Mariocacciatore ha scritto:
Morire per una partita di pallone è assurdo. Morire per un sasso (o altro) scagliato con violenza al fegato è ancora peggio. Troveranno mai l'assassino? Si perchè d'assasinio si tratta. Speriamo di si! Intanto, al momento dopo i fattacci di Catania l'unico a pagare è stato il gioco del calcio. Sabato, Domenica Lunedì non si è giocato e chissà sino a quando non si giocherà. Una cosa è certa, se durerà ancora la sospensione di tutte le gare, il calcio entrerà in coma, i giornali sportivi inizieranno ad interessarsi di più degli altri sport, molte trasmissioni sul calcio non andranno più in onda contribuendo così a togliere ai "veri" tifosi la goliardia, la critica, l'informazione.
Ragazzi, se non si riprende subito a giocare (semmai a porte chiuse) il calcio potrebbe morire, già su questo Forum s'inizia ad intravedere la sua agonia.
Siete d'accordo?
Chi l'avrebbe mai detto: davo per scontato l'innocuo svolgimento di una partita di pallone ed un incontro domenicale fra amici per discutere di calcio ed altro o semplicemente per il piacere di stare insieme.
Invece è arrivata la tragedia.
Ma ciò che potrebbe sembrare impensabile ad un analisi superficiale è, invece, solo l'inevitabile conseguenza di una situazione di fatto
supinamente accettata da tutti: un Sig. XXX di origini etnee, magari più giovane, più delinquente di mestiere e criminale di quelli nostrani (che fanno in genere, parliamoci chiaramente, i classici galletti 'ncoppa a munnezza), non ha avuto alcuno alcun scrupolo o ritegno morale nel tradurre in una orrenda e spietata violenza fisica l'ordinaria stupidità delle parole e delle minacce a cui ci siamo, forse colpevolmente, abituati.
A furia di rendere "onore ai diffidati" oppure di innnalzare cori contro i celerini "figli di Pu****a" qualcuno si è sentito autorizzato a tradurre in fatti concreti le invettive e le intimidazioni che oramai fanno parte della coreografia quotidiana del nostro amato calcio.
Ci sono le sciarpate, la lettura delle formazioni, le ole, ma anche i cori minacciosi verso polizia (sempre), gli avversari (spesso) o contro il malcapitato di turno sgradito alla curva sovrana e poi sassaiole, lanci di oggetti in campo, bombe carta: il solito quadretto degradante accettato da tutti come l'inevitabile liturgia domenicale pallonara o come il fastidioso prezzo da pagare per assistere ad una partita del tanto amato gioco.
E poi ci sono alcuni giornalisti che, più di tutti, assecondano e non contraddicono gli ultras delle cui reazioni anche fisiche hanno un timore che forse non sanno e non vogliono vincere.
D'altronde possono massacrare impunemente tutti le altre componenti solo per fare scandalismo: perchè prendersela con la curva che è l'unica che poi ti manda qualcuno sotto casa a chiedere conto.
Anzi in certi casi bisogna fare proprie negli articoli "...le giuste proteste degli ultras...." o "....il sacrosanto diritto di contestare della curva...." al fine di dimostrare improbabili e strani teoremi giornalistici in cui vengano inesorabilmente attaccati tutti coloro che, anche sbagliando, cercano di fare calcio in modo positivo e costruttivo.
Oppure si può esprimere solidarietà a comunicati stampa deliranti mentre da altre parti si organizzano trasmissioni televisivi urlanti in cui si insegna la cultura dell'odio e del sospetto.
Vorrei all'uopo rammentare alcune perle di giornalismo nostrano in cui si è fatto letterale riferimento ad espressioni offensive quale "furfante" o "pinocchio" ostentate dalla curva ora legittimate e giustificate dalla stampa locale complice del gioco al massacro.
Vorrei ricordare (ce ne è bisogno?), inoltre, come sia bastato l'abbaiare sguaiato di qualche ultras locale per far sparire tutte le opinioni contrarie alla curva dai forum calcistici: "è proprio vero che il crimine e la violenza pagano" avrà pensato il nostro.
In tutto questo i calciatori, allenatori e presidenti in genere non gradiscono le pressioni degli esagitati curvaioli ma queste considerazioni se le tengono per sè un pò anche essi per paura di ritorsioni, un pò per il mito della curva sovrana, intoccabile ed infallibile e, soprattutto, perchè in certi casi fa comodo avere gli ultras da scatenare, come cani da guardia, contro questo o quello per mascherare le proprie responsabilità.
Dimenticavo la maggioranza dei tifosi che vanno allo stadio solo per vedere la partita, tifare e godersi lo spettacolo di sport: ormai sono solo "gentaglia" (vero?) che non ha diritto a parlare e se lo fa scattano le ritorsioni e le intimidazioni dei tifosi veri, le milizie curvaiole, sempre pronti a combattere con ogni mezzo contro la polizia, i benpensanti che (appunto) non la pensano come loro ed a fare -quando va bene- degli striscioni e delle uscite offensive, minacciose ed ingiuriose il loro pane quotidiano.
Intanto mentre oggi dovevamo solo commentare una semplice partita di calcio ci siamo trovati ad assistere ad uno strazio senza fine che credevamo fosse estraneo al mondo sognatore ed idealista dello sport.
E siamo ostaggio dei violenti perchè non ci è più concesso andare pacificamente alla partita con gli amici solo per tifare o godersi lo spettacolo e quasi proviamo vergogna del fatto che -in fondo in fondo-domenica vorremmo che il calcio ricominciasse, come se nulla fosse accaduto, per consentirci di esultare per le imprese sportive della squadra del cuore.
Temo, però, che fra demagogia, retorica, incapacità ed autolesionismo di chi dovrebbe fare qualcosa i pochi violenti l'avranno vinta anche a spese dei tanti tifosi, degli sportivi e delle persone per bene.