Ramon Angel ha scritto:Zichichi, Rubbia, Bill Gates e tanti altri.....
In confronto alla politica avellinese sono ZERO!
MA dove si trovano, nel mondo, persone capaci di FOTTERSI DECINE E DECINE DI MILIARDI senza fare UN CAZ.ZO per la città, ma facendo "abberé" che hanno fatto tanto?
Neanche Einstein vagliù...solo ad AVELLINO!
Bisogna anche saper rubare.
Ecco come fà De Luca.
Bisogna accendere i riflettori sul potere, è questa la lezione che ci consegna Joe Marrazzo, un grande giornalista che non guardava in faccia a nessuno". Parola di Vincenzo De Luca, parlamentare ds, a margine delle manifestazioni promosse dall’amministrazione comunale di Nocera Inferiore per ricordarne la memoria a venti anni dalla morte. Proviamo allora ad accendere i riflettori su Salerno, sul sistema di potere consolidatosi nel corso degli ultimi anni, sul ciclo iniziato nel 1993 con l’elezione a sindaco dello stesso Vincenzo De Luca.
In tutti questi anni l’esecutivo comunale di Salerno si è caratterizzato per una feroce contrapposizione a Napoli e a Bassolino. La “campagna” ha come base teorica la lotta al “napolicentrismo” e muove da questo assunto: Salerno è stata, è e sarà sempre penalizzata dalle emergenze napoletane, dunque Salerno può avere un suo spazio esclusivamente in contrapposizione a Napoli, ergo bisogna attaccare Napoli e il campione del suo “rinascimento”, Antonio Bassolino, in ogni occasione. Si arriva al punto di promuovere, nel corso della prima campagna elettorale per la presidenza della Regione, un incontro pubblico con il candidato del Polo Antonio Rastrelli di Alleanza Nazionale. Le colorite dichiarazioni di De Luca contro il governo regionale nel corso di questi anni non si contano, dalla tribuna settimanale di Lira Tv (di proprietà dell’imprenditore Raffaele Budetti che beneficia delle massicce pubblicità delle società partecipate del Comune) De Luca invoca più volte l’intervento della magistratura per i rappresentanti della Regione, scavalcando a destra gli stessi rappresentanti del Polo con dichiarazioni del tipo «A Napoli ci sono persone che fucilerei».
La campagna assume toni ossessivi: secondo De Luca anche le risse che si verificano durante il fine settimana sulle strade della movida salernitana sono attribuibili «… alla presenza ormai stabile in città di comitive di galantuomini provenienti dall’hinterland partenopeo». Nel mirino finisce anche la Cgil, continuamente delegittimata, contro la quale l’amministrazione comunale di Salerno apre uno scontro senza precedenti. Dalla federazione locale e dalla giunta non verrà alcuna dichiarazione di solidarietà nei confronti dell’ex segretario Cgil Fausto Morrone quando il battagliero sindacalista finirà nel mirino dei clan per aver denunciato le infiltrazioni camorristiche nel sistema degli appalti per i lavori della Salerno-Reggio Calabria.
FRITTO MISTO
Il “Sistema Salerno” ha il suo architrave nelle numorese società miste, negli enti partecipati dal Comune di Salerno e nelle aziende municipalizzate. Si tratta di strutture che gestiscono importanti servizi per i cittadini che vanno dall’erogazione idrica alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, dall’elettricità alla manutenzione stradale passando per la produzione del latte. Nei posti chiave di tutte queste società sono stati piazzati nel corso degli anni uomini che fanno riferimento diretto all’onorevole De Luca. La lottizzazione non segue le prescrizioni del manuale Cencelli ma il criterio dell’assoluta e indiscriminata fedeltà al capo, con la totale esclusione del resto del partito. Solo di recente - commentano i bene informati - il sistema è stato aperto ad altri settori della coalizione, in particolare alla Margherita. I risultati sul piano della gestione sono in molti casi disastrosi. A titolo di esempio, basta leggere i bilanci in perdita per milioni di euro di Salerno Pulita, guidata fino a maggio del 2004 dal nocerino Angelo Verrillo, e le rimesse in termini economici che, ad ogni bilancio, il Comune di Salerno deve rifondere. Stesse difficoltà per Salerno Mobilità, società comunale che si occupa di parcheggi, alla cui guida c’è un altro fedelissimo: Franco D’Acunto, ex segretario della federazione Ds di Salerno, recentemente nominato presidente del Cstp (il consorzio che gestisce i trasporti per tutti il territorio provinciale). Grazie alla nomina di D’Acunto il Cstp dovrà caricarsi il costo dei dipendenti in esubero di Salerno Mobilità.
Le società miste sono però un formidabile strumento di consenso, grazie soprattutto alla gestione delle assunzioni. Ufficialmente le partecipate, quando devono aumentare gli organici, fanno gestire le selezioni a delle agenzie di lavoro interinale: ma scorrendo gli elenchi degli assunti spiccano i nomi di una miriade di galoppini elettorali e parecchi figli di importanti notabili salernitani (magistrati e forze di polizia più che altro). Tutte queste persone, evidentemente molto fortunate, vengono assunte a tempo indeterminato dopo i canonici sei mesi di proroga. Oltre ai figli dei vip locali, a quelli dei compagni e dei grandi elettori, nelle partecipate sarebbero stati però assunti anche parenti di esponenti della camorra salernitana (sarebbe il caso del clan D’Agostino, la stessa cosca responsabile dell’attentato ai danni dell’ex assessora ai servizi sociali del comune di Salerno Rosa Masullo, di cui ha parlato la Voce nel numero di luglio-agosto). Di recente settori della stessa maggioranza che sostiene il sindaco Mario De Biase al Comune hanno denunciato la gestione clientelare delle società miste del Comune con particolare riguardo alle assunzioni.
IL PARTITO AZIENDA
Il sistema delle società non serve solo in occasione delle campagne elettorali: può risultare molto utile nella battaglia interna al partito, come è accaduto qualche anno fa alla vigilia del congresso di Pesaro, quando la direzione provinciale dei Ds era costituita per più del 50 per cento da membri delle società miste. Un vero e proprio partito azienda, organizzatissimo, efficiente e ben finanziato. Basti pensare che i “compagni” divenuti manager pubblici e coloro che percepiscono stipendi dalle aziende, dai consorzi e dagli enti controllati dal comune di Salerno, si impegnano al momento della assegnazione dell’incarico a versare una quota dei loro guadagni - sotto forma di contributo mensile - all’associazione Sud Europa di cui De Luca è presidente onorario. Il 29 agosto del 2001, durante gli ultimi giorni utili per il tesseramento in occasione del congresso che vide contrapposte le mozioni Fassino e Berlinguer, gli uomini di De Luca chiesero di acquistare in un sol colpo 600 tessere e pagarono la somma di 16 milioni di lire in contanti. L’episodio, che non ha precedenti nella storia dell’ex Pci, darà luogo alla sospensione del tesseramento e ad un’interminabile serie di ricorsi ai vari organi di garanzia del partito, facendo balzare il caso Salerno agli onori delle cronache nazionali come esempio della degenerazione del partito. La federazione di Salerno sarà l’unica in Italia a chiudere la fase congressuale dopo più di un anno dal suo inizio con la vittoria contestatissima della mozione Fassino.
DOPPIA MORALE ?
Da allora “la guerra di Enzo” contro Napoli continua. Sono degli ultimi giorni dichiarazioni al vetriolo che prendono spunto dal “caso Petrella” ma che hanno come obiettivo il nemico di sempre: Antonio Bassolino. De Luca tuona rabbioso e sdegnato contro «il mercato dei primari sulla pelle dei cittadini». L’ex sindaco di Salerno, sul tema della sanità, è molto sensibile se non altro per ragioni familiari. La signora De Luca Zampetti, sociologa, lavora infatti presso l’Asl Salerno 1. E’ stata assunta nel 2001, dopo un concorso bandito intorno a ferragosto; un concorso molto contestato, istruito da un dirigente, Antonio Russo, il cui figliolo è stato poi assunto in una delle società miste del Comune di Salerno. Il giovane, Piero Russo, dopo la laurea ha iniziato a fare pratica presso lo studio legale Brancaccio, un team molto importante che si occupa di diritto amministrativo e che ha tra i suoi principali clienti il Comune di Salerno. Inoltre Russo insieme al fratello gestisce una squadra di calcio, la Borgorosso, che a Salerno gode di particolari privilegi. E’ infatti l’unica compagine dilettantistica che ha a disposizione per gli allenamenti il vecchio Stadio Vestuti (mentre le altre formazioni sono costrette ad emigrare oppure a sopportare turni improbabili su altri campi). La squadra gode inoltre del contributo di numerosi sponsor, e può permettersi il lusso di schierare in campo ex calciatori della Salernitana.
La signora De Luca, dal canto suo, è molto impegnata nell’associazionismo. Presidente onorario dell’associazione “La settima onda”, ha ricevuto questa estate sostanziosi contributi dalla Provincia di Salerno e risulta molto ben inserita nei Piani di Zona per le politiche sociali. La dinamica consorte, poi, profonde il suo impegno nell’associazione “D’Una” (di cui è - ancora una volta - presidente onorario), sigla destinataria nel 2003 di uno stanziamento di 240 mila euro da parte del Comune di Salerno per la creazione di un centro per l’occupabilità femminile. Uno stanziamento contestato dal gruppo di associazioni arrivate seconde con un ricorso al Tar. Oltre ad occuparsi di fasce deboli, lady D.L. è impegnata ad inaugurare navi da crociera che partono dal Porto di Salerno ed è la madrina ufficiale delle manifestazioni promosse dall’Autorità Portuale.
Da la voce della campania-Salerno da bere-