I poliziotti chiederanno i danni
Inviato: mar set 27, 2005 6:47 pm
Martedì 27 Settembre 2005 , da BRESCIA OGGI
I poliziotti di Verona si erano tutelati prima della partita di sabato: avevano già nominato il loro legale, l’avvocato Gianluca D’Amato del foro di Verona.
E con il legale stanno valutando l’opportunità di chiedere il risarcimento dei danni per le lesioni e le contusioni subite sabato pomeriggio nella guerriglia che si è scatenata all’esterno dello stadio e alla stazione di Porta Nuova. Alla fine della battaglia urbana sono finiti in ospedale due funzionari e 16 agenti di polizia. Per le ferite e le contusioni, questo lo spirito dei poliziotti che hanno studiato l’iniziativa che si sta sperimentando solo a Verona, qualcuno deve pagare. I tifosi colpevoli, se vengono individuati e bloccati, oppure, in estrema ipotesi, le società calcistiche. L’esperimento che si sta effettuando a Verona è stato messo a punto a luglio grazie all’impegno del Coisp, sindacato di polizia, che nella città scaligera conta una settantina di associati. A dare il «la» all’esperimento è stata, come spiega il legale D’Amato, una sentenza del Consiglio di Stato del 2003. Prima di tale sentenza, infatti, i poliziotti feriti non potevano chiedere il risarcimento dei danni. Ma adesso è possibile e gli agenti di polizia si sono organizzati. Sabato al loro fianco c’era anche il legale per poter «garantire agli agenti assistenza legale in azione risarcitorie per eventuali lesioni provocate dai tifosi». È lo stesso Coisp che, in linea con il decreto Pisanu per la sicurezza degli stadi, che sposta sempre di più alle società la responsabilità di garantire la sicurezza, che propone che siano le squadre a risarcire in solido le lesioni provocate alle forze dell’ordine dalle azioni scorrette dei tifosi d’appartenenza.
L’avvocato D’Amato incontrerà nei prossimi giorni i poliziotti feriti e verrà stabilito insieme la linea che si vuole seguire. L’avvocato dei poliziotti per ora c’è solo a Verona, ma non è escluso che prossimamente debutti anche su altri campi, essendo il Coisp un sindacato nazionale.
I poliziotti di Verona si erano tutelati prima della partita di sabato: avevano già nominato il loro legale, l’avvocato Gianluca D’Amato del foro di Verona.
E con il legale stanno valutando l’opportunità di chiedere il risarcimento dei danni per le lesioni e le contusioni subite sabato pomeriggio nella guerriglia che si è scatenata all’esterno dello stadio e alla stazione di Porta Nuova. Alla fine della battaglia urbana sono finiti in ospedale due funzionari e 16 agenti di polizia. Per le ferite e le contusioni, questo lo spirito dei poliziotti che hanno studiato l’iniziativa che si sta sperimentando solo a Verona, qualcuno deve pagare. I tifosi colpevoli, se vengono individuati e bloccati, oppure, in estrema ipotesi, le società calcistiche. L’esperimento che si sta effettuando a Verona è stato messo a punto a luglio grazie all’impegno del Coisp, sindacato di polizia, che nella città scaligera conta una settantina di associati. A dare il «la» all’esperimento è stata, come spiega il legale D’Amato, una sentenza del Consiglio di Stato del 2003. Prima di tale sentenza, infatti, i poliziotti feriti non potevano chiedere il risarcimento dei danni. Ma adesso è possibile e gli agenti di polizia si sono organizzati. Sabato al loro fianco c’era anche il legale per poter «garantire agli agenti assistenza legale in azione risarcitorie per eventuali lesioni provocate dai tifosi». È lo stesso Coisp che, in linea con il decreto Pisanu per la sicurezza degli stadi, che sposta sempre di più alle società la responsabilità di garantire la sicurezza, che propone che siano le squadre a risarcire in solido le lesioni provocate alle forze dell’ordine dalle azioni scorrette dei tifosi d’appartenenza.
L’avvocato D’Amato incontrerà nei prossimi giorni i poliziotti feriti e verrà stabilito insieme la linea che si vuole seguire. L’avvocato dei poliziotti per ora c’è solo a Verona, ma non è escluso che prossimamente debutti anche su altri campi, essendo il Coisp un sindacato nazionale.