mar feb 27, 2007 11:06 am
mar feb 27, 2007 11:22 am
pis65mick ha scritto:Obiettività o Obbiettività ? Non bisogna porsi il dubbio in termini grammaticali ma semmai è giusto cercare di usare correttamente e fino in fondo il significato letterale della parola stessa. Tralasciando l'etimologia e la scelta di appartenere o meno alla scuola montanelliana, ci si pone davanti il dubbio dell'esercizio "corretto" e premesso che la mia riflessione non ha come fine biasimare l'atteggiamento di qualcuno o stigmatizzarne parte delle sue riflessioni ma altresì invitare tutti a non perdere lo spirito critico che li contraddistingue. Conseguire il proprio obiettivo non deve, a mio modesto avviso, mettere in secondo piano un principio imprenscindibile che ha reso famosa la teoria di Pierre Noirà e vale a dire la soggettività. Chiunque può vedere da qualsisi angolo la sua verità, altra cosa è invece renderla pubblica per il raggiungimento di un proprio scopo. Vedere solo da un lato, quello che ci fa più comodo, rischia di farci diventare parziali o poco credibili. Poco importa se si ha una propria teoria ma se la si rende poi pubblica e la stessa è oggetto anche di riflessioni, nello stesso tempo la si deve "costruire" non solo credibile o digeribile ma piuttosto vicina, il più possibile, alla verità seppure rimane sempre soggettiva. L'oggettività, filtrata attraverso l'occhio, seppure analitico, di un soggetto, scusate il bisticcio di parole, non ha valenza in virtù di una regola che è diventata "legge", ossia la teoria sopra appena citata. Rafforzare il proprio "credo" non sempre significa delegittimare quello altrui, difendere la propria posizione è un diritto ma è anche un dovere rispettare quella che non sposiamo, quella che ci appare del tutto sbagliata. Il senso critico a volte nasce anche dalla esperienza che un determinato tipo di lavoro ti offre con il tempo, lo stesso che ti permette di ricordare che la verità il più delle volte sta sempre nel mezzo o un pò più in là di quanto noi crediamo. Da anni oramai bisogna credere per forza, prendere posizione, stabilire chi ha torto o ragione. Io preferisco essere critico e giudicare senza schierarmi e magari dopo aver usato per anni questo sistema ho bene inteso che i conti si fanno solo alla fine. Non dico di avere doti di garantismo estranee ad alcuni di voi ma mi limito ad applicarle in attesa che l'obiettivo venga raggiunto e visto che la strada è lunga e difficile non la semino di insidie e ne tantomeno la dissemino senza prima aver visto il finale e questo mio pensiero intendo ribadirlo a molti che la pensano in maniera diversa. Le persone che ricoprono un ruolo, diciamo in maniera espemplificata, di tipo pubblico hanno come dovere anche fare attenzione a non lasciarsi suggestionare dalla propria posizione, meglio ancora se si è del tutto sprovvisti, se come obiettivo si vuole essere imparziali. Infine e arrivo al dunque, avere una posizione identica non assicura una buona convivenza ma il rispetto del pensiero altrui contribuisce ad un lungo e costruttivo scambio di opinioni. Non scrivete solo per il gusto di dire quello che pensate ma fatelo soprattutto consapevoli del fatto che c'è chi vi legge e vi giudica e da questo punto, non ci crederete, non siete molto dissimili dai giornalisti. Ciao a tutti, il mio augurio è di un presto arrivederci in questa vita o magari in un'altra.....
mar feb 27, 2007 12:31 pm
mar feb 27, 2007 1:00 pm
mar feb 27, 2007 1:31 pm
mar feb 27, 2007 2:07 pm
pis65mick ha scritto:Obiettività o Obbiettività ? Non bisogna porsi il dubbio in termini grammaticali ma semmai è giusto cercare di usare correttamente e fino in fondo il significato letterale della parola stessa. Tralasciando l'etimologia e la scelta di appartenere o meno alla scuola montanelliana, ci si pone davanti il dubbio dell'esercizio "corretto" e premesso che la mia riflessione non ha come fine biasimare l'atteggiamento di qualcuno o stigmatizzarne parte delle sue riflessioni ma altresì invitare tutti a non perdere lo spirito critico che li contraddistingue. Conseguire il proprio obiettivo non deve, a mio modesto avviso, mettere in secondo piano un principio imprenscindibile che ha reso famosa la teoria di Pierre Noirà e vale a dire la soggettività. Chiunque può vedere da qualsisi angolo la sua verità, altra cosa è invece renderla pubblica per il raggiungimento di un proprio scopo. Vedere solo da un lato, quello che ci fa più comodo, rischia di farci diventare parziali o poco credibili. Poco importa se si ha una propria teoria ma se la si rende poi pubblica e la stessa è oggetto anche di riflessioni, nello stesso tempo la si deve "costruire" non solo credibile o digeribile ma piuttosto vicina, il più possibile, alla verità seppure rimane sempre soggettiva. L'oggettività, filtrata attraverso l'occhio, seppure analitico, di un soggetto, scusate il bisticcio di parole, non ha valenza in virtù di una regola che è diventata "legge", ossia la teoria sopra appena citata. Rafforzare il proprio "credo" non sempre significa delegittimare quello altrui, difendere la propria posizione è un diritto ma è anche un dovere rispettare quella che non sposiamo, quella che ci appare del tutto sbagliata. Il senso critico a volte nasce anche dalla esperienza che un determinato tipo di lavoro ti offre con il tempo, lo stesso che ti permette di ricordare che la verità il più delle volte sta sempre nel mezzo o un pò più in là di quanto noi crediamo. Da anni oramai bisogna credere per forza, prendere posizione, stabilire chi ha torto o ragione. Io preferisco essere critico e giudicare senza schierarmi e magari dopo aver usato per anni questo sistema ho bene inteso che i conti si fanno solo alla fine. Non dico di avere doti di garantismo estranee ad alcuni di voi ma mi limito ad applicarle in attesa che l'obiettivo venga raggiunto e visto che la strada è lunga e difficile non la semino di insidie e ne tantomeno la dissemino senza prima aver visto il finale e questo mio pensiero intendo ribadirlo a molti che la pensano in maniera diversa. Le persone che ricoprono un ruolo, diciamo in maniera espemplificata, di tipo pubblico hanno come dovere anche fare attenzione a non lasciarsi suggestionare dalla propria posizione, meglio ancora se si è del tutto sprovvisti, se come obiettivo si vuole essere imparziali. Infine e arrivo al dunque, avere una posizione identica non assicura una buona convivenza ma il rispetto del pensiero altrui contribuisce ad un lungo e costruttivo scambio di opinioni. Non scrivete solo per il gusto di dire quello che pensate ma fatelo soprattutto consapevoli del fatto che c'è chi vi legge e vi giudica e da questo punto, non ci crederete, non siete molto dissimili dai giornalisti. Ciao a tutti, il mio augurio è di un presto arrivederci in questa vita o magari in un'altra.....
mar feb 27, 2007 2:08 pm
pis65mick ha scritto:Obiettività o Obbiettività ? Non bisogna porsi il dubbio in termini grammaticali ma semmai è giusto cercare di usare correttamente e fino in fondo il significato letterale della parola stessa. Tralasciando l'etimologia e la scelta di appartenere o meno alla scuola montanelliana, ci si pone davanti il dubbio dell'esercizio "corretto" e premesso che la mia riflessione non ha come fine biasimare l'atteggiamento di qualcuno o stigmatizzarne parte delle sue riflessioni ma altresì invitare tutti a non perdere lo spirito critico che li contraddistingue. Conseguire il proprio obiettivo non deve, a mio modesto avviso, mettere in secondo piano un principio imprenscindibile che ha reso famosa la teoria di Pierre Noirà e vale a dire la soggettività. Chiunque può vedere da qualsisi angolo la sua verità, altra cosa è invece renderla pubblica per il raggiungimento di un proprio scopo. Vedere solo da un lato, quello che ci fa più comodo, rischia di farci diventare parziali o poco credibili. Poco importa se si ha una propria teoria ma se la si rende poi pubblica e la stessa è oggetto anche di riflessioni, nello stesso tempo la si deve "costruire" non solo credibile o digeribile ma piuttosto vicina, il più possibile, alla verità seppure rimane sempre soggettiva. L'oggettività, filtrata attraverso l'occhio, seppure analitico, di un soggetto, scusate il bisticcio di parole, non ha valenza in virtù di una regola che è diventata "legge", ossia la teoria sopra appena citata. Rafforzare il proprio "credo" non sempre significa delegittimare quello altrui, difendere la propria posizione è un diritto ma è anche un dovere rispettare quella che non sposiamo, quella che ci appare del tutto sbagliata. Il senso critico a volte nasce anche dalla esperienza che un determinato tipo di lavoro ti offre con il tempo, lo stesso che ti permette di ricordare che la verità il più delle volte sta sempre nel mezzo o un pò più in là di quanto noi crediamo. Da anni oramai bisogna credere per forza, prendere posizione, stabilire chi ha torto o ragione. Io preferisco essere critico e giudicare senza schierarmi e magari dopo aver usato per anni questo sistema ho bene inteso che i conti si fanno solo alla fine. Non dico di avere doti di garantismo estranee ad alcuni di voi ma mi limito ad applicarle in attesa che l'obiettivo venga raggiunto e visto che la strada è lunga e difficile non la semino di insidie e ne tantomeno la dissemino senza prima aver visto il finale e questo mio pensiero intendo ribadirlo a molti che la pensano in maniera diversa. Le persone che ricoprono un ruolo, diciamo in maniera espemplificata, di tipo pubblico hanno come dovere anche fare attenzione a non lasciarsi suggestionare dalla propria posizione, meglio ancora se si è del tutto sprovvisti, se come obiettivo si vuole essere imparziali. Infine e arrivo al dunque, avere una posizione identica non assicura una buona convivenza ma il rispetto del pensiero altrui contribuisce ad un lungo e costruttivo scambio di opinioni. Non scrivete solo per il gusto di dire quello che pensate ma fatelo soprattutto consapevoli del fatto che c'è chi vi legge e vi giudica e da questo punto, non ci crederete, non siete molto dissimili dai giornalisti. Ciao a tutti, il mio augurio è di un presto arrivederci in questa vita o magari in un'altra.....
mar feb 27, 2007 2:15 pm
mar feb 27, 2007 2:40 pm
poggiorealeforever ha scritto:pis65mick ha scritto:Obiettività o Obbiettività ? Non bisogna porsi il dubbio in termini grammaticali ma semmai è giusto cercare di usare correttamente e fino in fondo il significato letterale della parola stessa. Tralasciando l'etimologia e la scelta di appartenere o meno alla scuola montanelliana, ci si pone davanti il dubbio dell'esercizio "corretto" e premesso che la mia riflessione non ha come fine biasimare l'atteggiamento di qualcuno o stigmatizzarne parte delle sue riflessioni ma altresì invitare tutti a non perdere lo spirito critico che li contraddistingue. Conseguire il proprio obiettivo non deve, a mio modesto avviso, mettere in secondo piano un principio imprenscindibile che ha reso famosa la teoria di Pierre Noirà e vale a dire la soggettività. Chiunque può vedere da qualsisi angolo la sua verità, altra cosa è invece renderla pubblica per il raggiungimento di un proprio scopo. Vedere solo da un lato, quello che ci fa più comodo, rischia di farci diventare parziali o poco credibili. Poco importa se si ha una propria teoria ma se la si rende poi pubblica e la stessa è oggetto anche di riflessioni, nello stesso tempo la si deve "costruire" non solo credibile o digeribile ma piuttosto vicina, il più possibile, alla verità seppure rimane sempre soggettiva. L'oggettività, filtrata attraverso l'occhio, seppure analitico, di un soggetto, scusate il bisticcio di parole, non ha valenza in virtù di una regola che è diventata "legge", ossia la teoria sopra appena citata. Rafforzare il proprio "credo" non sempre significa delegittimare quello altrui, difendere la propria posizione è un diritto ma è anche un dovere rispettare quella che non sposiamo, quella che ci appare del tutto sbagliata. Il senso critico a volte nasce anche dalla esperienza che un determinato tipo di lavoro ti offre con il tempo, lo stesso che ti permette di ricordare che la verità il più delle volte sta sempre nel mezzo o un pò più in là di quanto noi crediamo. Da anni oramai bisogna credere per forza, prendere posizione, stabilire chi ha torto o ragione. Io preferisco essere critico e giudicare senza schierarmi e magari dopo aver usato per anni questo sistema ho bene inteso che i conti si fanno solo alla fine. Non dico di avere doti di garantismo estranee ad alcuni di voi ma mi limito ad applicarle in attesa che l'obiettivo venga raggiunto e visto che la strada è lunga e difficile non la semino di insidie e ne tantomeno la dissemino senza prima aver visto il finale e questo mio pensiero intendo ribadirlo a molti che la pensano in maniera diversa. Le persone che ricoprono un ruolo, diciamo in maniera espemplificata, di tipo pubblico hanno come dovere anche fare attenzione a non lasciarsi suggestionare dalla propria posizione, meglio ancora se si è del tutto sprovvisti, se come obiettivo si vuole essere imparziali. Infine e arrivo al dunque, avere una posizione identica non assicura una buona convivenza ma il rispetto del pensiero altrui contribuisce ad un lungo e costruttivo scambio di opinioni. Non scrivete solo per il gusto di dire quello che pensate ma fatelo soprattutto consapevoli del fatto che c'è chi vi legge e vi giudica e da questo punto, non ci crederete, non siete molto dissimili dai giornalisti. Ciao a tutti, il mio augurio è di un presto arrivederci in questa vita o magari in un'altra.....
Il tifoso è poco obiettivo per natura e non potrà mai essere imparziale.
mar feb 27, 2007 2:53 pm
mar feb 27, 2007 3:00 pm
pis65mick ha scritto:Quindi i tifosi possono essere poco obiettivi quanto vuoi ma solo un tifoso sciocco direbbe che l'Avellino ha giocato bene domenica e quindi anche i tifosi possono e debbono essere imparzialil
mar feb 27, 2007 3:10 pm
mar feb 27, 2007 3:16 pm
mar feb 27, 2007 3:17 pm
mar feb 27, 2007 3:51 pm
poggiorealeforever ha scritto:ps.: poi quando vai a chiedere spiegazioni sul perchè di questa mancata difesa, l'imparziale risponde: "l'ho fatto perchè non potevo fare altrimenti, devo mangiare".
E mo chi è buono ? Quillo che difende o quillo che fa l'imparziale perchè addà magnà ?
E come si permette quillo che adda magnà di criticare chi difende per passione e per amore ?
mar feb 27, 2007 4:14 pm
Ramon Angel ha scritto:Avrai le tue ragioni per affermare questo e per infervorarti e prenderla così a cuore. Nessuno lo discute, tantomeno io che non conosco i fatti.
Però tu, d'altra parte, na vota è Gentile, na vota è Cacciatore, na vota è Michele Pisani, ma t'avessi sentito in un'occasione, una sola, anche per sbaglio, dire "Pugliese ha sbagliato qua", "Galderisi ha sbagliato la", eccetera.
Ramon Angel ha scritto:I tuoi unici obiettivi sono i giornalisti e Puleo. Puleo e i giornalisti..
Ramon Angel ha scritto:E cerca di capire...creando dei capri espiatori fissi ed incontrovertibili, qualsiasi cosa succeda, non si ha una seria intenzione, o quantomeno non la si mostra, di voler analizzare a fondo le questioni.
Ramon Angel ha scritto:Te lo dico con la massima franchezza, quand'anche tu avessi ragione (nonostante la ragione sia sempre relativa alla soggettività) su diversi concetti che esprimi, alla fine risulti poco credibile intestardendoti solo su alcuni punti e tralasciandone completamente altri molto più importanti..
Ramon Angel ha scritto:Tifosi certo. Al 100%...SEMPRE!.
Ramon Angel ha scritto: Ma non si può neanche andare solo a simpatie e antipatie.
Ramon Angel ha scritto: Oppure, per spiegartela meglio, non ci si può alleare con qualcuno solo perchè questi è il nemico di un nostro "nemico"
Esempio: Io odio l'Atalanta. I bresciani sono i loro acerrimi nemici. Divento amico dei bresciani e ne esalto le virtù sempre e comunque.
Se alla prossima partita in casa fanno 300 spettatori io vengo comunque qua dentro e dico che i bresciani sono una grandissima tifoseria, calorosa, passionale e numerosa.
Ramon Angel ha scritto: Eh no...così non faccio l'amico però...faccio o' pagliaccio!![]()
mar feb 27, 2007 4:20 pm
mar feb 27, 2007 4:30 pm
mar feb 27, 2007 4:30 pm
mar feb 27, 2007 4:36 pm