gio gen 11, 2007 5:05 pm
mer feb 14, 2007 2:07 am
mer feb 14, 2007 9:50 am
mer feb 14, 2007 6:25 pm
mer feb 14, 2007 6:31 pm
dove sarai... sarò ha scritto:priam tv
gio feb 15, 2007 1:35 pm
io non ne prendo neanche una, voto TELE PICO
gio feb 15, 2007 2:12 pm
gio feb 15, 2007 2:53 pm
Lone ha scritto:In realtà, quella della tv private è una questione che meriterebbe di essere approfondita: un mio conoscente di Calitri sostiene di essere tifoso del Napoli e di sentirsi poco legato all città di Avellino, per il semplice fatto che nel suo paese si prendono solo emittenti napoletane...
... insomma: le tv private potrebbero svolgere un importante ruolo di promozione dell'identità collettiva...
gio feb 15, 2007 3:02 pm
gio feb 15, 2007 3:11 pm
Paolo Benedetti ha scritto:Io voto Telenostra per questioni affettive, però mi chiedo se c'è qualcuno che può riportare una sorta di cronologia dell'avvento di queste emittenti.
Cioè prenderle una per una e riportare ad esempio l'anno esatto in cui sono state create....sarebbe molto interessante!
Ne sapete niente?
gio feb 15, 2007 5:26 pm
Paolo Benedetti ha scritto:Io voto Telenostra per questioni affettive, però mi chiedo se c'è qualcuno che può riportare una sorta di cronologia dell'avvento di queste emittenti.
Cioè prenderle una per una e riportare ad esempio l'anno esatto in cui sono state create....sarebbe molto interessante!
Ne sapete niente?
Retesei è nata il 4 agosto 1981 con il nome di Telecervinara, dall’intraprendenza dell’imprenditore cervinarese Domenico Pallotta nell’allora piccola sede di via Carlo Del Balzo, a Cervinara, con poche ore di trasmissioni giornaliere e con macchinari a dir poco pionieristici ed un’unica frequenza per irradiare la sola Valle Caudina. Nel corso degli anni è andata sempre più crescendo sotto tutti i punti di vista. Già a metà degli anni ‘80 riusciva a irradiare il proprio segnale nelle città di Avellino e Benevento e nelle rispettive province. Nel 1986 l’editore Domenico Pallotta decise di cambiare il nome dell’emittente in Retesei, in quanto ormai era diventata un’emittente interprovinciale. Con il cambio di denominazione arrivò anche il trasferimento nella nuova sede, a pochi metri dalla sede storica. Il tutto permise di migliorare la programmazione e di raggiungere maggiori consensi.
A pochi mesi dal nuovo millennio arriva anche la trasformazione societaria. Retesei diventa Pallotta Group s.r.l. con capitale sociale interamente versato e con al timone l’editore storico di Retesei, Domenico Pallotta. Dopo circa 25 anni Retesei può essere considerata la più longeva emittente televisiva della penisola per quanto riguarda la proprietà. Attualmente con sei frequenze ed una ramificata rete di ripetitori dislocati in varie postazioni tra Avellino e Benevento e con tantissimi collaboratori, Retesei può essere considerata uno dei più potenti mezzi informativi e pubblicitari del territorio, con un palinsesto che vanta trasmissioni di successo e cinque edizioni giornaliere del Telegiornale. Retesei è stata la prima emittente a trasmettere in diretta, sin dai primi istanti, la cronaca dell’alluvione che ha colpito il 16 dicembre 1999 la Valle Caudina. Il TG 1 ha poi ritrasmesso in tutta Italia le immagini girate dagli operatori di Retesei. Con il trascorrere degli anni, Retesei, è diventata un punto di riferimento per quanto riguarda l’informazione. varie emittenti nazionali infatti si rivolgono a noi per quanto riguarda le immagini di quanto avviene in provincia di Avellino e Benevento. Dal 25 aprile 2005, si è avuta una nuova svolta, con il trasferimento nei nuovi studi, con apparecchiature per la trasmissione in digitale. La Pallotta Group srl ancora una volta si è dimostrata lungimirante, dotando Retesei delle più sofisticate attrezzature esistenti attualmente sul mercato.
gio feb 15, 2007 5:31 pm
mario barisano
nella tetra galleria di personaggi che popolano avellino&provincia, riluce, e senza ironia, un solo uomo, checché ne pensiate, il suo nome è mario barisano. vera e propria icona pop, guru mediatico, sciamano del tubo catodico, editore televisivo, direttore di telegiornale senza tessera, polemista intransigente, urlatore professionista, anarchico delle convenzioni, fustigatore di pubblici ufficiali, autentico spirito libero, dialettico dialettale, paladino dei più deboli, primo commentatore dell’u.s. avellino, mille&mille volte querelato, ignominiosamente censurato ed altro ancora, tanto da farne un personaggio da romanzo, un romanzo minimo, quanto avellino, si capisce.
la sua storia comincia, circa quarantacinque anni fa, fratello tra fratelli, alla ferrovia, ex periferia degradata&operaia della città. della sua biografia però, non sappiamo molto né interesserebbe, immaginiamo. mario barisano diventa tale, impone il suo nome, o quantomeno lo trasfigura in quel che è, nel momento in cui appare in tv.
e della tv capisce il trucco più subdolo. non è mai importante quello che dici ma come lo dici. ebbene mario barisano, nelle sue lunghe apparizioni televisive, non buca lo schermo, lo sfonda, letteralmente. aspetto dimesso, barba incolta, mai in giacca&cravatta, capelli, un tempo lunghissimi, ora, in ogni caso, arruffati, aria sofferente, inchioda l’obiettivo con sguardi rabbiosi, poi si perde in lunghe pause, in cui si distrae, in cui si gira di lato a chiacchierare con il cameraman, orlando?, riportandone i commenti in video, e soprattutto, urla, deborda, straripa, scantona, sragiona, colla carotide ingrossata, paonazzo, livido, sputtana a destra e a manca, mette all’indice i vizi della città-bene, moderno savonarola, in eloquio farcito di avverbi come certo&probabilmente, di proverbi gergali, vere chicche per i cultori del genere, di perifrasi lunghe, complicate, pure sgrammaticate, ma di una bellezza disarmante.
affibbia soprannomi a mezza città, taluni leggendari: “‘a jatta nera” (ad un giornalista sportivo che pare portasse sfiga alla squadra di basket), “il vescovo-rosso” (ad un dirigente locale degli odiati ds), ed il celeberrimo “pepp’apparatore” (ad un ex presidente dell’avellino calcio, noto per la sua diplomazia). afferma, senza falsa modestia, di essere l’unico giornalista libero della città, direttore nonché proprietario dell’unica televisione libera, orgogliosamente fuori dalle spartizioni politiche. striglia i giornalisti concorrenti, talora semplicemente irridendoli, talaltra deplorando il loro asservimento a questo o a quel partito. sa di esser voce scomoda e congettura oscure trame per la sua eliminazione fisica (ovvero mediatica). si auto-elogia ed auto-incensa. paragona la vicina cittadina di atripalda, in cui pure ha, o aveva, degli interessi commerciali, alla secondigliano di avellino, attaccando personalmente il sindaco, alcuni assessori, una consigliera, in arte nancy, ai limiti della diffamazione, e stupidamente, quest’ultimi se la prendono, querelandolo. come se la prende la questura, ripetutamente bersagliata per l’inefficienza dei suoi uffici, tanto che, a marzo dell’anno scorso, la procura della repubblica chiude prima tivvù (la sua tv non poteva essere che “prima”), pulpito di m.b., come misura precauzionale di inspiegabili procedimenti a carico del proprietario. ennesima riprova di come il potere tema il dissenso e adotti provvedimenti censori, a tutela di un pubblico che ritiene deficiente.
la città è sbigottita ma fino ad un certo punto, abituati ad abbassar la testa. dopo qualche settimana la televisione riapre, una quindicina di posti di lavoro in pericolo hanno la meglio. ma con un vuoto: mario barisano. senza le sue tirate chilometriche ci si sente smarriti, tra la bonarietà di un melillo, la cavillosità di un genzale, lo strusciare di un festa, direttori a metà, in una città da pensiero unico.
solo lo scorso trentun dicembre, nove mesi d’infamia, mario barisano si materializza nel tg di prima tivvù, per annunciare il ritorno, e precisare con la consueta boria, che il duemilacinque è stato, per lui, non per la sua tv, nonostante tutto, un anno fantastico. ha già in mente un programma, in cui finalmente, i suoi nemici potranno riconoscere la “vera cattiveria di mario barisano”, oramai costretto anch’egli, per via della persecuzione subita, a parlare in terza persona.
l’appuntamento con il direttore va in onda il venerdì sera, alle dieci e trenta. la sigla: l’illuminante, je so’ pazzo di pino daniele, contrappunto ironico alla mediocrità degli avversari. ma, e spiace dirlo, è un barisano ferito, che stenta ad ingranare la marcia, insolitamente prudente, tiene a precisare che la trasmissione non è registrata negli studi di prima tivvù, e che avrebbe preferito la presenza di un avvocato, ringrazia gli attestati di solidarietà della sua gente, tratta senza pungere dell’IRM (un incendio ad un capannone di rifiuti tossici, passato per mini disastro ecologico), del PUC (il piano urbanistico della città di avellino su cui ci si scanna amabilmente da settimane) ed infine promette, per la prossima puntata, di ritornare su atripalda, vero e proprio cavallo di battaglia del nostro.
e, nel vederlo tanto tranquillo, rimpiangiamo i tempi che furono, in cui l’affondo finale, in un crescendo impetuoso si chiudeva con il saluto finale di Barisano, che si strappava il microfono da dosso e si alzava di scatto, ancora in video, ancora livido per la contesa del giorno.
ai suoi detrattori diciamo: cosa aggiunge e cosa toglie, la maschera di barisano a questa città, cavriago all’incontrario, dove la dc, variamente declinata, prende il 74%? dove il dibattito politico è talmente inconsistente, tema unico: elefanti&clientele contro tutti?
non difendo quel che dice mario barisano, ma difendo il fatto che lo possa dire (abusata, questa); in tv funzionano i personaggi, il resto è sottofondo. la censura offende la dignità dei telespettatori, prima di tutto, instillando il dubbio che essi siano indifesi nei confronti dell’imbonitore di turno. non è così. il pubblico sa distinguere il grano dal loglio, le bufale dalla verità e spesso preferisce guardare chi spara enormità con fantasia, piuttosto chi predica verità ritrite con pose da intellettuale d’accatto.
insomma, lasciateci mario barisano, autentica voce libera (e immaginifica) in una provincia troppo spesso con la schiena piegata!
gio feb 15, 2007 6:35 pm
ARBATAX1 ha scritto:Lone ha scritto:In realtà, quella della tv private è una questione che meriterebbe di essere approfondita: un mio conoscente di Calitri sostiene di essere tifoso del Napoli e di sentirsi poco legato all città di Avellino, per il semplice fatto che nel suo paese si prendono solo emittenti napoletane...
... insomma: le tv private potrebbero svolgere un importante ruolo di promozione dell'identità collettiva...
si ma sai quanto costa la bassa frequenza?
Parecchie centinaia di migliaia di euro, poi può essere che che a qualche tv irpina quella zona non interessi.
Lo dico perchè comunque ho una piccola esperienza , avendo posseduto una piccola emittente televisiva.
ven feb 16, 2007 12:45 am
ven feb 16, 2007 1:12 am
Lone ha scritto:ARBATAX1 ha scritto:Lone ha scritto:In realtà, quella della tv private è una questione che meriterebbe di essere approfondita: un mio conoscente di Calitri sostiene di essere tifoso del Napoli e di sentirsi poco legato all città di Avellino, per il semplice fatto che nel suo paese si prendono solo emittenti napoletane...
... insomma: le tv private potrebbero svolgere un importante ruolo di promozione dell'identità collettiva...
si ma sai quanto costa la bassa frequenza?
Parecchie centinaia di migliaia di euro, poi può essere che che a qualche tv irpina quella zona non interessi.
Lo dico perchè comunque ho una piccola esperienza , avendo posseduto una piccola emittente televisiva.
Quale emittente?
ven feb 16, 2007 1:17 am
ven feb 16, 2007 2:04 am
ARBATAX1 ha scritto:Lone ha scritto:ARBATAX1 ha scritto:Lone ha scritto:In realtà, quella della tv private è una questione che meriterebbe di essere approfondita: un mio conoscente di Calitri sostiene di essere tifoso del Napoli e di sentirsi poco legato all città di Avellino, per il semplice fatto che nel suo paese si prendono solo emittenti napoletane...
... insomma: le tv private potrebbero svolgere un importante ruolo di promozione dell'identità collettiva...
si ma sai quanto costa la bassa frequenza?
Parecchie centinaia di migliaia di euro, poi può essere che che a qualche tv irpina quella zona non interessi.
Lo dico perchè comunque ho una piccola esperienza , avendo posseduto una piccola emittente televisiva.
Quale emittente?
retenews, l'ex lineastudio.
ven feb 16, 2007 2:06 am
ARBATAX1 ha scritto:Enrì, di chi sono le tv private irpine, lo sai?
Voglio dire a chi appartengono realmente?
ven feb 16, 2007 1:22 pm
Lone ha scritto:ARBATAX1 ha scritto:Enrì, di chi sono le tv private irpine, lo sai?
Voglio dire a chi appartengono realmente?
REALMENTE non saprei... conosco le versioni ufficiali... se puoi dille che m'ha fatto venì a curiosità...
ven feb 16, 2007 1:30 pm