problema idrico in irpinia???
Inviato: mar lug 17, 2007 1:54 pm
Avellino come Taranto? No, grazie.
Nonostante la siccità sempre più incombente, le reti acquedottistiche vecchie e fatiscenti, il minimo storico di portata registrato alle sorgenti di Sele e Calore e gli aumenti dei prelievi nei pozzi da parte degli enti gestori del servizio, i rubinetti dell'Irpinia non dovrebbero restare a secco.
Il condizionale è d'obbligo perchè «serve collaborazione vera da parte degli utenti», puntualizza Eduardo Di Gennaro, direttore generale dell'Alto Calore Servizi spa, la società che eroga le forniture d'acqua in gran parte dei comuni delle province di Avellino e Benevento. «Stiamo monitorando la situazione costantemente e il periodo estivo - spiega Di Gennaro - dovremmo superarlo, mentre sono più preoccupato per i mesi successivi, settembre e ottobre, quando notoriamente i consumi e i sovrasfruttamenti sono "rituali" in province come questa. E' il periodo in cui si lavorano i pomodori, ad esempio, e vista la situazione precaria di sorgenti e falde sotterranee, potrebbero emergere dei rischi significativi».
E' in tale direzione che l'Alto Calore Servizi ha avviato in coincidenza della bella stagione una campagna di informazione per spronare l’utenza a centellinare il quantitativo di risorsa a disposizione. Ma l'equilibrio è molto precario e le rassicurazioni potrebbero non essere sufficienti. Ecco perchè.
RETI CARENTI - Lo stato delle reti nelle province di Avellino e Benevento è «fatiscente e bisogna intervenire con grossi finanziamenti per risanarle», osserva Di Gennaro. Un appello ciclico, che si ripete ogni qual volta rispunta l'ombra dell'emergenza idrica. Ma che che nella bollente stagione del 2007 assume una valenza ancora più significativa. L'acqua che cola dalle tubature rappresenta il 40% del totale distribuito. «Purtroppo le reti hanno più di trent'anni - prosegue il direttore generale dell'Alto Calore, riprendendo la denuncia lanciata sul nostro giornale dal presidente dell'Ente Parco Picentini Sabino Aquino - ma tengo a sottolineare che l'Alto Calore non può far nulla per la loro ristrutturazione perchè ha la sola funziona di gestire la rete, poi, spetta ai comuni intervenire e sanarle». E purtroppo sono ancora un numero troppo limitato i comuni "virtuosi", tra cui il capoluogo Avellino. «Non dobbiamo spaventarci però, siamo in linea con la situazione nazionale», chiosa Di Gennaro.
Pertanto, a preoccuparlo non è tanto la convivenza con tubature agonizzanti, ma la prospettiva che si profila di qui a breve. «Sapevamo da mesi dell'arrivo della siccità, poichè avvertiti dalla Protezione Civile. Registriamo dei punti di difficoltà in provincia, ma non esiste il rischio di crisi idrica in questi mesi estivi, purchè si evitino captazioni selvagge». Il contesto, però, è diverso da quello degli anni precedenti. E l’Alto Calore lo sa bene. Le sorgenti dei principali corsi d'acqua irpini, Sele e Calore, sono alle portate minime storiche. Nè si possono forzare gli approvvigionamenti, pari a 600 litri al secondo presso gli impianti dell'Acquedotto Pugliese di Cassano Irpino. E allora come si garantisce il rifornimento di acqua ad oltre cento comuni delle province di Avellino e Benevento?
PRELIEVI MAGGIORATI - Con il maggior prelievo effettuato presso i pozzi profondi, come quelli di Serino, Volturara, Santo Stefano del Sole (250 l/s complessivi), Bucciano, San Lorenzello (complessivamente 200 l/s).
Si compensa il deficit delle fonti, andando, però, incontro ad un rischio ancora maggiore: la mancanza di "ricarica" delle falde sotterranee alla luce di un periodo (ottobre 2006-maggio 2007) in cui le precipitazioni piovose e nevose sono state carenti, 40% in meno della media). E’ per questo motivo che tecnici ed esperti auspicano un “raffreddamento” della stagione estiva, sopratutto nel mese di agosto. Anche una sola giornata di pioggia continua, a questo punto, sarebbe provvidenziale. E darebbe ossigeno alle falde acquifere “spremute” all’osso.
fonte corriere dell'irpinia
alla lunga pagheremo l'inadeguatezza dielle condutture ed un uso sbagliato dell'acqua da parte dei cittadini
Nonostante la siccità sempre più incombente, le reti acquedottistiche vecchie e fatiscenti, il minimo storico di portata registrato alle sorgenti di Sele e Calore e gli aumenti dei prelievi nei pozzi da parte degli enti gestori del servizio, i rubinetti dell'Irpinia non dovrebbero restare a secco.
Il condizionale è d'obbligo perchè «serve collaborazione vera da parte degli utenti», puntualizza Eduardo Di Gennaro, direttore generale dell'Alto Calore Servizi spa, la società che eroga le forniture d'acqua in gran parte dei comuni delle province di Avellino e Benevento. «Stiamo monitorando la situazione costantemente e il periodo estivo - spiega Di Gennaro - dovremmo superarlo, mentre sono più preoccupato per i mesi successivi, settembre e ottobre, quando notoriamente i consumi e i sovrasfruttamenti sono "rituali" in province come questa. E' il periodo in cui si lavorano i pomodori, ad esempio, e vista la situazione precaria di sorgenti e falde sotterranee, potrebbero emergere dei rischi significativi».
E' in tale direzione che l'Alto Calore Servizi ha avviato in coincidenza della bella stagione una campagna di informazione per spronare l’utenza a centellinare il quantitativo di risorsa a disposizione. Ma l'equilibrio è molto precario e le rassicurazioni potrebbero non essere sufficienti. Ecco perchè.
RETI CARENTI - Lo stato delle reti nelle province di Avellino e Benevento è «fatiscente e bisogna intervenire con grossi finanziamenti per risanarle», osserva Di Gennaro. Un appello ciclico, che si ripete ogni qual volta rispunta l'ombra dell'emergenza idrica. Ma che che nella bollente stagione del 2007 assume una valenza ancora più significativa. L'acqua che cola dalle tubature rappresenta il 40% del totale distribuito. «Purtroppo le reti hanno più di trent'anni - prosegue il direttore generale dell'Alto Calore, riprendendo la denuncia lanciata sul nostro giornale dal presidente dell'Ente Parco Picentini Sabino Aquino - ma tengo a sottolineare che l'Alto Calore non può far nulla per la loro ristrutturazione perchè ha la sola funziona di gestire la rete, poi, spetta ai comuni intervenire e sanarle». E purtroppo sono ancora un numero troppo limitato i comuni "virtuosi", tra cui il capoluogo Avellino. «Non dobbiamo spaventarci però, siamo in linea con la situazione nazionale», chiosa Di Gennaro.
Pertanto, a preoccuparlo non è tanto la convivenza con tubature agonizzanti, ma la prospettiva che si profila di qui a breve. «Sapevamo da mesi dell'arrivo della siccità, poichè avvertiti dalla Protezione Civile. Registriamo dei punti di difficoltà in provincia, ma non esiste il rischio di crisi idrica in questi mesi estivi, purchè si evitino captazioni selvagge». Il contesto, però, è diverso da quello degli anni precedenti. E l’Alto Calore lo sa bene. Le sorgenti dei principali corsi d'acqua irpini, Sele e Calore, sono alle portate minime storiche. Nè si possono forzare gli approvvigionamenti, pari a 600 litri al secondo presso gli impianti dell'Acquedotto Pugliese di Cassano Irpino. E allora come si garantisce il rifornimento di acqua ad oltre cento comuni delle province di Avellino e Benevento?
PRELIEVI MAGGIORATI - Con il maggior prelievo effettuato presso i pozzi profondi, come quelli di Serino, Volturara, Santo Stefano del Sole (250 l/s complessivi), Bucciano, San Lorenzello (complessivamente 200 l/s).
Si compensa il deficit delle fonti, andando, però, incontro ad un rischio ancora maggiore: la mancanza di "ricarica" delle falde sotterranee alla luce di un periodo (ottobre 2006-maggio 2007) in cui le precipitazioni piovose e nevose sono state carenti, 40% in meno della media). E’ per questo motivo che tecnici ed esperti auspicano un “raffreddamento” della stagione estiva, sopratutto nel mese di agosto. Anche una sola giornata di pioggia continua, a questo punto, sarebbe provvidenziale. E darebbe ossigeno alle falde acquifere “spremute” all’osso.
fonte corriere dell'irpinia
alla lunga pagheremo l'inadeguatezza dielle condutture ed un uso sbagliato dell'acqua da parte dei cittadini