vi va di sentire il parere di un oriundo?
il fenomeno in questione, la "Restrutturazione" c'è ed essite sin da fine '70 nelle sue componenti peculiari.
Comincia negli USA. Chi acquista aziende in crisi con il solo scopo di smantellarle o restrutturarle appunto veniva definito "Free Climbers". Il concetto è questo: molte aziende erano in rosso per via di crisi, stagnazione, inflazione e tutte quelle belle cosine lì (che guarda caso ci sono anche oggi in Italia, il fenomeno è uguale proprio alla radice) e che fanno? emettono sempre più azioni, il che "annaqua" il debito redistribuendolo fra i molti nuovi azionisti. Tra questi nuovi azionisti potrebbe però nascondersi un Free Climber, che acquista acquista, acquista finchè non è in grado di lanciare un'offerta si acquisto per il pacchetto di maggioranza, che in Italia si chiama OPA.
Compra così la sua bella azienda e la riduce al "Core Businnes" ovvero al minimo, al midollo, allo stretto necessario perchè possa continuare a fare affari, businnes. Lascia a casa lavoratori, interi comparti produttici, managers, linee di prodotti o servizi, aziende minori che magari erano state inglobate dalla proprietà precedente... tutto quello che ritiene superfluo. Poi vende. L'azienda, molto meno ingombrante e con un debito a questo punto ridotto al minimo frutta più di quanto non avesse speso a comprarla. Ecco un utile netto per un investitore libero.
Libero anche da scrupoli. Ed è questa la mia opinione. Un po' quel che ha fatto Roger Smith con la General Motors negli anni '80 da amministratore delegato. Ha chiuso tutti gli stabilimenti del Michigan e li ha riaperti in Messico dove gli stipendi costavano un ottavo. Ha presi i risparmi e li ha investiti nel progetto d'armi ad alta tecnologia "Star Wars" propugnato da Ronald Reagan. Ha fatto un mucchio di soldi, lasciando a casa "solo" 50.000 dipendenti.
In questo caso lui non era un free climber ma un interno all'azienda. Perchè molte aziende ricorsero, specie le "Coporation" (multinazionali in gergo no-global italiota)
, a nuovi managers e soprattutto a Imprese di Servizi specializzate proprio in "Restructuring". In totale si ebbero un sacco di licenziati nelle fabbriche e un sacco di nuovi posti in queste nuove realtà. Ad oggi la si studia come la "Rivoluzione Reaganiana" dei Servizi.
Poi uno ne trae la morale che vuole ma oltre ai pro ci sono anche i contro e viceversa.
Io parto dal presupposto che per restrutturare un'azienda ci vogliano dei buoni motivi e non soltanto un lucro imminente, anche perchè se le imprese di servizi fanno nuovi posti di lavoro non saranno mai gli stessi numeri e le stesse persone che escono dalle fabbriche. E si potrebbe anche farci sopra una qualche legge.
E qui correggo Voxpopuli sperando che non si offenda. L'Italia non è un Libero Mercato, è uno Stato di Diritto con Economia Mista (cioè abbiamo sia aziende private che statali), ispirata al Libero Mercato. Vuol dire che valgono di più le leggi e i diritti dei cittadini rispetto ai soldi. E la parte della Costituzione che descrive il sistema non è stata mai messa in dubbio e non lo è tutt'ora, dato che la Riforma Costituzionale non riguarda questo Titolo, ma solo quelli 1 della struttura Istituzionale della Repubblica (Stato, Regioni, Provincie, Comni, Aree Metropolitane) e 2 struttura istituzionale del Governo Centrale (Parlamento, Governo e Presidenza della Repubblica).
Tanto che esistono Sindacati, Associazioni di Consumatoti, Associazioni Commerciali, Industriali, ...............................................................ecc...che contrattano a LIVELLO LEGISLATIVO paghe, tasse, statuti dei lavoratori, diritto commerciale, del lavoro, .............................ecc...
Ben lontani dal Libero Mercato degli Stati Liberali del 1800.
Scusate la logorroicità

ma alcune cose sono noiose e lunghe da spiegare