a juta a montevergine...
Inviato: sab set 08, 2007 1:02 pm
Un rito collettivo dalle forti suggestioni in cui si intrecciano passato e presente. Ritorna anche quest’anno, alla sua nona edizione, la rievocazione della juta a Montevergine, promossa dal Comune di Ospedaletto con il patrocinio della parrocchia SS. Filippo e Giacomo, la pro loco, le associazioni e i comitati religiosi locali, la Regione, la Provincia, l’Ente Provinciale del Turismo, la Comunità Montana. Ieri la presentazione della rassegna alla presenza del sindaco di Ospedaletto Luigi Marciano, del consigliere comunale Pietro Matarazzo e dell’assessore provinciale alla cultura Francesco Barra. E’ stato il sindaco Marciano a sottolineare il legame forte tra il centro irpino e la Madonna Nera, la complessità di un evento che oggi più che mai vede associati agli aspetti religiosi e rituali anche quelli economici e turistici. Al tempo stesso ha posto l’accento sul ruolo che la ritualità della juta riveste nel tessuto religioso, sociale e civile della comunità di Ospedaletto.
Vera e propria novità di quest’anno, il gemellaggio con il Comune di Giffoni, che sarà illustrato nel corso di un incontro in programma il 10 settembre, alle 17.30, nella chiesa madre di Ospedaletto. Interverranno il sindaco Luigi Marciano, padre Giosuè Santoro e Alfonso Fortunato, cultori della tradizione religiosa di Giffoni Valle Piana, Fulvio Sellitto, autore del volume “Un paese si racconta” e Luigi Renna, cultore della tradizione religiosa locale. Concluderà i lavori monsignor Vittorio Guerrillo.
L’assessore provinciale Barra ha sottolineato l’importanza di manifestazioni come questa che fanno rivivere una tradizione antica e fortemente radicata sul territorio, quale il pellegrinaggio al santuario di Montevergine che dà luce all’intera Irpinia «La rievocazione della juta - ha spiegato - è un evento che, oltre ad avere una forte caduta religiosa, consente di riammagliare la vita delle nostre comunità». Matarazzo ha sottolineato il lavoro della squadra che ogni anno prepara con devozione e passione la festa, dall’allestimento dei carrettoni alla preparazione delle specialità. Se il 10 settembre sarà festa al centro storico con le paranze, le tarantelle di Montemarano e la pizzica di Mena Menir, l’11 settembre sarà il giorno della grande veglia, con la sfilata, alle 18, di carri e carrettoni, cavalli e cavalieri per le vie principali del paese, a testimoniare la fede per Mamma Schiavona. In serata sarà di nuovo spettacolo con l’esibizione delle paranze dell’area vesuviana, di Giugliano, di Ravello, la paranza o’ Lione, le zampogne di Foliano, il gruppo folk A Vecchiarella.
Il 12 settembre tutti “Add’ A Maronna” con la partenza della carovana di pellegrini per Montevergine, l’offerta alla Madonna e la celebrazione della Santa Messa. Quindi sarà festa al santuario per le due comunità d’Irpinia e di Giffoni. La giornata proseguirà, alle 16 con la discesa dal Santuario che si trasformerà ancora una volta in una festa al suono di tammorre, zampogne e ciaramelle. La comunità di Giffoni proporrà i propri riti e i propri canti in quello che vuole essere un confronto culturale e religioso tra due terre ugualmente devote a Mamma Schiavona.
Alle 18 le due comunità si stringeranno in una celebrazione religiosa nella chiesa madre dei SS. Filippo e Giacomo, seguirà la processione rievocativa del Festone alla Madonna con macchina addobbata a fiori, musiche e fuochi pirotecnici.
Alle 20.30 il viaggio nei ritmi popolari del Sud proseguirà grazie al concerto della Nuova Compagnia di Canto Popolare.
Protagoniste, come ogni anno, saranno anche cortili e botteghe che ospiteranno mostre di artigianato e pittura come il percorso per immagini “I ricordi passato e presente” o angoli di gastronomia, alla scoperta delle antiche tecniche della produzione delle castagne, del torrone e dei prodotti tipici.
allora personalmente nn l'ho mai fatta,xò ho mia madre ke ogni anno ci va ed ogni volta l'affronta con lo stesso entusiasmo della prima...è un'esperienza ke sicuramente ti lascia tanto,mia madre racconta di persone anziane ke nonostante l'età salgono su con una semplicità disarmante,addirittura negli'anni passati c'era gente ke affrontava la salita scalza x devozione...
Vera e propria novità di quest’anno, il gemellaggio con il Comune di Giffoni, che sarà illustrato nel corso di un incontro in programma il 10 settembre, alle 17.30, nella chiesa madre di Ospedaletto. Interverranno il sindaco Luigi Marciano, padre Giosuè Santoro e Alfonso Fortunato, cultori della tradizione religiosa di Giffoni Valle Piana, Fulvio Sellitto, autore del volume “Un paese si racconta” e Luigi Renna, cultore della tradizione religiosa locale. Concluderà i lavori monsignor Vittorio Guerrillo.
L’assessore provinciale Barra ha sottolineato l’importanza di manifestazioni come questa che fanno rivivere una tradizione antica e fortemente radicata sul territorio, quale il pellegrinaggio al santuario di Montevergine che dà luce all’intera Irpinia «La rievocazione della juta - ha spiegato - è un evento che, oltre ad avere una forte caduta religiosa, consente di riammagliare la vita delle nostre comunità». Matarazzo ha sottolineato il lavoro della squadra che ogni anno prepara con devozione e passione la festa, dall’allestimento dei carrettoni alla preparazione delle specialità. Se il 10 settembre sarà festa al centro storico con le paranze, le tarantelle di Montemarano e la pizzica di Mena Menir, l’11 settembre sarà il giorno della grande veglia, con la sfilata, alle 18, di carri e carrettoni, cavalli e cavalieri per le vie principali del paese, a testimoniare la fede per Mamma Schiavona. In serata sarà di nuovo spettacolo con l’esibizione delle paranze dell’area vesuviana, di Giugliano, di Ravello, la paranza o’ Lione, le zampogne di Foliano, il gruppo folk A Vecchiarella.
Il 12 settembre tutti “Add’ A Maronna” con la partenza della carovana di pellegrini per Montevergine, l’offerta alla Madonna e la celebrazione della Santa Messa. Quindi sarà festa al santuario per le due comunità d’Irpinia e di Giffoni. La giornata proseguirà, alle 16 con la discesa dal Santuario che si trasformerà ancora una volta in una festa al suono di tammorre, zampogne e ciaramelle. La comunità di Giffoni proporrà i propri riti e i propri canti in quello che vuole essere un confronto culturale e religioso tra due terre ugualmente devote a Mamma Schiavona.
Alle 18 le due comunità si stringeranno in una celebrazione religiosa nella chiesa madre dei SS. Filippo e Giacomo, seguirà la processione rievocativa del Festone alla Madonna con macchina addobbata a fiori, musiche e fuochi pirotecnici.
Alle 20.30 il viaggio nei ritmi popolari del Sud proseguirà grazie al concerto della Nuova Compagnia di Canto Popolare.
Protagoniste, come ogni anno, saranno anche cortili e botteghe che ospiteranno mostre di artigianato e pittura come il percorso per immagini “I ricordi passato e presente” o angoli di gastronomia, alla scoperta delle antiche tecniche della produzione delle castagne, del torrone e dei prodotti tipici.
allora personalmente nn l'ho mai fatta,xò ho mia madre ke ogni anno ci va ed ogni volta l'affronta con lo stesso entusiasmo della prima...è un'esperienza ke sicuramente ti lascia tanto,mia madre racconta di persone anziane ke nonostante l'età salgono su con una semplicità disarmante,addirittura negli'anni passati c'era gente ke affrontava la salita scalza x devozione...