da "La Stampa" di oggi (articolo molto carino....)
Napul'è o ci fa? Pino Daniele: “Cantiamo insieme per salvare la città”. Ma scoppia la polemica tra il cantante e BassolinoMARINELLA VENEGONI
NAPOLI
Gigi D’Alessio sommerso dai fischi. A Piazza del Plebiscito ieri, in diretta Raiuno, era di casa musica d’autore, di Pino Daniele: suoi erano i fans, ed era pure prevedibile che succedesse. Ma la storia dell’evento «Vaimò», ritorno alla grande di Pino Daniele con le sue vecchie band, arricchito dalle tematiche pro-raccolta differenziata con lo slogan «Napoli non è una carta sporca», si è snodato fin dall’annuncio come una sceneggiata tumultuosa, finita in happy end. Tanto che ora si comincia da capo: perché Pino e i suoi compagni della prima ora - Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Joe Amoruso - andranno in tour per l’Italia.
ISSO: ovvero Pino Daniele, Friends&Enemies. Piazza del Plebiscito fu culla del successo dell’uomo in blues nel 1980 quando ragazzo spettinato e furente urlò «I’ so pazz’» davanti a 200 mila persone. Ieri c’erano 30 mila paganti, ma intorno un mare di speranza si aggrappava alla musica per uscire dal devastante effetto spazzatura. Isso, Pino, da sempre di sinistra e tumultuoso, è tornato bandiera d’orgoglio napoletano. L’emergenza e le maggioranze dissonanti fra Roma e Napoli lo hanno condotto, come un consumato politico, a stringere accordi spericolati per portare a termine l’impresa. Si rischiava di non andare in scena, dopo l’annuncio del concerto al San Paolo senza averlo nemmeno chiesto (e il patron del Napoli ha detto no); poi è stato rifiutato anche l’ippodromo. Infuriavano i falò della spazzatura: «Nessuno ci dava retta». E’ spuntata la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, hanno parlato di una campagna a favore della differenziata; si è svegliato il Comune; e Isso, Bassolino? «Non ha fatto la sua parte, avrà aiutato nell’ombra. Ma era nel marasma totale», giustifica Pino; nella notte l’assessore alla Cultura del Comune, Oddati, ha voluto replicare: «Lui ce l’ha con noi, noi con lui, abbiamo fatto di tutto, ma lui si è venduto al potere corrente per un piatto di lenticchie». Però l’organizzatore Salzano ribatte: «Abbiamo pagato tutto noi, piazza compresa». Il marasma, come si vede, continua.
La serata è stata comunque grandiosa, con tanti artisti: Nino D’Angelo, Avion Travel, Chiara Civello, Gigi D’Alessio, Irene Grandi, Giorgia, più le tre formazioni che lo hanno accompagnato nei trent’anni celebrati ieri partendo da A testa in giù per arrivare a Yes I Know My Way, con tutto il cast in scena sulla sempre straordinaria Napule è, dove i fischi verso Gigi sono scoppiati.
ISSA: Milly, Stefania, la musica. Milly Carlucci, tranne la fulminea apparizione iniziale, ha interrotto: però da dietro le quinte. Per lo stesso rischio fischi in diretta tv, anche Issa, la ministra Prestigiacomo, il cui bimbo frequenta lo stesso asilo di una figlia di Daniele, ha calcato solo il backstage. L’ha fatta da padrona la musica.
O’ MALAMENTE: Gigi D’Alessio. Simpaticamente, è stato lui la pietra dello scandalo. Appena il suo nome è stato annunciato nel cast, si sono accese polemiche pesanti: Pino&Gigi sul palco a duettare, sono per l’immaginario collettivo un binomio convincente quanto Bassolino&Berlusconi, e infatti è scoppiato il finimondo; si calcola che molti dei 3.000 biglietti già venduti per il San Paolo siano stati restituiti per la sua presenza;
è stato sequestrato uno striscione che diceva: «Ho pagato per sentir cantare un camorrista». E tuttavia, le ruggini sono state superate nel superiore interesse di Napoli: «Ho messo da parte il mio sessantottismo, voglio capire», spiega Pino. Non si sa con quanta malizia, ha scelto per Gigi il duetto su O’ Scarrafone. In questa diplomazia della spazzatura, D’Alessio ha portato a casa ciò che gli premeva: il riconoscimento nella comunità degli artisti. Certo, pagato caro.