Nel giugno '81...partii militare...destinazione Sassari.
Certo che l'avevo proprio preso in quel posto : a Novembre c'era stato il terremoto...e non sarei dovuto partire. Assieme al mio amico "Bob Marley" ( il perchè lo chiamassimo così...è fin troppo ovvio )...avevamo presentato al Distretto Militare domanda di esonero, in base a quel decreto che evitava l'anno di leva, presentando un semplice certificato di residenza storico. Non ho mai capito il perché a lui avessero deciso di farlo rimane a casa...mentre a me fosse arrivata la famosa cartolina. Comunque, partii con la assicurazione del Distretto che, dopo pochi giorni,...mi avrebbe raggiunto il precongedo. Non so che strada abbia mai fatto...so solo che arrivò giusto...12 mesi dopo !
Bob mi accompagnò alla stazione. Prima che il treno partisse, mi regalò un libro con tutti i testi delle canzoni del suo mito; mi disse: "ti terranno compagnia".
Non feci in tempo a ringraziarlo, che un’altra cosa passò dalle sue alle mie mani :
una sciarpa biancoverde !
Non disse niente stavolta, c’eravamo capiti. Per tante domeniche, quella sciarpa era stata al suo collo.... In qualche modo si sentiva in colpa per il fatto che partissi…solo io…e per questo mi volle regalare la cosa a cui teneva di più.
Il treno poi partì, portandondo via me e quella sciarpa.
Dopo Sassari passai a Civitavecchia…caserma “Leonessa” e qui, quattro mesi più tardi, mi giunse una lettera di Bob Marley in cui mi diceva che era entrato in polizia.
Non sempre certe cose accadono solo nei film : io e Bob Marley…non ci saremmo più incontrati. Ci scrivemmo per anni…ci telefonammo…fissammo tanti appuntamenti ma tutti andati deserti e non certo per colpa nostra.
All’inizio lui tornava spesso al nostro paese…ed ovviamente io ero in caserma…e viceversa. Poi…come in tutte le cose della sua vita…senza pensarci molto, si sposò con una ragazza di Corico (un paese vicino Milano) e solo d’estate tornava al paese. Ed io che ora abitavo ad Aversa , d’estate ero al mare…e così via. Le lettere diminuirono sempre più e di Bob…solo notizie dal padre.
Il libro lo tengo sempre ma farei fatica a trovarlo. E poi, anche se non gliel’ho mai detto veramente, quei testi senza la musica…sono come la Ferilli senza l’accento romano : un’altra cosa.
La sciarpa…la sua sciarpa…l’ho sempre tenuta con me ed, ancora oggi, è la mia compagna di viaggio nelle domeniche che da Aversa mi portano al Partenio.
Ma per essere tutti e tre presenti nello stesso posto, io…Bob…e la sciarpa, avemmo dovuto attendere 14 anni.
Quella domenica del 1995 ( napoletà…la data non l’ho controllata…preferisco affidarmi sempre alla memoria

) si giocava al Partenio la semifinale dei Play-off col Siracusa..
Avevo parcheggiato la macchina al solito posto, dinto ‘e nocelle, e mi avvicinai alla curva Nord. Arrivai ai cancelli d’ingresso e qui la ressa era più grande del solito; d’altra parte la partita era di quelle importanti. Mi misi in fila e respirai l’attesa riempiendola dei pronostici di chi come me andava incontro alla partita. Quando si è in fila, quando si attende di entrare nello stadio per un incontro importante, il tempo e lo spazio sono sempre più lunghi. E i metri che ti separano dall’ingresso non li conti più…li fai e non te ne accorgi. Ed io senza accorgermene ero nella strettoia…ultima nemica.
Mi sentii afferrare e di botto tirare all’interno dello stadio…ed una mano mi rubò la sciarpa…ed una voce portò, inconfondibili, le parole di una canzone alle mie orecchie :
“ No woman…no cry….No…woman…no cry!”
Chi mi aveva catapultato all’interno, chi mi aveva rubato la sciarpa…chi cantava… era un poliziotto...e quel poliziotto era Bob Marley !
Quanto può essere lungo un attimo ? A volte anche 14 anni !
In quell’attimo…14 anni dopo…due amici e la sciarpa che li aveva tenuti legati erano assieme.
Bob era stato trasferito, già da un po’,a Cervinara e spesso le domeniche faceva ordine pubblico allo stadio. L’avevo saputo da un amico comune…ma di certo non pensavo a lui mentre aspettavo in fila…né pensavo di incontrarlo lì.
Ci abbracciammo…e l’abbraccio non fu facile…e non solo per come era combinato…tra mimetica…casco e manganello !
Le cose che ci dicemmo non sono importanti e , d’altra parte, potete immaginarle.
Mi stavo allontanando e non pensavo alla partita. Pensavo solo a come si cambia nella vita. Lui, Galliano…lui Bob Marley…lui che rompeva le palle ad un paese intero con la sua 126, mentre a tutto volume portava in giro il suo reggae, lui era lì a fare ordine pubblico, dopo che tante volte si era lamentato delle perquisizioni inutili che facevano ai cancelli.
Ero già all’altezza dei bagni, quando di nuovo la sua voce mi raggiunse :
“
Oi Péééé…la sciarpaaaa! ”
Ci riavvicinammo e quella sciarpa, ancora una volta passò dalle sue alle mie mani.
Durante la partita e nell’intervallo mi guardai spesso attorno…ma lui non c’era. Solo tanti volti…tirati…tutti uguali. Vincemmo 1 a 0…goal di Fresta ( napoletà…sempre a memoria

). Quando l’arbitro fischiò la fine dell’incontro, come mi accade sempre dopo una partita tesa ed importante, mi fermai a guardare gli spalti. E’ il mio modo di scaricare l’enorme tensione accumulata. Accesi l’ennesima sigaretta e fissai le tante bandiere e le sciarpe che riempivano di verde la nostra gioia. Guardai la mia…pensai ancora una volta a Bob Marley…e mi avviai verso l’uscita.
Dal ’95 ad oggi solo un’altra volta ho rivisto Galliano…ma questa volta...in quel bar…eravamo soli...io e lui: mancava la sciarpa.
Questa era sempre al solito posto...nel posto in cui da oltre vent’anni aspetta che la domenica la tiri fuori…per fare assieme i soliti km che da Aversa mi portano al Partenio.
50 km…100 col ritorno…a volte sono lunghi assai. Si cerca qualcuno che non c’è per gioire o sfogarsi…e se sul sedile c’è una sciarpa coi colori della tua squadra…ti senti meno solo.
Io non so se quest’anno ci salveremo…e non so quante altre partite andrò a vedere fino a giugno. Quello che so…è che Casillo o non Casillo…
quella sciarpa non la butterò via…mai !
Nella vita si cambia; a volte più di quanto si possa immaginare...e ci si sorprende sempre diversi ; solo l’amore per la mia squadra…è sempre lo stesso…e quella sciarpa…è il testimone di una passione…grande…grande…grande…