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...:::MONTI D'IRPINIA:::...

mar giu 05, 2007 5:49 pm

girando per le montagne in questi mesi (per lavoro.... e piano con i doppisensi :lol: )ho fatto qualche scatto....

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mar giu 05, 2007 5:54 pm

Io posso dirti solo le cime più importanti visto che sono un'appassionato....


M.Cervialto 1809m.
M.Terminio 1783
M.Raiamagra 1700
M.Accelica 1660
M.Avella 1591
M.Vallatrone 1511
Montagnone di Nusco sui 1500
M.Vergine 1270
Laceno 1100
Ultima modifica di fedex il mar giu 05, 2007 5:58 pm, modificato 1 volta in totale.

mar giu 05, 2007 5:58 pm

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mar giu 05, 2007 6:02 pm

M.Calvello 1579
Pizzo San Michele 1564
M.Faito 1303
M.Pollaro 1282
Ultima modifica di fedex il mar giu 05, 2007 6:03 pm, modificato 1 volta in totale.

mar giu 05, 2007 6:02 pm

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mar giu 05, 2007 7:03 pm

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mar giu 05, 2007 7:12 pm

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mar giu 05, 2007 8:20 pm

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mar giu 05, 2007 8:24 pm

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mar giu 05, 2007 8:35 pm

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mar giu 05, 2007 8:43 pm

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mar giu 05, 2007 8:58 pm

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mer giu 06, 2007 8:46 am

:lol: :lol: :lol:
Ivà ma ncimma a la muntagna che ca**o fai ?

mer giu 06, 2007 8:57 am

Ivà, ma la foto con la chiesa, dove l'hai fatta?

Cmq, molto belle.

mer giu 06, 2007 9:22 am

la foto con la chiesa è sul pizzo di san michele a solofra

mer giu 06, 2007 11:48 am

La mia montagna: Il Monte Faliesi


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Bisogna ammettere che l'ascesa al Monte Faliesi è una esperienza che riempie il cuore... e svuota i polmoni! Ma, a parte queste "battutine" che lasciano il tempo e gli umori che trovano, le sensazioni e le emozioni che accompagnano questa salutare passeggiata sono molteplici. Il sentiero che conduce alla zona dove si trovano la chiesetta dei Contradesi e la Grotta dei Petruresi dona agli occhi dei meno affaticati incantevoli panorami della valle dove sorgono i vari abitati di Forino. E si rimane anche attoniti nell'immaginare lo scenario che si presentava, in quella lontana mattina del maggio del 663, quando, tra le colline di Bufoni e di San Nicola, le milizie longobarde e bizantine, in una cruenta battaglia dove (ventimila per i bizantini, chissà quanti per i longobardi) degli uomini votati al sommo sacrificio si scontrarono per determinare il corso della storia.


E il culto per San Nicola, introdotto dai perdenti in chissà quale epoca, conivisse e convive tutt'ora con il culto per San Michele Arcangelo, il protettore delle genti longobarde. I quali, a ricordo della incredibile vittoria, "... ad locum cui Forinus nomen est..." scalarono il monte Faliesi e lì scavarono nella roccia una grotta, come le tante altre che disseminano i territori da loro conquistati in quei tempi. Mi si permetta una divagazione: recentemente, presso la Dogana dei Grani di Atripalda, si è tenuta una mostra-studio intitolata "I Longobardi del Sud - I territori di Avellino e Salerno". Interessantissima... tantissime foto e tavole esplicative... ma NEANCHE un accenno agli avvenimenti del 663 e alla Grotta di San Michele a Faliesi! Nel mio piccolo ho meditato una conclusione: il disinteresse per Forino, per secoli terra di confine tra il beneventano e il salernitano, è radicato negli studiosi. Solo qualche storico della nostra zona ne ha interesse. Uno di questi è il prof. Vincenzo D'Alessio, di Solofra, il quale in un suo studio sul culto micaelico tra le province di Salerno e Avellino, ha scritto quanto segue (riassunto): "...per raggiungere la Grotta dell'Angelo, disposta sul lato nord-ovest di questo monte Faliesi, c'è una strada rotabile, senza asfalto, che prende il via all'interno dell'abitato di Petruro... Nei dintorni vi sono diverse sorgenti.

Lasciata questa rotabile, dove sorge oggi una edicola in cemento, si è a metà del tragitto. L'impennata si esegue a piedi mediante una mulattiera che scorre tra una macchia di querce. Si raggiunge l'altopiano dove si incrociano le due strade, quella che stiamo percorrendo da Petruro e quella proveniente da Contrada... L'altopiano è battuto, in tutte le stagioni, da un vento forte proveniente da nord-ovest. Seguendo il tragitto si raggiunge l'orlo di un sistema roccioso, poco sotto la vetta del Faliesi. L'accesso alla grotta attuale è lastricato e riparato da un muro di contenimento. Il vecchio materiale di risulta è stato utilizzato per realizzare due rampe di scale per la grotta grande. Si scorge, però, un vecchio percorso verso quella che è definita dai locali "le sette camerelle del diavolo". Con questa allocuzione si definisce una grotta di piccole dimensioni, sottoposta a quella più vasta del santuario attuale e in completo stato di abbandono (per l'evidente pericolosità del percorso per raggiungerla n.d.r.). Questa più piccola potrebbe essere il nucleo primigenio del culto all'Angelo Michele. Si scorgono chiari segni di costruzioni di età arcaica, riconducibili per la composizione, ai secoli IX-XI... Una scenografia adatta a contenere l'edicola centrale dove era raffigurato l'Angelo... Questa primitiva cellula del culto micaelico apre il suo ingresso sulla sottostante valle abitata in direzione ovest. Poco più in alto c'è il santuario attuale dell'Angelo... Questa grotta grande è più esposta al vento della piccola.


Per questo si è provveduto a costruire, in diverse epoche, un muro di protezione, alto circa quattro metri, con un cancello centrale d'accesso. L'interno è più o meno illuminato dalla luce ambiente. Sono stati realizzati, centralmente e verso il culmine della grotta, due altari in successione. Quello più basso è provvisto di decorazioni, quello successivo ha un'area tabernacolo con l'affresco di San Michele "pesatore di anime"... C'è una lapide sul lato sinistro dell'ingresso e una campanella dentro la grotta, e una, più grande, fuori del muro di protezione... Attualmente le statue condotte al monte Faliesi sono due: l'una di Petruro, l'altra di Contrada. Petruro vanta più antica tradizione e il possesso del primato sul culto micaelico".

" IL CULTO MICAELICO " a cura di Fabio Galetta

Premessa
Sulla storia di Petruro e in particolare sul culto di San Michele Arcangelo, si è scritto tanto negli ultimi decenni. Il percorso etnografico che affronterò in questa breve tesina parte dalla nascita dei primi "loci". Il mio intento però, è quello di risalire all ' origine del culto micaelico a Petruro di Forino, ed è con grande emozione, visto che è la prima volta, che vi parlerò di questa secolare tradizione che si svolge nel nostro paese.

E' dagli archivi storici, oltre che dai libri scritti in passato, dai quali si deducono approssimative datazioni della nascita dei "loci" , cioè quella parte di territorio che divenne la dimora stabile di una comunità formata da varie famiglie. In questo senso dobbiamo ricercare le origini del "locus Forino" , risalendo prima alle origini di un centro già costituito e cioè Abellinum romana e allo stesso tempo individuando il ruolo dei nostri "loci". Avvenimento storicamente certo che può farci indicare l'origine ove sorge Forino, è la costruzione del grandioso acquedotto "Fontis Augustei Acqueductus" conosciuto come acquedotto Claudio. L'acquedotto fu costruito dall'Imperatore Augusto, esso partiva da Serino, scendeva da Aiello e qui per via sotterranea passava i monti di Contrada e Forino, discendeva Montoro, Mercato S. Severino, Sarno, Palma, Somma e raggiungeva Napoli. La galleria scrive l'architetto Abate è di circa sei chilometri e gli atti con il tracciato si conservano presso la biblioteca provinciale di Avellino. Questa grandiosa opera di ingegneria romana fu distributrice di acqua per circa quattro secoli e l'esecuzione dello scavo comportò la formazione di svariati cantieri di lavoro nei quali, per decine di anni, furono impiegati schiavi e vari "praepositus aquaeductus" e "curator aquarium". Questi gruppi si insediarono sul posto in numero consistente anche dopo l'ultimazione dei lavori per curare la pulizia e la manutenzione della rete idrica costruita. Ma sono tante altre le condizioni ed i riferimenti che fanno ritenere con certezza questa volta, che intorno al 300 d. C. si era formato il "locus Forino" e cioè una comunità con importanti funzioni nella vita della civitas romana Abellinum. In molti scritti di questa epoca si fa riferimento al "loco Praetorio pertinentis Abellini" e lo storico Scandone nella sua storia di Avellino, rileva che nelle vicinanze della stessa, di Petruro vi è solamente la località di Forino. Il Praetorio romano indicava il luogo dove si amministrava la giustizia e non deve meravigliare la distanza dal "loci" ove aveva sede la colonia Abellinate perché, si proponeva ad insediare in varie località la sede per l'amministrazione della giustizia e proprio la presenza di un consistente insediamento, aveva potuto consigliarne la istituzione nel territorio ove ora sorge Petruro. Dopo poco imminente sopraggiungeva la caduta dell'impero romano e l'inizio di sanguinose guerre dovute alle invasioni barbariche, ma l'Imperatore d'oriente Giustiniano incominciò a pensare di impadronirsi dell'impero d'occidente. La guerra fu lunga e sanguinosa, durò dall'anno 535 al 552, alla fine gli Ostrogoti furono sconfitti e cessarono le ostilità. I bizantini imposero subito le loro leggi e lasciarono tracce religiose in Forino, professando il culto per San Nicola vescovo di Mura. Nell'anno 568 fecero la loro apparizione in Italia i Longobardi, che avanzarono verso il mezzogiorno , nel 570 fondarono guidati dal capo Zotone, il ducato di Benevento e occuparono alcuni territori del napoletano. Grande importanza diedero però alla vita del meridione, in particolare a quella socio-economica e culturale della colonia Abellinate e del principato di Salerno. Con la spartizione dei territori, Forino andò a far parte del principato di Salerno insieme a Montoro, Solofra e Serino (Forino attraverso i secoli G. Vespucci ). Fra questi paesi da sempre si riscontra un profondo legame. Li unisce non solo la stessa linea di confine dei Longobardi ma anche la religione, infatti tutti venerano il culto di San Michele Arcangelo. Le varie leggende micaeliche si ispirano, alle apparizioni dell'Arcangelo nelle grotte di Sant'Angelo in Puglia, con varie varianti locali. La leggenda narra che un giorno un signorotto del monte Gargano cerca e non trova tra le mandrie il suo più bel toro. Finalmente lo rintraccia tra gli alti dirupi inginocchiato in una caverna inaccessibile. Cerca di smuoverlo scagliandogli una freccia, ma questa ha uno strano effetto boomerang e finisce per colpire lui stesso. Incredulo, riferisce il tutto al Vescovo di Siponto il quale indice tre giorni di penitenza e preghiera. Al termine il Vescovo ha una visione: "Io sono l'Arcangelo Michele, la caverna è a me sacra, io stesso ne sono il vigile custode, là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Vai sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano". Due anni dopo, i pagani del re Odoacre assediano e riducono allo stremo la città cristiana di Siponto, l ' Arcangelo appare di nuovo al vescovo, incoraggiandolo a non desistere e assicurando la vittoria sui pagani. Durante lo scontro decisivo una improvvisa tempesta di sabbia e grandine costringe alla fuga i barbari di Odoacre. Con una solenne processione di ringraziamento il Vescovo con il popolo sale sulla montagna, ma non entra nella grotta. L'anno seguente San Michele gli appare per la terza volta precisando: entrate e sotto la mia assistenza innalzate preghiere e celebrate il sacrificio. I luoghi di culto dedicati all'Angelo, traggono origine dal più antico culto micaelico insediatosi sul Gargano a partire dal VI - VII secolo d. C. ( Il culto di San Michele Arcangelo tra Salerno e Avellino. V. D ' Alessio). La gente fece suo questo culto particolarmente per la frequentazione montana dovuta alle necessità contingenti: pastorizia, raccolta dei frutti selvatici, raccolta della legna e coltivazione agricola in aree montane. La testimonianza illustre di tanto attaccamento al culto, resta il nome Michele, pervenuto intatto negli atti di nascita e ricorrente ancora oggi, ma soprattutto è particolare la tradizione che ogni anno si rinnova nel mio paese. La dominazione Longobarda ha lasciato tracce significative a Petruro di Forino, infatti è risaputo che questa popolazione professava il culto per l'Arcangelo Michele ed avevano eretto vari santuari tra qui come ho già, ne avevano eretto uno di particolare importanza sul monte Gargano, dove si recavano in pellegrinaggio. Ancora oggi, a distanza di tanti secoli, nel pomeriggio del 6 maggio, si parte dal sacrato della chiesa di S. Felicissimo di Petruro di Forino in una caratteristica processione, per il santuario dedicato all 'Arcangelo Michele situato sulla cima del monte S, Michele in tenimento del comune di Calvanico. Si raggiunge in preghiera il santuario dell'Incoronata, dove ci si sosta a cenare nella casa dei pellegrini. Raggiunta la mezzanotte si riprende il cammino verso il monte con altre singolari soste nelle quali si beve e si riposa, nelle prime ore dell'alba è previsto l'arrivo. Arrivati al santuario si cantano antiche litanie, (Salve Regina) subito dopo si riscende all' Incoronata raccogliendo per i sentieri della montagna i fiori dell' Angelo, (narcisi bianchi), alle 10:00 di mattina viene celebrata una messa solenne di ringraziamento. La processione dei penitenti dopo aver pranzato nella casa dei pellegrini, riprende il viaggio verso Petruro dove raggiunge la chiesa alle ore 18:00 del 7 maggio. L'arrivo della processione è festoso, e viene salutato da spari di mortaretti e dagli applausi di quelli che attendono e che ricevono in regalo i fiori dell'Angelo. La mattina del giorno 8 maggio, accompagnati dal suono delle campane e dagli spari dei mortaretti, parte la processione che porta la statua di S. Michele Arcangelo sul monte Faliesi. Riti religiosi, con cerimoniale antico vengono celebrati nella grotta che i Longobardi scavarono nella roccia, a memoria della vittoria riportata nella battaglia contro i bizantini combattuta nella piana di Forino il giorno 8 maggio dell'anno 663 D.C.. C'è da precisare che la montagna di Faliesi fa parte del comune di Contrada, quest'ultimo come Petruro venera il culto micaelico risalendo il monte, lo stesso 8 maggio. Nonostante ciò, la statua di Petruro durante i festeggiamenti sul monte ha la priorità su Contrada. Dopo la celebrazione dei riti religiosi i fedeli stanchi si ristorano con piatti tipici, vino locale, canti e balli. A sera si discende il monte e si riporta la statua nella chiesa di San Felicissimo.

mer giu 06, 2007 12:55 pm

doppiosenso ha scritto:la foto con la chiesa è sul pizzo di san michele a solofra



Stupenda

mer giu 06, 2007 12:58 pm

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