Sezione dedicata a immagini,racconti, poesie e componimenti degli utenti di ForzAvellino.net sul nostro amato Lupo.
Rispondi al messaggio

Oggi è un buon giorno per morire

gio apr 14, 2005 1:06 pm

...nell'intervallo tra il primo ed il secondo tempo, quando mio cognato mi disse :
"Peppe...vado a prendere un caffè...lo vuoi?"...gli ho risposto :
"Meglio di no. Tra sigarette e caffè...mi verrà un infarto".

Per la prima volta, i 15 minuti dell'intervallo li trascorsi a pensare a me e non, come sempre mi accade, ai 45 minuti andati e, meno che mai, a quelli che si sarebbero disputati.
Mi sentivo strano: a questo derby ci ero arrivato troppo stressato, con troppi pensieri in testa e dopo il primo tempo stavo pagandone le conseguenze.
Mi dicevo: " Peppe...devi darti una regolata. Ma lo vuoi capire che è una partita di calcio? Non è giusto arrivare al Partenio già distrutto: questo derby lo stai giocando da giorni, non è possibile svegliarti già pensando all'Avellino,non è possibile guidare e vedere dinanzi agli occhi il film della partita che sarà. E quante sigarette hai divorato?...E ti accorgi che ora la tua testa è vuota e che energie non ne hai più? Che te ne fotte di quei pisciauoli?....Che te ne fotte di pensare che se Dio esiste...almeno contro gli abusivi dovreste vincere?...Che te ne fotte di pensare che solo una vittoria...potrebbe ripagare questo pubblico?...E che te ne fotte di pensare a come sarebbe bello stasera entrare nel forum e condividere coi tuoi amici una vittoria?...E che te ne fotte di quelli che dinanzi ad una mancata vittoria...o peggio...ad una sconfitta...ti costringeranno a non collegarti per diversi giorni?...E che te ne fotte di tutto ciò che non sia la tua salute?"

"Oi...Pè...pigliatillo nu' poco 'e cafè!".... guardai Carlo, allungai la mano...bevvi il caffè...accesi la sigaretta...e la Salernitana...gonfiò la nostra rete.

Quel dolore al fianco che, da metà primo tempo, mi tormentava, divenne una coltellata. Buttai la sigaretta appena accesa, abbassai la testa e senza parole rimasi così per molti minuti, prigioniero dei miei pensieri…e dei cori dei pisciauoli.

Perché?....perchè deve essere proprio una squadra di ripescata ad ufficializzare la nostra retrocessione? E perché, tra le ripescate, quella che più schifavo? E perché proprio oggi? E perché quest’anno le umiliazioni e le sofferenze per noi biancoverdi non hanno mai limiti?...e perché Pè…nun te stai nu poco zitto…e riprendi ad incitare come stanno facendo gli altri?...Non la senti la Curva?...Non li senti i tuoi compagni che non vogliono arrendersi? E tu…proprio tu…te ne stai con la testa abbassata?

Lupi…Lupi…Lupi….
Avellino…Avellino…eh…ehh….Avellino…Avellino…eh…ehh…


Ma la squadra dopo il goal…stava peggio di me: allo sbando…prigioniera dei propri limiti e delle proprie paure. Nessuna reazione, nulla riusciva più, errori individuali clamorosi, reparti allo sbando, solo lanci tanto per farli, ed in campo solo la Salernitana. Giocava facile, giocava comoda, giocava accompagnata dai suoi tifosi e , per fortuna, giocava anche con presunzione: due o tre volte, in superiorità numerica, si erano ignorati tra di loro…alla ricerca del goal personale che li avrebbe resi eroi dinanzi ai propri supporters.

Sul campo non c’era più partita, non così sugli spalti!

Io non mi volevo arrendere, gli altri tifosi non volevano farlo, la curva stava facendo vedere ai pisciaiuoli che occupavano la Nord…cosa vuol dire incitare una squadra….e per l’ennesima volta pensai:
“se solo ci avessero fatto una squadra migliore…di cosa saremmo stati capaci!...e se solo, in altre partite, avessimo fatto ciò di cui siamo capaci…qualche sconfitta l’avremmo di certo evitata.”

Ma i pensieri accompagnavano le lancette dell’orologio…e la fine si avvicinava: la fine della partita…e la fine di tutto un campionato.

Quando Puleo, solo dinanzi al portiere, vide il suo tiro salvato dall’estremo granata, i due salernitani, che erano seduti dinanzi a me, incrociarono i loro sguardi con la mia disperazione e sul loro volto c’era dipinto un sorriso da stronzi.
Sul calcio d’angolo conseguente, Di Cesare, a pochi passi dalla porta, strozzò il mio goool ed accompagnò molti tifosi dei lupi verso i cancelli.
Non era cosa, non sarebbe mai entrata quella palla ed allora meglio andare via.
Questo pensarono in molti…e questo pensò mio cognato quando mi disse :
” oi Pè…iammocenne…nun cià faccio cchiù…chisti nun segnano manco co’ nu rigore!”

Sarà stato perché non avevo la forza di muovermi…sarà stato perché volevo non abbandonare la mia squadra…o sarà stato perché sentivo che qualcosa potesse accadere, sta di fatto che gli risposi :
“ Carlo…nun me rompe ‘o ca**o…tu vattenne…so’ sicuro ca signammo”.

Vorrei essere Raffaello…per dipingervi il volto di Carlo…e dei due pisciaioli...nel sentire questa mia affermazione:
il primo “appizzò ‘o musso” come per dire “ nun cagni mai”, i secondi con il volto mi stavano dicendo “ e quanno succede…strunzo!”.

E invece…successe..pisciaiuò!

Mancavano due minuti.
Punizione di Stroppa, un calcio d’angolo più corto…palla al centro dell’area….respinta fuori…e raccolta da Capparella….di nuovo al centro…respinta del portiere…carambola su un difensore…Kutuuuuzoooooooooov….gooool….goooooolllll…goooooolllll.

Abbracciai mio nipote…saltai addosso a Carlo…e gli disse:
” nun me siente mai….gooolllll…quanto manca?”.
Avevo una rabbia dentro…una forza esplosiva…avevo tutte le energie del mondo…avevo voglia di saltare…e saltavo….e saltavo…mentre il lancio di Nocerino…sorprese i granata. Mi fermai appena il difensore spizzò la palla e liberò Kutzov dinanzi al portiere…mi fermai e pensai:
Dio mio ti prego…ti prego…ti prego…non farlo sbagliare…non farlo sparare alle stelle. E Dio mi sentì!
Il bielorusso guardò il portiere e decise per un dolce pallonetto. E quel pallone che disegnava una parabola perfetta…ad ogni frazione di secondo…portò noi in cielo…in alto…sempre più in alto…e mandava i pisciauoli più giù…sempre più giù: noi in paradiso e loro all’inferno!

Quando il pallone varcò la linea…mi sentii sbiancare…stavo davvero svenendo…mi accasciai sul sediolino…e mentre tutti gridavano…io ero in silenzio…e nel silenzio guardai che l’arbitro aveva dato 5 minuti di recupero…e capii che dovevo andare via.

Senza dire niente…mi allontanai…arrivai ai cancelli…e cambiai idea…e ritornai sulle scale…e poi di nuovo ai cancelli…ed infine decisi che sarei rimasto all’interno dello stadio..e che avrei aspettato il fischio finale e che sarebbero stati i tifosi a raccontarmi con le loro grida…la partita che non avevo la forza di vedere.

Quando vidi quelli sulle scale…esultare e gridare :” E’ finita!”...corsi di nuovo dentro…tornai al mio posto…abbracciai tutti…ed inizia a gridare: “pisciaiuò….pisciaiuò….pisciaiuò!”…e gridai forte...forte...forte...perchè i due stronzi salernitani che avevano accompagnato la mia sofferenza per tutto il secondo tempo con i loro sorrisi da fessi…erano scomparsi.
Di loro nessuna traccia…e d’altra parte…il Paradiso è distante assai dall’Inferno…e loro, di sicuro, erano all’inferno…come tutti quelli che occupavano la Nord.

Tornati in macchina, decisi di far guidare Carlo…io non ero in condizioni di farlo.

Chiusi gli occhi…pensai alla frase di Aliberti :
“sarebbe bello vincere il derby al 90°”…e mi ritornò in mente la scena memorabile del film “Il piccolo grande uomo”.

Il grande Capo Cotenna di Bisonte…prende la coperta….si fa accompagnare dal Piccolo grande uomo, Jack Crabb, sulla cima della montagna e dice :
“Oggi è un buon giorno per morire!”

Ma gli spiriti decidono che non è ancora giunto il suo momento…e lui torna al villaggio per vedere la grande vittoria del suo popolo contro il Generale Custer.

Una telefonata di Lupo-Sempre-Verde…mi fa riaprire gli occhi e mi riempe di gioia…parliamo della classifica…del Como che ha perso…di Ascoli…e capisco che anche noi del popolo biancoverde abbiano una nostra Little Big Horn da vincere..e d’altra parte…lo sapete :
“Io sono Lupodentrooo, figlio della terra di Lupilandia, tifoso della tribù dei Grandi Lupi,…”...e non mi arrendo!!!

lun nov 06, 2006 9:51 am

Dopo aver visto i suoi figli annientare il popolo dei pisciaiuoli, il grande Capo Cotenna di Bisonte, con un sorriso dipinto sul suo volto fiero e soddisfatto, sospirò:
-mo'...pozz pure murì!-

Così, di nuovo, prese la coperta, si fece accompagnare dal Piccolo grande uomo, Jack Crabb, sulla cima della montagna e disse, mentre si distendeva a terra:
“Oggi è un buon giorno per morire!”

Ma gli spiriti decisero che non fosse ancora giunto il suo momento e gli fecero un ca.zzeatone:
-stai n'ata vota ccà? Guagliò nunn'è cosa, hai scelto il giorno sbagliato, teniamo tanti morti da registrare e smistare che neanche ti immagini. Ma non la vedi la sala d'aspetto come è affollata? Ci sono tutti i pisciaiuoli da sistemare e poi sono in arrivo, ancora, altri cadaveri da Avellino...-

-Morti di gioia- pensò Cotenna di Bisonte.

Si sbagliava: erano i Gentile, i Santosuosso e cumpagnìa cantante, oltre a quelli morti con la cornetta in mano, mentre telefonavano a quella radio.

-Vabbuò, se ne parla un'altra volta- pensò il grande vecchio.

Aunò da terra la coperta e si rivolse al giovane Jack Crabb.:
- Jammucenn, ormai s'è capito che prima che arrivi il mio turno, in attesa che sistemino tutti questi cadavari, io campo altro che cent'anni. Guagliò, la battaglia continua-
e lanciò il suo grido al cielo illuminato dalla luna...

lun nov 06, 2006 10:47 am

SEI GRANDE!!!

:applauso: :applauso: :applauso: :lol2: :applauso: :applauso: :applauso:

sab nov 11, 2006 3:36 pm

Troppo bello :ciao:
Rispondi al messaggio