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...con la schiena a pezzi, ma sono molto contento! 
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Super Lupo
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Iscritto il: mar gen 11, 2005 11:51 am
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Messaggio ...con la schiena a pezzi, ma sono molto contento!
Ci siamo tutti!
Pensavo che dovessimo andare a vedere una partita di pallone, ne ero sicuro; invece, qualche dubbio mi viene quando giungono i pompeiani:
"ma che è, andiamo in ferie?".
La domanda è conseguenza di tutti i bagagli che si portano dietro Liuan ed Eiffel, oltre a stecche e steccato.

Un altro po' ed il mio sette posti, con un sedile abbassato, essendo in sei, non basta a caricare tutti e tutto.
Optiamo per un 2-3-1 (in seguito diverrà, colpa della panza di Liuan, un 2-2-2) e sistemiamo i bagagli; mentre lo faccio, mi vengono in mente le ultime parole di una canzone di Franco Califano, La vacanza di fine settimana:
"borse....valigie....pacchi....sci...scarponi! Ao'...io mi so' rotto li co.glioni!".

Partiamo.
A tutto volume, (siamo o non siamo cafoni?)...sparo il il mio rito, prima di ogni incontro, col Cd "Il gladiatore Biancoverde".

Il viaggio è pieno delle nostre speranze, dei nostri timori, dei ragionamenti di Tina e del mio pronostico, secco: "Chiudiamo la pratica già a Cremona !.

Arriviamo ad Arezzo. Vai a destra…no vai a sinistra…avevo detto vai dritto. Inversioni in prossimità di curva, punti patente a rischio...e già ne tengo pochi.
Mo' li sputo in faccia!
Per fortuna nei pressi dell'abitazione di Dario ed Ivan, c'è l'ospedale: nel caso, mi daranno le gocce per l'esaurimento che questi navigatori da strapazzo mi faranno venire o mi daranno qualcosa per il forte mal di schiena.
Baci, abbracci. Liuan si fa perdonare le indicazioni sbagliate, con una spalmata di Voltaren....gli altri pigliano caffè ed io la prima bustina di Aulin :cry: ...
Tina inizia a dare ordini a tutti:
"organizziamo i letti adesso, andiamo a messa ora..." ed io me la cavo con Dario e Donato che mi accompagnano in Hotel; per la serie "meglio soli che male accompagnati", "signori si nasce" o, più sinceramente, "non mi piace dar fastidio...io mi sveglio presto e mi alzo spesso".

Andiamo a mangiare. Qui accade qualcosa di magico, per un verso, di sconvolgente per l'altro.
Purtroppo, temo che farete la mia stessa fine: anche a me, quelli che c' erano già stati e l'avevano raccontato, non erano riusciti a farmi capire l'unicità del posto.
Ci provo.
Un piccolo agglomerato di poche case e poche anime, in un posto sperduto. Non un ristorante, non una trattoria: un bar, tabacchi ed altro. Quando ero ragazzo, in campagna da mio zio, esisteva quella che chiamavamo ‘a puteca e lì gli abitanti delle masserie, nei paraggi, trovavano di tutto.

I proprietari, cucinano per sè e per pochi amici: dal parroco della chiesetta a quello che non si è mai sposato.
Un lungo tavolo, un mazzo di carte, un po' di vino buono e fresco e chiunque arrivi è un amico da sempre. La simpatia di quelle persone, l'ironia, l'aria che si respira rendono tutto magico e, sono sicuro, quel cibo cucinato da Dio, quella carne che "si taglia con un grissino", quel vino....diventano più buoni, perchè accompagnati dal sapore delle cose perdute.

Mangiamo e beviamo benissimo e tantissimo. Noi.
Per Liuan il discorso è diverso: Liuan non mangia....fa' schifo! Cinque primi piatti...eccheccazzo!
Con la Spal, dopo l’uno a zero, il due a zero, il tre a zero, iniziai a pensare come mai non cacciassero almeno un po’ d’orgoglio; sul 4 a 0 e sul 5 a zero, pensai “mettitev scuorno”.
Qui è, più o meno la stessa cosa: quando arriva Silvio, il proprietario e porta il bis e poi il tris rimango molto perplesso. Sul quarto giro e poi sul quinto, penso di scrivere un topic simile a quello dopo Ferrara: Vergognati!.

Ivan e Dario si divertono a sfottere e vengono sfottuti in un dialetto avellinese azzardato e, di tanto in tanto, si alternano gli inciuci sui vari utenti del forum, guardando i risultati della concomitante giornata di serie B.
Butto lì una richiesta speciale:
“Dario, perché non chiediamo al parroco di farci una benedizione per domani?”.
Vabbuò, lasciamo stare, non mischiamo il sacro col profano. E mentre io e Tina, ricordiamo partite del nostro passato di tifosi, partite per pochi intimi, gli altri si danno ad una lunghissima partita a bigliardino. Vincono, pare, Ivan ed Ombra, sull’ultima pallina ed, io quasi quasi, inizio a cantare “fino al novantesimo…fino al novantesimo…lupi alè…lupi alè”

Verso la fine, dopo un dolce speciale, Silvio si viene a sedere con noi. Penso ai volti di quella gente, alle emozioni respirate; capisco che lì c’è il tempo semplice: come è lontano il mio Bronx! Da tempo non vivevo una serata così.

E' bello stare a tavola con questi amici. Un giorno, quando farò il conto delle cose belle che l'Avellino mi ha dato, mi ricorderò di aggiungere questa serata.
Prima di andare via, ringrazio a voce Silvio e la Peppina, ringrazio, dentro di me, Ivan e Dario, per questa serata stupenda e ringrazio il forum per avermi fatto conoscere persone come Tina, Enzo, Donato e tutti gli altri. Si sta per andare via.

Concordiamo l'orario in cui l’indomani dovrò andare a svegliare tutti gli altri. Si parte dalle 9, 30, poi si parla delle nove; meglio alle otto, dopo che Ivan minaccia di tirarmi una scarpata in faccia, se mi appresento presto. Accadrà che alle 8 meno dieci il dito schiaccerà il citofono mentre rido da matti, al pensiero delle male parole che questi dormiglioni mi staranno indirizzando.

Ma avevo atteso anche troppo, da solo, in giro per Arezzo.
In genere mi sveglio presto, intorno alle sei e trenta...sette. Ma un po' per la schiena che faceva male, che mi aveva costretto a prendere un'altra bustina di aulin ed ora avevo bisogno della farmacia, per un Malox e molto perchè non facevo che pensare e ripensare alla partita, alle 4 meno 10 avevo aperto gli occhi e mi ero alzato. Una rapida lavata di faccia e la decisione di andare via.

Vado giù, suono il campanello, dopo un po' arriva la vecchia signora, in camicia da notte. Le mancava il candelabro in mano e, in armonia, col vecchio casale, avrei vissuto la scena del fantasma nella notte, al castello.

La sera prima, Dario aveva chiesto spiegazioni per il rientro, nel caso avessimo fatto tardi. La signora, mi guarda e mi dice:
"avete fatto molto tardi, le do' la chiave".
Dovreste vedere la sua faccia, quando le dico:
"veramente sono io che le do' la chiave, vorrei pagare ed andare via". (eravamo a circa 20 km e non mi andava di ritornare per consegnare la chiave)

Superato lo choc, gentilissima, mi prepara un caffè. Pago, saluto e vado via, dopo aver mandato a fare in cu.lo i suoi due cani che, liberi, passeggiano per l'hotel.
Quando, poco prima, sono uscito dalla stanza, nella penombra, me li sono ritrovati dinanzi, occhi spalancati:
"buoni....buoni....chi v'è muort!"...e, con aria indifferente, entro nell'ascensore.

Giro per le strade di Arezzo, cerco una farmacia, molto più tardi trovo un bar e poi l'edicola. Gazzetta e Corriere e sono già in partita. Giro il film in mille modi e con un unico finale: quello dettato dal mio cuore

Entro da Dario, solo Tina è in piedi, gli altri sembrano pagare il prezzo del vino e dell’abbuffata della sera prima; per non farmi buttare dal terzo piano, butto lì: "giornali...giornali in camera". Mi salvo.

Siamo a Cremona, dobbiamo uscire dove ci ha ordinato la questura, ma qualche scienziato decide che è meglio che usciamo a Cremona...e ci troviamo sul percorso dei tifosi reggiani. Meno male che erano pochi e tutto sommato abbordabili. Meglio però non sfidare la sorte: rientriamo in autostrada, facciamo il percorso indicato con la scritta “Avellino” e siamo dinanzi allo stadio.

Mancano oltre due ore, ci sono tanti tifosi, stanchi, sdraiati per terra, lì dove c'è un mozzico di ombra. I nomi significano sempre qualcosa: io mi piamo Peppe e la signora che cucina magistralmente, una grande, si chiama Peppina; si cerca l'Ombra e l'ombra quando serve non ci sta mai.
Tina deve distribuire 29 biglietti, io vorrei già entrare ma mi dicono che è troppo presto. Arriva Peppino, Claudio, anche il caro Wolf, così duramente colpito recentemente, è lì. Lo abbraccio e penso per un attimo "sarebbe bello se oggi, l'Avellino regalasse a lui un istante di gioia, misera al cospetto dell'immane dolore, ma sarebbe davvero bello se fosse il nostro Avellino a strappargli un sorriso, sul quel volto triste".

Arriva Supernaut e (perdonami) non posso fare a meno di ricordare che con lui la nostra squadra non vince mai. Ora sappiamo che non è così...e mi pento del gesto scaramantico a cui mi sono lasciato andare. Quando l’incrocio, alla fine, lo saluto contento anche perchè un'altra leggenda metropolitana è stata cancellata e gli dico: vieni pure per la finale.

Peppino mi anticipa che giocherà Puleo e siamo nello stadio.
Mi chiedo: ma comme se fa a dire che il Partenio è a rischio? ma avete visto questi dove hanno fatto pure la serie A? Cancelli pieni di ruggine, erba da campagna abbandonata, non c'è profondità...e non c'è neanche ombra. :evil:
Un spicchio lo troviamo proiettato dai fari ed arriva anche l'ombra verde, e porta l'acqua.
Mi pento di aver scritto che quando serve non c'è mai!
Della partita e sulla partita avete letto tutto. Solo alcune, poche istantanee.

E' troppo bello trasmettere e Leandro il secondo goal in diretta. Altro che amaro Averna: sono queste le emozioni uniche...vere!

L'immagine di Cecere che corre dopo il secondo goal e di qualche calciatore (D'andrea?) che si inginocchia come a pregare, mentre dalla panchina schizzano in campo.

I calciatori che vengono sotto la curva a regalare le maglie ed a riprendere quel rito, cancellato via, da mesi dove è accaduto di tutto e per colpi di tutti o di molti, moltisssimi.

Durante la partita, Incontro tantissimi del forum. Noi esistiamo, noi siamo passione e siamo carne ed ossa, ricordiamocelo quando scriviamo ed insultiamo: di virtuale non c’è nulla, tra noi.

E siamo fuori dallo stadio. Avevo addosso un paio di maglie, al termine saranno piene di acqua, frutto dell'effetto dell'aulin, del sole cocente e della tensione enorme. Tensione che non era solo quella "della e per la" partita, ma per gli ultimi mesi più infernali, di molto, di quelli dello scorso anno.

Mentre si consumano bottiglie d’acqua, come nel deserto, osservo i volti di tutti, stanchi, felici. Il sorriso del Professore è splendido. :lol: Quando abbraccio Rocchetiello, penso, per la milionesima volta,che i ragazzi di Roma, sono la più bella rappresentazione della nostra storia, il nostro orgoglio.
E ci sono tanti tanti ragazzi, il nostro futuro. Ci sono tutti e di tutte le età. Ci siamo anche noi, "i vecchi". Ci siamo tutti e c'è di nuovo la squadra: la nostra squadra.
Quella che ci mette anima e cuore e grinta. Toglietele l'anima, il cuore, la grinta e capirete molte cose. Certi risultati non sono venuti, per colpa della radio che portava notizie del Rimini, per colpa di un contraccolpo ad un infortunio che spezza le gambe, per colpa dei "si dice", per colpa del destino. Questa squadra, che non è tecnicamente di un altro pianeta, rispetto alle altre, aveva perso anima, cuore, grinta….aveva perso se stessa.

Lascio Cremona contento.
Mi metto in macchina ed il viaggio di ritorno, inizia come quello dell’andata: regalerò, finestrini abbassati, agli occupanti delle auto ferme ai semafori, ai vigili, al clan dei Pugliese, che è dinanzi a noi, quello che ho messo in quel cd....e la mia vecchia sciarpa fa il resto.

Ai reggiani consegnerò l’ultimo pensiero poetico, all’altezza del casello di Reggio Emilia. :lol:
Non capiscono e mi riempiono di insulti e gesti che non ho ancora ben compreso. :roll:

Negli autogrill, scendiamo per consumare un panino, una birra o un caffè ma anche, sono sicuro, per godere dello spettacolo di quelli che li riempivano di cori e dei colori delle nostre sciarpe. Una citazione particolare per Midel: stravolto e sudato :lol:

Così, i sei amici tornano a casa..
Dovrei dire cinque, perché Donato si è addormentato a Parma e non lo abbiamo sentito più, forse sognava già la prossima trasferta.

Mia moglie, che ha la pessima o bellissima abitudine di non dormire fino a che sono in viaggio, per aspettarmi, alle tre di notte mi chiede:
“Allora? Come stai?”.
Rispondo:
“…da LupoDentrooo. Ho la schiena a pezzi, ma sono troppo contento!”

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C’era una volta…e c’è ancora!


gio giu 02, 2005 9:53 am
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