
AVIARIA, Di Pietro: Ancora nessun allarme ma il rischio c'è
Irpinia - 17 cigni morti in Sicilia, Calabria e Puglia, confermati metà dei casi: si tratta di aviaria. Il virus tanto temuto ha dunque varcato i confini della Penisola facendo salire l’allarme anche nella nostra regione. Ma, almeno per il momento, nessuna nota ufficiale. “Non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Ministero della Salute né da parte della Regione Campania - ha spiegato Salvatore Di Pietro, veterinario, dirigente della Asl Avellino 1 - Almeno per il momento appare prematuro sollevare inutili allarmismi. Certo la potenzialità della diffusione del virus non va sottovalutata ma per ora meglio andarci cauti”. Dunque, al momento la situazione sembra essere sotto controllo. Questo anche grazie ad un ‘sistema di allerta’ che le Aziende Sanitarie hanno adottato da diverso tempo. “Esiste un piano predisposto dalla Regione Campania, una sorta di sistema di allerta, che investe tutte le Asl, le strutture sanitarie ed i distretti presenti sul territorio. Si fa riferimento, in questo caso, alla vera e propria unità di crisi a livello regionale e locale”. Insomma tutto predisposto seguendo il criterio della precauzione: misure di sicurezza efficaci che predispongono l’isolamento dei territori colpiti, compreso il blocco delle esportazioni e delle importazioni delle carni e degli animali, in questo caso i volatili. Ma il rischio di una potenziale diffusione esiste sempre: “Il vero problema - continua - sono i cosiddetti uccelli migratori, in grado di contrarre la malattia e diffonderla attraverso la migrazione stessa. E’ bene specificare, dunque, che l’H5N1(il virus dell’influenza aviaria, ndr), può essere contratto esclusivamente a seguito di contatti diretti con animali infetti o con le loro deiezioni, mentre non c'è alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la cottura”. Dunque la trasmissione potrebbe avvenire soltanto per via respiratoria e non per via digerente, in quanto, almeno finora, nessun caso ha dimostrato la positività del contagio per via alimentare. Precisazioni anche per quanto riguarda i soggetti più esposti alla possibilità di contrazione del virus e per quanto riguarda i sintomi dell’influenza: “Le persone più esposte al rischio - chiarisce - sono coloro che, per attività lavorativa, sono a contatto con animali infetti; persone ‘conviventi’, con animali infetti nel loro ambiente naturale; persone che consumano carni e sangue di animali infetti non cotti e persone che vivono in condizioni igienico sanitarie precarie e che consumano acque contaminate da liquami. Il virus inizialmente provoca i sintomi caratteristici di una comune influenza: febbre al di sopra di 38 gradi, tosse, mal di gola, dolori muscolari, ma rapidamente il quadro clinico si complica con polmonite, e gravi difficoltà respiratorie acute. A volte il quadro clinico è atipico e compaiono rapidamente febbre, diarrea, o anche coma, senza sintomi respiratori”.
La notizia dei cigni morti in Sicilia mi ha scosso... alla fine il virus è arrivato pure in Italia. Spero non arrivi mai il giorno in cui si possa modificare attaccando l'uomo.
