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Per non dimenticare(Foibe)
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MasterLupo
Iscritto il: mer mag 11, 2005 11:29 pm Messaggi: 8451 Località: Benevento
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 Per non dimenticare(Foibe)
Le Foibe
Cita: Probabilmente a molti questa parola non dice nulla, così come Bassovizza sono luoghi sconosciuti ai più, ma quella parola quei luoghi rappresentano una delle pagine più tristi e drammatiche della storia Italiana.Le Foibe ( dal latino fovea che significa fossa);non sono solo voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato,create dall'erosione di corsi d'acqua, che possono raggiungere anche i 200 metri di profondità, ma rappresentano anche delle inguaribili ferite nella memoria e nella coscienza di molti italiani. In quei luoghi dall'8 settembre del 1943 e fino a tutto il 1946, in Istria prima e poi nel territorio di trieste e in gran parte della venezia giulia, i partigiani delle formazioni titine, cui erano in qualche caso aggregate formazioni partigiane italiane, usavano le foibe per eliminare,gettandoveli dentro, i "fascisti italiani, militari o civili che fossero. Ben di rado l'eliminazione fisica e il conseguente infoibamento avveniva mediante una semplice fucilazione.Comunemente, prima di essere gettati nelle fosse, gli uomini e le donne,rastrellati e strappati dalle loro case e condannati senza processo alcuno, erano evirati, stuprati, accecati, torturati. Alcuni furono legati a cadaveri con filo spinato e quindi gettati vivi nei crepacci.Il numero così delle persone sterminate non è mai stato accertato.Nelle foibe furono precipitati civili d'ogni credo e colore politico,colpevoli esclusivamente d'essere italiani. Ma per questi crimininessuna ha mai pagato! Nei libri di storia a scuola non troverete quest'argomento, poichè rappresenta un aspetto scandaloso e sconcertante della intoccabile resistenza.La ragione risiede, ovviamente, nei cinquant'anni del dopoguerra, quando la cultura è stata solo quella dell'antifascismo. In italia per cinquant'anni si è volutamente e vergognosamente taciuto su questi fatti. Si è taciuto sulle liste di proscrizione che i titini portarono con loro quando, nel 1943 e nel 1945, invasero trieste e la venezia giulia; si è taciuto sulle migliaia di persone che scomparirono da quei luoghi deportati nei campi di concentramento di Borovnica, Maribor, Aidussina ed altre località della allora Jugoslavia. In mezzo secolo pochi coraggiosi hanno osato andare controcorrente cercando documenti, testimonianze e prove di quello sterminio dimenticato. I sopravvissuti ed i parenti delle vittime aspettano ancora giustizia.Ma quante furono le vittime delle foibe? nessuno lo saprà mai! Di certo non lo sanno neanche gli esecutori delle stragi. Questi non hanno parlato e non parlano. D'altra parte è, pensabile che in quel clima di furore omicida e di caos ben poco ci si curasse di tenere contabilità delle esecuzioni. Sulla base di vari elementi ( escludendo Basovizza dopo ne parleremo ) si calcola che gli infoibati furono alcune migliaia.Più precisamente, secondo lo studioso triestino Raoul Pupo,il numero degli infoibati può essere calcolato tra i 4 mila e i 5 mila,prendendo come attendibili i libri del sindaco Gianni Bartoli e i dati degli anglo-americani.Alle vittime vanno aggiunti i deportati, anche questi a migliaia nei lagher jugoslavi, dai quali una gran parte non conobbero ritorno. Complessivamente le vittime di quegli anni tragici, soppresse in vario modo da mano slavo-comunista, vengono indicati in 10 mila anche più. Belgrado non ha mai fatto o contestato cifre. Lo stesso Tito però ammise la grande mattanza. In alto abbiamo accennato a Basovizza, ma cos'è? Occorre precisare che questa tristemente famosa voragine non è una Foiba naturale, ma il pozzo di una miniera scavato all'inizio del secolo fino alla profondità di 256 metri, nella speranza di trovarvi il carbone. La speranza andò delusa e l'impresa venne abbandonata. nessuno allora si curò di coprire l'imboccatura e così, nel 1945, il pozzo si trasformò in un grande,orrida tomba. Anche qui i deportati venivano prima catturati poi fatti salire in autocarri della morte questi, con le mani straziate dal filo spinato venivano sospinti a gruppi verso l'orlo dell'abisso. Una scarica di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. Sul fondo chi non trovava morte istantanea dopo un volo di 200 metri, continuava ad agonizzare tra gli spasmi delle ferite e le lacerazione riportate nella caduta tra gli spuntoni di roccia. La maggior parte delle vittime;venivano prima spogliate e seviziate. Per quanto riguarda specificamente le persone fatte precipitare nella foiba di Basovizza, è stato fatto un calcolo inusuale e impressionante. Tenendo presente la profondità;del pozzo prima e dopo la strage, fu rilevata la differenza di una trentina di metri. lo spazio volumetrico - indicato sulla stele al sacrano di Basovizza in 300 metri cubi - conterebbe le salme degli infoibati: oltre duemila vittime! una cifra agghiacciante. Eroi dimenticati Cita: Dal 3 maggio 1945, per tre giorni e tre notti, le truppe del maresciallo Tito, avide di sangue, si scatenarono, con inaudita violenza, contro coloro che, da sempre, avevano dimostrato sentimenti di italianità. A campo di marte, a Cosala, a Tersatto, lungo le banchine del porto, in piazza Oberdan, in viale Italia, i cadaveri s'ammucchiarono e non ebbero sepoltura. Nelle carceri cittadine e negli stanzoni della vecchia questura, nelle scuole di piazza Cambieri, centinaia di imprigionati attendevano di conoscere la propria sorte, senza che nessuno si preoccupasse di coprire le urla degli interrogati negli uffici di Polizia, adibiti a camere di tortura. Altre centinaia di uomini e donne,d'ogni ceto e d'ogni età, svanirono semplicemente nel nulla. Per sempre. Furono i:desaparecidos. Gli avversari da mettere subito a tacere vengono individuati negli autonomisti, cioè coloro che sognano uno stato libero; ai furibondi attacchi di stampa condotti dalla voce del Popolo; si accompagnò una dura persecuzione, che già nella notte fra il 3 e il 4 maggio portò all'uccisione di Matteo Biasich e Giuseppe Sincich, personaggi di primo piano del vecchio movimento zanelliano, già membri della costituente fiumana del 1921.Assieme agli autonomisti, negli stessi giorni e poi ancora nei mesi che verranno, trovarono la morte a fiume anche alcuni esponenti del CLN ed altri membri della resistenza italiana, fra cui il noto antifascista Angelo Adam, mazziniano, reduce dal confino di Ventolene e dal lager nazista di Dachau secondo una linea di condotta che trova riscontro anche a Trieste ed a Gorizia, dove a venir presi di mira dalla Polizia politica jugoslava, sono in particolare gli uomini del Comitato di liberazione nazionale. La scelta appare del tutto conseguente, dal momento che sul piano politico il CLN è un'organizzazione direttamente concorrenziale rispetto a quelle ufficiali, delle quali è ben in grado di contestare l'esclusiva rappresentatività degli antifascisti.Pertanto, per i titini, appare come l'avversario più pericoloso, sia perchè potenzialmente in grado di diventare il punto di riferimento della popolazione di sentimenti italiani, sia in quanto l'eventuale accoglimento delle sue pretese di riconoscimento, quale legittima espressione della resistenza italiana, farebbe cadere uno dei pilastri principali su cui regge l'edificio dei poteri popolari. Ma la furia si scatenò con ferocia nei confronti degli esponenti dell'italianità cittadina. Furono subito uccisi i due senatori di Fiume, Riccardo Gigante e Icillo Bacci, e centinaia di uomini e donne, di ogni ceto e di ogni età, morirono semplicemente per il solo fatto di essere italiani.Oltre cinquecento fiumani furono impiccati, fucilati, strangolati, affogati. Altri incarcerati. Dei deportati non si seppe più nulla.Cercarono subito gli ex legionari dannunziani, gli irredentisti della prima guerra mondiale, i mutilati, gli ufficiali, i decorati e gli ex combattenti. Adolfo Landriani era il custode del giardino di piazza verdi non era Fiumano, ma era venuto a Fiume con gli arditi e per la sua statura tutti lo chiamavano maresciallino.Lo chiusero in una cella e gli saltarono addosso in quattro o cinque, imponendogli di gridare con loro:viva la jugoslavia!. Lui, pur così piccolo si drizzò sulla punta dei piedi, sollevò la testa in quel mucchio di belve, e urlò con tutto il fiato che aveva in corpo:VIVA L'ITALIA. Lo sollevarono, come un bambolotto di pezza, poi lo sbatterono contro il soffitto, più volte, con selvaggia violenza e lui ogni volta:VIVA L'ITALIA! VIVA L'ITALIA!sempre più fioco, sempre più spento, finchè il grido non divenne un bisbiglio, finchè la bocca piena di sangue non gli si chiuse per sempre. Qualcuno morì più semplicemente. per aver ammainato in piazza Dante la bandiera Jugoslava.Il 16 ottobre del 1945, un ragazzo Giuseppe Librio, diede tutti i suoi diciott'anni, pur di togliere il simbolo di una conquista dolorosa. Lo trovarono il giorno dopo, tra le rovine del molo Stocco, ucciso con diversi colpi di pistola.
A nessuno di questi eroi, semplici e sconosciuti, l'Italia concederà una medaglia alla memoria
E l'amato Sandro Pertini...baciò la sua tomba 
_________________ PUGLIESE NON E' IL MIO PRESIDENTE
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| ven feb 10, 2006 3:29 pm |
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MegaLupo
Iscritto il: gio gen 20, 2005 5:41 pm Messaggi: 10404 Località: Pietrastornina
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BRAVO ALFO' A RIPORTARE QUESTE "BRUTTE CRONACHE" DELLA STORIA D'ITALIA! MOLTI NON LO SANNO PERCHE' I GIOVANI D'OGGI SI PREOCCUPANO SOLO DI VEDERE STUPIDATE COME IL GRANDE FRATELLO O AMICI!
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| ven feb 10, 2006 9:01 pm |
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Lupissimo
Iscritto il: sab gen 08, 2005 10:50 pm Messaggi: 3865 Località: .......UN GRUMO DI PIXEL!!!
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 io l'ho scritto nell'almanacco...
_________________ "...vabuò, tu non ti trucchi pecchè si 'e sinistra! "
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| sab feb 11, 2006 2:52 am |
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