NBA - "Non possiamo perdere Bryant"

Nella prossima estate Kobe Bryant avrà la possibilità di uscire dal contratto con i Lakers e proporsi sul mercato dei free-agent: Jerry Buss, presidente della franchigia, annuncia che la società farà di tutto per trattenerlo
Con la maggior parte delle attenzioni concentrate sull'estate del 2010 - la "Summer of Lebron" - quando saranno sul mercato i rookie del 2003 (James, Wade, Bosh), la situazione del mercato nel prossimo giugno sta passando silenziosamente inosservata. Eppure, l'estate 2009 segnerà il termine dei contratti di Shawn Marion, Allen Iverson, Ron Artest, Rasheed Wallace, Jason Kidd, Andre Miller, Mike Bibby, tutti un-restricted free-agent, mentre, secondo quanto definito dalle rispettive clausole contrattuali, giocatori quali Carlos Boozer, Mehmet Okur, Jermaine O'Neal, Hedo Turkoglu potranno uscire anticipatamente dagli accordi. Ah, nel secondo gruppo segnatevi anche il nome di Kobe Bryant.
Kobe, che quest'anno risucchia circa 21 milioncini dalle casse dei Lakers, ha la possibilità di uscire dal contratto firmato con i gialloviola (fino al 2011) nella prossima estate, lasciando sul piatto i 23 milioni della stagione 2009/2010 e i 24 abbondanti di quella 2010/2011. Jerry Buss, presidente della franchigia, lo stesso che nelle battute iniziali della scorsa stagione si disse disposto a cedere Bryant, in quel periodo scontento, a suo dire, per la limitatezza del supporting-cast (si parla dei mesi precedenti la trade di Gasol), ha affermato, all'interno di una intervista rilasciata al "Los Angeles Times", di non essere spaventato da problemi economici, e che continuerà "a pagare la luxury-tax nei prossimi anni se questo si rivelerà l'ingrediente necessario per portare la squadra al titolo".
"Credo che Bryant abbia finalmente compreso gli sforzi della dirigenza per costruire una squadra di talento intorno a lui - ha continuato il #1 gialloviola - quando gli annunciai telefonicamente la notizia della trade di Gasol mi rispose, estremamente eccitato 'Wow! Adesso sì che possiamo pensare a vincere l'anello!'".
In seguito all'approdo di Josh Childress in Grecia (all'Olympiacos), strappato ad Atlanta dai miliardari fratelli Angelopoulos con una faraonica offerta da oltre 20 milioni di dollari (tasse pagate più villa ad Atene) per tre stagioni, negli ultimi mesi si è parlato molto di fantasmagoriche offerte europee da 40-50, anche 60 milioni a stagione per intaccare l'Olimpo delle stelle NBA. Kobe Bryant, tra il serio e il faceto, ha lasciato intendere che non avrebbe poi disprezzato così tanto una simile offerta proposta da una delle corazzate del Vecchio Continente , ma Jerry Buss vede la posizione dei Lakers decisamente inattaccabile da qualsiasi franchigia d'oltreoceano: "In Europa si giocano meno partite, le arene sono più piccole, i biglietti costano meno e la copertura mediatica è limitata. Certo, ci possono essere squadre pronte a formulare offerte astronomiche, ma non credo sia una seria minaccia per noi".
Bryant potrebbe comunque uscire dal contratto con i Lakers la prossima estate per lucrare su una nuova estensione quinquennale (si parlerebbe di 135 milioni di dollari in 5 stagioni), con una mossa simile a quella messa in atto da Gilbert Arenas nel giugno scorso; Buss si dice pronto a sostenere la spesa: "Non possiamo permetterci di perdere Kobe Bryant".
I Lakers possono invece permettersi di perdere Phil Jackson? Coach Zen ha rinnovato per due anni (23 milioni di dollari) ma anche lui, come Bryant, ha la possibilità di rescindere l'accordo al termine della stagione. Jackson, 63enne, soffre di problemi alle anche (entrambe sostituite con protesi) e il calendario serrato della Western Conference, che propone continui spostamenti per le trasferte ben oltre le città della costa occidentale (da Minnesota ad Oklahoma City, a New Orleans e Memphis, in pieno Mid-west, per intenderci) rischia di diventare eccessivamente faticoso. "Non posso fare altro che decidere di anno in anno - ha spiegato Jackson riguardo al proprio futuro in giallo viola - è l'unica possibilità a mia disposizione in questa situazione".
Se Coach Zen dovesse abbandonare Los Angeles, uno dei possibili candidati alla sua successione potrebbe essere Byron Scott, al momento head-coach di New Orleans. Scott, nato a Inglewood e formatosi alla Morningside High-School (area sud-occidentale di LA), vanta un passato di 11 stagioni ai Lakers (tre anelli vinti), l'ultima nel 1996-97, quando Bryant e Fisher si affacciavano sul mondo NBA nell'anno da rookie. Sondato dalla stampa losangelina, Scott ha fatto politicamente notare come abbia ancora due stagioni di contratto con gli Hornets, lasciando però intendere una folle eccitazione per un'eventuale possibilità di sedere sulla panchina gialloviola: "Beh, se devo essere onesto - ha dichiarato il coach di New Orleans - la cosa mi intriga. Los Angeles è la mia casa, e rimarrà sempre nel mio cuore".