Sezione dedicata ad argomenti extracalcistici. Area OFF-Topics Attenzione: quì non si parla di politica!
dom feb 03, 2008 10:53 am
Raccogliamo qui le migliori su Mengolo!
dom feb 03, 2008 10:54 am
..è l'ottavo nano!
dom feb 03, 2008 10:57 am
Riportate da altri topic:
1) ma se il giudice federale squalifica "Mengolo", sabato prossimo invece "Mengoni" potrà giocare?
2) Si, speriamo che squalifica Paolo Mengoli, giocatore della nazionale cantanti !!!!
3) Sembra che dopo 90° minuto Pugliese abbia chiamato Lucchesi per sapere chi aveva autorizzato l'acquisto di questo Mengolo all'insaputa della presidenza!
Ultima modifica di
conodombra il dom feb 03, 2008 11:45 am, modificato 1 volta in totale.
dom feb 03, 2008 11:01 am
Bologna 1299. All’inizio aveva negato: Mengolo Ugolini, lavorante, accusato di furto di 30 lire e di quattro rotoli di seta dalla bottega dei fratelli Belletti, dove prestava servizio. Disse di non aver comprato seta in quel mese e di non tenere seta in casa sua. Ma quando il giudice gli mostrò i quattro rotoli di seta avvolti nella carta bombacina che aveva nascosto sotto il suo letto, Mengolo inizia a parlare: sì, gliel’aveva data un certo Pedecolo, comparso all’improvviso, la mattina all’alba: «Tienili finché non ritorno» gli avveva detto e poi se n’era andato senza altre spiegazioni. La storia non regge. Il giudice lo fa torturare e ottiene una confessione piena su tutti i furti perpetrati dalla banda, formata da Mengolo, da questo Pedecolo, e da un certo Sandrolo Pare: tutti e tre avevano organizzato il furto, mandando dentro la bottega Mengo, che conosceva il posto e aveva visto il padrone nascondere la seta e i soldi, gli altri due a fare da palo. I due complici poi erano scomparsi, Mengolo invece fu catturato. Un processo veloce, severo, senza sbavature. Il giudice Vietto aveva lavorato bene su un reato evidentemente intollerabile in una città mercantile come Bologna: apre il processo per via inquisitoria, senza aspettare l’accusa formale della vittima, sente i testimoni informati del fatto, fa arrestare il sospetto, ordina una perquisizione accurata nella sua casa e, sulla base dei risultati raccolti, interroga il reo. Il passo successivo non è così scontato: visti gli indizi pesanti contro di lui e la sua fama pessima presso i vicini - uno riferì che Mengo «era un cantante di strada, che gira molto di notte, che non si comporta come un buon uomo»; un altro che «è conosciuto pubblicamente come ladro abitudinario» - il giudice lo mette sotto tortura. Contrariamente a quanto siamo abituati a pensare, la tortura è usata pochissimo nelle città medievali italiane, dove vigeva una diffusa diffidenza verso uno strumento coercitivo così infamante, che non si poteva applicare ai cittadini normali senza un esplicito consenso delle autorità politiche. Ma in questo caso il povero Mengolo era un emarginato, un lavorante di basso rango, malfamato e di fatto escluso dai normali canali di protezione della giustizia cittadina.
dom feb 03, 2008 11:37 am
dom feb 03, 2008 9:59 pm
e se fosse...........................

L’esempio della Chiesa italiana. Era invece direttore d'ufficio diocesano ed in particolare coordinatore dell'educazione cattolica nella realtà di Ebolowa - Kribi (in Camerun)
don Emmanuel Mengolo che, a proposito della sua età, ci risponde così e ci sorprende: «Ho 46 anni come uomo e 16 di sacerdozio e... di fedeltà». Non nasconde per nulla le difficoltà che derivano dallo studio intenso ma anche dal repentino e radicale cambiamento che la sua vita ha avuto in questi mesi: «E' come ricominciare la vita di studente a cui non eri più abituato ed è come... andare a piedi dopo che ti eri abituato ad andare in macchina, magari con l'autista! Ricominciare richiede parecchia fatica». Ha parole chiare e forti per descrivere la comunità ecclesiale nostrana e l'analisi è lucidissima quando gli si chiede un confronto con la sua realtà di provenienza: «Per l'Africa l'Italia rimane il cuore del cattolicesimo, un punto di riferimento e sostegno per tutta la Chiesa e da cui trarre un'ispirazione autentica. Ho una buona impressione della vostra Chiesa: è ben radicata, ci sono tante belle chiese che, con la loro architettura, riflettono e insegnano il magistero del cattolicesimo. E poi la solarità delle celebrazioni a San Marco: quando il Patriarca celebra in cattedrale sembra che Dio discenda dal cielo! Certo, c'è il fenomeno della modernità che tocca tutti e con cui bisogna fare i conti ed inoltre ho l'impressione che da voi ci siano molti anziani e pochi giovani...».
Ma è soprattutto nelle liturgie che le differenze tra le chiese si sentono e si vedono. Racconta tra il serio e il divertito: «Ogni chiesa vibra della sua tradizione e del suo ambiente. E in Africa, ad esempio, non fa mai così freddo come qui: forse è per questo che da noi si può provare veramente il calore della liturgia. Da noi la gente canta contenta. E quando canta gloria è veramente gloria, quando canta l'alleluia si sente che è veramente alleluia! Ma è normale... Qui fa freddo e c'è meno spontaneità, è il contesto culturale europeo».
è 1 prete!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ps: ce ne sn d signori Mengolo in giro...........
dom feb 03, 2008 11:35 pm
lun feb 04, 2008 3:17 pm
lupo esiliato ha scritto:..è l'ottavo nano!
lun feb 04, 2008 10:44 pm
Sì, ma chi l'ha chiamato mengolo deve essere proprio un mongolo.
lun feb 04, 2008 11:02 pm
LupoCaprese ha scritto:Sì, ma chi l'ha chiamato mengolo deve essere proprio un mongolo.
Probabilmente è stato ingannato dal nome del portiere mantovano, Pegolo, Pargolo, Pisolo o qualcosa del genere.
lun feb 04, 2008 11:06 pm
Che giornalisti che ci stanno!!!
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