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09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

lun feb 04, 2008 9:10 pm

Volevo segnale questo appuntamento che mi sembra interessante

Sabato 9 febbraio 2008 ore 17,30
Presentazione del libro
IL COLIBRI’
di Emanuela Rullo

da Masà
Via Carmine Barone 1/c
angolo corso Vittorio Emanuele
di fronte alla villa comunale


Interverranno:

La prof.ssa Marina Sellitto, il prof. Edoardo Spagnuolo,
il segretario nazionale Comitati Due Sicilie Fiore Marro, l'autrice Emanuela Rullo
Conduce la serata:
La giornalista Antonella Russoniello


Recensioni

Nando Dicè
Quando un uomo si trova in estrema difficoltà, quello è il momento in cui cerca davvero se stesso. Ma cosa succede quando al posto di “un uomo” è un intero popolo ad essere in “estrema difficoltà”? Ecco cos’è “Il colibrì”. La risposta che il nostro popolo cerca per uscire dalle difficoltà ed è questa: non ci sono altre risposte se non trovare noi stessi.

Marina Salvatore
Lessi tutto d'un fiato, accucciata nel letto, quei pensieri, quelle invocazioni, quelle evocazioni che parevano essere sgorgate dalla mia anima. Sì, quelle parole avrei voluto saperle esprimere io, che pure mi diletto di belle lettere e di pucundrìa. Erano pagine di poesia e bellezza che la troppo mia lunga "napolitudine" lombarda, aveva finito col pietrificare nel cuore ormai ammalato della certezza del non-ritorno al mio nido

Rullo Emanuela

Per amore di una Terra e dei suoi uomini, per la necessità di dire delle cose vere, di esprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una Terra forte e viva, la testimonianza chiara e sincera di una esperienza di vita, come un libro di storia accaduta, un libro di denuncia di un fenomeno, l'emigrazione giovanile meridionale, di cui nessuno parla, come fosse nel corso normale delle cose, e che invece è ormai una valvola di sfogo fuori controllo che svilisce quella Terra e incatena il futuro del suo popolo.

Re: 09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

lun feb 04, 2008 9:14 pm

A questo sito potrete trovare anche una breve presentazione del libro:
http://www.eleaml.org/sud/stampa2s/er_voglio_credere.html

per tutte le altre informazioni potete visitare il sito:
http://www.iocolibri.it

Re: 09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

lun feb 04, 2008 11:44 pm

anordestdiroma ha scritto:Conduce la serata:
La giornalista Antonella Russoniello


... e, per la cronaca, carissima amica del sottoscritto... :)















... mi sa che mi toccherà andarci... :|

Re: 09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

mar feb 05, 2008 9:36 am

Lone ha scritto:... e, per la cronaca, carissima amica del sottoscritto... :)
Direi un dettaglio di scarsissimo interesse... :roll:
Anzi, dirò di più, perchè screditarla in pubblico spiattellando queste sue frequentazioni poco opportune???? :mrgreen:

Re: 09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

mar feb 05, 2008 12:49 pm

Fuoritempo ha scritto: perchè screditarla in pubblico spiattellando queste sue frequentazioni poco opportune???? :mrgreen:


Lei non sarebbe assolutamente d'accordo con te... te lo assicuro... :roll:

... per motivi imperscrutabili mi stima molto... e l'affetto è totalmente ricambiato... :)

Re: 09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

mar feb 05, 2008 1:13 pm

Lone ha scritto:
Fuoritempo ha scritto: perchè screditarla in pubblico spiattellando queste sue frequentazioni poco opportune???? :mrgreen:


Lei non sarebbe assolutamente d'accordo con te... te lo assicuro... :roll:

... per motivi imperscrutabili mi stima molto... e l'affetto è totalmente ricambiato... :)

Contenta lei, contenti tutti. :mrgreen:

Re: 09/02/2008 Presentazione libro "Il colibrì"

ven feb 08, 2008 9:41 pm

Vi riporto una presentazione del libro:

Io voglio credere che Tutto cominciò così

Per amore di una Terra e dei suoi uomini, per la necessità di dire delle cose vere, di esprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una Terra forte e viva, nasce la testimonianza chiara e sincera di una esperienza di vita, un libro di storia accaduta, un libro di denuncia di un fenomeno, l'emigrazione giovanile meridionale, di cui nessuno parla, come fosse nel corso normale delle cose, e che invece è ormai una valvola di sfogo fuori controllo che svilisce questa Terra e incatena il futuro del suo popolo. Questo è Il colibrì, “Un libro che … pur chiamandosi col nome delicato di “Il colibrì”, nasconde la forza del falco, la dignità dell’aquila, la rabbia di un popolo (Nando Dicè)”, un’opera eletta a contenitore di un messaggio di rabbia e di rimpianto, ma anche di amore e di speranza, un’opera per dare corpo e forma al mio sogno e alla mia condanna.

Il mio nome è Rullo Emanuela sono nata ad Avellino nel 1977 e sono un’emigrante, dove emigrante vuol dire che non per mia scelta, ma per motivi estranei alla mia volontà ho stabilito la mia dimora in un luogo che non è la mia Terra e che non è e non sarà mai la mia casa.

Secondo lo Svimez “il Nord calamita i neo laureati del Sud”, ogni anno oltre 100 mila giovani emigrano verso l’Alta terra di lavoro, e oggi si tratta sempre più spesso di personale qualificato, ogni anno oltre 100 mila dei nostri giovani abbandonano il proprio sistema sociale per diventare qualcuno nella “folla solitaria” (D. Riesman).

E le drammatiche conseguenze di questo flusso migratorio incessante e soprattutto inesorabilmente invisibile sono da individuarsi massimamente nella progressiva distruzione della identità del nostro popolo che esautorato della sua forza, incagliato nei luoghi comuni, svilito dalla illegalità, sempre più assuefatto all’ingiustizia sociale, alla disuguaglianza, allo sfruttamento dell’indigenza ha ormai smesso di indignarsi, ha smesso di urlare, ha smesso di lottare, di riconoscersi e di credere in se stesso.

E se tutto dipendesse da noi, se fossero le masse nell’oblio della storia a scrivere il futuro di una Terra. E se la storia, quella vera, non quella che siamo a abituati a leggere sui libri, non fosse fatta di pochi grandi uomini ma di invisibili silenziosi movimenti delle masse, censurati nel vano tentativo di disperderne il potere nell’inconsapevolezza?

A noi meridionali non manca il capitale umano per lo sviluppo del Sud, e non mancano le opportunità, e non manca il coraggio. Il riscatto della nostra Terra non può e non deve considerarsi soltanto un sogno o un’utopia: perché nessuno mai più possa far propria l’arroganza e il disprezzo e dire senza vergogna dinanzi al mondo: “noi non siamo Napoli”, e perché nessuno mai più possa far proprio lo sconforto e la sfiducia e dire col cuore stretto in una morsa di lacrime e rabbia al proprio sangue “va e non ti permettere di tornare. Questa Terra è morta. Qui non cambierà mai nulla!”.

Ebbene Io sono Napoli e non me ne vergogno, e questa Terra non è morta e le cose non cambieranno mai soltanto se noi ci lasciamo convincere che nulla potrà mai cambiare!

Dobbiamo credere in noi stessi e indignarci e vergognarci di appartenere ad un paese, l’ “Italia” che non fa che preoccuparsi sempre più del suo Nord, della sua locomotiva dello sviluppo censurando nell’oblio il capitale umano che riempie e guida quella stessa locomotiva, ignorando il treno sociale del Sud, e asservendo lo sviluppo economico dell’intero “Sistema Paese” all’interesso meschino dei singoli.

E oggi, in uno dei momenti più cupi per la nostra Terra, ove ormai ogni speranza sembra aver ceduto il passo alla rassegnazione, ove tutto sembra perduto e il destino inesorabilmente segnato, a voi che stanchi e disillusi e nauseati volete ormai abbandonare ogni causa chiedo di provare, provare solo ad immaginare che tutto cominciò così, non si sa bene in che luogo, non si sa bene chi o in quale preciso momento, un piccolo gruppo poi sempre più numeroso, che iniziò a contarsi, una nuova speranza, una nuova azione, una storia nuova, per la quale oggi io vi chiedo di lottare, lottare come se foste stupidi, perchè è solo dal suo popolo che potrà partire il riscatto di questa Terra, è solo da noi che potrà muoversi l’ultima rivoluzione e prodursi il cambiamento necessario perché le cose cambino e cambino davvero.

E allora ti aspetto sabato 9 febbraio alle ore 17.30 da Masà ad Avellino, per la presentazione del mio libro, per incontrarci, conoscerci, cominciare a contarci e a crederci.

Rullo Emanuela
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