Piazzetta Perugini, a rischio l’approvazione del progetto
Inviato: mar lug 10, 2007 9:20 am
La strada di collegamento tra piazzetta Perugini e Variante potrebbe anche non essere approvata.
Il metodo è semplice e decisamente allettante: disertare l'aula, magari andarsene al mare, e tentare così di far cadere il numero legale.
O, almeno, è quanto traspare dalle dichiarazioni dell'opposizione consiliare, sempre più solida e convinta nel denunciare un'opera dall'impatto ambientale «a dir poco disastroso».
I gruppi di opposizione, e primo tra tutti quello di Alleanza Nazionale, sembrano infatti puntare sul fatto che, il progetto in questione, debba obbligatoriamente essere approvato entro venti giorni dalla data di consegna di tutta la documentazione necessaria alla presidenza del consiglio comunale.
Documentazione, ricordiamolo, redatta nel corso della recente conferenza dei servizi tenutasi al Comune di Avellino. Inoltre, a quanto dicono, la consegna delle carte nell'ufficio del presidente Vetrano sarebbe già avvenuta ieri mattina. Se così fosse, la maggioranza sarebbe obbligata a votare il progetto entro il ventinove di questo mese. In caso contrario, per la felicità del fronte "anti-ecomostro", l'opera andrebbe in prescrizione, precludendo al consiglio la possibilità di una seconda votazione. Dunque, si fa sempre più imponente il tornado di polemiche ed incertezze che, da un mese a questa parte, sta minacciando di sradicare ogni possibilità di approvazione del piano tanto caro all'amministrazione di Pino Galasso.
Non sono state rare, infatti, le sedute consiliari nelle quali il numero legale è stato garantito dall'opposizione. Si pensi, per esempio, alla votazione del bilancio. O, ancora, alle più recenti sedute per l'approvazione del Puc, il piano urbanistico comunale. E se teniamo anche conto del fatto che, durante il periodo estivo, la maggior parte dei consiglieri comunali se ne starebbero legittimamente sdraiati sulla spiaggia piuttosto che grondare di sudore all'interno della sala consiliare, è semplice immaginare come le percentuali di rischio del non raggiungimento del numero legale aumentino vertiginosamente.
Se ciò dovesse realmente accadere, l'unica arma a disposizione del consiglio sarebbe quella della seconda convocazione. Cosa che permetterebbe il raggiungimento del numero legale con la presenza di soli quattordici componenti.
Un'ipotesi, quest'ultima, che scatenerebbe l'indignazione dell'opposizione, come traspare chiaramente dalle parole del capogruppo di An Giovanni D'Ercole.
«Un'opera in variante urbanistica come questa - sbotta - sarebbe dovuta essere presentata prima in consiglio e poi, dopo aver ricevuto tutti i pareri necessari, essere appaltata. Non solo si è voluto invertire il processo, ma molto probabilmente la maggioranza sarà costretta a indire anche una seconda convocazione in consiglio.
Se un privato si fosse comportato in questo modo sarebbe stato messo al rogo. Questo vergognoso comportamento - conclude - rappresenta un vero e proprio schiaffo alla nostra democrazia».
fonte corriere dell'irpinia

Il metodo è semplice e decisamente allettante: disertare l'aula, magari andarsene al mare, e tentare così di far cadere il numero legale.
O, almeno, è quanto traspare dalle dichiarazioni dell'opposizione consiliare, sempre più solida e convinta nel denunciare un'opera dall'impatto ambientale «a dir poco disastroso».
I gruppi di opposizione, e primo tra tutti quello di Alleanza Nazionale, sembrano infatti puntare sul fatto che, il progetto in questione, debba obbligatoriamente essere approvato entro venti giorni dalla data di consegna di tutta la documentazione necessaria alla presidenza del consiglio comunale.
Documentazione, ricordiamolo, redatta nel corso della recente conferenza dei servizi tenutasi al Comune di Avellino. Inoltre, a quanto dicono, la consegna delle carte nell'ufficio del presidente Vetrano sarebbe già avvenuta ieri mattina. Se così fosse, la maggioranza sarebbe obbligata a votare il progetto entro il ventinove di questo mese. In caso contrario, per la felicità del fronte "anti-ecomostro", l'opera andrebbe in prescrizione, precludendo al consiglio la possibilità di una seconda votazione. Dunque, si fa sempre più imponente il tornado di polemiche ed incertezze che, da un mese a questa parte, sta minacciando di sradicare ogni possibilità di approvazione del piano tanto caro all'amministrazione di Pino Galasso.
Non sono state rare, infatti, le sedute consiliari nelle quali il numero legale è stato garantito dall'opposizione. Si pensi, per esempio, alla votazione del bilancio. O, ancora, alle più recenti sedute per l'approvazione del Puc, il piano urbanistico comunale. E se teniamo anche conto del fatto che, durante il periodo estivo, la maggior parte dei consiglieri comunali se ne starebbero legittimamente sdraiati sulla spiaggia piuttosto che grondare di sudore all'interno della sala consiliare, è semplice immaginare come le percentuali di rischio del non raggiungimento del numero legale aumentino vertiginosamente.
Se ciò dovesse realmente accadere, l'unica arma a disposizione del consiglio sarebbe quella della seconda convocazione. Cosa che permetterebbe il raggiungimento del numero legale con la presenza di soli quattordici componenti.
Un'ipotesi, quest'ultima, che scatenerebbe l'indignazione dell'opposizione, come traspare chiaramente dalle parole del capogruppo di An Giovanni D'Ercole.
«Un'opera in variante urbanistica come questa - sbotta - sarebbe dovuta essere presentata prima in consiglio e poi, dopo aver ricevuto tutti i pareri necessari, essere appaltata. Non solo si è voluto invertire il processo, ma molto probabilmente la maggioranza sarà costretta a indire anche una seconda convocazione in consiglio.
Se un privato si fosse comportato in questo modo sarebbe stato messo al rogo. Questo vergognoso comportamento - conclude - rappresenta un vero e proprio schiaffo alla nostra democrazia».
fonte corriere dell'irpinia
