco sulle fasce, e attacchi a folate. E per alcuni minuti gli uomini di Prandelli appaiono in effetti in difficoltà. Ma basta la prima azione corale, ben orchestrata da Montolivo, per liberare Zauri al cross giusto dalla destra: prolunga di testa Gila e Mutu mette dentro con un secco piatto al volo nell'angolo del primo palo. I tedeschi sbandano, e attorno a metà tempo c'è il momento migliore dei viola, che infatti sfiorano il raddoppio due volte con Gilardino di testa. Solo dopo la mezzora si rifanno vivi i ragazzi di Klinsmann, sulla spinta di Schweinsteiger e Ribery, che imperversano sulle rispettive fasce, ma i viola reggono grazie alle doppie se non triple marcature predisposte da Prandelli soprattutto sul francese, irresistibile nell'uno contro uno. Così si va al riposo col meritato vantaggio della Fiorentina.
LA RIPRESA - I viola ripartono nuovamente alla ricerca del raddoppio. E subito lo sfiorano Gilardino, Mutu e anche Felipe Melo con un gran tiro dalla distanza. Il Bayern invece stenta a costruire gioco, e quando arriva alla conclusione è di solito impreciso. Col passare dei minuti, però, Klinsmann fa qualche aggiustamento tattico e il Bayern accelera: Frey comincia a essere impegnato, e sull'asse Ribery-Podloski arrivano i primi affanni per Dainelli & co. Finché un fuorigioco sbagliato non mette sui piedio di Borowski, in area, un pallone che il centrocampista ha tutto il tempo di aggiustarsi e mettere dentro: e a quel punto tornano in mente tutte le occasioni sprecate. I viola crollano psicologicamente per alcuni minuti, e i tedeschi sprecano clamorosamente un paio di occasioni per il raddoppio (incredibile quella di Klose da pochi passi).
gio nov 06, 2008 12:41 am
Strepitoso Alex!!!!
Ha usato la coscienza la Juve. Quella pulita, con la faccia sfacciata di Alex. Ha usato quella faccia che Ranieri ci mette da un mese circa. Il resto - la maggior parte - l'ha fatto Del Piero. Un gol di sinistro e un gol su punizione. Real ammutolito, incredulo, rintronato. Il capitano ci ha preso gusto a sbattere davanti a tutti che per lui il tempo è solo una questione di lancette, non di deperimento fisico e mentale. La Juve vince a Madrid, è negli ottavi di Champions e getta la candidatura oltre l'ostacolo. Inglesi e spagnole, compatriote e sorprese annuali: guardate oltre la siepe perché su quel sassolino gettato in un ipotetico infinito c'è scritto chi vuole arrivare a Roma con una ferocia che in Europa, al momento, non si vede da nessun'altra parte.
LE PAGELLE
Del Piero 8,5 Seducente e conturbante come un'attrice di Hollywood, si prende il red carpet del Bernabeu. Strega i fotografi di Madrid, prima con un mancino pungente, poi con una punizione furba laddove il portiere campione d'Europa non aveva nessuna protezione. E così potrà raccontare anche questa al figlio. C'era una volta Alessandro, eroe bianconero, capitano di una Vecchia Signora che partita da Torino lingua in resta...
Guti 5,5 E' lui il lampo di dignità del Real. Commovente quando i compagni lo cercano, arsi di verticalizzazioni. Gira palla immediatamente quando può, altrimenti ragiona. O almeno ci prova. Inserisce la marcia giusta poche volte su Drenthe e Van Nistelrooy. Sarebbe da sufficienza se non fosse che perde lui il pallone d'avvio della cavalcata di Del Piero.
Drenthe 5 Gettato nella mischia all'ultimo a causa del forfait di Robben, sembra un domatore di tigri in un canile. Arruffone fino all'esasperazione, indovina il primo cross della serata dopo soli 43 minuti. Inquadra la vivacità solo nella ripresa con un paio di giocate che tendono i fili della difesa bianconera senza però spezzarli.
Sergio Ramos 5 Spia la retroguardia juventina da fondo sala. Vorrebbe affondare i colpi partendo dalla distanza, in realtà cola a picco quando mette il naso fuori dal piumone. In fase difensiva non ha molto da fare perché Nedved tende ad accentrarsi e Molinaro è un miraggio laggiù in fondo. Sbaglia anche un gol sotto porta.
Tiago 7 Via col vento del momento. Il portoghese cresce ancora fino a svolgere anche compiti non completamente suoi. Davanti alla difesa mette ordine e ferma il traffico rivale. Regista e ammiraglio, la sua primavera è iniziata tra ottobre e novembre.
Molinaro 7 Non ama la profondità, preferisce coprirsi. Però quando scende lo fa con cura. Bravo a frenare l'esuberanza di Ramos, l'esperienza di Raul e la fisicità di Diarra. Quasi perfetto, se non fosse per quella incomprensione con Chiellini che lo porta a girovagare in area scordandosi di Diarra.
Amauri 6,5 Accorto in fase difensiva e nello 'sporco'. Spende molto in questi settori così quando riparte in contropiede per spaccare in due la partita si perde tra le gambe degli avversari. Generoso.
Matteo Brega
REAL MADRID-JUVENTUS 0-2
Real Madrid (4-3-3): Casillas 5; Sergio Ramos 5, Cannavaro 5,5, Heinze 5,5 (37' st Saviola sv), Marcelo 5,5; Sneijder 5 (20' st Higuain 5,5), Diarra 5, Guti 5,5; Raul 5, Van Nistelrooy 6 (37' st Van der Vaart sv), Drenthe 5. All. Schuster (A disposizione: Dudek, Salgado, Gago)
Juventus (4-4-2): Manninger 6; Mellberg 6,5, Legrottaglie 6,5, Chiellini 6,5, Molinaro 7; Marchionni 6,5, Sissoko 6,5, Tiago 7, Nedved 6,5; Amauri 6,5 (39' st Iaquinta sv), Del Piero 8,5 (48' st De Ceglie sv). All. Ranieri (A disposizione: Chimenti, Camoranesi, Giovinco, Rossi, Ariaudo)
Arbitro: Vink (Ola)
Marcatore: 17' pt e 22' st Del Piero
Ammoniti: Sissoko (J), Drenthe (RM), Legrottaglie (J), Guti (RM), Van Nistelrooy (RM), Mellberg (J)
gio nov 06, 2008 11:22 am
gio nov 06, 2008 12:28 pm
gio nov 06, 2008 12:37 pm
gio nov 06, 2008 1:20 pm
gio nov 06, 2008 2:13 pm
gio nov 06, 2008 3:22 pm
Mi sembrava dovuto dare ancora un omaggio oggi 6 Novembre al GALATTICO ALEX :
MADRID, 6 novembre - Sotto gli occhi di Diego Armando Maradona e con la benedizione dall’alto di Omar Enrique Sivori che lo aveva preceduto in quella maglia e in quest’impresa, Alessandro Del Piero non poteva sbagliare quel pallone, non poteva sbagliare partita, non poteva vivere una notte qualsiasi al Santiago Bernabeu. Lo stadio che mancava alla collezione di Alex e che ieri ha aggiunto Alex nella sua lunga galleria di eroi. Una foto con dedica autografata dallo stesso Dieguito che, nell’intervallo, lo applaudiva con gli amici: «Certo che Del Piero non invecchia veramente mai» . E la cornice alla fotografia è la standing ovation da brividi che gli dedica il Santiago al momento della sostituzione, un tributo riservato solo ai grandissimi, non ai semplicemente grandi.
CHE FELICITA’ - «Sono strafelice, perché abbiamo vinto qui, perché abbiamo fatto una grande gara, per i due gol. Sensazione indescrivibile... Si vive per queste emozioni. Mi ha commosso anche l’applauso del Bernabeu (quest’estate l’aveva ricevuto all’Old Trafford, ndr). Questo è uno stadio pazzesco, era una partita importantissima e segnare raddoppia la mia felicità. Sulle punizioni mi alleno come sempre, ma questo è davvero un buon momento. Maradona dice che non invecchio? Lui è fantastico, sono proprio contento di aver segnato davanti a lui. Speriamo che venga più spesso a vederci. Lippi mi lascerà a casa per le amichevoli? Ma lui sa cosa posso dare, non mi preoccupo e penso sempre all’Italia».
CHE GOL - Due diamanti incastonati nella notte madrilena. Due esecuzioni perfette che hanno pienamente giustificato l’ansia di Iker Casillas, alla vigilia timoroso delle conclusioni di Alex. L’incubo per il portiere spagnolo continua e l’unica consolazione è la possibilità (non la certezza) di non doverlo affrontare più. Nella prima guarda il portiere e piazza il pallone con potenza e precisione. La seconda è un’altra punizione, forse la più bella di questa stagione, tirata da venticinque metri e che riduce Casillas a un fermo immagine mentre si infila sotto l’incrocio, ammutolendo il Bernabeu e facendo saltare per aria quattordici milioni di juventini. «Con Iker avevamo studiato un modo per non farci sorprendere ma non è andata come volevamo», si arrende Schuster.
CHE NUMERI - La quarta e la quinta rete contro il Real Madrid lo portano a 248 gol con la Juve, 46 in Champions League, 7 in questa stagione, nella quale ha cecchinato: Artmedia, Zenit e Real (tre volte) in Coppa; il Palermo (unico gol non decisivo per una vittoria) e la Roma in campionato. Sta segnando con gli impressionanti ritmi della scorsa stagione e - se possibile - è ancora più determinante.
CHE UOMO - Non è solo una questione di numeri, infatti. Del Piero segna, ma si carica anche la squadra sulle spalle nei momenti difficili, raduna i senatori per scacciare la crisi: capitano, leader, goleador. Da un Real all’altro, nelle ultime due settimane ha mantenuto la tensione alta, così come prima aveva saputo tenere i nervi saldi, anche quando poteva farli e farseli saltare. Questa vittoria, timbrata con una doppietta che supera anche il mitico successo di 46 anni fa con gol di Sivori, è in qualche modo un premio, meritatissimo, a chi ha contribuito clamorosamente alla ricostruzione di quel sogno che si chiama Juventus. «Quando scesi in campo a Rimini, due anni fa, in serie B, non avevo nessun dubbio che sarei tornato a giocare al Bernabeu nel minor tempo possibile. Anzi, proprio il pensiero di poter tornare lì mi ha spinto a giocare a Rimini». Ieri la Juventus è tornata davvero nella sua casa, della quale Del Piero ha portato e fissato moltissimi mattoni. Tant’è che sarebbe ora di pensare a qualche soprammobile per arredarla meglio: il Pallone d’Oro, per esempio, non ci starebbe male. E nessuno storca il naso, pensarlo - ora - non è affatto una bestemmia.
gio nov 06, 2008 3:37 pm
Panteron ha scritto:Mamma mia,che serata ieri per alex ..due goal fantastici e poi che soddisfazione deve essere per un calciatore uscire dal campo con 90.000 spettatori avversari che ti applaudono...grande alex sei l'unico juventino che non mi sta' sul ca**o..anche se contro di noi hai quasi sempre segnato..onore alex
gio nov 06, 2008 3:59 pm
gio nov 06, 2008 5:18 pm
ven nov 07, 2008 1:03 am
ven nov 07, 2008 1:05 am
Ronaldinho risveglia San Siro
Magia da tre punti al 93'
Partita difficile contro uno Sporting Braga molto chiuso, contro il quale il Milan non passa nonostante i numerosi tentativi di Sheva e Inzaghi. Poi tocca al brasiliano che risolve la gara in extremis e porta i rossoneri in testa al girone E di Uefa
MILANO, 6 novembre 2008 - Dai formidabili lampi di Vucinic e Del Piero alla mediocrità di una notte di Coppa Uefa. A Ronaldinho proprio non va giù l'idea di andarsene a dormire a bocca asciutta dopo tanto ben di Dio. Così, dopo una partita di rara bruttezza, il brasiliano, inserito al 19' della ripresa, al 93' inventa qualcosa di straordinario: un portentoso bolide che il portiere dello Sporting Braga, Eduardo, neanche vede. Il Milan incassa così, inaspettatamente, tre punti che lo catapultano al primo posto del suo girone. In solitario come in campionato. Nel turn over Carlo Ancelotti aveva giocato di fantasia: 4-3-3 con Pato, Shevchenko e Inzaghi nel tridente. Schema molto offensivo, ma squilibrato, con un centrocampo composto da Gattuso, Emerson e Flamini. Nelle intenzioni c'era l'idea di divorare i portoghesi, rivelatisi in realtà ben organizzati. Lo Sporting Braga si è affidato al granitico 4-4-2; filosofia spicciola: contenere il Milan e sfruttare il contropiede. Compito eseguito alla perfezione. Fino al gol di Dinho.
DIDA C'E' - Tre punte, si diceva. Tutti presenti. I tre attaccanti nei primi sette minuti di gioco furoreggiano nella trequarti portoghese, sfiorando il gol. Spettacolare Inzaghi, il cui diagonale sfiora il palo opposto; potente Sheva che sfiora il sette con una bordata di destro, elegante Pato che obbliga Eduardo alla grande parata. Si direbbe: c'è poco Sporting. In realtà la squadra da Jorge Jesus è veloce nella ripartenza e punta il settore destro della difesa rossonera, presidiato da Antonini e Philippe Senderos, la cui esistenza è ora provata. Lo svizzero cicca subito non intuendo un passaggio filtrante di Peixoto per Meyong che scarica sull'esterno della rete. E' il 6'; tre minuti prima del bolide di Peixoto che inganna l'elvetico, ma sbaglia mira. Ci può stare. Ma quando la manovra offensiva dello Sporting diventa insistente, allora realizzi che qualcosa dalla cintola in giù non funziona. Luis Aguiar a sinistra e Vandinho a destra sono una furia e puntualmente saltano il centrocampo milanista, pronti a puntare verso Dida. Terrificante è la capacità della retroguardia rossonera di trovarsi in braghe di tela quando a gestire la palla è Peixoto, una vera furia. Quella che al 29' gli permette di trovarsi a tu per tu con Dida che con l'istinto di un tempo devia in angolo.
INZAGHI DI POCO - Un vero miracolo che comunque sottolinea la fragilità della difesa di Ancelotti. Ma è serata di turnover. Inutile stare a disquisire sulla mancanza di Kakà e Seedorf. Di Pirlo. Sulla loro capacità di scatenare l'azione offensiva del Milan, nonostante la caparbietà di Gattuso che come sempre di fa in quattro. Così le punte devono ingegnarsi. Pato sembra in serata buona; gestisce bene la palla, ma sbaglia mira. Sheva ci prova al 32' conquistando la sfera nella trequarti portoghese, ma alzando un po' troppo la mira. Alla caccia al gol del Milan corrisponde la disinvoltura dello Sporting, capace di esibire qualità tecniche impensabili. Bella, bellissima l'azione di Renteria al 39', abile a servire Meyong che si catapulta verso Dida in scivolata, mancando il contatto con la palla. San Siro si ribella e il Milan si scuote, ma la schiacciata di testa di Inzaghi, è il 40', supera di poco la traversa.
IL LAMPO - Dopo il riposo Ancelotti mantiene la stessa formazione; Jesus invece cambia Meyong con Paulo Cesar. Il senso della gara però non cambia. Il Milan attacca, ma con insostenibile monotonia; pari alla testardaggine di Sheva che ci prova solo dalla distanza. Se vuoi i tre punti devi cambiare registro. Testata così l'evidente mediocrità arrivano finalmente i cambi: Pato con Ronaldinho al 19' e Emerson con Seedorf al 23'. Proprio l'olandese, al 32', resosi conto dell'incapacità dei rossoneri di regalare un'emozione, esibisce tutta la sua classe e dopo un ubriacante slalom, solo una deviazione in angolo gli proibisce di concludere a rete. In realtà la rete prova a segnarla lo Sporting, sfruttando i blackout difensivi del Milan, come accade a Renteria al 38'. Il punto è lì a portata di mano, ma al 93' genio e fortuna accompagnano Ronaldinho. E' il destino dei più forti.
ven nov 07, 2008 1:09 am
Super Quagliarella mette ko lo Spartak
I bianconeri di Marino passano 2-1 a Mosca contro lo Spartak grazie a due gol di Quagliarella (il secondo su rigore) e rafforzano il primato nel girone D della Coppa Uefa.
Senza Di Natale, tenuto a riposo da Marino in vista della sfida di domenica contro l'Inter, ma con un super Quagliarella, l'Udinese sbanca Mosca 2-1 e rafforza il primo posto nel gruppo D della Coppa Uefa. Mattattore dell'incontro il bomber napoletano, autore di una splendida doppietta (primo gol di potenza e precisione, il secondo su rigore) che ha reso ininfluente il momentaneo pareggio russo con Rodriguez.
PALI E GOL - In avvio di gara l'Udinese colpisce due pali. Il primo è uno svarione di Motta che, nel tentativo di allontanare la palla dall'area bianconera, per poco non beffa Handanovic. All'11' tocca a Quagliarella, sfortunato nel colpire il palo con una grande conclusione al volo. Poco male, però. Un minuto dopo l'attaccante napoletano si gira nell'area russa e di destro batte Pletikosa. Sembra tutto facile per l'Udinese, ma la reazione dello Spartak Mosca non si fa attendere. Al 17' Rodriguez entra in area dalla sinistra e da posizione defilata sorprende Handanovic sul primo palo. Sull'1-1, Pepe sbaglia un'incredibile occasione a tu per tu con il portiere croato ma almeno spaventa lo Spartak e lo rende meno propositivo.
IL SIGILLO - Nella ripresa il ritmo della gara rallenta e l'Udinese e riesce a controllare bene il gioco. Al 15' Rodriguez frana in area su Pepe. Rigore indiscutibile e secondo gol per Quagliarella, bravo a spiazzare Pletikosa. Lo Spartak Mosca tenta una reazione, ma alla mezz'ora il palo esterno salva Handanovic su un tentativo ravvicinato di Bistrov. A 5' dalla fine Pasquale si fa espellere per doppia ammonizione.
ven nov 07, 2008 1:27 am

ven nov 07, 2008 1:31 am

ven nov 07, 2008 2:43 pm
ven nov 07, 2008 5:18 pm
lupagnotto88 ha scritto:ke gol di ronaldinho!
ven nov 07, 2008 8:01 pm
ven nov 07, 2008 8:27 pm
lupagnotto88 ha scritto:non è ancora al top della forma ma è un fuoriclasse incredibile