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Milano:esplosione fa crollare un palazzo 
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MasterLupo
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Messaggio Milano:esplosione fa crollare un palazzo
Milano, esplosione fa crollare un palazzo
quattro morti, fra loro un bambino


I feriti sono 26. Il piccolo giocava in casa al momento del disastro

MILANO - "Sembrava una bomba" raccontano i testimoni, tanto forte è stata l'esplosione che ha provocato il crollo di una palazzina di quattro piani, a Milano, al civico 7 di via Lomellina. Il bilancio è di quattro morti, tre adulti ed un bambino e di 26 feriti ricoverati, ma almeno altre 50 persone sarebbero rimaste contuse in modo meno grave. Il prefetto Gian Valerio Lombardi, ha riferito che "l'esplosione dovrebbe essere stata causata da una fuga di gas. E' veramente una tragedia".

Le vittime sono un uomo, Tommaso Giaccola, di 62 anni che viveva nel condominio, un cittadino albanese, Ilir Ianki, 30 anni, che passava per strada al momento dello scoppio, alle 19.59. Nella notte, sotto le macerie, è stato trovato il corpo senza vita di Esmeralda Sfolcini, 49 anni, nubile, un'altra dei 57 inquilini della palazzina. Per ore era stata data per dispersa.

Ma il momento più terribile, intorno a mezanotte, quando è stato trovato morto il piccolo Francesco Orlandi, 7 anni travolto dal crollo mentre giocava con la playstation in camera sua. Il bambino era in casa con il fratellino Christian di 5 anni che è rimasto illeso e, forse, un adulto che li sorvegliava. I genitori del piccolo, infatti, Viola Balsamo, di 31 anni, e Saverio Orlando, di 34 sono titolari di una tabaccheria che si trova al pianterreno dello stabile. Al momento del disastro erano in negozio. La madre, straziata, durante le ricerche, prima che uno zio vigile del fuoco trovasse il corpo di Francesco, continuava a ripetere: "Scusami, piccolo mio... scusami se ti ho lasciato solo".

Poi le ricerche sono continuate. Alle due di notte, quando i soccorritori cominciavano a sperare che la donna dispersa non si trovasse fra le macerie, anche il corpo di Esmeralda Sfolcini è stato estratto dalle rovine del palazzo.

I vigili del fuoco hanno poi proseguito la loro attività per mettere in sicurezza le macerie.

I testimoni hanno raccontato di "urla disperate provenienti dallo stabile". L'area è stata interamente transennata. Sul posto è arrivato anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che si è interessato delle condizioni dei feriti che si trovavano ancora nelle vicinanze. Insieme a lei c'era anche il vicesindaco Riccardo De Corato.

Sulle cause dello scoppio c'è poco da dire. La perdita di gas sembra comunque certa: "Al momento vi sono - spiegano al comando dei vigili del fuoco - solo due possibilità: una falla in una conduttura che abbia saturato un ambiente, nel quale poi si sia innescata una esplosione, oppure un gesto volontario". Nulla, per il momento, farebbe sospettare questa seconda ipotesi.

Tra le persone che abitano nella palazzina, molte dicono che da tempo si parlava di un forte odore di gas, ma un inquilino, in particolare, ha raccontato di aver più volte avvisato tecnici, operai e call center di vari enti, per allertarli sul problema. L'uomo si chiama Sari, è un libanese di 36 anni, che vive al primo piano, proprio dove potrebbe essere avvenuta l'esplosione.

Via Lomellina si trova nella zona semi-periferica est di Milano. Si tratta di un'arteria commerciale di grande traffico, tra le direttrici che portano all'aeroporto di Linate.

I racconti dei sopravvissuti allo scoppio
Gli abitanti: "Puzza di gas da due anni"

"Un boato e un fungo nero, dalle macerie urla disperate"
E un ragazzo albanese: "Temo il morto sia mio fratello"
Una bimba: "Ho preso il mio gattino e sono scappata dalle scale"


MILANO- Sono racconti drammatici quelli dei superstiti della palazzina crollata a via Lomellina 7, nella zona est di Milano. E alle loro voci straziate si aggiungono quelle dei testimoni, persone che abitano nella zona o passavano lì vicino, tutti d'accordo nel dire che, al momento dell' esplosione, il rumore è stato assordante, simile a quello di una bomba.

"Puzza di gas da due anni". "E' da circa due anni che sentivamo puzza di gas nella palazzina" racconta Sary, interprete libanese di 36 anni, una superstite del palazzo."In tutto questo tempo ci sono stati dei controlli, ma mi pare solo privati", prosegue Sary. E precisa che la puzza di gas veniva avvertita da diversi degli inquilini della palazzina crollata "soprattutto la mattina e la sera, cioè quando l'odore dello smog causato dal traffico era meno intenso". E infatti un forte odore di gas è stato avvertito questa mattina, intorno alle 12.30, da un pensionata residente in via Lomellina 1, a pochi metri dall'edificio crollato. "Mi trovavo sul balcone - racconta la signora Iole, 81 anni - quando ho sentito un odore di gas molto aspro. Mi è sembrato molto strano, non capivo da dove potesse provenire".

"Ho preso la mia gattina e sono fuggita per le scale". Una bambina di circa 8 anni, rimasta leggermente ferita, è stata medicata e mostra due cerotti su una gamba e sul viso. Con grande coraggio, la bambina è riuscita a fuggire dalla palazzina subito dopo l'esplosione, portando con sè la sua gattina. "Ho fatto in discesa due piani di scale - ha raccontato la bimba, tenendo accanto a sè la gabbietta con la gattina - Ho sentito lo scoppio fortissimo, poi ho preso la mia gattina Piccola e sono scappata giù per le scale".

"Temo che mio fratello sia morto". "Mio fratello Besnik Leshi non risponde al cellulare. Temo sia lui a essere morto. Nessuno mi dice niente". Piange un ragazzo albanese sui trent'anni, che fa il body guard in una discoteca. "Mio fratello ha 28 anni. Stasera è venuto qui per un aperitivo. Non risponde al cellulare", ripete. Non vuole dire il suo nome. Ripete quello di suo fratello. Personale del 118 e polizia non danno conferme. Il giovane spiega di essere in Italia da dieci anni. Suo fratello cercava lavoro. "Mi dica almeno i nomi degli ospedali", ripete.

"Botto ha spinto un'auto contro un camion". "Stavo uscendo di casa, ero a cento metri dal portone quando ho sentito un forte botto. Mi sono girato e ho visto fiamme gialle davanti a me. Un attimo dopo ho sentito uno spostamento d'aria tale da sollevare una Panda e da spingerla contro un camion". E' il racconto di Valentino, un giovane di 25 anni residente al terzo piano del civico 7 di via Lomellina. "Mi si è incastrato il piede, ma sono riuscito a liberarmi subito - prosegue il giovane che è rimasto illeso, ha solo un cerotto sulla fronte e polvere tra i capelli - C'era molto fumo, ho chiamato l'amico che stava uscendo con me ed era in mezzo al fumo".

"Urla disperate dentro il palazzo". Giacomo Rollo, 37 anni, invece, abita nei pressi di via Lomellina e stava portando il cane a passeggiare. "Passavo lì vicino: ho sentito un boato spaventoso. Mi sono girato e il palazzo è crollato tra una nube di fumo". E poi ha aggiunto: "Ho sentito delle urla disperate provenire dallo stabile".

Fungo nero, vetrine crollate. Un altro testimone: "Ero in macchina, stavo passando e ho visto un fungo nero. Ho sentito un rumore incredibile, sono cadute le vetrine di viale Corsica, la strada adiacente. La strada è piena di negozi, una zona di shopping. Di solito è pieno a quell'ora, la zona è piena anche di bar".

"Come una bomba". Una esplosione simile "a quella che avrebbe potuto causare lo scoppio di una bomba". Così ha testimoniato una giovane donna che vive in una abitazione vicino all'edificio crollato. E come lei hanno avuto la stessa impressione vari abitanti della zona.


Palazzo esploso a Milano, svolta nelle indagini
Si ipotizza il suicidio di un'inquilina

La procura apre un fascicolo contro ignoti per il reato di crollo colposo
Un dipendente dell'azienda del gas: "All'80% qualcuno ha lasciato aperto un impianto"
Ma i vicini insistono: "Problemi con il gas da febbraio"
Il presidente della Repubblica manda un messaggio alle vittime


MILANO - Forse un suicidio con il gas ha causato la tragedia di via Lomellina. In mattinata si è fatta strada l'ipotesi che l'esplosione in un appartamento che ieri sera ha distrutto una palazzina facendo 4 morti e 26 feriti sia stata provocata da un'inquilina che voleva togliersi la vita. La procura ha aperto un fascicolo di inchiesta contro ignoti con l'ipotesi di reato di crollo colposo.

Secondo i primi accertamenti, la fuga di gas si sarebbe verificata nell'abitazione di Esmeralda Sfolcini, 49 anni, la quarta vittima trovata sotto le macerie. Non si esclude che la donna, che avrebbe sofferto negli ultimi tempi di "problemi di relazione", abbia provocato la tragedia in un tentativo suicidio. Anche il lungo tempo trascorso tra quando è stato avvertito l'odore di metano nell'edificio e il momento dello scoppio sono ritenuti poco compatibili con un fatto accidentale.

A sostenere questa versione dei fatti è anche un sindacalista dell'Aem, l'azienda gas milanese, che preferisce mantenere l'anonimato. "Per noi, all'80% si tratta di una errata manovra - spiega -. Vale a dire che c'è stata dispersione di gas perché qualcuno ha lasciato aperto un impianto". A suo avviso, viste le dimensioni dei danni, è impossibile che una devastazione di simile portata sia stata provocata solamente da un fornello lasciato aperto.

Il dipendente dell'Aem ha inoltre assicurato, dopo aver verificato più volte, che nella giornata di ieri nessuna richiesta di intervento è stata fatta dalla Aem da questa zona. L'ultima uscita dei tecnici dell'azienda del gas risalirebbe a settembre 2005, per un allacciamento richiesto da un cliente.

Gli inquilini che abitano vicino allo stabile distrutto però insistono: nell'edificio, secondo loro, si sentiva odore di metano da mesi. Nella riunione di condominio del 28 febbraio scorso degli abitanti del civico 9 si sarebbe parlato proprio di questo. Molte persone sostengono inoltre che ieri sia stato più volte richiesto inutilmente l'intervento dell'Aem per le perdite di gas.

Proseguono, nel frattempo, le operazioni per offrire sostegno alle vittime dell'esplosione. La notte scorsa, per precauzione, sono state sfollate e alloggiate in alberghi della città circa 200 persone. Di queste, più della metà potranno tornare nelle loro abitazioni mentre a 90 il Comune troverà a breve una sistemazione definitiva.

Alle famiglie colpite dal disastro è giunto anche un messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "'Con profonda commozione desidero esprimere sentimenti di vicinanza e solidarietà alla comunità milanese, duramente colpita dal tragico crollo dell'edificio di via Lomellina, che è costato la vita a quattro persone, tra cui una in giovanissima età", ha scritto. Il presidente ha poi espresso ai familiari delle vittime il proprio "partecipe cordoglio al loro grande dolore e, ai feriti, l'augurio di pronta guarigione''.


Io non credo alla tesi del suicidio...

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PUGLIESE NON E' IL MIO PRESIDENTE


mer set 20, 2006 2:40 pm
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Iscritto il: mar apr 04, 2006 8:12 pm
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alla fine si è saputo qualcosa al riguardo? si era parlato di una fuga di gas più volte denunciata dagli abitanti del palazzo. ma si era anche parlato di un suicidio....per ora l'ipotesi più accreditata è la prima, tanto è vero che tutti hanno confermato

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TUTTI INSIEME A DIFESA DELLA NOSTRA FEDE...FORZA LUPI!!!!!

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ven set 22, 2006 12:28 pm
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