 |
|
Oggi è lun apr 20, 2026 8:40 am
|
Messaggi senza risposta | Argomenti attivi
Una volta era tutta campagna: radici e futuro di Avellino
| Autore |
Messaggio |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
 Una volta era tutta campagna: radici e futuro di Avellino
Lo dico subito: questo è un topic ambizioso.
L’avellinese medio conosce assai poco della propria città e anche chi, come il sottoscritto, professa di essere appassionato dell’argomento, ogni tanto si rende conto di avere delle lacune imperdonabili.
Le motivazioni sono svariate: innanzitutto è un dato di fatto che, ormai, di avellinesi “veri” in città ce ne siano ben pochi. La maggior parte sono figli e nipoti di persone nate in provincia e successivamente inurbate (l’abbandono delle campagne per la città è stato fenomeno comune in tutta Italia durante il secondo dopoguerra): questo fatto, che ha determinato un’esplosione demografica e un massiccio sviluppo urbanistico, ha anche annacquato il legame sociale e culturale tra cittadini e città stessa (quanti “nuovi” avellinesi, negli anni passati e ancora adesso, erano e sono soliti “tornare al paese” la domenica e durante le ferie? Quanti di questi si sono preoccupati di apprendere le tradizioni e la storia di Avellino e insegnarle ai figli?). Inoltre bisogna considerare che una città di tradizioni contadine come la nostra, negli ultimi decenni ha creato una diffusa borghesia benestante (e drammaticamente ignorante) che ha preferito cancellare il ricordo delle proprie povere origini, anziché conoscerle e tramandarle, in ragione di un ridicolo modernismo senza consapevolezza del proprio passato.
La conseguenza di tutto ciò è palese: se fermi dieci passanti qualsiasi e gli chiedi dove sia il rione Terra, uno ti darà la risposta giusta, sette ti osserveranno con sguardo bovino e gli altri due, nel dubbio, ti manderanno all’Ipercoop.
Questa discussione nasce dalla volontà di offrire, a chiunque voglia aprire gli occhi sulla propria città, uno sguardo, possibilmente semplice e divulgativo, sulla storia, le trasformazioni urbanistiche e, perché no? Il futuro della nostra città, di queste strade che percorriamo tutti i giorni, che sono la nostra vita, che a volte, non a caso, ci sembra una vita di mer.da, ma che, tutto sommato non cambieremmo con un’altra.
Come ho detto, si tratta di un topic ambizioso, che non sono del tutto certo di riuscire a gestire in maniera adeguata e, per questo, chiedo l’aiuto di tutti, in particolare di persone come Camilla o Doppiosenso che, per il loro lavoro, conoscono molto meglio di me la storia delle trasformazioni urbanistiche di Avellino.
Cominciamo proprio dal rione Terra, dal centro di tutto che, per la cronaca, NON è l’Ipercoop…
|
| mer mag 16, 2007 1:51 pm |
|
 |
|
MegaLupo
Iscritto il: ven gen 07, 2005 12:50 pm Messaggi: 14889 Località: Avellino - Salerno andata e ritorno
|
Il Rione Terra, dal quale prende il nome la contrada che si identifica con il territorio dell'attuale Centro Storico di Avellino, è il nucleo che vanta un passato millenario. La collina della Terra fu, infatti, il primo luogo ad accogliere gli abitanti dell'antica Abellinum della Civita, in tenimento di Atripalda, luogo poco idoneo a contenere le invasioni barbariche che iniziarono dopo la caduta dell'impero romano. Con la costruzione della prima chiesa avellinese, agli albori del cristianesimo in Irpinia, il rione Terra diviene un faro di civiltà e vivace centro della vita religiosa e amministrativa della città. La Cattedrale e le abitazioni che sorgono al suo fianco fanno del Rione Terra una cittadella sicura e protetta, ben difesa dal Castello che sorgerà nel IX secolo non tanto lontano, in direzione est. Il Centro storico, nel lungo percorso della sua vita ha conosciuto gravi momenti tragici a causa di terremoti e altre calamità. Nel 1732 fu distrutta e stravolta piazza Duomo. L'ultimo terremoto del 1980 ha segnato profondamente il patrimonio artistico, come la Dogana, la Torre dell'Orologio e la Fontana di Bellerofonte.
Per la cronaca tra poco diventerò un suo abitante e precisamente, madonna della salette e fosso santa lucia.
_________________ Io non posso giudicare nessuno. Non ho remore contro alcuno. Tuttavia penso sia giunto il momento che voi tutti iniziate a guardare voi stessi, e giudichiate la menzogna nella quale vivete.»
ho il dono dell'ubiquità!!!
|
| mer mag 16, 2007 1:56 pm |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
La “Terra” è la collina sulla quale sorge il Duomo e che costituisce il più antico nucleo abitativo della città medievale.
Come noto, in epoca sannitica e romana, Avellino, anzi Abellinum, era situata nei pressi dell’attuale Atripalda, sulla collina della “Civita”. La caduta di Roma e le invasioni barbariche fecero decadere la città e costrinsero gli abitanti e i nuovi dominatori longobardi a spostare l’insediamento in un’area più difendibile. Nacque così il primo nucleo della Avellino longobarda e medievale.
Nel 969 Avellino divenne sede vescovile e così al centro della collina venne edificata una chiesa che svolgesse le funzioni di cattedrale. Tale chiesa venne demolita nel XII secolo ed al suo posto fu costruita una grande Cattedrale in forme romaniche che, si ritiene, dovesse essere abbastanza somigliante a quella di Caserta Vecchia. Come spesso accadeva all’epoca, sia per carenza di materiali e sia per nobilitare il “nuovo” con l’apporto dell’antico, per l’edificazione della nuova chiesa vennero ampiamente utilizzati materiali di spoglio, provenienti da rovine romane presenti nel territorio e la cosa si nota bene nel campanile del duomo, nel quale si vedono blocchi datati I sec. A.C. e probabilmente prelevati da monumenti funerari.
Dell’originaria cattedrale romanica resta ben poco per le frequenti modifiche che nel corso dei secoli sono state imposte alla struttura, anche a causa dei frequenti terremoti. Nel diciottesimo secolo venne creata la scalinata, il sagrato e la piazza antistante, previa demolizione delle casupole che la occupavano, poi, nel diciannovesimo secolo, con il vescovo Francesco Gallo, la cattedrale venne definitivamente ristrutturata nelle forme neoclassiche che vediamo oggi.
Sarebbe lungo e forse un po’ tedioso descrivere l’interno del Duomo, il suo interessante museo e la sua pur magnifica cripta ed ometterò di farlo, ripromettendomi di riprendere il discorso in un’altra occasione.
Prima del terremoto, la piazza del Duomo era chiusa ad un lato dal palazzo del seminario. Gravemente danneggiato dal terremoto dell’80, l’edificio è stato abbattuto e mai ricostruito, in quanto nel suo sottosuolo è stata ritrovata una necropoli sannitica. Il ritrovamento è interessante, in quanto fino ad esso non risultava l’esistenza di insediamenti umani pre-romani sulla collina della Terra.
Sul lato nord della piazza, tacendo sulla invereconda bruttezza dell'edificio nell'angolo, troviamo la Confraternita dell’Immacolata Concezione, la cui facciata venne realizzata nel 1780, ma che nasconde un cuore ben più antico, come è possibile rendersi conto visitandone la tetra e suggestiva cripta (di solito aperta al pubblico nelle sere di Ferragosto). Accanto alla Confraternita, sorge il Palazzo Amoretti, edificio settecentesco attualmente sede della Camera di Commercio e, accanto ad esso, la Congregazione dell’Annunziata (la struttura chiusa da un cancello), anch’essa settecentesca.
Alle spalle del duomo, sorge il famoso Palazzo De Conciliis, che ospitò per un breve periodo Victor Hugo bambino al seguito del padre ufficiale napoleonico. L’edificio è oggi sede dell’associazione Guido Dorso e dell’archivio comunale e, in passato, ha ospitato un ente di assistenza all’infanzia ed alla maternità annesso al vicino ospedale. Molto bella la vista che si gode dal terrazzo del palazzo su Piazza Castello.
Tutto qui: dello storico rione non resta molto altro. Le distruzioni e l’incuria umana hanno portato al progressivo spopolamento del quartiere che, già prima del terremoto, si presentava praticamente disabitato. Buona parte dell’area è ancora in attesa di adeguata ricostruzione e si presenta del tutto stravolta e confusa nel suo aspetto urbanistico. Mi sono spesso chiesto come fosse possibile recuperare l’area, rispettandone in qualche modo l’interesse storico, ma proiettandolo nel futuro concreto di un quartiere da recuperare alla vita collettiva della città: non mi sembra un’operazione semplice, a maggior ragione per degli amministratori come i nostri che hanno palesato evidenti incapacità anche nella risoluzione di problemi ben più abbordabili.
Una trasformazione concreta l’area l’ha subita con la costruzione di quella stramba colata di cemento che è il Teatro Gesualdo, che attualmente occupa il bordo della collina sul quale in passato insisteva l’ospedale. Mio nonno mi ha raccontato cose truci di quella struttura, considerata come l’anticamera del camposanto: sembra che il popolino desse infatti per spacciato chiunque fosse costretto a ricoverarsi.
Mi fermo qui, per ora: l’avevo detto, il topic è ambizioso, complesso, probabilmente al di là delle mie possibilità e della mia pazienza e mi sa che mi sono imbarcato in un caz.zo di guaio…
… boh… ormai è fatta… vediamo come va…
|
| mer mag 16, 2007 2:02 pm |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
ARBATAX1 ha scritto: Il Rione Terra, dal quale prende il nome la contrada che si identifica con il territorio dell'attuale Centro Storico di Avellino, è il nucleo che vanta un passato millenario. La collina della Terra fu, infatti, il primo luogo ad accogliere gli abitanti dell'antica Abellinum della Civita, in tenimento di Atripalda, luogo poco idoneo a contenere le invasioni barbariche che iniziarono dopo la caduta dell'impero romano. Con la costruzione della prima chiesa avellinese, agli albori del cristianesimo in Irpinia, il rione Terra diviene un faro di civiltà e vivace centro della vita religiosa e amministrativa della città. La Cattedrale e le abitazioni che sorgono al suo fianco fanno del Rione Terra una cittadella sicura e protetta, ben difesa dal Castello che sorgerà nel IX secolo non tanto lontano, in direzione est. Il Centro storico, nel lungo percorso della sua vita ha conosciuto gravi momenti tragici a causa di terremoti e altre calamità. Nel 1732 fu distrutta e stravolta piazza Duomo. L'ultimo terremoto del 1980 ha segnato profondamente il patrimonio artistico, come la Dogana, la Torre dell'Orologio e la Fontana di Bellerofonte.
Per la cronaca tra poco diventerò un suo abitante e precisamente, madonna della salette e fosso santa lucia.
... azz... Emi'... velocissimo... 
|
| mer mag 16, 2007 2:03 pm |
|
 |
|
MegaLupo
Iscritto il: ven gen 07, 2005 12:50 pm Messaggi: 14889 Località: Avellino - Salerno andata e ritorno
|
quando il maestro comanda gli allievi.....rispodono, ma portaci ancora qualche esempio, mi piace!
_________________ Io non posso giudicare nessuno. Non ho remore contro alcuno. Tuttavia penso sia giunto il momento che voi tutti iniziate a guardare voi stessi, e giudichiate la menzogna nella quale vivete.»
ho il dono dell'ubiquità!!!
|
| mer mag 16, 2007 2:04 pm |
|
 |
|
Neo Lupo
Iscritto il: lun mar 07, 2005 1:50 pm Messaggi: 280 Località: DIRETTORE SCOLASTICO
|
E pensare che il rione terra nel 1800 era considerato il centro cittadino, mentre l'odierna piazza d'armi era campagna addirittura periferia.
_________________
LA SCUOLA LA MIA VITA
|
| mer mag 16, 2007 2:14 pm |
|
 |
|
Lupo Galattico
Iscritto il: gio nov 03, 2005 1:38 pm Messaggi: 27235 Località: Rivoli (TO)
|
a questo punto ci vorrebbe qualk notizia sul palio
_________________ SOSTENGO LA MIA CITTA' NON UNA MATRICOLA...
|
| mer mag 16, 2007 6:46 pm |
|
 |
|
Lupissimo
Iscritto il: sab gen 08, 2005 10:50 pm Messaggi: 3865 Località: .......UN GRUMO DI PIXEL!!!
|
Carmine Palatucci - Vereja
Per sopperire all'aumento demografico, le genti di lingua Osca, sotto il simbolo di un animale sacro a Mamerte,
partivano dalla tribù madre per colonizzare nuovi territori: nacquero così gli Irpini (hirpus=lupo). - Giugno 2002
Carmine Palatucci
Stendardo del Palio della Botte eseguito in occasione del Palio 2000
_________________ "...vabuò, tu non ti trucchi pecchè si 'e sinistra! "
|
| gio mag 17, 2007 1:32 am |
|
 |
|
Neo Lupo
Iscritto il: ven giu 10, 2005 12:53 pm Messaggi: 374
|
VALLONE DEI LUPI
una volta Via Morelli e Silvati era tutta campagna.Iniziava con cumuli di rovi all'altezza del parcheggio vicino al centro sociale S.della Porta per sfumare dietro tutta Via Colombo.
Adesso è diventata la strada più intasata, pericolosa e a rischio di tutta Avellino.
AlmenoUna notte al mese sbandano e si schiantano, la mattina è impraticabile, durante il giorno la prendono tutti perchè evita la city, l'ipercoop fa il resto!
e pensare che da piccola mi imboscavo e raccoglievo le more dove oggi c'è il centro sociale oppure andavo a lucertole verso il Bar Avellino.Una volta presi la fissa che dovevo scoprire delle erbe mediche, meno male che mia mamma si rifiutò di farmi il decotto papaveri!!  per non parlare dei chili di noccioline nella campagna di Amerigo  che mali di pancia!:cry:
per non parlare delle spedizioni nel cantiere abbandonato dell'attuale asilo nido, per noi bambini la tremendissima casa dei fantasmi!
non sono luoghi storici, non ci azzeccano, ma la prima cosa che mi è venuta in mente sono i luoghi della mia memoria (non esattamente una memoria storica!). Purtropponon ho avuto nonni che mi hanno raccontato cose, ma di mio ne so qualcosina  in seguito vedremo di parlarne
Per adesso ho dato pure troppo, il vicepreside mi spia
Ps
Lone un dettaglio del campo coni va benissimo, tipo la "funtanela".
Se poi vuoi salire sul mio terrazzo devi aspettare che torno, ma potresti andare lo stesso senza di me, avverto la mia sclerotica zietta?
 non sai che ti aspetta!
_________________ Graduatorie esaurite a Domodossola, Sondrio e Oristano
|
| gio mag 17, 2007 10:42 am |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
Milk&Mint ha scritto: VALLONE DEI LUPI una volta Via Morelli e Silvati era tutta campagna.Iniziava con cumuli di rovi all'altezza del parcheggio vicino al centro sociale S.della Porta per sfumare dietro tutta Via Colombo. Adesso è diventata la strada più intasata, pericolosa e a rischio di tutta Avellino. AlmenoUna notte al mese sbandano e si schiantano, la mattina è impraticabile, durante il giorno la prendono tutti perchè evita la city, l'ipercoop fa il resto! e pensare che da piccola mi imboscavo e raccoglievo le more dove oggi c'è il centro sociale oppure andavo a lucertole verso il Bar Avellino.Una volta presi la fissa che dovevo scoprire delle erbe mediche, meno male che mia mamma si rifiutò di farmi il decotto papaveri!!  per non parlare dei chili di noccioline nella campagna di Amerigo  che mali di pancia!:cry: per non parlare delle spedizioni nel cantiere abbandonato dell'attuale asilo nido, per noi bambini la tremendissima casa dei fantasmi! non sono luoghi storici, non ci azzeccano, ma la prima cosa che mi è venuta in mente sono i luoghi della mia memoria (non esattamente una memoria storica!). Purtropponon ho avuto nonni che mi hanno raccontato cose, ma di mio ne so qualcosina  in seguito vedremo di parlarne Per adesso ho dato pure troppo, il vicepreside mi spia Ps Lone un dettaglio del campo coni va benissimo, tipo la "funtanela". Se poi vuoi salire sul mio terrazzo devi aspettare che torno, ma potresti andare lo stesso senza di me, avverto la mia sclerotica zietta?  non sai che ti aspetta!
Va benissimo così... questo topic vuole essere appunto una commistione di dati storici, ricordi e considerazioni personali...
... per quanto riguarda la foto del campo CONI, vedrò cosa posso fare, ma dovrai avere TANTA pazienza, perchè sono tendenzialmente ondivago e scazzato nel fare foto...
... una foto dall'alto, forse, sarebbe l'ideale ma non è il caso d'incomodare la zietta...
... al limite, se proprio vuoi, quando torni ne riparliamo...
|
| gio mag 17, 2007 3:17 pm |
|
 |
|
MegaLupo
Iscritto il: gio gen 06, 2005 8:14 pm Messaggi: 12666
|
Via Roma:
una volta via roma non si estendeva fino ai carabinieri. arrivava fino a dove ora sta la piaggio, poi era tutta terra. Poi da circa 20 anni (facevo la 5° elementare) iniziarono ad asfaltare e crearono il prolungamento che arriva fino dai carabinieri
|
| ven mag 18, 2007 9:26 am |
|
 |
|
Lupissimo
Iscritto il: lun apr 02, 2007 9:29 pm Messaggi: 2555 Località: Hirpinialand
|
MasterX ha scritto: Via Roma: una volta via roma non si estendeva fino ai carabinieri. arrivava fino a dove ora sta la piaggio, poi era tutta terra. Poi da circa 20 anni (facevo la 5° elementare) iniziarono ad asfaltare e crearono il prolungamento che arriva fino dai carabinieri Aggiungo qualche particolare. La strada si interrompeva all'altezza dell'inizio del muro di cinta del ricovero di Rubilli ed era delimitata da una rete metallica con un piccolo passaggio lungo il muro medesimo. Di lì iniziava un tratto di campagna che era indispensabile attraversare per raggiungere le scuole elementari. Tale tratto di campagna finiva in corrispondenza della strada che costeggia la Clinica Malzoni (non ricordo il nome). Poi riprendeva ancora per due-trecento metri e si chiamava (forse si chiama tutt'oggi) Via Carmelo Errico. Di lì in poi, ancora tutta campagna. Sia il tratto finale di Via Roma che Via Carmelo Errico sono state, nei primi anni '80, teatro di interminabili sfide a pallone tra le auto parcheggiate e con le porte fatte con gli zaini o i giubbini.
Per la precisione, non vorrei sbagliarmi, la strada è stata aperta definitivamente nell'estate del 1986. Ho questo ricordo anche perchè nel mese di gennaio dell'86, quando ad Avellino c'è stato l'ultimo clamoroso nevone, giocavamo a palle di neve in quel tratto di strada ormai quasi terminato ma non ancora aperto al traffico.
Grazie MasterX per avermi dato l'opportunità di fare questo flash-back.
_________________ Non condivido le tue idee, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa esprimerle liberamente. (Voltaire)
La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci. (Isaac Asimov)
|
| ven mag 18, 2007 2:20 pm |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
Via Colombo una volta era tutta campagna.
L’intera strada, infatti, è una creazione relativamente recente: l’unico edificio precedente alla seconda guerra mondiale è il mitico Palazzo Magnotti (quel casermone rosa di fronte alla palestra dell’IPSIA, chiaramente di epoca fascista). Tutto il resto è stato costruito tra gli anni ’50 e ’60, in un’epoca che deve essere stata di paurosa speculazione edilizia, dal momento che l’Avellino attuale, in pratica, è stata creata tutta in quel periodo.
Partendo da Piazza D’Armi e percorrendo via Colombo, sulla destra a salire, fino al terremoto, trovavamo il cosiddetto “Tubercolosario”, un (non brutto) edificio che io ricordo negli anni ’70 perennemente coperto da graffiti con messaggi politici tipici di quel periodo e, che io sappia, in origine destinato all’assistenza degli sfortunati che soffrivano di quella terribile malattia. Dubito che all’epoca del terremoto che lo rese inagibile funzionasse ancora, fatto sta che venne abbattuto e al suo posto lasciato uno spiazzo, ormai da anni utilizzato come squallido parcheggio.
Subito oltre il tubercolosario, insisteva il Distretto Militare, abbattuto nel corso di lunghissimi anni e, finalmente, trasformato nel bel Giardino Comunale che gli avellinesi amano frequentare e vandalizzare allegramente. In una parte dell’area dell’ex distretto è stato costruito un edificio adibito ad abitazioni ed un giardino circostante.
Il lato sinistro a salire di via Colombo è stato completamente ricostruito in seguito al terremoto. Di nuova costruzione sono sia il basso edificio (bruttino) che ospita tra gli altri il Bogart e, completamente, le traverse di via F.lli Del Gaudio e via F.lli Ciocca (per la cronaca, in entrambi i casi fratelli caduti in quell’orribile carnaio che fu la Grande Guerra, sepolti nella parte “monumentale” del cimitero di Avellino e tristemente rimossi dalla memoria collettiva della nostra città: mi riprometto di tornarci in un topic apposito). Le vecchie case che insistevano nelle due traverse le ricordo vagamente: erano basse, vecchiotte e un po’ malmesse (epoca fascista o immediatamente successiva), ma avevano una caratteristica interessante, dei bei giardini interni che abbiamo purtroppo scoperto solo quando sono stati rivelati dall’abbattimento degli edifici. I nuovi palazzi non sono bellissimi, quanno chiove sulle mattonelle sotto i portici si sfila maledettamente, le due traverse sono diventate negli ultimi anni il teatro delle bravate di ragazzetti ubriachi sfrenati che d’estate fanno alba tra risse, urla e schiamazzi e la presenza della frequentatissima SNAI ha determinato un vero e proprio “parcheggio selvaggio” nella zona… insomma si stava meglio prima.
Tornando al lato destro a salire, subito dopo il già citato Palazzo Magnotti, troviamo la famigerata via Moccia, traversa di nuova costruzione, comodissima per raggiungere Contrada Baccanico, ma una grandissima rottura di cogl.ioni per tutti i residenti, costretti a sopportare le intemperanze degli automobilisti che delle proprie vetture conoscono bene solo due funzioni: l’acceleratore e il clacson. Alle spalle di via Moccia sorge l’agghiacciante presenza della nuova autostazione, in costruzione ormai da decenni e, attualmente, IN TOTALE RISTRUTTURAZIONE… e, a questo punto, spero solo che ci mettano ancora tanto tempo per finirla, visto che quando sarà completata, qua attorno saranno caz.zi amari. Peraltro non mi spiego ancora come sarà organizzato l’accesso e il deflusso dalla stazione, visto che sia via Moccia che l’altra traversa creata di fronte al Bogart, mi sembrano del tutto insufficienti alla bisogna. Inoltre via Colombo è già perennemente ingolfata di traffico: non oso immaginare cosa accadrà tra qualche anno. Da segnalare che la striscia di erba rimasta tra via Moccia e il fiume, proprio di fronte all’autostazione, è diventato un gettonatissimo cacatoio per cani al guinzaglio e non… evidentemente la presenza della struttura stimola la naturale regolarità delle simpatiche bestiole.
Nell’area oggi attraversata da via Moccia, un tempo, era davvero tutta campagna: nocelleti, case coloniche, e tanto meraviglioso SILENZIO, rotto solo dall’abbaiare dei cani, l’occasionale belato di qualche gregge di pecore di passaggio e il fruscio del vento tra gli alberi. Nessuno lo ricorderà, ma all’attuale imbocco di via Moccia, insisteva, fino all’inizio degli anni ’80, un meraviglioso piccolo giardino pubblico, con panchine, una fontanella in pietra un po’ malmessa (credo di non averla mai vista in funzione) e dei meravigliosi salici piangenti che cantavano, nel vento che li sferzava delle notti d’inverno, una melodia che da bambino mi terrorizzava, evocandomi l’immagine di violentissimi tornado che avrebbero spazzato via il mio palazzo. Ero agghiacciato dall’idea di un vortice di vento che dalle nuvole scendeva fino al suolo travolgendo tutto e tutti e, nelle notti di tempesta, mi tappavo le orecchie per non sentire l’urlo del vento crescere tra le fronde dei salici. Oggi rimpiango quel rumore, quel canto, adoro il vento e sono affascinato dai tornado: mi piacerebbe vederne uno da vicino…
ok… magari NON TROPPO da vicino…
… il giardino venne abbattuto e ricoperto da una splendida colata di cemento una ventina d’anni fa e con esso scomparve una parte della mia infanzia.
Risalendo via Colombo, sulla sinistra, nel recinto dell’ospedale civile, si può osservare una delle cose più brutte che siano mai state concepite nella nostra ridente cittadina: l’orripilante edificio di nuova costruzione, con la parte superiore CELESTE, sovrastata da una incomprensibile teoria di travi incrociate… qualcosa di troppo brutto per riuscire a descriverlo, se non l’avete presente e pensate di avere lo stomaco forte, fatevi una passeggiata a via Colombo e dategli un’occhiata. L’edificio, ovviamente, non serve a un caz.zo, visto che l’ospedale nei prossimi anni dovrà trasferirsi in blocco nella città ospedaliera di Contrada Amoretta (che una volta era tutta campagna!), ma è stato costruito lo stesso… chissà come mai…
… via Colombo termina con la scuola elementare, frequentata anche dal sottoscritto alla fine degli anni ’70. All’epoca era un piccolo e simpatico bronx, per la presenza massiccia dei turbolenti ragazzini provenienti da via Cavour e da rione Aversa (ai tempi NON esattamente le tranquille zone residenziali di oggi): ormai la situazione si è decisamente normalizzata e l’edificio scolastico è stato completamente ricostruito. Come prevedibile, il nuovo palazzo è brutto come quello vecchio.
Il tempo fugge, ma alcune cose non cambiano mai.
_________________ "Remembering you standing quiet in the rain as I ran to your heart to be near" - The Cure "Pictures of You"
|
| ven mag 18, 2007 5:18 pm |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
Fuoritempo ha scritto: Per la precisione, non vorrei sbagliarmi, la strada è stata aperta definitivamente nell'estate del 1986. Ho questo ricordo anche perchè nel mese di gennaio dell'86, quando ad Avellino c'è stato l'ultimo clamoroso nevone, giocavamo a palle di neve in quel tratto di strada ormai quasi terminato ma non ancora aperto al traffico.
6 gennaio 1985, per la precisione... la mitica nevicata del 1985... scuole chiuse per una settimana... 
|
| ven mag 18, 2007 5:21 pm |
|
 |
|
Lupo Galattico
Iscritto il: gio nov 03, 2005 1:38 pm Messaggi: 27235 Località: Rivoli (TO)
|
marò enrico ma dove le prnedi tutte ste info..tieni na capa esaggerata
_________________ SOSTENGO LA MIA CITTA' NON UNA MATRICOLA...
|
| ven mag 18, 2007 6:55 pm |
|
 |
|
Super Lupo
Iscritto il: mer gen 12, 2005 1:27 am Messaggi: 7338 Località: Avellino
|
Ue ue bel topic !!!
Io dal 1983 abito nel mitico Vallone Dei Lupi; sono sempre stato orgoglioso del nome.
All'epoca non c'era la questura, non c'era l'Hotel De La Ville, non c'era la Chiesa e nel raggio di qualche km non c'erano altre abitazioni. In pratica il posto dove abitavo era in aperta campagna ma soprattutto non si vedeva passare una macchina anche per ore.
Poi nel corso degli anni sono sorti diversi complessi abitativi, il campus scolastico e l'ipercoop appena distanti ed è finita la pace.
Come se non bastasse il comune ci ha tolto quel nome che a me piaceva tanto.....
_________________ NATI PER SOFFRIRE PERO' CHE PALLE !!!! .
|
| sab mag 19, 2007 8:15 am |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
poggiorealeforever ha scritto: Ue ue bel topic !!! Io dal 1983 abito nel mitico Vallone Dei Lupi; sono sempre stato orgoglioso del nome. All'epoca non c'era la questura, non c'era l'Hotel De La Ville, non c'era la Chiesa e nel raggio di qualche km non c'erano altre abitazioni. In pratica il posto dove abitavo era in aperta campagna ma soprattutto non si vedeva passare una macchina anche per ore. Poi nel corso degli anni sono sorti diversi complessi abitativi, il campus scolastico e l'ipercoop appena distanti ed è finita la pace. Come se non bastasse il comune ci ha tolto quel nome che a me piaceva tanto.....
A' Cupa 'ri lupi, fino al terremoto era davvero tutta campagna: anzi, come faceva intuire il nome, era una vera e propria "cupa" che, mi racconta mia madre, spaventava non poco i viandanti che erano costretti a percorrerla di sera...
... quando era bambino, era la meta delle scampagnate primaverili di molti avellinesi...
|
| dom mag 20, 2007 12:28 pm |
|
 |
|
Lupo Galattico
Iscritto il: gio nov 03, 2005 1:38 pm Messaggi: 27235 Località: Rivoli (TO)
|
enrico e areto a cupa a macchia???
_________________ SOSTENGO LA MIA CITTA' NON UNA MATRICOLA...
|
| dom mag 20, 2007 5:07 pm |
|
 |
|
MasterLupo
Iscritto il: sab lug 02, 2005 12:08 am Messaggi: 9274 Località: 'no poco qua... 'no poco là...
|
dove sarai... sarò ha scritto: enrico e areto a cupa a macchia???
... prossimamente... 
|
| dom mag 20, 2007 7:19 pm |
|
 |
|
Lupissimo
Iscritto il: lun apr 02, 2007 9:29 pm Messaggi: 2555 Località: Hirpinialand
|
Lone ha scritto: 6 gennaio 1985, per la precisione... la mitica nevicata del 1985....  Ti devo dare ragione. Infatti, il 13 gennaio 1985, allo stadio Partenio andò in scena una delle tante domeniche mitiche vissute in curva Sud in quegli anni, ovvero Avellino-Verona 2-1 nell'anno dello scudetto del Verona. La mattina della domenica, pur di permettere lo svolgimento della partita, tutti a spalare la neve nello stadio! Lone ha scritto: ..scuole chiuse per una settimana.. si si, prolungammo di una settimana le vacanze di Natale.... che goduria!!!
_________________ Non condivido le tue idee, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa esprimerle liberamente. (Voltaire)
La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci. (Isaac Asimov)
|
| lun mag 21, 2007 11:14 am |
|
|
Chi c’è in linea |
Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti |
|
Non puoi aprire nuovi argomenti Non puoi rispondere negli argomenti Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi
|
|
 |