
OT interessante su cui riflettere...
Copio ed incollo parte di un articolo pubblicato sul sito di repubblica di oggi.
Qui c'è tutto:
http://www.repubblica.it/2005/h/rubrich ... anout.html
Tempi moderni.
Il fatto più deprimente (o più scandaloso: dipende dai punti di vista) della settimana scorsa è successo mercoledì, quando Mediaset ha trasmesso in diretta una partita sostanzialmente inutile, Rapid Vienna-Juventus, al posto di una decisiva, Udinese-Barcellona, che oltretutto poteva godere del fascino dei catalani. In pratica, scegliendo tra i due eventi è stata privilegiata un'audience modesta ma certa rispetto all'importanza tecnica e agonistica della partita del Friuli. Una scelta di profitto, non giornalistica. E neanche rispettosa dell'Udinese, che non ha avuto neanche per una volta il privilegio di una diretta in chiaro.
Ora, è vero che Mediaset non è un servizio pubblico, ma è desolante che oramai tutto venga deciso da criteri puramente mercantili. Il calcio italiano è vittima di un sistema impazzito: non avendo risorse sufficienti per sostenersi, le poche che ha le concentra tutte su sole tre squadre, escludendo il resto del movimento e "costringendo" i giovani tifosi (anzi: i giovani telespettatori) a schierarsi con le tre grandi a strisce, e quindi a finanziare sia loro sia le televisioni che le sostengono, creando un flusso di denaro a circolo chiuso.
In pratica, è un vero e proprio cartello a cui riesce ancora a ribellarsi il pubblico da stadio (basta vedere il numero degli spettatori paganti a Roma, a Genova, a Firenze, a Livorno, a Napoli, a Palermo, a Messina, nella Torino granata),
che è però ormai un genere di nicchia, destinato all'estinzione: fra poco avremo generazioni di calciofili che neanche immaginano che una partita la si possa vedere dal vivo, oltre che in tv.
Il fatto più sconsolante riguarda invece i nostri arbitri: quello che teoricamente è il migliore, cioè De Santis, viene ormai sistematicamente escluso dalla partite che contano e tuttavia fa danni anche in Ascoli-Reggina. Il suo delfino, cioè Rosetti, è in crisi nera. Gli altri sbagliano a raffica, da Messina (assurdo che a uno come lui siano state affidate due partitissime in sette giorni) in giù. C'era una volta Collina.
(12 dicembre 2005)