Sezione dedicata alle discussioni su Passato, Presente e futuro della nostra terra
Rispondi al messaggio

Racket, omicidi e atti di inaudita violenza: il 2006 chiude

dom dic 31, 2006 3:29 pm

Per l’Irpinia un 2006 per nulla avaro di violenza. L’isola felice della
Campania ha assistito ad una serie di delitti e atti di inaudita
crudeltà. L’episodio che probabilmente ha destato maggiore scalpore in
città, risvegliando le coscienze istituzionali e politiche, ma anche
quelle della gente comune è stato l’omicidio del giovane Mauro Cioffi.
Il 19enne avellinese ha perso la vita lo scorso settembre a seguito di
una rissa tra coetanei in pieno centro. Una rissa scaturita per futili
motivi. Intorno all’una di notte, di un ‘tranquillo’ sabato sera
avellinese, la telefonata anonima giunta al 118 gela l’Irpinia. Davanti
agli occhi dei soccorritori uno scenario a dir poco sconvolgente: un
giovane stremato ed agonizzante in una pozza di sangue a pochi metri dal
marciapiedi che costeggia un’affollatissima via De Conciliis. Immediate
le indagini avviate dalle Forze dell’Ordine che in poche ore assicurano
alla giustizia cinque giovani, coetanei di Mauro. Lo scorso 4 dicembre,
a Roccabascerana i Carabinieri della Compagnia di Avellino hanno
arrestato tre pregiudicati di Pannarano di 42, 52 e 22 anni,
protagonisti di una spedizione punitiva ai danni di Francesco Pepicelli,
un tossicodipendente di 26 anni del posto. Secondo la ricostruzione dei
militari, il ragazzo si era reso protagonista di un duro litigio proprio
con il figlio di uno degli arrestati. Giugno 2006: il brutale omicidio a
Salerno di Maria Rosaria Polese destò scalpore anche in Irpinia.
Precisamente a Lacedonia, paese d’origine della donna e dove la famiglia
Cardellicchio è conosciuta e stimata. Autore dell’efferato gesto il
figlio 34enne, Luigi Cardellicchio da tempo in cura presso uno
psichiatra salernitano. E ancora. L’omicidio di Salvatore Vicino,
pluripregiudicato avellinese affiliato al clan Partenio. Il 44enne è
stato freddato nella sua Smart in via Seminario, nei pressi del Duomo,
da due colpi di arma da fuoco mentre rientrava a casa nella notte tra
giovedì e venerdì 29 dicembre. Senza contare i ripetuti atti
intimidatori ai danni di imprese e esercizi commerciali, riconducibili
alla pista del racket, che hanno ulteriormente danneggiato l’immagine di
un’Irpinia ‘felice’. Infine, in ordine di tempo, l’assassinio di Massimo
Zoina, 27enne originario di Tufo, operatore sociale del Piano di Zona di
Altavilla Irpina. L’uomo è stato accoltellato il 30 dicembre scorso
nella sua abitazione da un 16enne di origini tunisine a lui affidato
dalla casa famiglia presso la quale prestava saltuariamente servizio.
Rispondi al messaggio