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| Vinicio Capossela: il prossimo album dedicato alla mia terra https://forum.forzavellino.net/viewtopic.php?f=13&t=10252 |
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| Autore: | poggiorealeforever [ lun lug 24, 2006 11:15 am ] |
| Oggetto del messaggio: | Vinicio Capossela: il prossimo album dedicato alla mia terra |
Nuovo album: Anticipazioni su LE CANZONI DELLA CUPA Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, Vinicio Capossela ha anticipato i temi del suo nuovo album. “Il mio prossimo lavoro sarà nella terra delle mie origini, la valle dell’Ofanto”, ha spiegato Capossela. “Si chiamerà ‘Il disco della Cupa”, saranno canzoni buie, agresti e selvatiche. Di volpi, di lune e di sortilegi”. GRANDE VINICIO !!!!!
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| Autore: | ARBATAX1 [ lun lug 24, 2006 11:18 am ] |
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si grande Luis |
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| Autore: | poggiorealeforever [ lun lug 24, 2006 11:24 am ] |
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ARBATAX1 ha scritto: si grande Luis non pazzià: Vinicio Capossela è uno dei più grandi cantanti italiani ed è irpino Nato ad Hannover da madre di Andretta e padre di Calitri. |
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| Autore: | Lone [ lun lug 24, 2006 11:03 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | Re: Vinicio Capossela: il prossimo album dedicato alla mia t |
poggiorealeforever ha scritto: Nuovo album: Anticipazioni su LE CANZONI DELLA CUPA Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, Vinicio Capossela ha anticipato i temi del suo nuovo album. “Il mio prossimo lavoro sarà nella terra delle mie origini, la valle dell’Ofanto”, ha spiegato Capossela. “Si chiamerà ‘Il disco della Cupa”, saranno canzoni buie, agresti e selvatiche. Di volpi, di lune e di sortilegi”. GRANDE VINICIO !!!!! http://www.capossela.altervista.org/cutenews/data/upimages/CAPOS--240x180.jpg |
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| Autore: | orgoglio irpino [ mar lug 25, 2006 5:44 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Grande Vinicio!!!!!!!!!!!!! |
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| Autore: | lupo calitrano [ mer lug 26, 2006 5:03 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
sei un maestro anche per ricordare il tuo paesino calitri GRAZIE VINICIO |
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| Autore: | CarambaAvellinese [ gio lug 27, 2006 6:30 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
mettici pure i lupi pero'!!! |
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| Autore: | orgoglio irpino [ gio lug 27, 2006 7:35 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
La tua terra...amala!!!!!!!!!!!!!! ...e difendila!!!!!!!!!!! ( versi non miei ma dei Sud Sound System) |
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| Autore: | poggiorealeforever [ gio lug 27, 2006 11:24 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
CarambaAvellinese ha scritto: mettici pure i lupi pero'!!! NELL'ULTIMO CONCERTO FATTO AD AVELLINO, VINICIO CHIUSE IL CONCERTO CON QUESTA FRASE: IN BOCCA AL LUPO A TUTTI VOI E SPERIAMO CHE SIANO LUPI PAESANI ! |
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| Autore: | AXEL [ gio ago 10, 2006 1:42 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
QUANDO TORNA DALLE NOSTRE PARTI, E' UN GRANDE |
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| Autore: | poggiorealeforever [ gio ago 10, 2006 3:23 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Speriamo che venga presto nella nostra provincia......intanto vi faccio notare che il nostro Capossela è famoso in tutto il mondo. Basta guardare le date del suo tour: 14 feb 06 AVELLINO - TEATRO CARLO GESUALDO (esaurito) 16 feb 06 GALLIPOLI - TEATRO ITALIA (esaurito) 17 feb 06 BARI - TEATRO TEAM 19 feb 06 CESENA - NUOVO TEATRO CARISPORT 21 feb 06 TERNI - TEATRO VERDI (esaurito) 25 feb 06 FIRENZE - TEATRO VERDI (esaurito) 26 feb 06 FIRENZE - TEATRO VERDI (esaurito) 27 feb 06 BOLOGNA - FELTRINELLI (pres.disco) 09 mar 06 SIENA - AUDITORIUM ESSENZA (esaurito) 12 mar 06 TRENTO - AUDITORIUM 13 mar 06 TORINO - TEATRO COLOSSEO (esaurito) 14 mar 06 TORINO - TEATRO COLOSSEO 16 mar 06 ALESSANDRIA - TEATRO COMUNALE 21 mar 06 NAPOLI - TEATRO AUGUSTEO (esaurito) 25 mar 06 GORIZIA - TEATRO VERDI (esaurito) 29 mar 06 MESTRE - TEATRO TONIOLO (esaurito) 01 apr 06 ALBA ADRIATICA - PALATENDA (esaurito) 04 apr 06 ROMA - AUDITORIUM v.Conciliazione (esaurito) 05 apr 06 ROMA - AUDITORIUM v.Conciliazione (esaurito) 07 apr 06 BOLOGNA - PALADOZZA 10 apr 06 MILANO - TEATRO SMERALDO (esaurito) 11 apr 06 MILANO - TEATRO SMERALDO (esaurito) 12 apr 06 BRESCIA - PALABRESCIA (esaurito) 19 apr 06 CATANIA - METROPOLITAN (esaurito) 21 apr 06 CATANZARO - TEATRO POLITEAMA 22 apr 06 TORINO - SALONE DEL LIBRO 24 apr 06 BRINDISI - TEATRO IMPERO 25 apr 06 SALERNO - TEATRO AUGUSTEO (esaurito) 27 apr 06 MILANO - TEATRO SMERALDO (esaurito) 03 mag 06 SAN BENEDETTO - TEATRO CALABRESI (esaurito) 05 mag 06 COMO - TEATRO SOCIALE (esaurito) 06 mag 06 REGGIO EMILIA - TEATRO VALLI (esaurito) 07 mag 06 SENIGALLIA - TEATRO LA FENICE (esaurito) 10 mag 06 VERONA - TEATRO FILARMONICO (esaurito) 12 mag 06 SASSARI - TEATRO VERDI (esaurito) 13 mag 06 PORTO TORRES - TEATRO OLIMPIA (esaurito) 16 mag 06 VENEZIA - GOLDONI (esaurito) 20 mag 06 CHIASSO - TEATRO SOCIALE (esaurito) 21 mag 06 TORINO - PROCOP 23 mag 06 NONANTOLA (MO) - VOX CLUB 25 mag 06 GENOVA - TEATRO CARLO FELICE 27 mag 06 SERMONETA - CASTELLO CAETANI 26 giu 06 SULMONA - ANFITEATRO ROMANO 27 giu 06 POZZUOLI - ANFITEATRO FLAVIO 29 giu 06 CAGLIARI - ANFITEATRO ROMANO 03 lug 06 OSTIA ANTICA - TEATRO ROMANO 06 lug 06 UDINE/CASTELLO - CASTELLO/FOLKEST 07 lug 06 MILANO - CAVE DI PADERNO 12 lug 06 TORINO - COLONIA SONORA 13 lug 06 PISTOIA - PISTOIA BLUES 14 lug 06 MONFORTE - ANFITEATRO ORZOWSKJI 15 lug 06 SOGLIANO AL RUBICONE - PIAZZA MATTEOTTI 18 lug 06 FERENTO - ANFITEATRO ROMANO 19 lug 06 MANTOVA - PALAZZO TE 20 lug 06 SORDEVOL0/BIELLA - ANFITEATRO DI SORDEVOLO 28 lug 06 PALERMO - VERDURA 01 ago 06 CAVALLINO (LE) - CAVE DEL DUCA DI TORREVECCHIA 05 ago 06 LOCOROTONDO - FESTIVAL CANTINA SOCIALE 19 ago 06 CIVITELLA DEL TRONTO - FORTEZZA DI CIVITELLA 20 ago 06 MASSA CARRARA - CAVE DI MASSA CARRARA 21 ago 06 MACERATA - SFERISTERIO 24 ago 06 SIENA - ANFITEATRO 25 ago 06 BENEVENTO - ANFITEATRO ROMANO 27 ago 06 VAL CANALI (TN) DOLOMITI - VILLA WELSPERG 28 ago 06 ORISTANO - THARROS 29 ago 06 S.ANNA ARRESI - PIAZZA DEL NURAGHE 01 set 06 TAORMINA 05 set 06 CASERTA - ANFITEATRO DELL'APERIA DELLA REGGIA 06 set 06 SPELLO - ANFITEATRO VILLA FIDELIA 10 set 06 ROMA - PINCIO - NOTTE BIANCA 11 set 06 VERONA - TEATRO ROMANO 13 ott 06 MADRID - TEATRO ALBENIZ |
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| Autore: | poggiorealeforever [ gio ago 10, 2006 3:26 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Per chi vuole avere notizie ed informazioni vi segnalo questo sito. http://capossela.warnermusic.it/ |
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| Autore: | poggiorealeforever [ gio ago 10, 2006 3:40 pm ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Concerto del 14 ad Avellino: è andata così (da Kataweb) Mercoledì 15 Febbraio 2006 Vinicio Capossela ha scelto Avellino per aprire la tournée del suo ultimo disco, Ovunque proteggi. Lo ha fatto in un giorno particolare per la città irpina che il 14 febbraio, insieme al protettore degli innamorati, festeggia il suo patrono San Modestino. Una scelta non casuale. Come ha spiegato lo stesso Capossela dopo Non trattare e Brucia Troia, il mozzafiato ‘uno-due’ iniziale in pelliccia e corna da minotauro, salutando le oltre milleduecento persone stipate nel teatro Carlo Gesualdo: “Se in bocca al lupo deve essere, che almeno siano lupi paesani”. Siamo a una quarantina di chilometri da Calitri e Andretta, paesi dei suoi genitori, seduti in prima fila in compagnia di parenti, vecchi amici e semplici conoscenti che per un giorno si sentono tutti protagonisti. Insomma, più che il debutto di un tour destinato a riempire i teatri di mezza Italia sembra una festa di paese. Per rendersene conto basta attendere l’irresistibile Dalla parte di Spessoto, il singolo che ha fatto schizzare l’album ai vertici delle classifiche. Sul palco ad accompagnare Vinicio salgono i Buena Vista Postal Club (come li chiama lui “roba da far invidia a Wim Wenders”): al secolo Tuttacreta, Matalena e Rocco Briuolo, tre anziani signori della Banda della Posta di Calitri, rispettivamente alla fisarmonica, al violino e al mandolino. A fare da intermezzo nelle oltre due ore di concerto, una manciata di canzoni suonate al pianoforte davanti a un pubblico paradossalmente quasi ostile, che vorrebbe alzarsi in piedi e battere le mani. E che invece viene tirato giù dalle malinconiche Nel blu, Dove siamo rimasti a terra Nutless, Pena del alma e Lanterne rosse (incantevoli le immagini proiettate dalla compagnia di teatro d’ombre Controluce). Fino ad affondare nelle poltrone nell’allucinato tributo al poeta inglese Coleridge: S.S. dei naufragati, con un ispiratissimo Capossela che canta fra due candele, indossa un cappello da vecchio ammiraglio della Royal Navy e suona una campana a morte. E’ solo il segnale di un’inversione di rotta, che regala alla platea gli attesi classici del repertorio caposseliano. Tutti allora a cantare sulle note di Maraja, Con una rosa e Che cossé l’amor, accolta da un’ovazione e: “Dedicata al nostro Santo preferito”, agiunge lui. A scaldare gli animi arriva poi L’uomo vivo, ancora tratto dal nuovo disco (suonato per intero tranne una traccia). Un inno alla gioia, come recita il sottotitolo, che scatena il teatro Gesualdo. A fare la parte del leone una comitiva partita in pullman da Pignola, in provincia di Potenza. Dove a sentire i racconti dei presenti, fra tarantolate, esibizioni nei festival estivi e pecore cucinate in suo onore, Capossela è di casa. Il tempo di indossare giacca e mezza tuba, quello per un altro paio di gioielli al piano - Non è l’amore che va via e Una giornata senza pretese - poi scatta il turno del sindaco Galasso, che fra i fischi del pubblico consegna una targa a Vinicio Capossela: l’emigrante che ha fatto fortuna e rende orgogliosi i suoi compaesani. E che per stemperare gli imbarazzi invita nuovamente sul palco la Banda della Posta, questa volta a suonare un pezzo del loro reportorio. Il gran finale, fuochi d’artificio compresi, parte dopo le presentazioni dei musicisti che lo accompagneranno in tour: Alessandro Stefana (chitarre), Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Zeno De Rossi (tamburi), Michele Vignali (ance) e Vincenzo Vasi (teremin e programmazioni). Capossela si lancia in un’indiavolata versione di Al veglione, invita sul palco il suo padrino Ciccillo - che alla faccia della timidezza tiene banco per qualche minuto a suon di battute - e fa alzare tutti in piedi con Il ballo di San Vito. Dopo gioia, salmi, naufragi e minotauri la festa chiude con la title track dell’album Ovunque proteggi, una benedizione finale. Tra il sacro e il profano. Fonte: Kataweb Musica |
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| Autore: | LUPO COMASCO [ gio ago 10, 2006 11:43 pm ] |
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poggiorealeforever ha scritto: Concerto del 14 ad Avellino: è andata così (da Kataweb) Mercoledì 15 Febbraio 2006 Vinicio Capossela ha scelto Avellino per aprire la tournée del suo ultimo disco, Ovunque proteggi. Lo ha fatto in un giorno particolare per la città irpina che il 14 febbraio, insieme al protettore degli innamorati, festeggia il suo patrono San Modestino. Una scelta non casuale. Come ha spiegato lo stesso Capossela dopo Non trattare e Brucia Troia, il mozzafiato ‘uno-due’ iniziale in pelliccia e corna da minotauro, salutando le oltre milleduecento persone stipate nel teatro Carlo Gesualdo: “Se in bocca al lupo deve essere, che almeno siano lupi paesani”. Siamo a una quarantina di chilometri da Calitri e Andretta, paesi dei suoi genitori, seduti in prima fila in compagnia di parenti, vecchi amici e semplici conoscenti che per un giorno si sentono tutti protagonisti. Insomma, più che il debutto di un tour destinato a riempire i teatri di mezza Italia sembra una festa di paese. Per rendersene conto basta attendere l’irresistibile Dalla parte di Spessoto, il singolo che ha fatto schizzare l’album ai vertici delle classifiche. Sul palco ad accompagnare Vinicio salgono i Buena Vista Postal Club (come li chiama lui “roba da far invidia a Wim Wenders”): al secolo Tuttacreta, Matalena e Rocco Briuolo, tre anziani signori della Banda della Posta di Calitri, rispettivamente alla fisarmonica, al violino e al mandolino. A fare da intermezzo nelle oltre due ore di concerto, una manciata di canzoni suonate al pianoforte davanti a un pubblico paradossalmente quasi ostile, che vorrebbe alzarsi in piedi e battere le mani. E che invece viene tirato giù dalle malinconiche Nel blu, Dove siamo rimasti a terra Nutless, Pena del alma e Lanterne rosse (incantevoli le immagini proiettate dalla compagnia di teatro d’ombre Controluce). Fino ad affondare nelle poltrone nell’allucinato tributo al poeta inglese Coleridge: S.S. dei naufragati, con un ispiratissimo Capossela che canta fra due candele, indossa un cappello da vecchio ammiraglio della Royal Navy e suona una campana a morte. E’ solo il segnale di un’inversione di rotta, che regala alla platea gli attesi classici del repertorio caposseliano. Tutti allora a cantare sulle note di Maraja, Con una rosa e Che cossé l’amor, accolta da un’ovazione e: “Dedicata al nostro Santo preferito”, agiunge lui. A scaldare gli animi arriva poi L’uomo vivo, ancora tratto dal nuovo disco (suonato per intero tranne una traccia). Un inno alla gioia, come recita il sottotitolo, che scatena il teatro Gesualdo. A fare la parte del leone una comitiva partita in pullman da Pignola, in provincia di Potenza. Dove a sentire i racconti dei presenti, fra tarantolate, esibizioni nei festival estivi e pecore cucinate in suo onore, Capossela è di casa. Il tempo di indossare giacca e mezza tuba, quello per un altro paio di gioielli al piano - Non è l’amore che va via e Una giornata senza pretese - poi scatta il turno del sindaco Galasso, che fra i fischi del pubblico consegna una targa a Vinicio Capossela: l’emigrante che ha fatto fortuna e rende orgogliosi i suoi compaesani. E che per stemperare gli imbarazzi invita nuovamente sul palco la Banda della Posta, questa volta a suonare un pezzo del loro reportorio. Il gran finale, fuochi d’artificio compresi, parte dopo le presentazioni dei musicisti che lo accompagneranno in tour: Alessandro Stefana (chitarre), Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Zeno De Rossi (tamburi), Michele Vignali (ance) e Vincenzo Vasi (teremin e programmazioni). Capossela si lancia in un’indiavolata versione di Al veglione, invita sul palco il suo padrino Ciccillo - che alla faccia della timidezza tiene banco per qualche minuto a suon di battute - e fa alzare tutti in piedi con Il ballo di San Vito. Dopo gioia, salmi, naufragi e minotauri la festa chiude con la title track dell’album Ovunque proteggi, una benedizione finale. Tra il sacro e il profano. Fonte: Kataweb Musica ...BRAVO POGGIO...ED IO...IN QUANTO ORIGINARIO DI CALITRI...NE VADO ORGOGLIOSO...
VAI VINI'...PORTA IN ALTO IL NOME DELLA VALLE DELL'OFANTO... |
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| Autore: | Lone [ ven ago 11, 2006 12:19 am ] |
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poggiorealeforever ha scritto: Concerto del 14 ad Avellino: è andata così (da Kataweb) Mercoledì 15 Febbraio 2006 Vinicio Capossela ha scelto Avellino per aprire la tournée del suo ultimo disco, Ovunque proteggi. Lo ha fatto in un giorno particolare per la città irpina che il 14 febbraio, insieme al protettore degli innamorati, festeggia il suo patrono San Modestino. Una scelta non casuale. Come ha spiegato lo stesso Capossela dopo Non trattare e Brucia Troia, il mozzafiato ‘uno-due’ iniziale in pelliccia e corna da minotauro, salutando le oltre milleduecento persone stipate nel teatro Carlo Gesualdo: “Se in bocca al lupo deve essere, che almeno siano lupi paesani”. Siamo a una quarantina di chilometri da Calitri e Andretta, paesi dei suoi genitori, seduti in prima fila in compagnia di parenti, vecchi amici e semplici conoscenti che per un giorno si sentono tutti protagonisti. Insomma, più che il debutto di un tour destinato a riempire i teatri di mezza Italia sembra una festa di paese. Per rendersene conto basta attendere l’irresistibile Dalla parte di Spessoto, il singolo che ha fatto schizzare l’album ai vertici delle classifiche. Sul palco ad accompagnare Vinicio salgono i Buena Vista Postal Club (come li chiama lui “roba da far invidia a Wim Wenders”): al secolo Tuttacreta, Matalena e Rocco Briuolo, tre anziani signori della Banda della Posta di Calitri, rispettivamente alla fisarmonica, al violino e al mandolino. A fare da intermezzo nelle oltre due ore di concerto, una manciata di canzoni suonate al pianoforte davanti a un pubblico paradossalmente quasi ostile, che vorrebbe alzarsi in piedi e battere le mani. E che invece viene tirato giù dalle malinconiche Nel blu, Dove siamo rimasti a terra Nutless, Pena del alma e Lanterne rosse (incantevoli le immagini proiettate dalla compagnia di teatro d’ombre Controluce). Fino ad affondare nelle poltrone nell’allucinato tributo al poeta inglese Coleridge: S.S. dei naufragati, con un ispiratissimo Capossela che canta fra due candele, indossa un cappello da vecchio ammiraglio della Royal Navy e suona una campana a morte. E’ solo il segnale di un’inversione di rotta, che regala alla platea gli attesi classici del repertorio caposseliano. Tutti allora a cantare sulle note di Maraja, Con una rosa e Che cossé l’amor, accolta da un’ovazione e: “Dedicata al nostro Santo preferito”, agiunge lui. A scaldare gli animi arriva poi L’uomo vivo, ancora tratto dal nuovo disco (suonato per intero tranne una traccia). Un inno alla gioia, come recita il sottotitolo, che scatena il teatro Gesualdo. A fare la parte del leone una comitiva partita in pullman da Pignola, in provincia di Potenza. Dove a sentire i racconti dei presenti, fra tarantolate, esibizioni nei festival estivi e pecore cucinate in suo onore, Capossela è di casa. Il tempo di indossare giacca e mezza tuba, quello per un altro paio di gioielli al piano - Non è l’amore che va via e Una giornata senza pretese - poi scatta il turno del sindaco Galasso, che fra i fischi del pubblico consegna una targa a Vinicio Capossela: l’emigrante che ha fatto fortuna e rende orgogliosi i suoi compaesani. E che per stemperare gli imbarazzi invita nuovamente sul palco la Banda della Posta, questa volta a suonare un pezzo del loro reportorio. Il gran finale, fuochi d’artificio compresi, parte dopo le presentazioni dei musicisti che lo accompagneranno in tour: Alessandro Stefana (chitarre), Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Zeno De Rossi (tamburi), Michele Vignali (ance) e Vincenzo Vasi (teremin e programmazioni). Capossela si lancia in un’indiavolata versione di Al veglione, invita sul palco il suo padrino Ciccillo - che alla faccia della timidezza tiene banco per qualche minuto a suon di battute - e fa alzare tutti in piedi con Il ballo di San Vito. Dopo gioia, salmi, naufragi e minotauri la festa chiude con la title track dell’album Ovunque proteggi, una benedizione finale. Tra il sacro e il profano. Fonte: Kataweb Musica Al Gesualdo c'ero anch'io: è stato un gran bel concerto, ma non l'apoteosi che sognavo... ... credo che molto dipendesse dal pubblico che era troppo composito, con lo spocchioso appassionato di jazz, gomito a gomito con il fan dell'ultima ora con la macchinetta digitale che sparava continue flashate alla nuca del tizio della fila davanti, gomito a gomito con il ragazzino finto-alternativo, gomito a gomito con il chiassoso fan di paese, gomito a gomito... e via all'infinito... ... Vinicio era pure un po' sfasato... forse un po' ubriaco o forse NON ABBASTANZA ubriaco... boh... fatto sta che ha sballato più di una canzone... ... personalmente sono convinto che il contesto migliore per i suoi concerti sia proprio la piazza di paese, dove tutti possono sbracare liberamente, lontani dalla puzzetta sotto al naso dei finti intellettuali che, non a caso, sul forum di "corvotorvo", hanno bollato il concerto come pessimo... ... gente che non capisce una mazza. |
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