Juta a Montevergine: è il giorno della Veglia
Si è aperta nel segno del gemellaggio con il comune di Giffoni la nona edizione della juta a Montevergine, promossa dal Comune di Ospedaletto con il patrocinio della parrocchia SS. Filippo e Giacomo, la pro loco, le associazioni e i comitati religiosi locali, la Regione, la Provincia, l’Ente Provinciale del Turismo, la Comunità Montana. Ad unire le due comunità il culto della Madonna di Montevergine. Nella chiesa madre di Ospedaletto si sono confrontati il sindaco Luigi Marciano, padre Giosuè Santoro e Alfonso Fortunato, cultori della tradizione religiosa di Giffoni Valle Piana, Fulvio Sellitto, autore del volume “Un paese si racconta. Ospedaletto: mito, riti e umanità” e Luigi Renna, studioso della tradizione religiosa locale. Ha concluso i lavori monsignor Vittorio Guerrillo.
E’ stata l’occasione per un interessante confronto tra tradizioni religiose e culturali differenti, ciascuna delle quali esprime la propria fede con propri canti e riti, nella convinzione che la devozione a mamma Schiavona rappresenti innanzitutto un elemento unificante, garanzia di forte coesione sociale.
In serata è stato spettacolo al centro storico con le paranze, le tarantelle di Montemarano e la pizzica di Mena Menir che hanno coinvolto in canti e balli i numerosi visitatori.
La giornata di oggi sarà, invece, riservata alla grande veglia, con la sfilata, alle 18, di carri e carrettoni, cavalli e cavalieri per le vie principali del paese, a testimoniare la fede per Mamma Schiavona. Alle 20 proseguirà il viaggio nelle tradizioni popolari con l’esibizione delle paranze dell’area vesuviana, di Giugliano, di Ravello, la paranza o’ Lione, le zampogne di Colliano, il gruppo folk A Vecchiarella, ancora una volta nel segno dei ritmi più cari alla tradizione contadina.
Domani all’alba partirà, invece, il pellegrinaggio per Montevergine, che vedrà riuniti ancora una volta giovani e meno giovani in un rito senza tempo e si concluderà al santuario con l’offerta alla Madonna e la celebrazione della Santa Messa. Quindi sarà festa per le due comunità d’Irpinia e di Giffoni. La giornata proseguirà, alle 16 con la discesa dal Santuario che si trasformerà ancora una volta in una festa al suono di tammorre, zampogne e ciaramelle. La comunità di Giffoni proporrà i propri riti e i propri canti in quello che vuole essere un confronto culturale e religioso tra due terre ugualmente devote a Mamma Schiavona. Ma il percorso nel centro storico sarà anche all’insegna delle mostre di arte e artigianato e delle degustazioni che animeranno il centro storico,ospitate dalle botteghe del borgo.
Alle 18 le due comunità si stringeranno in una celebrazione religiosa nella chiesa madre dei SS. Filippo e Giacomo, seguirà la processione rievocativa del Festone alla Madonna con macchina addobbata a fiori, musiche e fuochi pirotecnici.
Alle 20.30 il viaggio nei ritmi popolari del Sud proseguirà grazie al concerto della Nuova Compagnia di Canto Popolare,
gruppo musicale napoletano nato nel 1970 con il preciso intento di diffondere gli autentici valori della tradizione del popolo campano. Sono stati tra i primi a portare alla ribalta la musica popolare, un tipo di musica fino ad allora considerata minore e venuta alla luce grazie al Maestro Roberto De Simone e ad un gruppo di giovani di talento. Ancora una volta proporranno le loro contaminazioni, la loro voglia di proporre composizioni originali mescolando sonorità tradizionali e note del Mediterraneo.