Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino.
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso.
F. De Andrè
Avviso:
"Questa è una storia molto lunga e non è neanche bella; se non avete tempo o non avete voglia, tirate avanti e cercate altro. Se, dopo le sofferenze dello scorso anno, vorrete evitarvi quelle di una interminabile lettura, io vi capirò, non mi sentirò “lasciato come un fesso” e non mi chiederò: “Chi m’ha fatt fa’?”.
Perché le cose hanno sempre un senso e non si lasciano mai a metà, quando ci si crede…"LupoDentrooo
Il ProcessoLa mattina del 2 Novembre, Mr. Fronna mi venne a prendere.
-
Pe’, sei pronto?- mi chiese.
-
Sì, andiamo e verimmo che ce manna ‘o cielo…-, risposi nervosamente.
-
Aspetta, dimmi prima una cosa: sinceramente, perché hai scelto me come avvocato? Io ho sempre difeso giovani ultras, sono quasi un avvocato di Pretura; a te, che dovrai vedertela col Pateterno, quello del cielo e quello che si crede tale, forse occorreva un "principe del forum"-.
Con un sorriso accompagnai la mia risposta:
-
Mr. Fronna, tutti sanno che mi piace scrivere molto, pochi che amo leggere tantissimo e che ho un'ottima memoria. Una volta, cercando indietro tra i tuoi scritti, lessi una frase che a me piacque molto. Dicesti:MrFronna ha scritto:
…ma noi siamo IRPINI, GENTE TOSTA ABITUATA A LOTTARE FINO ALLA FINE, quante salvezze le abbiamo conquistate all'ultima giornata??
Ecco perchè ho scelto te: perché sei come me, orgoglioso delle nostre origini, perché mi serviva uno che non si arrende mai e perchè, per affrontare certe battaglie, ci vogliono le palle e tu hai dimostrato di averle. Io so che lotterai, fino all’ultimo secondo, per questa mia salvezza.
Andiamo Mr. Fronna, facciamogli vedere cos’è la gente dell’Irpinia… -.
E ci avviammo.
Sulle scale che conducono al Tribunale Divino, tanta gente ad attendermi: curiosi, stampa, vittime del disastro aereo, familiari di questi ultimi e zemaniani venuti, apposta dalla Terra, per godere dello spettacolo.
Da un lato, giungevano applausi e cori d’incitamento. Tra lo sventolio di bandiere biancoverdi, anche il coro:
“Lala….lalala….lalala…lalala…vincerà….vincerà”.
Dall’ altro, insulti di tutti i tipi: erano gli zemaniani doc. Tra questi, ce n’era uno che mi avrebbe sparato in faccia, per l’intera giornata, la stessa agghiacciante parola:
“Assassino”. Vi ricordate quello che, nel film Jonny Stecchino, lo ripeteva a Benigni, in continuazione?
Tale e quale: nel tono e nell'espressione!
Protetto dagli Angeli Poliziotto, tenuto sottobraccio dal mio avvocato, riuscii a sfuggire alla raffica di domande e di flash ed a varcare l’ingresso.
Solo Piscitiello si avvicinò abbastanza per potermi chiedere:
-
Nel processo, il suo legale giocherà di rimessa o attaccherà Zeman…alla Zeman?-.
-
Avvocà, prima che finisca il processo, io a chist ‘o sputo ‘nfacc-, dissi convinto.
Entrò la Corte.
Fu data lettura dei capi d’imputazione ed il Pm iniziò ad interrogarmi. Pareva Di Pietro: quaranta minuti di domande, aventi tutte l’unico scopo di dimostrare “la mia vera natura”, come affermò ripetutamente.
Toccò poi al mio avvocato, Mr. Fronna. Si avvicinò lentamente alla Corte e chiese al Presidente il permesso di togliersi la toga, per poter mostrare a me, disse, una cosa importante. L’ottenne ed, avvicinatosi, mi indicò lo splendido lupo tatuato sul braccio.
Mi chiese:
-
Che cosa vedi?-.
Risposi:
-
Un animale bellissimo, il legame con la mia terra, momenti d’immensa gioia, momenti di grande tristezza, vissuti ed accettati nel bene e nel male, sempre. Vedo il libro dei miei ricordi e vedo un ragazzino che rincorre un pallone, indossando una maglietta bianca, su cui aveva fatto cucire, da sua madre, una striscia di nastro verde, di quelli che si usano alle elementari e quella maglia, diventata, in tal modo, biancoverde, fu il suo primo abbraccio a quel lupo. Vedo un giovane che stringe tra le mani il primo abbonamento per la Serie A, appena ritirato, così come un bambino la sua prima bicicletta. Vedo una sciarpa a me molto cara e vedo un uomo che non ha mai smesso di recarsi al Partenio, neanche quando, dal 1983, la vita l’ha portato in un'altra realtà.
Avvocà, ecco cosa vedo in quel tatuaggio: una grande passione. Potrebbero mai sfregiare quel lupo tatuato senza tagliare la tua carne? Non è possibile, così come non è possibile ferirlo senza ferire me, perché io l’ho nel cuore-.
Seguirono, poi, vari testimoni: un lungo elenco a favore e contro.
Finché arrivò il colpo di scena: Mr. Fronna chiese ed ottenne che due angeli si recassero sulla Terra per prendere Zeman. Il tempo necessario per farlo testimoniare e poi l’avrebbero riportato a Lecce.
Nessuno se l’aspettava e quando, dopo un’ora di sospensione, si riprese la seduta ed il Boemo entrò in aula, accadde di tutto.
I suoi fa.ns lo abbracciarono, lo baciarono, gli chiesero l’autografo, qualcuno s’inginocchiò e qualche altro lo implorò:
“poggia la tua mano sul mio capo…ti prego”. Lo chiamavano
“Maestro” e si videro scene come ai tempi dei
Beatles.
Li avrei presi a pagliuccate, per il loro fanatismo; soprattutto quando riconobbi, tra di essi, uno di Avellino che, a mani giunte, col volto solcato da una lacrima, mai rassegnatosi alla partenza del Boemo per quel di Lecce, gli domandò:
-
Elì, Elì, lemà sabactanì?-
-
Che gli ha detto?- mi chiese il mio avvocato.
-
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?- risposi.
-
E che lingua è?-.
-
E’ aramaico-.
-
Ed in quale zona dell’ Irpinia si parla l’aramaico?- chiese meravigliato Mr. Fronna.
-
Lascia perdere Avvocà. Non dove ma chi, dovresti chiedere: Cristo ed i suoi discepoli-.
Nel contempo, dalla parte avversa, si levò il coro:
“Te ne vai o no?...Te ne vai sì o no?” ed iniziarono a lanciargli monetine ed a gridare, ritmando con le mani:
“de-vi…mo-ri-re”.Ci volle ‘o Pateterno (e non è un modo di dire) per riportare la calma.
Mr. Fronna lo tartassò, altro che pressing zemaniano, sembrava De Niro in “Toro scatenato”. Ma il Boemo, come sapete, è uno che sa incassare bene, in tutti i sensi. Quando gli venne chiesto se egli, paladino dell’etica e della morale,non trovasse immorale il suo ingaggio così alto, a fronte di quello dato a tanti componenti del suo equipaggio ed anche in relazione alla grave crisi economica delle varie compagnie e del Paese, in generale, rispose:
-
Io faccio il pilota e non il francescano né l’economista-
-
E’ vero- disse Mr. Fronna -
fai il pilota e non il francescano nè l’economista. Ma, se è per questo, non fai neanche il medico, eppure di medicina hai parlato-.
Insomma: ‘o tazzo…sì…e ‘a totena no! -
-
Che significa ‘o tazzo…sì e ‘a totena no? - chiese Zeman.
-
Te lo spiego subito. Un bambino fu mandato in macelleria a comprare la cotica. Ma lui, che aveva un difetto di pronuncia, chiedeva invano un po’ di totena. Il macellaio continuava a non capire ed a chiedere, al bambino, uno, due, dieci volte, che si spiegasse meglio. Fino a che, innervosito e sfastiriato, il piccolo esclamò: “vabbuo’ ja’…’o tazzo” . Il macellaio, prontamente lo redarguì: “scostumato! E si dicono ste’ cose?”.
Il bambino gli rispose:
”ma comm’è, ‘o tazzo sì…e ‘a totena no? ”.
Ecco cosa significa: quando pare a te capisci e parli, quando non ti conviene, ti limiti a guidare l’aereo, a fare il pilota e fai finta di non capire e non vedere, quello che accade attorno a te. La verità è sempre la stessa: ognuno abbara ai ca.zzi suoi.
A parte il fatto che, sul compenso, dovrebbero incidere i risultati ottenuti- concluse il mio avvocato.
Il pilota sentenziò:
-
Non contano i risultati ma il lavoro che faccio. Chi mi prende lo sa e per questo mi paga. Quel che guadagno è il giusto-.
Tra il meravigliato e l’arrabbiato, Mr. Fronna domandò:
-
Nè…ma quant ca.zzo te pigli all’ora?!? - e lo disse con lo stesso tono di Benigni, sempre in Jonny Stecchino, quando chiese: “Uè…ma quanto costa questa banana?!?”….e subito dopo comunicò alla Corte che, per lui, il Maestro poteva essere licenziato.
Nel senso...e non solo... che l’interrogatorio era finito.
Prima delle arringhe finali e prima di farlo andare via, Padre Pio volle rivolgere alcune domande al pilota.
-
Guagliò, perché ti chiamano Maestro?-.
-
Perché insegno e perché ho molti seguaci-.
-
Guagliò, perché molti ce l’hanno con te?-.
-
Perché sono una persona che ha sfidato il potere ed ha detto quello che altri non osavano ed ha portato il nuovo, che fa paura al vecchio-.
-
Praticamente, ’o figlio ‘e Dio- ironizzò Mr. Fronna ed, in quel preciso istante, prima ancora che terminasse di pronunciare Dio, gli zemaniani sollevarono le braccia al cielo e levarono alto il coro:
Jesus Christ Superstar
Do you think you're what they say you are?
Jesus Christ Superstar
Do you think you're what they say you are?
Padre Pio battè, violentemente e ripetutamente, il cordone sul banco della giuria ed urlo’:
-
Statev zitti…e che Maronna è chest? -.
-
I Muntevergine- risposero gli Avellinesi, indicando una di loro, nota anche come la
Madonna Verdissima, da tutti amata e rispettata.
Quando, non senza fatica, il Presidente ripristinò il silenzio, non proprio religioso ma almeno rispettoso, riprese ad interrogare Zeman:
-
E dimmi un’altra cosa: sai chi sono io?-.
-
Certo. A Foggia parlano solo di Voi e di me…ed anch’ io ho fatto un vero miracolo in quella zona-.
-
Azz, simmo colleghi! Lavoreresti mai per il Pateterno?-.
-
No! Non amo le compagnie dei potenti e questa ha troppi Santi in Paradiso e poi il Presidente starebbe sempre in mezzo: in cielo, in terra ed in ogni luogo. A parte il fatto che dovrei accontentarmi di trenta denari-.
-
Conosci la parola “scusa”?-.
-
Non al singolare: conosco la parola “scuse”-.
-
Quando sarai morto, secondo te, quale sarà il tuo posto?-.
-
Alla destra del Signore-
-
Guagliò, trovati un altro posto, quello è già prenotato da uno che è in politica e che nel calcio ha scelto il Diavolo-
-
E allora spostiamo il Signore- disse convinto il Maestro di Praga.
-
Se po’ fa’- ribatté il Presidente-
sfrattammo ‘o Pateterno e mettimmo a te. Ed ora, dimmi : qual è la differenza tra te ed il Signore?-.
-
Entrambi siamo infallibili. L’unica differenza è che il Signore è stato messo in croce una sola volta…ed io vengo messo in croce sempre, da gente come questa- ed indicò col dito il sottoscritto.
Padre Pio alzò gli occhi al cielo e lasciò la parola alle parti, per l’arringa finale.
Il Pubblico Ministero parlò a lungo. Insistette molto sul fatto che ciò che appariva non corrispondesse alla mia vera personalità, violenta; mi paragonò ad un
“rafaniello: rosso fuori e bianco dentro”. Uno elemento pericoloso assai, più di quanto lo possano essere i teppisti dichiarati.
Terminò dicendo:
-
…vi ho dimostrato quanto l’imputato sia un violento dentro, altro che lupo dentro. Uno che per mesi ha finto equilibrio ma che, quando le cose sono precipitate, ha svelato tutto il suo vero volto, il suo istinto violento e l’odio profondo per questo tecnico al punto che, come risulta dai capi d'imputazione, si è lasciato sfuggire la famosa frase “io t’acciresse proprio” ed ha minacciato di sputarlo in faccia mille volte. Chiedo alla Corte il permesso di consegnare una relazione di un analista di Roma, uno che lo ha studiato bene, da cui si evince la sua personalità violenta e schizofrenica ed anche il verbale di minacce ad un tifoso giallorosso, a conferma della sua vera personalità, tra l’altro condizionata dall’ambiente violento e camorristico in cui vive da oltre venti anni. Inoltre, è rancoroso assai e, ovemai fosse nel giusto, ma non lo è, non conosce il perdono e non sa dimenticare.
Per questo chiedo che sia condannato alle pene dell’inferno…e per l’eternità-.
Fu la volta di Mr. Fronna. Una lunga, ed accalorata arringa. Se lo avevo scelto, come difensore, è perché sapevo che non gli erano mai mancati coraggio, intelligenza e forza. Più di tutto, però, mi aveva spinto alla scelta il fatto che, quando crede nelle cose, ci mette passione, come me. Quando parlava, era uno che riusciva a fare presa su chi lo ascoltava, ecco perché non mi sorprese che l’intera aula si fosse bloccata in silenzio, né mi sorprese come concluse il suo dire:
-
Padre Pio, tu pure te sì ‘ncaz.zato ed hai mandato al diavolo quelli che si avvicinavano a te per chiederti i numeri da giocare.
E perché? Perché la fede è una cosa seria…e la tua sofferenza era una cosa vera.
E con la fede e con la sofferenza nun se pazzea.
Embè…la fede è fede, pure quella calcistica e la sofferenza è sofferenza, pure quella di un tifoso.
E se LupoDentrooo ha saputo accettare che il viaggio fosse andato male, se ha compreso che le colpe non fossero tutte del pilota, dopo averlo sempre rispettato, poteva mai accettare che questi, che si era salvato e che addirittura aveva avuto un nuovo e migliore aereo da pilotare, invece di dedicare un pensiero di conforto e di portare anche solo un fiore ai tanti morti come LupoDentrooo, sputasse addirittura sulle loro tombe, dopo averlo fatto già sulla loro storia?
L’avesse fatto, non si chiamerebbe LupoDentrooo…ma SenzaSangueDintEvene.
A chi gli rimprovera di non saper dimenticare, rispondo: ci ha provato. Ma fino a quando sarà costretto a leggere e ad ascoltare il falso, al falso si ribellerà, sempre.
Chest’è caro Padre Pio, per questo ti chiedo di assolvere LupoDentrooo…ché già ha sofferto troppo-.
E mentre il Presidente esclamò: -
La Corte si ritira per deliberare-, Piscitiello, in diretta su TCS, col tono del grande inviato di guerra, disse a Pezzella:
-
Abbiamo assistito ad un violento scontro in aula. Ma ora, il processo è terminato, la Corte è in Camera di Consiglio ed il verdetto è previsto per la tarda serata. Secondo me, Mr. Fronna ha sbagliato tattica: ha giocato in modo troppo aggressivo, oserei dire da Avvocato Ultras. La scelta di LupoDentrooo, a mio avviso, non è stata felice: la Corte è pur sempre composta da Santi. Inoltre, ha attaccato centralmente e qualche testimone andava sostituito. Io avrei fatto entrare in campo la stampa: Porcelli e Pascariello sarebbero stati molto utili o, addirittura, avrei utilizzato Tommaso D'Angelo e Walter De Maggio, per evidenziare i danni sul versante salernitano e napoletano-.
Trovò conforto in Pezzella che, dallo studio, aggiunse:
-
Michele, sono d’accordo con te. Ma il vero scandalo, di questo processo, è stato che hanno parlato, sia LupoDentrooo che il suo legale, in modo troppo enfatizzato della storia dell’Avellino e dell’imputato. Neanche fossero il Napoli e Palummella-.
Piscitiello:
-
Hai ragione, ad Avellino ci sono molti che hanno perso la misura. Pensa che si ritengono all’altezza di giudicare anche noi. Comunque, io ti darei la linea e la richiederei appena sta per uscire la giuria. Volevo anche avvisare i telespettatori che, questa sera, subito dopo la sentenza, ci sarà uno speciale di “Contatto con l’ Aldilà”, nel corso del quale ci sarà il Pagellone del Processo.-.
Poteva mai mancare l’intervento di Del Genio? Ovvio che no.
Questo il suo commento:
-
Sono certo che questo processo sarà, per LupoDentrooo, un vero fallimento. Soffrirà molto, gli scoppierà il fegato ancor di più, per la sentenza che si annuncia negativa e, purtroppo, non credo che il Pateterno, consentirà, poi, il fitto del fegato malato. A meno che non si vorrà tener conto del bacino, il suo, duramente provato, lo scorso anno, per le attenzioni di Casillo-.
Avendoli ascoltati, chiesi a Mr. Fronna:
-
Avvocà, ma chisti tre pure so muorti?- ed il mio difensore rispose:
-
No, Pè…chisti so cadaveri ra nascita-.
E venne sera e, con essa, il verdetto!
-In nome del popolo di Dio, il Tribunale Divino, visti gli atti processuali,
LupoDentrooo dai reati ascritti e ne dispone l’immediato trasferimento in Paradiso,
in attesa della resurrezione.
02-Novembre-2004
Il Presidente
Santo Padre Pio.
Subito Piscitiello si catapultò sul mio avvocato.
-
Complimenti, strategia perfetta, davvero un ottimo lavoro-
Poi si rivolse a me e chiese:
-
Immagino che sarai soddisfatto-
Ppppuuuuu.....-
Mo’… sì!- risposi.
Prima di andare via, Padre Pio mi si avvicinò, mi diede un buffetto sulla guancia e mi disse:
-
Guagliò, nun te piglià collera per quello che hai passato, ricordati:
Conviene addomesticarsi coi patimenti, che piacerà a Gesù mandarvi, come dovete vivere sempre insieme ad essi. Così facendo, quando meno penserete di essere liberati, Gesù che non può soffrire a lungo di tenervi in afflizione, verrà a sollecitarvi ed a confortarvi con l’infondere al vostro spirito nuovo coraggio (AdFP, 561))-.
…e se ne andò col suo passo lento, mentre io, confortato da questa sua frase, ancor più che dalla sentenza, iniziai a credere davvero che presto, molto presto, io e la mia gente, avremmo avuto il giusto premio ai tanti patimenti dello scorso anno.
Chissà, forse dodici mesi potrebbero bastare. Ovviamente, la mano non la metto sul fuoco, mi serve per rattare…e voi non applaudite, le vostre mani usatele per lo stesso gesto.
LupoDentrooo
p.s
Vi state chiedendo come Zeman, il Pm e gli zemaniani, abbiano accettato la sentenza e la mia vittoria?
Onestamente non lo so. Pare che qualcuno li abbia sentiti dire che pure nell’aldilà ci sia la GEA e che Padre Pio ne faccia parte…e che comunque la sentenza fosse già scritta.
Sull’ ultima parte non mi sento di dare loro torto: l’ ho scritta io…e ce mancass….
Ma anche la sentenza del campionato scorso era già scritta e quella, checché ne dica il Maestro, non l’ho scritta io né Mr. Fronna né i tifosi dell’Avellino ma il suo amico Casillo e lui, complici dall’inizio alla fine.
Poi, invece di chiedere scusa, per quello che gli compete, pretendeva pure di darci lezioni.
Ma questa non è una novità, molte put.tane fanno accussì: hanno da ridire su tutti e la colpa, di ciò che ha prodotto la loro vita, è sempre degli altri e del destino.
D’altra parte, ce ne dovevamo accorgere subito che, invece che con un pilota, avevamo a che fare con Natasha: vi ricordate che cosa fece, il primo giorno, appena giunta ad Avellino? No?!?
Quello che, tutte le sere, fanno ì put.tane:
”abbicciav ‘o fuoco”….e lo stesso ha fatto l’ultimo giorno…
Natasha ora risiede in
Via del Mare…ma starebbe meglio in
Via del Campo. Comunque sia, al di là del nome, spero di incontrarla presto
miez ‘a na via, una qualsiasi, magari quando porto a spasso
Punky.