Sezione dedicata alle discussioni su Passato, Presente e futuro della nostra terra
mar gen 16, 2007 9:45 am
La Valle del Sabato è particolarmente sensibile alla questione ambientale in special modo dopo la notizia della possibile installazione del termovalorizzatore in Irpinia. La preoccupazione cresce, visto che è stata individuata come probabile area di insediamento Pianodardine, già sede del Cdr. Sarà capace quest’area di contenere tanto scempio, causando ulteriori danni a tutti i paesi limitrofi? E' per questo motivo che Pasquale Tirone, Carmine Troncone, Vincenzo Petruzziello, Sabato Polzone e Fabio Grassi rispettivi sindaci dei comuni di Manocalzati, Montefredane, Prata P.U, Pratola e Tufo invitano ad una profonda riflessione gli Enti sovracomunali, i cittadini e chiunque abbia a cuore quel poco di equilibrio ambientale che vige nell'aria. Il loro documento che sarà presentato anche a Palazzo Santa Lucia, detta così:«Apprendiamo dalla stampa dell'opinione del presidente Foglia che sia possibile realizzare un termovalorizzatore in Irpinia. Riteniamo che il suddetto sia una persona accorta e corretta che sa, che può riferire le sue opinioni da Presidente Asi e dunque deduciamo che ha parlato secondo la sua personale opinione in quanto prima di lui, Presidente, deve pronunciarsi per quanto di competenza Regione, Provincia e Cosmari. E cioè, se si parla di provincializzazione dei rifiuti, la Provincia cosa intende fare? E cosa pensano i Presidenti Cosmari, in questo caso ci rivolgiamo al nostro, che fino ad ora sono stati sintesi dello sforzo sulla materia dei Comuni Irpini. Quelle dichiarazioni che leggiamo da qualche quotidiano? - e lievitano i dubbi e gli interrogativi dei quattro sindaci - E cosa ne pensano i colleghi sindaci che devono gestire i loro territori? E come si deciderebbe il luogo? Come si valuterebbe l'impatto ambientale? Prendiamo ad esempio l'area Asi di Pianodardine, qui, purtroppo gli impatti negativi ci sono già. Nessuno dica che si tratti di territori avari verso questi problemi visto che vi insiste sia l'impianto Cdr sia il depuratore, oltre che le numerose fabbriche presenti lungo gran parte del nostro territorio. E vi è di più, compresa la bomba chimica di svariati metri cubi di diossina, di cui non si parla perchè i posti di lavoro sono sacri. Se qualcosa andasse storto, oltre l'evacuazione totale dei territori vicini e di interi paesi, avremo distrutto il completo nucleo industriale, il cuore del Docg del Fiano, e buona parte dei territori del Greco e del Taurasi. Bell'affare se succedesse, altro che qualche posto di lavoro. Ma confidando nei sistemi di sicurezza, resta che la somma fa il totale -. Poi continuano gli interrogativi - Qualcuno, prima di dirci se il termovalorizzatore è possibile, ci dice dove? E non ci dica solo del suo singoli impatto ma quello del sistema complesso dove va ad allocarsi. Ovviamente nessuno fa capire che al termovalorizzatore serve una discarica, per gli inerti tossici che comunque produce. Ebbene dove la si metterà? Nessuno fa capire che l'inceneritore per rientrare nei costi, deve avere una necessaria capacità industriale e che la nostra Provincia non produrrà mai da sola una quantità di rifiuti sufficiente ad un autonomo funzionamento, a meno che, e non basta neppure, non si dica pure addio alla raccolta differenziata e a tanti bei propositi in tema di riciclaggio e sviluppo sostenibile. Tuttavia non è un no al termovalorizzatore in quanto tale, e nessuno la veda così. E' la chiarezza che chiediamo, la comunicazione e l'informazione necessaria ad un democratico e corretto processo decisionale. Di papocchi sulla spazzatura ne abbiamo visti troppi e li abbiamo pagati tutti noi. Esiste un piano regionale per la gestione dei rifiuti? Che fine ha fatto? - si chiedono i sindaci del sabato attraverso il documento - La Provincia ne vuole emettere un altro? Lo concorderà con i territori che lo compongono? E il Presidente del nostro Cosmari cosa ne pensa sul serio? Non ci dice più che ci servono impianti di compostaggio e di lavorazione dei monomateriali e meno un termovalorizzatore? E il suo modello di differenziata spinta che fine fa? E perchè non convoca i rappresentanti dei territori e chiede il nostro orientamento? Insomma vorremmo semplicemente che qualcuno, con pieno titolo, ci dica che sistema perseguiamo e perchè con quali vantaggi e rischi, per quale scopo. Noi affermiamo che oltre al numero di termovalorizzatori previsti dal piano regionale, non ne servirebbero altri e che per risolvere il problema delle ecoballe semplicemente se ne devono fare di meno, passando ad un serio circuito della differenziata spinta su tutti i comuni e con tutti gli impianti necessari, anche reperendo le risorse applicando le sanzioni ai Comuni inadempienti in merito alle ordinanze emesse».
mar gen 16, 2007 12:55 pm
è una scelta obbligata, stiamo solo rimandando.
mar gen 16, 2007 1:31 pm
Lone ha scritto:Sono favorevolissimo.
anche perchè creerebbe nuovi posti di lavoro, ma evidentemente qualcuno vuole ancora ballare sulla munnezza.
mar gen 16, 2007 1:31 pm
Lone ha scritto:Sono favorevolissimo.
anche perchè creerebbe nuovi posti di lavoro, ma evidentemente qualcuno vuole ancora ballare sulla munnezza.
mer gen 17, 2007 9:49 am
la munnezza è un business tropo grande x mandarlo in fumo cosi...la camorra ha un giro d'affari enorme e le discriche fanno comodo anke x altre cose
sab gen 27, 2007 2:19 am
termovalorizzatore un paio di palle se non parte la differenziata.