Eluana è morta
Inviato: lun feb 09, 2009 10:46 pm
ROMA - Eluana Englaro è morta intorno alle 20, nella casa di cura 'La Quiete' di Udine, dove era ricoverata da una settimana. E' stato l'anestesista Amato De Monte a telefonare a Beppino Englaro per comunicare la notizia del decesso di Eluana. Secondo fonti sanitarie, la morte sarebbe sopraggiunta all'improvviso. Immediatamente è stato informato l'anestesista Amato De Monte, che guidava l'equipe che l'assisteva e che, in quel momento non si trovava nella casa di riposo La Quiete. Il medico è stato prelevato a casa da una staffetta della Questura di Udine che l'ha condotto d'urgenza alla casa di riposo dove Eluana è morta.
La situazione della donna sarebbe stata infatti stabile fino al primo pomeriggio, dopodiche' sarebbe avvenuto il repentino peggioramento.
La notizia e' giunta poco dopo l'annuncio della Procuratore Generale di Udine e della Regione Friuli Venezia Giulia che non sarebbero intervenuti non ritenendo, dagli accertamenti disposti nella clinica 'La Quiete', che ci fossero elementi tali da giustificare quell'intervento.
PAPA' BEPPINO, VOGLIO SOLTANTO STARE SOLO
''Si', ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo''. Queste le poche parole, pronunciate fra le lacrime, di Beppino Englaro, il papa' di Eluana.
"Ho fatto tutto da solo, l'ho portata a questo livello e voglio finire da solo". E' quanto ha ha detto Beppino Englaro, parlando al telefono, con voce rotta dall'emozione del drammatico momento. Englaro ha ricordato le parole di Eluana, quando nel pieno della giovinezza diceva che 'la morte fa parte della vita', e ha aggiunto: "non dovete preoccuparvi di me, ora voglio stare solo, non voglio parlare con nessuno. L'unica cosa che chiedo ai veri amici è di non cercarmi. Sono fatto così, chiedo che mi rispettino in questo modo".
VATICANO, CHE IL SIGNORE LI PERDONI
"Che il signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto": è il primo commento del 'ministro della Salute' del Vaticano, card. Javier Lozano Barragan, alla morte di Eluana Englaro.
Se l'intervento umano si fosse rivelato decisivo per la morte di Eluana "continuerei a ritenerlo un delitto". Lo ha sottolineato all'ANSA il presidente della Pastorale per gli operatori sanitari, Cardinal Javier Lozano Barragan.
PROCURA ACQUISISCE CARTELLE CLINICHE
Il procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha acquisito in serata le cartelle cliniche e il certificato di morte di Eluana Englaro. "Domani mattina - ha detto Biancardi - con il medico legale, dottor Carlo Moreschi, e un consulente che ho nominato, deciderò se è il caso o meno di procedere all'autopsia". Due consulenti della Procura di Udine hanno seguito ogni giorno il protocollo unitamente all'equipe medica guidata dal dottor Amato De Monte.
NEUROLOGO GIGLI, AUTOPSIA SUBITO
"Effettuare subito accertamenti analisi tossicologiche e l'autopsia giudiziaria per accertare le vere cause della morte improvvisa di Eluana Englaro". E' quanto chiede il neurologo Gianluigi Gigli dell'università di Udine sottolineando che è necessario il sequestro delle cartelle
cliniche. Gigli, accorso dinnanzi alla clinica La Quiete alla notizia della morte di Eluana Englaro, ha affermato che questa "fine
improvvisa, quando solo stamani gli esperti hanno definito le condizioni della donna stazionarie, desta perplessità. E' necessario fare subito - ha detto - degli accertamenti".
GIA' DA BAMBINA INSOFFERENTE A IMPOSIZIONI
di Marisa Alagia
MILANO - E' sempre stata una ragazza dal caratterino poco malleabile, Eluana, la donna che, nel silenzio del suo stato vegetativo, ha quasi lacerato il sistema istituzionale, messo in crisi i rapporti tra i vertici dello stato, incrinato quelli con il Vaticano, lacerato tutte le coscienze. Ne sanno qualcosa i suoi genitori ai quali, a soli 11 anni, come racconta il padre, aveva detto una volta mentre tentavano di dissuaderla da una sua impresa: "Che cosa c'entrate voi con la mia vita?". Se aveva risposto così al padre e alla madre che l'adoravano chissà come si sarebbe ribellata quando la sua vita è stata invasa in ogni dettaglio ed erano in tanti a voler decidere sulla sua morte. Eluana nasce a Lecco il 25 novembre del 1970. I genitori, papà Beppino e mamma Saturna (chiamata da tutti Sati) vorrebbero chiamarla Etrusca, ma l'ufficiale del comune si oppone. Così optano per Eluana.
E' un nome che non esiste, ma accontenta il desiderio di mamma e papà di rendere unica la loro bambina, doppiando le iniziali E.E. Eluana frequenta l'asilo, le scuole elementari e le medie negli istituti vicini a casa, una palazzina con vista sul lago, dove vivono ancora i genitori. Al momento dell'iscrizione alle superori sorgono i primi problemi. Vuole frequentare una scuola che le garantisca una buona preparazione delle lingue straniere, ma l'unica in città è gestita dalle suore, il liceo linguistico Maria Ausiliatrice di Lecco. Accetta malvolentieri, come racconterà il padre nel suo libro, perché è molto insofferente alle eccessive regole. Comunque frequenta regolarmente i cinque anni e si diploma nel 1989. Alta, bella, magra, mora, i lunghi capelli sulle spalle, è una ragazza piena di voglia di vivere. Veste alla moda, ha molti amici, che la considerano un po' l'animatrice del loro gruppo. Ha un carattere molto forte e deciso, ma la sua esuberanza, nasconde anche una grande riservatezza. Non vuole venga invasa la sua intimità, ha un naturale pudore per tutto ciò che la riguarda. Difficile esca di casa se non si sente perfettamente a posto e a suo agio. Come tutte le donne del resto. Proprio conoscendo questo aspetto del suo carattere il padre si è opposto con tutte le sue forze a mostrare la figlia come era diventata. Terminate le superiori si iscrive alla facoltà di giurisprudenza alla Statale di Milano, ma il percorso di studi non le piace e nel 1991 passa alla Cattolica, facoltà di Lingua e Letteratura Straniere. Tra i corsi di studi Inglese e Tedesco.
Non ha molto tempo per frequentare. Tre mesi dopo l'iscrizione, l'incidente, il 18 gennaio del 1992, quando la sua auto, una Bmw, sbanda sull'asfalto ghiacciato e sfonda un muro. Riporta una trauma cranio-encefalico con lesione dei tessuti cerebrali corticali e subcorticali. Entra in stato di coma profondo, quindi in quello di stato vegetativo permanente con tetraparesi spastica e perdita di ogni facoltà psichica superiore, e di ogni funzione percettiva e cognitiva.
Eluana passa da un ospedale all'altro. Per qualche tempo rimane ricoverata a Sondrio, in un reparto speciale dove vengono praticate terapie per risvegliare i pazienti in coma. Le amiche più care la vanno a trovare e le fanno ascoltare le canzoni di Claudio Baglioni, il suo cantante preferito. Nel 1995 viene trasferita a Lecco, nella clinica beato Luigi Talamoni, gestita dalle suore Misercordine. In un letto al secondo piano della casa di cura resta fino a lunedì notte della scorsa settimana, il 2 febbraio, quando viene portata a Udine. Aveva 21 anni quando i suoi sogni si sono spezzati nell'incidente. Ne aveva 38 quando è morta. Diciassette li ha passati addormentata in un letto di ospedale
La situazione della donna sarebbe stata infatti stabile fino al primo pomeriggio, dopodiche' sarebbe avvenuto il repentino peggioramento.
La notizia e' giunta poco dopo l'annuncio della Procuratore Generale di Udine e della Regione Friuli Venezia Giulia che non sarebbero intervenuti non ritenendo, dagli accertamenti disposti nella clinica 'La Quiete', che ci fossero elementi tali da giustificare quell'intervento.
PAPA' BEPPINO, VOGLIO SOLTANTO STARE SOLO
''Si', ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo''. Queste le poche parole, pronunciate fra le lacrime, di Beppino Englaro, il papa' di Eluana.
"Ho fatto tutto da solo, l'ho portata a questo livello e voglio finire da solo". E' quanto ha ha detto Beppino Englaro, parlando al telefono, con voce rotta dall'emozione del drammatico momento. Englaro ha ricordato le parole di Eluana, quando nel pieno della giovinezza diceva che 'la morte fa parte della vita', e ha aggiunto: "non dovete preoccuparvi di me, ora voglio stare solo, non voglio parlare con nessuno. L'unica cosa che chiedo ai veri amici è di non cercarmi. Sono fatto così, chiedo che mi rispettino in questo modo".
VATICANO, CHE IL SIGNORE LI PERDONI
"Che il signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto": è il primo commento del 'ministro della Salute' del Vaticano, card. Javier Lozano Barragan, alla morte di Eluana Englaro.
Se l'intervento umano si fosse rivelato decisivo per la morte di Eluana "continuerei a ritenerlo un delitto". Lo ha sottolineato all'ANSA il presidente della Pastorale per gli operatori sanitari, Cardinal Javier Lozano Barragan.
PROCURA ACQUISISCE CARTELLE CLINICHE
Il procuratore di Udine, Antonio Biancardi, ha acquisito in serata le cartelle cliniche e il certificato di morte di Eluana Englaro. "Domani mattina - ha detto Biancardi - con il medico legale, dottor Carlo Moreschi, e un consulente che ho nominato, deciderò se è il caso o meno di procedere all'autopsia". Due consulenti della Procura di Udine hanno seguito ogni giorno il protocollo unitamente all'equipe medica guidata dal dottor Amato De Monte.
NEUROLOGO GIGLI, AUTOPSIA SUBITO
"Effettuare subito accertamenti analisi tossicologiche e l'autopsia giudiziaria per accertare le vere cause della morte improvvisa di Eluana Englaro". E' quanto chiede il neurologo Gianluigi Gigli dell'università di Udine sottolineando che è necessario il sequestro delle cartelle
cliniche. Gigli, accorso dinnanzi alla clinica La Quiete alla notizia della morte di Eluana Englaro, ha affermato che questa "fine
improvvisa, quando solo stamani gli esperti hanno definito le condizioni della donna stazionarie, desta perplessità. E' necessario fare subito - ha detto - degli accertamenti".
GIA' DA BAMBINA INSOFFERENTE A IMPOSIZIONI
di Marisa Alagia
MILANO - E' sempre stata una ragazza dal caratterino poco malleabile, Eluana, la donna che, nel silenzio del suo stato vegetativo, ha quasi lacerato il sistema istituzionale, messo in crisi i rapporti tra i vertici dello stato, incrinato quelli con il Vaticano, lacerato tutte le coscienze. Ne sanno qualcosa i suoi genitori ai quali, a soli 11 anni, come racconta il padre, aveva detto una volta mentre tentavano di dissuaderla da una sua impresa: "Che cosa c'entrate voi con la mia vita?". Se aveva risposto così al padre e alla madre che l'adoravano chissà come si sarebbe ribellata quando la sua vita è stata invasa in ogni dettaglio ed erano in tanti a voler decidere sulla sua morte. Eluana nasce a Lecco il 25 novembre del 1970. I genitori, papà Beppino e mamma Saturna (chiamata da tutti Sati) vorrebbero chiamarla Etrusca, ma l'ufficiale del comune si oppone. Così optano per Eluana.
E' un nome che non esiste, ma accontenta il desiderio di mamma e papà di rendere unica la loro bambina, doppiando le iniziali E.E. Eluana frequenta l'asilo, le scuole elementari e le medie negli istituti vicini a casa, una palazzina con vista sul lago, dove vivono ancora i genitori. Al momento dell'iscrizione alle superori sorgono i primi problemi. Vuole frequentare una scuola che le garantisca una buona preparazione delle lingue straniere, ma l'unica in città è gestita dalle suore, il liceo linguistico Maria Ausiliatrice di Lecco. Accetta malvolentieri, come racconterà il padre nel suo libro, perché è molto insofferente alle eccessive regole. Comunque frequenta regolarmente i cinque anni e si diploma nel 1989. Alta, bella, magra, mora, i lunghi capelli sulle spalle, è una ragazza piena di voglia di vivere. Veste alla moda, ha molti amici, che la considerano un po' l'animatrice del loro gruppo. Ha un carattere molto forte e deciso, ma la sua esuberanza, nasconde anche una grande riservatezza. Non vuole venga invasa la sua intimità, ha un naturale pudore per tutto ciò che la riguarda. Difficile esca di casa se non si sente perfettamente a posto e a suo agio. Come tutte le donne del resto. Proprio conoscendo questo aspetto del suo carattere il padre si è opposto con tutte le sue forze a mostrare la figlia come era diventata. Terminate le superiori si iscrive alla facoltà di giurisprudenza alla Statale di Milano, ma il percorso di studi non le piace e nel 1991 passa alla Cattolica, facoltà di Lingua e Letteratura Straniere. Tra i corsi di studi Inglese e Tedesco.
Non ha molto tempo per frequentare. Tre mesi dopo l'iscrizione, l'incidente, il 18 gennaio del 1992, quando la sua auto, una Bmw, sbanda sull'asfalto ghiacciato e sfonda un muro. Riporta una trauma cranio-encefalico con lesione dei tessuti cerebrali corticali e subcorticali. Entra in stato di coma profondo, quindi in quello di stato vegetativo permanente con tetraparesi spastica e perdita di ogni facoltà psichica superiore, e di ogni funzione percettiva e cognitiva.
Eluana passa da un ospedale all'altro. Per qualche tempo rimane ricoverata a Sondrio, in un reparto speciale dove vengono praticate terapie per risvegliare i pazienti in coma. Le amiche più care la vanno a trovare e le fanno ascoltare le canzoni di Claudio Baglioni, il suo cantante preferito. Nel 1995 viene trasferita a Lecco, nella clinica beato Luigi Talamoni, gestita dalle suore Misercordine. In un letto al secondo piano della casa di cura resta fino a lunedì notte della scorsa settimana, il 2 febbraio, quando viene portata a Udine. Aveva 21 anni quando i suoi sogni si sono spezzati nell'incidente. Ne aveva 38 quando è morta. Diciassette li ha passati addormentata in un letto di ospedale

QUOTO
