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Lupo Galattico
Iscritto il: gio nov 03, 2005 1:38 pm Messaggi: 27235 Località: Rivoli (TO)
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 ancora sangue sulle strade irpine
I soccorritori hanno confessato di non aver mai visto qualcosa del genere. Antonio D'Alelio 23 anni di Montefalcione è stato vittima di una morte atroce e orrenda: fatto a pezzi dopo lo schianto con la moto lungo la variante est nel comune di Manocalzati. Gli inquirenti sono al lavoro per capire le cause della tragedia: non viene escluso, sulla base di alcune testimonianze, che la vittima stesse gareggiando con un altro amico motociclista. Di sicuro l'alta velocità gli ha fatto perdere il controllo del mezzo, finendo sulla lama del guard-rail.
itv-online
Un sorpasso in moto, e poi la morte Un sorpasso, una distrazione o semplicemente l’alta velocità e la vita può sfuggire di mano. A perdere la vita, nel primo pomeriggio di ieri, un giovane centauro di Montefalcione, Antonio D’Alelio, ventitreenne. Lo scenario della tragedia la Sette bis, all’altezza di Manocalzati. Una domenica calda e giusta per un giro in moto con gli amici. Antonio era un’appassionato e con la sua Yamaha nera adorava percorrere le strade irpine, in compagnia del suo gruppo di amici. Erano passate le 13 quando il ventitreenne stava tornando a casa, effettuando un sorpasso, probabilmente con una velocità sostenuta, ha perso il controllo e sfiorando la moto dell’amico si è schiantato con violenza contro il guard rail. L’impatto è stato fatale, la moto ha percorso più di trecento metri da sola è si è ribaltata poi in una cunetta. Il mezzo è stata ritrovato parzialmente integro, Antonio no. Descrivere le immagini sarebbe inutile e disumano, le lenzuola che coprivano il corpo ed alcune parti di esso parlavano da sole. Erano le ore 15 e la SS7 era bloccata, il traffico è stato deviato dalla Polstrada lungo le strade alterne e secondarie. Un caos infernale, e quella domenica dall’apparenza soleggiata e tranquilla è divenuto un inferno. Camion, pullman, auto e moto in fila, traffico in tilt. Alla notizia dell’incidente, sia passanti che parenti ed amici, hanno lasciato le auto lungo l’Ofantina e percorrendo un breve tratto a piedi hanno raggiunto il luogo dell’incidente. Silenzio, rabbia, dolore e tante lacrime. «Non si può morire così» ha gridato una donna che, forse, non conosceva nemmeno il ragazzo, ma quella scena ha realmente sconvolto tutti. I volontari del Pronto Soccorso, insieme ad alcuni agenti della Polstrada hanno invitato la gente ad allontanarsi. Una donna del 118 ha detto: «Non fa bene nemmeno a voi vedere queste scene, allontanatevi e lasciate lavorare gli agenti». Così, mentre l’amico del Centauro riversato in una cunetta piangeva, dall’altro lato della strada zio Bruno non credeva ai suoi occhi: sotto quelle lenzuola c’era suo nipote. Anche zio Bruno era un appassionato di moto e molte volte sono usciti insieme, anche per qualche moto raduno. Forse è la persona che soffrirà più in tutta questa storia. Antonio lavorava con lui, c’era un rapporto quasi fraterno tra i due. Bruno D’Alelio, fratello del padre di Antonio, Domenico, dirige a Montefalcione una ditta di Termoidraulica, chi meglio di lui conosceva il ragazzo, chi poteva essergli più affezionato. Erano in tanti ieri sul posto, anche se in paese, a Montefalcione, non tutti sapevano della notizia. Antonio non era figlio unico, ha una sorella di diciannove anni, Filomena, e poi c’è mamma Antonietta, originaria di San Fele, frazione di Montefalcione. Il silenzio di quel triste pomeriggio domenicale resterà, per sempre scolpito, nelle menti di chiunque ha vissuto anche per un millesimo di secondo quella scena. E l’amico, il centauro che era con Antonio al momento dell’impatto, non scorderà quella terribile domenica. E’ stato un attimo, si è sentito sfiorato dalla Yamaha nera del suo amico, e dinanzi ai suoi occhi la macabra scena: quei secondi che hanno anticipato e seguito l’incidente, non gli sono bastati nemmeno per capire cosa stava succedendo. In quell’ attimo si è consumata una vita, forse fragile, ed il rumore dello schianto, è stata la percezione di tutto. Papà Domenico e mamma Antonietta, sono giunti sul posto poco dopo. E vedere loro figlio riverso a terra, privo di vita, è stato il segnale di quel vuoto incolmabile che li ha devastati. Una bambina era lì, forse con la mamma, ed osservava la scena, in quell’attimo si è fermato il tempo e tutti increduli fissavano nel vuoto, forse si chiedevano: come per un niente si perde tutto.
corriere dell'irpinia
L'alta velocità è ancora una volta all'origine dell'ennesimo incidente mortale di un motociclista. Antonio D'Alelio, originario di Montefalcione, è rimasto ucciso a soli 23 anni mentre era a bordo della sua moto, una Yamaha R1 1000. Un bolide che, per la sua potenza, raggiunge velocità elevatissime, anche in brevi distanze. Il centauro era in compagnia di un amico, in sella ad una Suzuki 1000, e dopo un giro ad Avellino e Atripalda stavano facendo ritorno a Montefalcione, dove risiedevano entrambi. Stando ad una prima ricostruzione dell'incidente mortale, avvenuto alle 13.15 di ieri, è risultato fatale un contatto tra le due moto che camminavano poco distanti l'una dall'altra. La Yamaha, condotta da D’Alelio che indossava regolarmente il casco, è andata ad urtare la Suzuki guidata dal compagno. Un leggero contatto della ruota d'avanti che è bastato a far perdere l'equilibrio al giovane che è stato sbalzato dalla moto, finendo tra le lamiere del guard rail. L’incidente è avvenuto sulla Variante 7 bis, in direzione del casello di Avellino Est, subito dopo lo svincolo che conduce sull'Ofantina. Straziante la scena dell'incidente che si è presentata agli occhi dei primi soccorritori: a terra, sparsi sulla carreggiata, gli arti del motociclista, tranciati di netto dallo spartitraffico. La moto, come hanno dichiarato alcuni testimoni, senza guidatore avrebbe percorso ancora un centinaio di metri prima di fermarsi. Solo dopo qualche secondo l'altro centauro si è accorto di quanto era avvenuto. I guidatori delle due automobili che transitavano sull’altra corsia sono riusciti a frenare evitando di la mota impazziata che proseguiva la corsa: le auto si sono anche urtate ma, fortunatamente, non ci sono state altre tragiche conseguenze. Sul posto subito un'ambulanza del 118. Quando i medici e gli infermieri sono giunti si sono trovati di fronte ad uno scenario orribile. L'impatto del centauro contro il guard rail è stato violentissimo. Non solo il trancio di netto degli arti, ma anche una serie di lesioni degli organi interni. Indenne, invece, l'altro centauro che ancora sotto choc fissava attonito i resti dell'amico con il quale aveva condiviso, fino a qualche minuto prima, l'ebbrezza della velocità. Sono intervenuti per l'incidente i carabinieri della Compagnia di Avellino, coordinati dal capitano Nicola Mirante, che hanno chiuso per circa due ore la Variante, in direzione di Avellino Est e atteso che il magistrato di turno autorizzasse la rimozione del cadavere. Antonio D'Alelio, che di professione faceva il termoidraulico, era stato visto in mattinata in paese, nonostante non era sua abitudine frequentare le strade di Montefalcione. Avvertiti del dramma i genitori del 23enne hanno raggiunto il luogo dell'incidente e nonostante alcuni lenzuoli coprissero i resti del centauro hanno purtroppo dovuto assistere allo strazio della rimozione del corpo del loro figlio.
il mattino
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