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Il treno che va a quel paese... 
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Super Lupo
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Iscritto il: mar gen 11, 2005 11:51 am
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Messaggio Il treno che va a quel paese...
Il fatidico giorno è arrivato: il treno che “va …a quel paese”…è pronto a partire, attende solo i suoi passeggeri…e poi, di corsa, senza alcuna fermata, raggiungerà la meta.
Mentre mi preparo per raggiungerlo, mi interrogo sul significato della mia presenza su quel treno.
Le risposte sono nel ricordare le tante volte che, in questi mesi, mi sono detto :
“Pè…ma va’…a quel paese!”.

La prima volta fu dopo l’amichevole con la Casertana.
Avevo visto un gioco confusionario ma, soprattutto avevo visto giocatori mediocri…e, mentre vedevo la partita, mi chiesi se per caso, in nome della vecchia amicizia, le squadre non avessero scambiato le maglie.
Pensai che, se questo era il buon giorno, saremmo retrocessi subito.
Ma, un attimo dopo mi dissi : “Pè…ma va’…a quel paese!”.
E motivai questo invito, dicendomi che non capivo nulla di calcio: la squadra nuova da assemblare, i carichi di lavoro pesanti, gli schemi di Zeman da assimilare ecc. ecc.

La seconda volta che dissi a me stesso :
“Pè…ma va’…a quel paese”, fu dopo la partita persa con l’ Albinoleffe. Uscendo dallo stadio, mi ero detto che non valeva la pena non mangiare la domenica con la famiglia, farsi 100km, spendere soldi per vedere quello squallore.
Quando giunsi a casa e posai la sciarpa nel cassetto, le dissi che l’avrei lasciata lì per moltissimo tempo.
Ma, un attimo dopo mi dissi : “Pè…ma va’…a quel paese!”.
Non avevo mai guardato la classifica…nè la serie in cui militava l’Avellino…né il gioco…né le vittorie o le sconfitte...nè la collera o la gioia mi avevano allontanato o avvicinato alla mia squadra.
E neanche questa volta sarebbe stato così.

A dicembre, quando toccai con mano l’ottusità della tifoseria organizzata che, per ripicche e ricerca di supremazia di gruppi, aveva fatto naufragare la Marcia dell’Orgoglio Biancoverde, mi dissi che non valeva la pena intossicarsi dinanzi ad una società miope, ad un tecnico che non amavo, ad una squadra modesta…e ad una tifoseria organizzata bloccata da divisioni e ricerca di supremazia.
Meglio mettersi l’anima in pace e pensare ad altro.
Ma, un attimo dopo mi dissi : “Pè…ma va’…a quel paese!”.
E quando mai avevo tifato o meno in base a quello che facevano i capicurva o il CCC?
Mai!...e così sarebbe stato anche stavolta.

A gennaio, dinanzi alla campagna di rafforzamento più scadente delle storia del calcio, mi dissi: “ora basta! Basta con la collera, basta con il freddo e la pioggia, basta con questa banda ‘e sciemi… basta…basta…basta!”
Ma, un attimo dopo mi dissi : “Pè…ma va’…a quel paese!”.
Ho sempre creduto al cuore ed alle cose impossibili…e anche questa volta ci saremmo salvati…e comunque non mi sembrava giusto arrendermi così.

…e praticamente, questa che io chiamo “tarantella”…una domenica sì…ed una pure!

Il fatto è che io, come ho scritto un’altra volta, il calcio, l’Avellino, non riesco a viverlo come un vestito da indossare poco prima della partita e da posare un minuto dopo.
L’ Avellino…lo vivo con grande passione, e le conseguenze di questa passione le riporto anche nel lavoro ed in famiglia.

Quest’anno poi, il forum, una cosa bella assai, in alcuni momenti ha contribuito a rendere il mio fegato ancora più avvelenato.
E quando mi è capitato di litigare e di incazzarmi, mi sono detto che non era possibile continuare così; trasformare un modo per svagarsi e per parlare dei lupi con altri tifosi…in una ennesima occasione di amarezza…era una cosa da stupidi…ed allora:
“stacca…tutto…e lascià stà!”
Ma, un attimo dopo, anche in questo caso mi sono detto:“Pè…ma va’…a quel paese!”.
Ho sempre pensato che nella vita le cose belle “costano”…e il forum è una cosa bella…e certe cose fanno parte del prezzo da pagare.

E quindi mi sembra fin troppo ovvio,a conclusione di una annata come questa, dopo le tante volte che me lo sono detto, andare a prendere quel treno per andare…”…a quel paese!”.

Lungo la strada che mi porta alla stazione, vedo, fermo a parlare con altri, uno che apprezzo molto poco, ritenendolo incapace…debole coi forti…ruffiano quel che basta…forte con chi è in difficoltà…e cattivo nel suo modo di fare giornalismo (chiamiamolo …così).
Mi avvicino e gli chiedo come mai fosse ancora lì…e lui mi risponde che sta parlando con altri colleghi giornalisti.
Ne riconosco alcuni, altri appartenenti al clan di quelli che io chiamo giornalisti/giornalai…e li invito a muoversi…o perderanno il treno.
Ma egli, interpretando il pensiero di tutti, mi risponde:
“ Noi non andiamo …a quel paese!...noi abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo la coscienza a posto, e abbiamo cercato di fare aprire gli occhi a quelli come te…troppo accecati…e troppo strunzi!....vacci tu…a quel paese!”.
Non mi va di litigare, risalgo in macchina…e continuo la mia strada.

Al semaforo, vedo Maietta, De Simone, Biancolino…ed altri epurati.
Rallento, mi fermo, accosto…ed anche a loro dico :
“ma ve vuliti move…forza!… che ‘o treno parte”.
In coro mi rispondono:
“ma vacci tu a quel paese! Noi siamo persone serie, abbiamo potuto sbagliare qualche partita, fare qualche errore, ma volevamo vedere a te…con un gioco impossibile, difficile, con i muscoli appesantiti da allenamenti massacranti!...noi siamo dei professionisti…che amano il calcio…e che non buttano nel cesso la propria carriera, solo per remare contro un tecnico. Abbiamo la coscienza a posto…e su quel treno non saliamo!”.

Sto per rimettermi in macchina, quando dall’altro lato della strada, vedo un capannello di gente…e tra questi riconosco alcuni capitifosi…mi avvicino e, quando sono a meno di un metro, uno di essi mi urla:
ahhhh….tu sei quello St**** che ci scrisse quella lettera aperta?...era tanto che aspettavamo di vederti.
Articolo 1…tu non sai manco cos’è la vita di Curva…sono anni che non la frequenti più; e non ti permettere di criticare gente che della curva ha fatto la propria fede.
Articolo 2…noi delle marce non sappiamo che farcene…e se la curva è divisa…non dobbiamo dar conto a te. E mò vattenne…se no acchiappi pure na’ paliata…e vacci tu…a quel paese”!


Ovviamente mi avvio di corsa verso la macchina, ma prima che salga…un signore mi si avvicina e mi dice:
“ sono il presidente del CCC…volevo solo dirti che non sei degno di nominarmi…ho tante di quelle medaglie nella mia gloriosa storia di tifoso…che se te le mostro…svieni dalla meraviglia. Se io sono stato il primo a dire di disertare lo stadio…è perché a differenza tua…certa gente la riconosco bene…e sapevo che sarebbe finita così. Tu sì proprio nu tifoso strunzo…che ha portato i soldi a Casillo ed ho saputo che ti sei fatto pure l’abbonamento a Gioco Calcio: bella chiavica che sì….vacci tu …a quel paese”.

Mi sento come Fantozzi, nella sua bianchina, quando mi si avvicina un altro, uno che il tifo manco sa cosa sia, su cui potrei scrivere un libro... mi dice:
“io non ti curo proprio…ma una cosa te la voglia dire: sono quelli come te…che parlano sempre di amore e di passione per la squadra…che fanno del male all’Avellino. Senza volerlo, certo….ma sempre del male fate! Ma come hai fatto a non vedere e a non capire quello che era sotto gli occhi di tutti?...tu non capisci niente…ed ora va'…a quel paese!”

Scendere dall’auto, dirgli alcune cose, rinfrescargli la memoria…ma sarebbe tempo perso…ed io non posso perderlo…o perderei il treno…e vado via convinto che ormai su quel treno, oltre me, saliranno solo quelli della società, lo staff tecnico ed i calciatori.

Il nervosismo mi fa sbagliare strada e così, per andare alla stazione, faccio un giro tutto contorto…e passo davanti allo stadio…e vedo, con meraviglia, che c’è l’allenamento. Mi fermo…mi avvicino ai calciatori…e dico ad alcuni di essi:
” ma che ca**o vi allenate affà?...innanzitutto…vi allenate o no…perdete sempre…e poi vi siete dimenticate che dovete prendere il treno per andare…a…quel paese?”.

Il più giovane mi guarda e mi risponde:
“ e perché dovremmo andarci?...che colpa abbiamo noi se ci hanno catapultato tutti insieme in serie B?...e poi…noi abbiamo letto che, qualche volta hai parlato di palle e cuore,…ed allora cogliamo l’occasione per dirti che non ci mancano né le prime né il secondo. Se ultimamente stiamo sbracando…è perché dopo un anno difficile, dopo una rincorsa inutile, siamo scoppiati fisicamente e psicologicamente.
Per cui, se propria hai voglia, portati il tecnico…a quel paese!”.


E dove sta il tecnico?...è più in là…accanto a Pavone.

Mi avvicino e dico loro:
“scusate ma…neanche voi venite a prender il treno per andare….a quel paese?”.

Pavone, mi risponde:
“ io proprio colpe non ne ho!...se tu… a tua figlia, per fare la spesa, dai 15 euro, che ti aspetti che ti porti…champagne e caviale?...se è brava…cercherà un buon disc-count….e cercherà di portarti qualcosa…proprio per non restare digiuno. Io questo ho fatto, con i pochi soldi che mi ha dato Casillo…ho fatto del mio meglio. A me proprio non tocca di andare a quel paese. Vacci tu!”

Tra il fumo della sigaretta, intravedo Zeman ed a lui dico :
“Mister, visto che né i calciatori, né Pavone vengono alla stazione…le do un passaggio…saliamo sul treno, ci scegliamo un buon posto (tanto ormai…è vuoto)…e ce ne andiamo assieme… a quel paese..e le spiego alcune cose”.

Avete dinanzi agli occhi quello sguardo fulminante del Boemo?...embè lui mi guarda in quel modo e mi dice:
“Io sono venuto ad Avellino per fare calcio, l’ho fatto con grande serietà ed impegno, mi erano state fatte delle promesse, non sono state mantenute…ho creduto in Casillo…ed ho lavorato sodo per cercare di compiere il miracolo. Non ci sono riuscito…ma non per questo posso essere mandato…a quel paese.
Vacci tu…così hai tutto il tempo…per parlare con Casillo…e ti fai spiegare come sono andate le cose!”


E che madonna!!!..o’ sapevo che pe’ quann’era ‘a fine…l’unico a salire su quel treno con Casillo sarei stato io!
Poco male…almeno, faccia a faccia, solo io e lui, gli dico tutto quello che penso…e visto che il fegato me lo sono spappolato…, durante il viaggio, ne approfitto…e almeno nu’ sfizio mo’ levo!”

E finalmente arrivo dinanzi alla stazione…e lui è lì.
Mi avvicino…lo guardo...e gli dico:
“uè…almeno uno che si assume le responsabilità ci sta!...mi fa piacere che almeno tu…abbia capito che ti tocca andare…a quel paese!”.

Embè, non ci crederete…ma io non sono morto in quel momento…e non muoio più!
Casillo mi ha detto testualmente:
“Ma qual è ‘o problem?...pecchè l’anno passato a’ purtato tu l’Avellino in serie B?...’e soldi nun ce ne stavano…aggiù risanato ‘o bilancio…qualcosa è andato storto…qualche punto ce l’ hanno rubato gli arbitri…nu’ poco ‘e sfortuna…qualche complotto…qualche errore …e chest’è!
Tu sai fai meglio?...caccià ‘e soldi…accattatello tu l’Avellino…e portalo…in serie A.
Comme?...nun tiene ‘e soldi?...e allora tu si’ nato debosciato…e va’ a quel paese!”.


Senza parole!
Praticamente, ognuno tiene na scusa pronta, ognuno ha la sua ragione…ed io mi sono avvelenato un campionato intero…pe’ senza niente…ed anzi ognuno tiene qualcosa da rimproverarmi:
“ Pè…ma va’ a quel paese!...anzi… più chiaramente: ma va’ ‘a fa’ ‘nculo, te lo sei cercato!!!”

E così sia.
Accompagnandomi alla mia sciarpa, amica di sempre, entro nella stazione pensando all’ennesima beffa di un anno maledetto…ed a quel viaggio per andare a quel paese che mi vedrà solo in quel treno che avevo immaginato affollato assai…e che invece sarà tutto per me.

Ed il treno è lì…ad attendermi; ma non è solo:
quanti tifosi, quante bandiere, e quanti volti a me cari, e molti compagni recenti.
E sono tutti lì…ed io non capisco.
Quando sono in mezzo a loro chiedo cosa stia succedendo ed essi in coro rispondono :
“Partiamo!!!”.

“Ma che centrate voi?...questo è il treno che ho organizzato io per mandare quelli che se lo meritano…a quel paese. E voi proprio no…voi che avete urlato ed imprecato, bestemmiato e sofferto, sperato e sognato invano…voi no…voi restate qui!”

Uno di loro, quello che ha il dono della chiarezza, mi prende sottobraccio e mi dice:
“ Vedi Peppe, quel treno che volevi organizzare...non è mai esistito...non potrà mai esistere. Nessuno può decidere chi deve andare a quel paese…ognuno risponde alla propria coscienza, se ce l’ha. E poi, a te mica interessava davvero mandarli a quel paese? Forse, ti avrebbe ripagato delle sofferenze patite? Assolutamente no! Ste’ cose lasciale fare agli altri. Tu vuoi semplicemente continuare il cammino intrapreso tanti anni fa, tu vuoi solo continuare ad amare questa sciarpa che hai al collo. Chiedi solo questo.”

E’ proprio così…e tutta la rabbia che avevo in corpo svanisce.
Gli sorrido, guardo tutti quei tifosi alla stazione, il bianco ed il verde delle loro bandiere, ripenso ad un anno fa…a quell’ undici maggio e gli chiedo:
“Dimmi…amico mio: se questo non è il treno che avevo prenotato io per mandare molta gente …a quel paese, cos’è allora?...e dove porta?”

Con una smorfia del viso, quella espressione un pò così, quell'accento che sa di soprassate buone, mi dice:
“Questo treno è un’altra cosa…e va da un’altra parte: questo è il treno di quei due bambini che a te piacciono tanto, li vedi? Credi che saranno meno felici di venire allo stadio, il prossimo anno, quando saremo in serie C? Certo che no! Continueranno a tormentare il loro papà ed a dire, qualche volta, vaffanculo.

Questo è il treno di quel tifoso che ne ha viste più di te; guardalo mentre racconta le storie vissute a quei ragazzi. Credi che se Casillo resterà, se andrà via o quant’altro, sentirà meno sua questa squadra? Certo che no!

Questo è il treno di quella tifosa tutta verde! Credi che il suo colore fosse più intenso quando al posto di Tisci c’era Vignola?...e credi che sbiadirà in serie C? Certo che no!

Questo è il treno di quel tifoso che vive a migliaia di chilometri da Avellino....e che oggi è voluto essere presente, lo vedi? Credi che siccome non ama Zeman, dovesse rimanere il boemo, amerebbe di meno questi colori? Certo che no!

Questo è il treno di quel giovane tifoso che studia in toscana e con il quale litighi spesso. Quello che ti rompe le palle col suo difendere Zeman, sempre. Credi che quando il maestro di Praga sarà andato via, rinuncerà a sbandierare la nostra bandiera? Certo che no!

Questo è il treno di quanti vivendo lontano dalla propria terra, si aggrappano alla squadra per aggrapparsi alle proprie radici; è il treno di chi ha il coraggio di sventolare questa bandiera in città dove del lupo se ne fottono e magari lo odiano; è il treno di quanti si stanno già organizzando per la prossima trasferta…e chi se ne frega se ormai il campionato è finito; questo è il treno di chi…nel bene e nel male coltiverà questa unica, immensa, grande passione, ed in nome di essa gioirà e soffrirà, si incazzerà e maledirà, protesterà, quando è il caso, ma non abbandonerà mai…e poi mai.

Insomma, Peppe…questo è il treno di chi, come dici tu da qualche giorno:
non è né eroe…né martire della causa biancoverde…ma neanche strunzo.
E’ il treno di chi è semplicemente tifoso!...e come vedi ce ne sono tanti…ma proprio tanti.

Ed ora partiamo.
Forse cambierà il tecnico, di sicuro cambieranno diversi calciatori, non so se avremo ancora Casillo o un altro…e quanto agli altri, li ritroveremo…alla prossima promozione…chest’è poco ma è sicuro!”


Saliamo sul treno, dopo un poco partiamo. Quale sia la meta non mi interessa…mi basta essere assieme a chi ama come me l’Avellino…in fondo è solo l’ennesimo viaggio di una storia infinita…

(Dedicato all’unica cosa bella di un anno disgraziato: gli amici del forum.
Peppe)

_________________
C’era una volta…e c’è ancora!


gio apr 14, 2005 12:41 pm
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