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mer nov 23, 2005 12:52 pm
partenopeoverde ha scritto:Mio padre me lo raccontava sempre.Era di origini irpine e dunque tifoso dell'Avellino e ogni volta andava da Napoli al Partenio.Era tornato da poco da Avellino-Ascoli.In provincia di Avellino perse qualche amico.
Queste tragedie anche a distanza di 25 anni non vanno mai dimenticate
purtroppo le amministrazioni di questi anni, fanno in modo di ricordarcelo.
Non dimentichaimo che a distanza di 25 anni la ricostruzione è ancora al 60%.
mer nov 23, 2005 12:53 pm
camilla_tranquilla ha scritto:MASH ha scritto:Voglio ricordare in particolare una mia amica che per colpa di
quella maledetta sera non c'e' piu' tra noi, rimarra' sempre nel mio cuore
e grazie a te, lo è anche nei nostri.
quoto
mer nov 23, 2005 2:09 pm
Avevo 2 anniil mio flebile ricordo e che mio papa mi copriva la testa per evitare che gli scalcinacci mi cadevano sulla testa.
la serata trascorse in maccina senza pensare cosa avrebbero trovato il giorno dopo a sant angelo dei lombardi.....
domani vi citero un periodo del libro che ha fatto un mio cugino....
mer nov 23, 2005 3:08 pm
...la neve che scende sembra sapere tutto,
oggi la natura recita una silenziosa preghiera, insieme a noi.
MOLTO BELLA, BRAVA CAMILLA. IO HO PERSO UN'AMICO QUELLA SERA.
BRAVO ANCHE HIRPINUS SONO DACCORDO CON TE.
mer nov 23, 2005 3:14 pm
una mia preghiera unita alla vostra per ricordare le vittime del sisma che ha colpito duramente la nostra terra.
mer nov 23, 2005 6:45 pm
propongo 10 minuti di silenzio tra le 19.30 e le 19.40, restiamo connessi ma lasciamo tutto da parte..... solo un ricordo per quei momenti che hanno segnato la nostra vita...
mer nov 23, 2005 6:51 pm
prego per mio nonno e altri ,che hanno avuto lo stesso destino.
io qualche mese prima ero partito per la svizzera.se no chi sa!
mer nov 23, 2005 7:02 pm
e io propongo di dedicare quei dieci minuti a tutti i caduti in quel terribile giorno e soprattutto ad un amico...a mash....
mer nov 23, 2005 7:05 pm
restiamo connessi..... facciamo il maggior numero di utenti registrati on line... passate la voce o aprite un topic.....
mer nov 23, 2005 10:33 pm
per non dimenticare,anche se non c'ero,amo la mia terra di ieri oggi e domani
gio nov 24, 2005 12:56 am
Non ricordo perchè ero troppo piccolo, mi associo alla preghiera d tanti che non ci sono più
gio nov 24, 2005 12:07 pm
sarei nato da li a poco...ricordare per non dimenticare
ven nov 25, 2005 11:36 am
Tratto da "una son le stelle" di Gerardo Iuliano
..."Solo Sant'Angelo non si riconosce piu',come se proprio la collina su cui è posto se ne fosse scesa tutta in blocco.
Ci fecero caso la mattina del 24 novembre di due anni fà ,Gerardo e lo zio Enzo.
Avevano passato la notte nelle macchine a Salerno,dopo la scossa avevano telefonato a Sant' Angelo,pensando di andarsene là,ma Zia Clara non rispondeva,e il Bar Corrado non dava linea.Poi si seppe dalle radioline che l' Epicentro era a Balvano,anzi no,a Sant' Angelo dei Normanni.Avevano sperato che non si trattasse di Sant' Angelo dei Lombardi,Ma altri nomi che somigliassero mnolto non ce n'erano.
E la mattina presto,con le giunture doloranti,un caffè e via in macchina ,superstrada tangenziale e salia nell' aria frizzante per l' ofantina.
Avevano visto le case scoperchiate subito dopo Baronissi ,lo sapevano già,che la cosa era grossa.
Un tempo bellissimo,un'arietta fresca e un sole limpido,la vallata piena di luce,e il profilo di Sant' Angelo che non c'era.
Il campanile con la cella campanaria di pietra e la sommità di mattoni con l' orologio e il tetto spiovente ,l' abside piatto della cattedrale ,l' avvallamento di piazza polmonite con la scesa di Santa Maria,e sull' altra cima il massiccio del castello cinquecentesco ,tutto era spianato e abbassato.
Al quadrivio,giu' le prime persone ,impolverate,dall' aria stordita:"Enzo!che vieni a fare?Sant' Angelo non c'e piu'...E' meglio che te lo scordi questo paese di m...a!....Enzo soreta Clara stà bene,stava in piazza poco fa...Enzo! Vai subito a Santa MAria,tuo suocero stà la vicino....
Il paese era tutte pietre,poche case in piedi come spettri;la terrazza del palazzo Iapicca,quattro piani se n'era scesa a due metri di altezza.
A San Rocco,nella spianata,alcuni cadaveri,gonfi e bluastri,erano già allineati.
Ma nessuno sembrava muoversi:la gente passeggiava,apparentemente come se nulla fosse,lungo la ringhiera che,come un lungomare,dà sulle gradinate del campo sportivo e sulla chiesa di San Rocco,avvicinandoti li vedevi impolverati,confusi,pure l' arciprete che passeggiava compunto,le mani in croce sul petto.
il sindaco e Don Bruno,il parroco,erano sotto le macerie del club;giocavano a carte ,quando è successo.
Il vescovo,dissero,la mattina girava come un' anima in pena,lcon un codazzo di gente che lo sorreggeva:..."il mio povero cuore.."""Era venuto un elicottero e se l'era portato;non lo avrebbero piu' rivisto in paese
A Santa Maria,Peppino Marcone,il suocero di Enzo,si aggirava intorno alle pietre cadute della casa:sono tutti dentro.
Avevano tirato fuori per metà Meri,sette anni,ma era morta poco fà;l' aveva coperta.
Sulle pietre,Gerardo chiamava ad alta voce Maria!Rosa!Vincenzo!Terry!Sotto,si era sentito un grido.
Scavarono tutta la giornata per tirare fuori Vincenzo ,sei anni,che credeva fosse scoppiata la televisione tenuta troppo accesa,e si preoccupava perchè la mamma avrebbe strillato.
Ci volle il coraggio di un pompiera e la pila di un giornalista,quella ser.I giornali riportavano "Si scava alla luce delle fotoelettriche...",ma fotoelettriche ancora non ce n'erano,quando tornarono a Salerno col bambino che dormiva in macchina,lasciando i santangiolesi all' addiaccio.Ci fu uno che ando dai pompieri la sera ,a chiedere "Scusate,dov'e questo addiaccio?
Gli altri ,li tirarono fuori il giorno dopo:ci andò Giuseppe,Tonino,Enzo e gli altri.Per fortuna che c'erano le casse ,appena arrivate;le due piccole terry e meri le misero assieme;Giuseppe un' anno,con la mamma.
Il cimitero,qualche giorno dopo,sfondarono il muro posteriore per allargarlo.Solo dopo una settimana "gerardeggiuseppe" salirono alla casa dei nonni ,e si accorsero che era intera;tutto giu' l' intonaco i mobili i tubi ma i muri reggevano.Riportarono a Zia Clara i peperoni appena messi sottaceto.
Per qualche giorno ,la paura di dormire in casa,la pietà anche dei cattivi ,e la felice sensazione che essere vivi era la cosa piu' importante ,piu' del lavoro che mancava,dalle frodi dei politici,della cattiveria degli uomini,e delle luci delle tivu'.Per qualche giorno
e poi,ancora,le file dei camion coi soccorsi ,nella pioggia arrivata all' improvviso e nel fango della strada riaperta per forza;soldati che non sapevano dove andare,scatole marcite ,viveri che si perdevano,giacche a vento colorate che sembrava un campo di sci,coperte, scatolette,tende e sacchi a pelo incettati da sciacalli che le portavano a casa per poi rivenderle altrove,bisticci tra i senzatetto,sindaci che chiedevano cordoni sanitari ,vaccinazioni per i soccorritori ,e la strana fraternità che tra questi utimi paesani si crea,una volta installate le mense della Caritas,il campo della misericordia,confraternita sconosciuta fino allora ma che si imparava ad apprezzare.
La toponomastica del paese che cambia:non piu' Petrile,ma campo Don Orione,non piu' Boschetto ma Cupola Pneumatica.
E Nella cupola,la messa di Natale,un mese dopo ,Caritas,Misericordia e paesani in giacca a vento,tranne Giuvanno,lo scemo,di cui risaltava la condizione,per stare ancora con il cappotto infangato e le scarpe che facevano le boccacce.
Anche Renato Pisciulino l' altro storico abbonato del paese c'era rimasto sotto".........
ven nov 25, 2005 8:15 pm
Da brividi Peppì...
Ne conosco tante di queste storie.
Molte raccontate a voce, e tante altre ancora mi verranno raccontate...
ven nov 25, 2005 9:26 pm
...una terra ferita... NON DIMENTICHIAMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!