come cambierà piazza kennedy
Inviato: mar lug 03, 2007 12:34 pm
Una lunga storia che va dal 1934 ai giorni nostri
La discarica comunale - La maggior parte degli avellinesi ha sempre collegato piazza Kennedy con il quotidiano concentrato di autobus che quotidianamente, anno dopo anno, ha caratterizzato la zona dell’ex Macello.
Eppure, molti non sanno dell’originaria funzione della piazza, molto differente da quella attuale. Una storia che risale agli anni trenta e che, dopo uno sguardo fugace alle vicende della seconda guerra mondiale, arriva fino ai giorni nostri.
Ma ripercorriamone i tratti storici nei suoi risvolti più interessanti.
Il settecentesco locale, utilizzato come mattatoio e situato a Rampa Macello, la zona parcheggio adiacente a piazza Kennedy, fu chiuso nel 1934, in seguito alla messa in esercizio del nuovo macello, realizzato dal Comune in via Circumvallazione.
Il nuovo mattatoio, comunque, funzionò ininterrottamente fino all’ottobre del 1943, epoca di requisizione da parte del comando alleato danese di occupazione, e fu utilizzato come deposito. Per questa ragione, il settecentesco mattatoio di Rampa Macello venne ripristinato per l’uso originario.
Con la fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, il mattatoio di piazza Kennedy venne rimesso in funzione, dismettendo nuovamente quello della Rampa.
Ma con la costruzione del nuovo macello a contrada Spineta, alle spalle della stazione ferroviaria, quello di piazza Kennedy venne nuovamente dismesso, e gli edifici e i capannoni presenti furono demoliti. Di tutto ciò è sopravvissuto soltanto il camino laterizio di smaltimento dei fumi, prodotti dalla caldaia per la produzione di acqua calda e per l’incenerimento delle carcasse degli animali infetti.
La zona pianeggiante dell’enorme area espropriata fu così destinata a sede del mattatoio comunale. Mentre la restante area, le cui due sponde iniziavano a via Circumvallazione e alle spalle della cortina di via Terminio, per poi terminare verso il Torrente S. Francesco, fu adibita a discarica pubblica.
Infine, con la costruzione di otto palazzine popolari, avvenuta nel 1950, il Comune espropriò la cortina terminale dei palazzi di via Casale, come la villa Marotta, nella quale era nato e vissuto lo scrittore Giuseppe Marotta e la fabbrica di giaccio di Francesco Palma.
Realizzò così l’attuale via Garibaldi ed il prolungamento di via Luigi Amabile.
Questa è la grande distesa verde di circa 30.000 metri quadrati
Il parco urbano - Progettata nel tentativo di non tradire la reputazione di “città giardino” che da sempre caratterizza il nostro capoluogo, la piazza Kennedy del futuro sembra aver dichiarato guerra a smog e cemento armato, per far spazio ad un parco a misura d’uomo, che potrebbe tranquillamente rappresentare il luogo d’incontro ideale per tutte le generazioni.
Tutto questo, naturalmente, sempre in prospettiva. Bisognerà infatti capire, innanzitutto, se verranno rispettati i tempi di conclusione dei lavori, previsti per il dicembre dell’anno prossimo.
Per ora, l’unica cosa certa sono i finanziamenti del cantiere, diviso in due lotti, e calcolati complessivamente in 5.598.741 milioni di euro. Dei quali 4.758.930 milioni provenienti dalla Regione, e 839.811 mila euro di cofinanziamento comunale. Come dichiarato dal sindaco Pino Galasso e dall’assessore alla riqualificazione urbana Maurizio Petracca, questo parco si andrebbe ad incastonare all’interno di quella grande area centrale della città che comprende anche Piazza Libertà, Piazza Garibaldi e il Corso Vittorio Emanuele.
In quanto agli aspetti puramente tecnici, l’unica costruzione esistente sarà quella del bar e dei servizi igienici al suo interno.
Le edificazioni rosse visibili sulla cartina, invece, si tramuterranno in attività commerciali, non a caso adiacenti a quelle attualmente presenti in via Del Balzo.
Il tutto sovrastato da un pergolato, sorretto da alcune colonne d’acciaio, pensato per la realizzazione di zone d’ombra, soprattutto in previsione del gran numero di anziani che potrebbero configurarsi come potenziali frequentatori del parco cittadino.
Nel piano, inoltre, prevista anche la creazione di un viale alberato, così come quella di una pista ciclabile per bambini. Tutto ciò in un vasto lembo di terra, di circa 30.000 metri quadrati, che partirà dall’incrocio di via Carducci e via Del Balzo, fino a terminare nella zona di via Soldi.
Eppure, come spiega Galasso, la realizzazione del parco urbano non avrà soltanto una funzione squisitamente estetica, ma sarà finalizzata anche alla risoluzione di quei problemi di sicurezza spesso avvertiti dai residenti nelle abitazioni che circondano piazza Kennedy.
Tensioni derivanti, in particolare, da una «promisquità di presenze», da anni stabilmente ancorata in quella zona.
Insomma, quella prospettata dall’amministrazione è la creazione di un parco nel segno della «sicurezza e della qualità, che intende consolidare l’atavica e nobile concezione del verde come filosofia di vita della nostra città».
corriere dell'irpinia

La discarica comunale - La maggior parte degli avellinesi ha sempre collegato piazza Kennedy con il quotidiano concentrato di autobus che quotidianamente, anno dopo anno, ha caratterizzato la zona dell’ex Macello.
Eppure, molti non sanno dell’originaria funzione della piazza, molto differente da quella attuale. Una storia che risale agli anni trenta e che, dopo uno sguardo fugace alle vicende della seconda guerra mondiale, arriva fino ai giorni nostri.
Ma ripercorriamone i tratti storici nei suoi risvolti più interessanti.
Il settecentesco locale, utilizzato come mattatoio e situato a Rampa Macello, la zona parcheggio adiacente a piazza Kennedy, fu chiuso nel 1934, in seguito alla messa in esercizio del nuovo macello, realizzato dal Comune in via Circumvallazione.
Il nuovo mattatoio, comunque, funzionò ininterrottamente fino all’ottobre del 1943, epoca di requisizione da parte del comando alleato danese di occupazione, e fu utilizzato come deposito. Per questa ragione, il settecentesco mattatoio di Rampa Macello venne ripristinato per l’uso originario.
Con la fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, il mattatoio di piazza Kennedy venne rimesso in funzione, dismettendo nuovamente quello della Rampa.
Ma con la costruzione del nuovo macello a contrada Spineta, alle spalle della stazione ferroviaria, quello di piazza Kennedy venne nuovamente dismesso, e gli edifici e i capannoni presenti furono demoliti. Di tutto ciò è sopravvissuto soltanto il camino laterizio di smaltimento dei fumi, prodotti dalla caldaia per la produzione di acqua calda e per l’incenerimento delle carcasse degli animali infetti.
La zona pianeggiante dell’enorme area espropriata fu così destinata a sede del mattatoio comunale. Mentre la restante area, le cui due sponde iniziavano a via Circumvallazione e alle spalle della cortina di via Terminio, per poi terminare verso il Torrente S. Francesco, fu adibita a discarica pubblica.
Infine, con la costruzione di otto palazzine popolari, avvenuta nel 1950, il Comune espropriò la cortina terminale dei palazzi di via Casale, come la villa Marotta, nella quale era nato e vissuto lo scrittore Giuseppe Marotta e la fabbrica di giaccio di Francesco Palma.
Realizzò così l’attuale via Garibaldi ed il prolungamento di via Luigi Amabile.
Questa è la grande distesa verde di circa 30.000 metri quadrati
Il parco urbano - Progettata nel tentativo di non tradire la reputazione di “città giardino” che da sempre caratterizza il nostro capoluogo, la piazza Kennedy del futuro sembra aver dichiarato guerra a smog e cemento armato, per far spazio ad un parco a misura d’uomo, che potrebbe tranquillamente rappresentare il luogo d’incontro ideale per tutte le generazioni.
Tutto questo, naturalmente, sempre in prospettiva. Bisognerà infatti capire, innanzitutto, se verranno rispettati i tempi di conclusione dei lavori, previsti per il dicembre dell’anno prossimo.
Per ora, l’unica cosa certa sono i finanziamenti del cantiere, diviso in due lotti, e calcolati complessivamente in 5.598.741 milioni di euro. Dei quali 4.758.930 milioni provenienti dalla Regione, e 839.811 mila euro di cofinanziamento comunale. Come dichiarato dal sindaco Pino Galasso e dall’assessore alla riqualificazione urbana Maurizio Petracca, questo parco si andrebbe ad incastonare all’interno di quella grande area centrale della città che comprende anche Piazza Libertà, Piazza Garibaldi e il Corso Vittorio Emanuele.
In quanto agli aspetti puramente tecnici, l’unica costruzione esistente sarà quella del bar e dei servizi igienici al suo interno.
Le edificazioni rosse visibili sulla cartina, invece, si tramuterranno in attività commerciali, non a caso adiacenti a quelle attualmente presenti in via Del Balzo.
Il tutto sovrastato da un pergolato, sorretto da alcune colonne d’acciaio, pensato per la realizzazione di zone d’ombra, soprattutto in previsione del gran numero di anziani che potrebbero configurarsi come potenziali frequentatori del parco cittadino.
Nel piano, inoltre, prevista anche la creazione di un viale alberato, così come quella di una pista ciclabile per bambini. Tutto ciò in un vasto lembo di terra, di circa 30.000 metri quadrati, che partirà dall’incrocio di via Carducci e via Del Balzo, fino a terminare nella zona di via Soldi.
Eppure, come spiega Galasso, la realizzazione del parco urbano non avrà soltanto una funzione squisitamente estetica, ma sarà finalizzata anche alla risoluzione di quei problemi di sicurezza spesso avvertiti dai residenti nelle abitazioni che circondano piazza Kennedy.
Tensioni derivanti, in particolare, da una «promisquità di presenze», da anni stabilmente ancorata in quella zona.
Insomma, quella prospettata dall’amministrazione è la creazione di un parco nel segno della «sicurezza e della qualità, che intende consolidare l’atavica e nobile concezione del verde come filosofia di vita della nostra città».
corriere dell'irpinia
