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Pasquale Casale

mar mar 04, 2008 9:48 pm

Sorry, chi ricorda Pasquale Casale ex giocatore e allenatore dei lupi? Qualcuno sa dirmi qualcosa a riguardo?

Re: Pasquale Casale

mar mar 04, 2008 9:54 pm

non c'è la faccio più..usate la funzione Cerca del forum..

ci sono centinaia di topic che ci hanno fatto due palle così!

con affetto! :ciao:

Re: Pasquale Casale

mar mar 04, 2008 10:04 pm

:hahah: sale e scenne! :clapclap: :clapclap: :clapclap:




:oops: :frusta:

Re: Pasquale Casale

mar mar 04, 2008 11:00 pm

Lupakkiotta84 ha scritto:Sorry, chi ricorda Pasquale Casale ex giocatore e allenatore dei lupi? Qualcuno sa dirmi qualcosa a riguardo?







aeeeeeeeeee oilloco oì... :clapclap:

Re: Pasquale Casale

mar mar 04, 2008 11:27 pm

Pasquale Casale tra presente e futuro


Incontriamo, per i lettori del Corriere dell’Irpinia, Pasquale Casale, giovane allenatore cervinarese con un prestigioso passato da calciatore professionista con Avellino, Napoli, Pisa, Catania, Lucchese e Cagliari. Curriculum impreziosito anche dagli ottimi risultati ottenuti sulle panchine di Ischia, Avellino (1996/97, ndr), Juve Stabia, Atletico Catania e Gela, dove il più delle volte, dovendo subentrare a stagione già compromessa, ha realizzato dei veri e propri miracoli.

- Salve, Mister Casale, il suo ritorno su una panchina professionistica è stato segnato da un successo entusiasmante, ossia la salvezza in serie C1, senza passare dalla roulette russa dei play-out, con il neo promosso Gela Calcio. Dopo questo traguardo conquistato in terra siciliana, quali sono le sue prospettive future?

«Le mie, per adesso, sono prospettive di attesa. Molto probabilmente, se non ci sarà il Gela nel mio futuro, dovrò aspettare qualche chiamata a campionato in corso. Finora circolano i nomi di molti allenatori, anche nuovi, ma non il mio». - Il calcio è scoppiato. Il business del calcio moderno ha stravolto l’essenza dello sport più amato dagli italiani. Lei, mister Casale, che ha anche una pluriennale esperienza nel settore giovanile ed ha vissuto un calcio dal sapore diverso, come vede il calcio del domani? «Ho un’idea tutta mia del calcio di domani. A mio avviso dovrebbe esserci da un lato un calcio prettamente professionistico, dall’altro un settore dedicato ai giovani sul modello americano. Solo in questo modo le risorse destinate al settore giovanile saranno utilizzate al meglio. E’ una proposta forte la mia, ma penso che in quest’ambito gli sport americani sono più avanzati dei nostri. Loro dividono nettamente il mondo dilettante giovanile da quello professionistico, proprio per distribuire meglio e più efficacemente, partendo anche dalla scuola, le risorse economiche. I risultati infatti si vedono, dato che hanno sempre avuto atleti di grande valore. Forse questa sarebbe la strada da seguire, lasciare il professionismo ai club importanti e formare dei settori a parte dove grandi società di settore giovanile possono curare meglio i ragazzi».

- Parliamo dell’Avellino. In passato la società biancoverde usò uno slogan semplice e diretto: “Avellino agli avellinesi”. Lei come tesserato dell’Avellino ha davvero ricoperto tutti i ruoli, da calciatore in serie A ad allenatore in prima squadra e della prestigiosa Primavera, inoltre è irpino e attaccato alla propria terra. E’ mai stato contattato dall’attuale Società per contribuire alla rinascita del calcio targato Avellino?

«La cosa strana è proprio questa. E’ una domanda che mi piace perché a volte sono io a pormela. Spesso sento dire che ad Avellino c’è bisogno di qualcuno che vuole bene a questa maglia, che sia onesto, competente e che sia stato giocatore in passato. Vedo che forse questa politica si adotta in tutti i contesti, ma nel calcio, se si facesse una graduatoria su queste basi, penso che pochissime persone avrebbero delle chance con l’Avellino. Purtroppo, nonostante i requisiti essenziali dovrebbero essere questi e sebbene conosca bene Marco Pugliese, anche per rapporti extra-professionali, stranamente non vengo mai citato. Evidentemente non è questa la strategia della società, perché magari si ricerca un allenatore di grido che possa portare i tifosi allo stadio. Il mio sogno, però, resta sempre quello di vincere sulla panchina dell’Avellino».

- Una parte dell’esigente piazza calcistica avellinese la segue con interesse e la vedrebbe come futuro allenatore della compagine fondata nel 1912. Che rapporto ha con la tifoseria irpina?

«Un ottimo rapporto. Non ci sono mai stati contrasti tra me e la tifoseria quando ho lavorato qui. Ora fa immensamente piacere sapere che una fetta di supporters avellinesi mi rivorrebbe sulla panchina dei lupi. Molto probabilmente si ritrovano con quelli che sono i miei principi, operando cioè con gran correttezza e cercando di fare il meglio dal punto di vista professionale nel rispetto di tutti».

- Ricordiamo un triste episodio, legato alla tragedia che colpì Cervinara nel dicembre 99. Lei all’epoca sedeva sulla panchina della Fidelis Andria e pochi giorni dopo, in terra pugliese, incontrò proprio l’Avellino (2-1 il risultato finale con gol di Spinelli, Pizzulli e Zirafa, ndr). La Curva Sud espose uno striscione “Cervinara risorgi!”. Come ricorda quel difficile momento?

«Ricordo soprattutto che partii di corsa da Andria per venire a prendere i miei figli e portarli con me, anche perché dal di fuori sembrava una cosa molto più grave di quanto in realtà non fosse, nel senso che tutto il paese sembrava invaso dalle acque, ma fortunatamente non fu così. Non furono momenti facili, ma avere la famiglia vicino riuscì a rasserenarmi. Il caso volle che la domenica giocassi proprio contro l’Avellino e quello striscione mi fece sicuramente piacere. Ad ogni modo, non persi la concentrazione e la determinazione, perché per l’Andria si trattava di un match importantissimo, e riuscimmo a fare risultato pieno. Riguardo alla mia esperienza con la Fidelis Andria, mi piace sottolineare, perché purtroppo anche questo lo dimenticano, che dal punto di vista tecnico fu un anno bellissimo. Rivoluzionai quasi totalmente l’organico, puntai su giovani come Santoruvo, Biso e Zaminga e recuperai alcuni giocatori d’esperienza come Biffi. Impostai la squadra per il futuro, ma molto probabilmente i Fuzio (proprietari dell’Andria, ndr) non n’erano a conoscenza perché, nonostante i risultati clamorosi ottenuti con Avellino, Palermo e Ascoli, una battuta d’arresto casalinga mi costò la panchina».

- Per concludere, un giudizio tecnico sulla gestione dello spogliatoio da parte di Colomba e sull’ultima, balorda, stagione del Lupo nel campionato cadetto, dove gli unici ad uscirne a testa alta sono stati gli impagabili tifosi.

«La squadra ad inizio di campionato mi piaceva. C’erano, però, alcuni giocatori che come ruolo l’Avellino non ha ritrovato, come i Docente, gli Allegretti, gli Albino, quest’ultimo tra l’altro non era nemmeno un trequartista. Ho sempre sostenuto che il problema riguardava avere gente come Monticciolo, ma in grado di poter fare un campionato intero. C’era bisogno di una struttura di centrocampo che potesse dare più possibilità in attacco alla squadra. Forse si è cambiato un po’ troppo affrettatamente. Per quanto riguarda Colomba, penso che per valutare il lavoro di un allenatore bisognerebbe conoscere i patti stabiliti in partenza con la società. Se per esempio viene un tecnico ad Avellino dicendo che deve vincere il campionato e non ci riesce, anche se fa tantissimi punti, ha fallito. Se Colomba, quindi, aveva promesso una salvezza sicura, si può valutare non positivamente il suo lavoro. Ma se rientrava negli accordi con la dirigenza tentare una salvezza stentata, passando anche per i play-out, penso che il bilancio non è stato del tutto negativo, anche perché Colomba i punti li ha fatti».

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia
tratto da: http://www.pasqualecasale.it

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 12:25 am

ciao valè bentornato :ciao:

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 12:40 am

Cervinara Clan ha scritto:Pasquale Casale tra presente e futuro


Incontriamo, per i lettori del Corriere dell’Irpinia, Pasquale Casale, giovane allenatore cervinarese con un prestigioso passato da calciatore professionista con Avellino, Napoli, Pisa, Catania, Lucchese e Cagliari. Curriculum impreziosito anche dagli ottimi risultati ottenuti sulle panchine di Ischia, Avellino (1996/97, ndr), Juve Stabia, Atletico Catania e Gela, dove il più delle volte, dovendo subentrare a stagione già compromessa, ha realizzato dei veri e propri miracoli.

- Salve, Mister Casale, il suo ritorno su una panchina professionistica è stato segnato da un successo entusiasmante, ossia la salvezza in serie C1, senza passare dalla roulette russa dei play-out, con il neo promosso Gela Calcio. Dopo questo traguardo conquistato in terra siciliana, quali sono le sue prospettive future?




«Le mie, per adesso, sono prospettive di attesa. Molto probabilmente, se non ci sarà il Gela nel mio futuro, dovrò aspettare qualche chiamata a campionato in corso. Finora circolano i nomi di molti allenatori, anche nuovi, ma non il mio». - Il calcio è scoppiato. Il business del calcio moderno ha stravolto l’essenza dello sport più amato dagli italiani. Lei, mister Casale, che ha anche una pluriennale esperienza nel settore giovanile ed ha vissuto un calcio dal sapore diverso, come vede il calcio del domani? «Ho un’idea tutta mia del calcio di domani. A mio avviso dovrebbe esserci da un lato un calcio prettamente professionistico, dall’altro un settore dedicato ai giovani sul modello americano. Solo in questo modo le risorse destinate al settore giovanile saranno utilizzate al meglio. E’ una proposta forte la mia, ma penso che in quest’ambito gli sport americani sono più avanzati dei nostri. Loro dividono nettamente il mondo dilettante giovanile da quello professionistico, proprio per distribuire meglio e più efficacemente, partendo anche dalla scuola, le risorse economiche. I risultati infatti si vedono, dato che hanno sempre avuto atleti di grande valore. Forse questa sarebbe la strada da seguire, lasciare il professionismo ai club importanti e formare dei settori a parte dove grandi società di settore giovanile possono curare meglio i ragazzi».

- Parliamo dell’Avellino. In passato la società biancoverde usò uno slogan semplice e diretto: “Avellino agli avellinesi”. Lei come tesserato dell’Avellino ha davvero ricoperto tutti i ruoli, da calciatore in serie A ad allenatore in prima squadra e della prestigiosa Primavera, inoltre è irpino e attaccato alla propria terra. E’ mai stato contattato dall’attuale Società per contribuire alla rinascita del calcio targato Avellino?

«La cosa strana è proprio questa. E’ una domanda che mi piace perché a volte sono io a pormela. Spesso sento dire che ad Avellino c’è bisogno di qualcuno che vuole bene a questa maglia, che sia onesto, competente e che sia stato giocatore in passato. Vedo che forse questa politica si adotta in tutti i contesti, ma nel calcio, se si facesse una graduatoria su queste basi, penso che pochissime persone avrebbero delle chance con l’Avellino. Purtroppo, nonostante i requisiti essenziali dovrebbero essere questi e sebbene conosca bene Marco Pugliese, anche per rapporti extra-professionali, stranamente non vengo mai citato. Evidentemente non è questa la strategia della società, perché magari si ricerca un allenatore di grido che possa portare i tifosi allo stadio. Il mio sogno, però, resta sempre quello di vincere sulla panchina dell’Avellino».

- Una parte dell’esigente piazza calcistica avellinese la segue con interesse e la vedrebbe come futuro allenatore della compagine fondata nel 1912. Che rapporto ha con la tifoseria irpina?

«Un ottimo rapporto. Non ci sono mai stati contrasti tra me e la tifoseria quando ho lavorato qui. Ora fa immensamente piacere sapere che una fetta di supporters avellinesi mi rivorrebbe sulla panchina dei lupi. Molto probabilmente si ritrovano con quelli che sono i miei principi, operando cioè con gran correttezza e cercando di fare il meglio dal punto di vista professionale nel rispetto di tutti».

- Ricordiamo un triste episodio, legato alla tragedia che colpì Cervinara nel dicembre 99. Lei all’epoca sedeva sulla panchina della Fidelis Andria e pochi giorni dopo, in terra pugliese, incontrò proprio l’Avellino (2-1 il risultato finale con gol di Spinelli, Pizzulli e Zirafa, ndr). La Curva Sud espose uno striscione “Cervinara risorgi!”. Come ricorda quel difficile momento?

«Ricordo soprattutto che partii di corsa da Andria per venire a prendere i miei figli e portarli con me, anche perché dal di fuori sembrava una cosa molto più grave di quanto in realtà non fosse, nel senso che tutto il paese sembrava invaso dalle acque, ma fortunatamente non fu così. Non furono momenti facili, ma avere la famiglia vicino riuscì a rasserenarmi. Il caso volle che la domenica giocassi proprio contro l’Avellino e quello striscione mi fece sicuramente piacere. Ad ogni modo, non persi la concentrazione e la determinazione, perché per l’Andria si trattava di un match importantissimo, e riuscimmo a fare risultato pieno. Riguardo alla mia esperienza con la Fidelis Andria, mi piace sottolineare, perché purtroppo anche questo lo dimenticano, che dal punto di vista tecnico fu un anno bellissimo. Rivoluzionai quasi totalmente l’organico, puntai su giovani come Santoruvo, Biso e Zaminga e recuperai alcuni giocatori d’esperienza come Biffi. Impostai la squadra per il futuro, ma molto probabilmente i Fuzio (proprietari dell’Andria, ndr) non n’erano a conoscenza perché, nonostante i risultati clamorosi ottenuti con Avellino, Palermo e Ascoli, una battuta d’arresto casalinga mi costò la panchina».

- Per concludere, un giudizio tecnico sulla gestione dello spogliatoio da parte di Colomba e sull’ultima, balorda, stagione del Lupo nel campionato cadetto, dove gli unici ad uscirne a testa alta sono stati gli impagabili tifosi.

«La squadra ad inizio di campionato mi piaceva. C’erano, però, alcuni giocatori che come ruolo l’Avellino non ha ritrovato, come i Docente, gli Allegretti, gli Albino, quest’ultimo tra l’altro non era nemmeno un trequartista. Ho sempre sostenuto che il problema riguardava avere gente come Monticciolo, ma in grado di poter fare un campionato intero. C’era bisogno di una struttura di centrocampo che potesse dare più possibilità in attacco alla squadra. Forse si è cambiato un po’ troppo affrettatamente. Per quanto riguarda Colomba, penso che per valutare il lavoro di un allenatore bisognerebbe conoscere i patti stabiliti in partenza con la società. Se per esempio viene un tecnico ad Avellino dicendo che deve vincere il campionato e non ci riesce, anche se fa tantissimi punti, ha fallito. Se Colomba, quindi, aveva promesso una salvezza sicura, si può valutare non positivamente il suo lavoro. Ma se rientrava negli accordi con la dirigenza tentare una salvezza stentata, passando anche per i play-out, penso che il bilancio non è stato del tutto negativo, anche perché Colomba i punti li ha fatti».

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia
tratto da: http://www.pasqualecasale.it



Un saluto allo zio da brescia ciao da Antonio, e complimenti per l'articolo

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 9:53 am

Grande Valerio! :ciao:

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 9:57 am

ciao Valerioneeeee

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 10:18 am

si mise contro tutti i napoletani a canale 21 prima della finale di ritorno solo perchè disse che eravamo i piu' forti. orgoglio irpino. ti basta

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 12:18 pm

zarrellagomme ha scritto:si mise contro tutti i napoletani a canale 21 prima della finale di ritorno solo perchè disse che eravamo i piu' forti. orgoglio irpino. ti basta


Lo zio e sempre lo zio Forza Lupi

Re: Pasquale Casale

mer mar 05, 2008 12:20 pm

secondo molti sarebbe l'allenatore ideale per l'us avellino

siamo davvero alla frutta :clapclap:

Re: Pasquale Casale

gio mar 06, 2008 4:10 pm

cara lupacchiotta ,se vuoi saperne di piu`su pasquale ,basta che ti sposti di persona a cervinara oppure mettiti in contatto con qualcuno del luogo per ulteriori infomazioni,se posso permettermi di farti un complimento se la foto rispecchia l'originale sei una favola ,forza lupi e successo :great: :angel: :D

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 12:35 pm

irpinodeluso ha scritto:secondo molti sarebbe l'allenatore ideale per l'us avellino

siamo davvero alla frutta :clapclap:




a frutta??? ma io ricess che stammo pure o' cafè...anzi, all'amaro giuliani!!!

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 1:02 pm

CERTO SE CASALE è L'ALLENATOREE IDEALE PER L'AVELLINO,SIAMO DAVVERO MESSI MALE..
perche'??perche' CASALE NON HA UN CURRICULUM ECCEZIONALE,QUANDO LEGGO ELOGI A CASALE E A GALDERISI,PENSO SE AVETE MAI VISTO I CURRICULUM....DAVVERO ROBBA DA METTERSI LE MANI NEI CAPELLI!

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 1:11 pm

Hirpinus WOLF ha scritto:CERTO SE CASALE è L'ALLENATOREE IDEALE PER L'AVELLINO,SIAMO DAVVERO MESSI MALE..
perche'??perche' CASALE NON HA UN CURRICULUM ECCEZIONALE,QUANDO LEGGO ELOGI A CASALE E A GALDERISI,PENSO SE AVETE MAI VISTO I CURRICULUM....DAVVERO ROBBA DA METTERSI LE MANI NEI CAPELLI!



Casale di calcio veramente ne capisce,non ha avuto stessa fortuna di allenatori come Colomba Agostinelli ed etc.Pertanto in questo momento Casale non va bene ,nell'Avellino ci vogliono certezze e non scommesse.

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 1:50 pm

Avellino club salerno ha scritto:
Hirpinus WOLF ha scritto:CERTO SE CASALE è L'ALLENATOREE IDEALE PER L'AVELLINO,SIAMO DAVVERO MESSI MALE..
perche'??perche' CASALE NON HA UN CURRICULUM ECCEZIONALE,QUANDO LEGGO ELOGI A CASALE E A GALDERISI,PENSO SE AVETE MAI VISTO I CURRICULUM....DAVVERO ROBBA DA METTERSI LE MANI NEI CAPELLI!



Casale di calcio veramente ne capisce,non ha avuto stessa fortuna di allenatori come Colomba Agostinelli ed etc.Pertanto in questo momento Casale non va bene ,nell'Avellino ci vogliono certezze e non scommesse.



Fai un giusto paragone. Agostinelli allena in cadetteria eppure ogni anno viene esonerato. Colomba ? E che te lo dico a fare. Ci sono allenatori, vedi Carboni, che hanno fatto male negli ultimi anni eppure allenano puntualmente. Se uno ragiona in questi termini allora il contraddittorio è piacevole e costruttivo. Mi da fastidio, come io magari a qualcuno, il giudizio preconcetto. Molti parlano per sentito dire, molti si rifanno alle antipatie, molti per dare l'impressione che sono aggiornati. Pasquale Casale ha allenato solo in C1 è vero ma ad Avellino ha salvato i lupi da retrocessione certa. Arrivava dalla beretti, quella di Camorani e Moretti, fu chiamato da Sibilia, tutto potete dire del commenda, tranne che non capisce di pallone, in un ambiente sfiduciato, come terzo allenatore ed eppure riusci nell'imrpesa di salvare la squadra e non venne confermato. Questa cadetteria, per chi non lo avesse capito, è una buona serie C1 e non ci vuole un buon allenatore ma un vero allenatore.

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 2:14 pm

Si vabbè è inutile che ci giriamo intorno.
Casale è uno amato dalle tifoserie e mal sopportato sia dalle società sia da quei calciatori mezze puttanelle mezze veline che non servono a niente.
E' uno che riga dritto e fa rigare dritto senza compromessi e soprattutto senza prendere per il c**o nessuno, indipendentemente dal nome e dal curriculum, per questo almeno con questa dirigenza credo che non lo vedremo mai.
Se non fosse per questo le sue squadre almeno per quanto mi riguarda giocano un bel calcio, concreto e soprattutto si salvano sempre. Sarà un caso??

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 3:18 pm

pasquale casale amato dalle tifoserie? come no... vai a chiedere ai nocerini sul loro forum che cosa ne pensano di casale e del suo operato, poi mi fai sapere.


e la nocerina dell'anno scorso, per quanto scarsa, poteva benissimo salvarsi e non finire addirittura in serie D!!! e c'è chi lo vorrebbe ad allenare in B in una situazione difficile come la nostra...vui nun stati buono!!!

Re: Pasquale Casale

ven mar 07, 2008 5:07 pm

Alterati ha scritto:Si vabbè è inutile che ci giriamo intorno.
Casale è uno amato dalle tifoserie e mal sopportato sia dalle società sia da quei calciatori mezze puttanelle mezze veline che non servono a niente.
E' uno che riga dritto e fa rigare dritto senza compromessi e soprattutto senza prendere per il c**o nessuno, indipendentemente dal nome e dal curriculum, per questo almeno con questa dirigenza credo che non lo vedremo mai.
Se non fosse per questo le sue squadre almeno per quanto mi riguarda giocano un bel calcio, concreto e soprattutto si salvano sempre. Sarà un caso??

bravo steve. credo proprio tu abbia ragione.
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