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Ho notato che è gia' stato postato un topic sull'argomento con una sintetica analisi a favore della modifica della nostra Costituzione. L'amministratore quindi mi sapra' perdonare se illustro brevemente, per par condicio, qualche argomentazione invece a favore del NO (ovviamente dopo chudete tanquillamente, come per l'altro messaggio, il topic).
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Referendum i motivi del NO
Sapete che il 25 e 26 giugno saremo chiamati a votare per il Referendum confermativo inerente la modifica di ben 50 articoli della nostra Carta Costituzionale.
Una delle riforme riguardera' in buona sostanza l'introduzione di un premierato assoluto che non trova riscontro negli altri paesi europei ed occidentali. Ci troveremo davanti ad una sorta di "neomonarchia" in cui il governo farà le leggi e chiederà la fiducia al Parlamento che, in caso di voto contrario, potra' essere sciolto senza tanti complimenti dal Premier ( i parlamentari di fatto saranno sottoposti ad un vero e proprio ricatto).
Un'altra riforma riguardera' il Presidente della Repubblica che verra' ridotto praticamente a semplice cerimoniere o notaio (non potra' piu' rimandare alle camere le leggi incostituzionali).
Dulcis in fundo le riforme di marca leghista (vale a dire coloro i quali considerano i meridionali delle bestie africane

) fatte apposta per andare in c**o a tutto il Sud e all'Italia.
La prima: IL SENATO FEDERALE
Un obbrobrio

creato per minare l'unità nazionale e mirante alla rottura dell'universalismo e dell'uguaglianza dei diritti. Trattasi di una pessima modifica del bicameralismo, che introduce elementi di conflittualità e confusione di ruoli fra organi dello Stato.
la seconda: DEVOLUTION (vero capolavoro di Bossi)
Verranno devoluti poteri, oneri e funzioni alle regioni che prima erano di competenza dello Stato.
Tutto questo contribuirà a rendere ancora
più diviso il paese, con la conseguente crescita del divario tra il
benessere economico e sociale del Nord e quello, gia' scalcagnato , del Sud. Spetterà alle regioni occuparsi di alcune materie: sanità (pensate ad un vostro caro , o a voi stessi, quando e se ne avrete, spero di no, bisogno), organizzazione scolastica (scuole allo sbando), ordine pubblico (polizia amministrativa regionale e locale...vale a dire: ancora piu' confusione fra le forze dell'ordine. Tra l'altro gia' mi figuro poi la polizia locale al servizio della malavita nelle realta' piu' sfortunate ).
Va anche detto, a margine, che la Lega Nord (che in questi giorni sta facendo fuoco e fiamme per far passare il "Si") in caso di vittoria al referendum chiedera' anche il cosiddetto "Federalism fiscale" (a quel punto erigiamo direttamente un muro fra Nord e Sud e buona notte ai suonatori).
In poche parole queste riforme non solo introdurranno maggiore confusione ma mineranno , sin nelle fondamenta, l'unita' nazionale.
La nostra vecchia Costituzione fu voluta e pensata da uomini come Alcide De Gasperi, queste riforme del ca**o invece da gentaglia rozza e antimeridionale come Umberto Bossi.
Non desta meraviglia se in questi giorni il nostro vecchio Presidente Ciampi ha comunicato la sua ferma intenzione di votare per il No....cosi' come l'esponente della destra, alla faccia di qualsiasi interesse di schieramento, Alessandra Mussolini.
Riporto la dichiarazione al riguardo del referendum da parte della Mussolini:
http://www.azionesociale.net:8080/index ... &Itemid=53
L’intervista settimanale/Mussolini, Ecco perché diciamo NO alla devolution
Ci stiamo apprestando ad affrontare l’ennesima fatica elettorale: il referendum confermativo sulla devolution. Azione Sociale come si schiera?
“Ho voluto attendere la giornata di oggi (nd.r. lunedì 12 giugno) per concedervi la consueta intervista settimanale proprio per illustrare l posizione assunta dal partito nella Assemblea tenutasi a Roma il 10 giugno scorso. E’ stato un incontro positivo poiché ha permesso a tutti di poter illustrare la posizione del proprio territorio. Alla fine abbiamo sintetizzato un giudizio negativo e, pertanto, la nostra indicazione di voto sarà “no”.”
Quali sono i temi che contestate?
“Riteniamo la attuale riforma una faccia della stessa medaglia che sull’altro lato reca incisa la precedente riforma costituzionale, voluta dalla sinistra nel 2001, nota come “legge Bassanini”, poichè entrambe non costituiscono un solido riferimento per la costruzione di un nuovo ordinamento nazionale. In particolare contestiamo, nel metodo, che la attuale riforma sia una palese contropartita a seguito di un accordo politico e poi l’impianto della riforma è stato costruito al di fuori di un basilare confronto politico-parlamentare con l’allora opposizione, presupposto minimo per un civile confronto democratico di cui necessita ogni rapporto, in particolare quello che prevede una riforma costituzionale. Non è Lorenzago ma il Parlamento la sede del legislatore."
Nel merito?
La revisione dell’art. 117 Cost., che stabilisce le competenze attribuite alle Regioni, prevede siano considerate materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni quelle relative a tutela del lavoro; istruzione; ricerca scientifica e tecnologica a sostegno dell’innovazione per i settori produttivi; alimentazione; previdenza complementare ed integrativa. Spetta invece alle Regioni la potestà legislativa esclusiva, tra l’altro, anche per quanto concerne l’assistenza e l’organizzazione sanitaria nonché l’organizzazione scolastica. E’ prevista inoltre l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa a favore delle Regioni. Da quanto sopra esposto, è evidente il pericolo che insorgano legislazioni differenti tra Regione e Regione nelle questioni più delicate attinenti al lavoro ed in tutte quelle materie che interessano la vita dei cittadini: di fatto, avremmo Regioni di serie A e altre di serie B, considerato che si verificherebbero imposizioni fiscali, trattamenti sociali e prestazioni economiche che interesseranno lavoratori, pensionati e soggetti deboli in maniera diversa tra Regione e Regione. Inoltre, il procedimento legislativo di cui all’art. 70, a seguito dell’istituzione del cosiddetto “Senato delle Regioni”, frena l’iter legislativo e crea contrasti nella approvazione delle leggi per evidenti conflitti di competenza. Infine, più di ogni altro offende la mortificazione del concetto di Patria, ridotto al mero “interesse nazionale”, privandolo quindi di basilari contenuti spirituali e ideali.
Se vincesse il no, quale sarebbe le vostra proposta?
Azione Sociale è consapevole della esigenza di modificare e modernizzare nel rispetto delle italiche tradizioni sociali e culturali la Costituzione repubblicana. Per questo intende farsi promotrice in ogni sede della creazione di una Assemblea Costituente, composta proporzionalmente dai rappresentanti di tutti i partiti e/o movimenti aventi almeno un eletto nel Parlamento europeo e nel Parlamento nazionale, per la edificazione dal basso di un nuovo ordinamento nazionale.