ven nov 16, 2007 9:39 pm
ven nov 16, 2007 9:51 pm
ven nov 16, 2007 9:54 pm
ven nov 16, 2007 9:56 pm
ven nov 16, 2007 10:04 pm
lupissimo ha scritto:quoto alla grande
a parte che l'angioletto morto domenica aveva finito di suonare in disco alle 5 ed alle 9 già era ad arezzo e poverino si è incappucciato insieme agli amici ed ha aggredito 5 juventini cn spranghe e coltelli.. povero angelo..
non è che la polizia da lontano vedendo gente incappucciata può aver pensato a qualche rapina???
ven nov 16, 2007 10:53 pm
ven nov 16, 2007 11:22 pm
sab nov 17, 2007 12:01 am
sab nov 17, 2007 12:02 am
sab nov 17, 2007 2:25 am
Armagh! ha scritto:Ero lì per difendere anche te,
tu, che hai deciso di uccidermi,
lasciando mia moglie e i miei figli soli...
tu, impazzito ma così lucidamente crudele.
Come vivrai, tu, adesso?
Cosa racconterai ai TUOI, di figli?
Io non ero tuo nemico, non ti odiavo, neanche ti conoscevo;
Ero lì per difendere anche te, se solo me lo avessi chiesto...
Adesso neanche tu sarai più realmente vivo:
hai ucciso me, uccidendo, definitivamente, anche la tua anima...
Questa è una poesia scritta in onore di Filippo Racito "Martire" ASSASSINATO per mano di un Ultras!
Al centro di quest'immagine qualcuno (forse) riconoscerà Paolo Borsellino gli altri sono conosciuti solo da pochi o da chi ha avuto la sventura (come il sottoscritto) di vedere quello che era rimasto di loro:
ma conosciamoli meglio questi SERVITORI DELLA POLIZIA DI STATO!
Era stata assegnata al nucleo scorte di Palermo dopo la strage di Capaci dove venne ucciso Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvilio, gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montanaro. Emanuela Loi aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.
Quando arrivò a Palermo disse: “Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l'agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace”. E’ la prima donna ad entrare a far parte di una scorta assegnata ad obiettivi a rischio.
La sua storia ha ispirato il bellissimo film di Rocco Cesareo “Gli angeli di Borsellino”. Una pellicola che parla della scorta QS e racconta tutti i 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Il regista e gli sceneggiatori Ugo Barbara, Mirco Da Lio, Massimo Di Martino e Paolo Zucca sono partiti dal libro La ragazza poliziotto scritto dal giornalista palermitano Francesco Massaro pochi mesi dopo la strage di Via D'Amelio, in cui veniva delineato il personaggio di Emanuela Loi.
Quel giorno con lei e il magistrato morirono anche:
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Invece, Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante.
Emanuela stava per sposarsi.
Ora in Sardegna molte scuole portano il suo nome e Sestu ogni anno ricorda Emanuela, una delle sue figlie.
Cosa accomuna queste persone a Gabriele Sandri, e a Carlo Giuliani per esempio?
tutto e niente...dipende molto dalla sensibilità dall'educazione e dalla cultura di chi legge...
tutto.. perchè la morte ha colpito queste persone in modo tragico e violento!
niente....perchè c'è chi è morto facendo qualcosa in cui credeva, ma oggi in Italia sembra che un Poliziotto o un Carabiniere che muoia facendo il suo lavoro non ha diritto di essere pianto perchè il lavoro l'ha scelto lui....
Certo la Morte di Carlo e Gabriele son odegli eventi tragici e dolorosi e il Poliziotto e il Carabiniere se hanno sbagliato devono pagare...e state certi che pagheranno come è giusto che sia e come è sempre stato, poco importa se Carlo Giuliano aveva un estintore in mano ed era in stile anni 70 in strada con un passamontagna...e poco importa se nell'auto in cui viaggiava Gabriele sembra siano state trovate spranghe o coltelli.....é chiaro che questo no ngiustifica assolutamente chi ha cagionato la loro morte ma dovrebbe essere un metro di giudizio e di paragone che ognuno di noi dovrebbe usare.
Un metro di giudizio e di paragone che ieri sera ad Anno Zero il buon Santoro in un vero e proprio processo alle Forze dell'ordine non ha usato, il buon michele per par-condcio avrebbe potuto invitare anche la vedova Racito o la Mamma di Manuela Loi....
Pazientate un attimo perchè questo è il mio ultimo post, non posso e non voglio continuare a discuterecon un certo tipo di persone che gioco forza vivono e ragionano da Ultras...ho letto discussioni aberranti e mi fermo qui con i giudizi per non portare questa discussione agli stessi livelli di chi crede che per amare una squadra di calcio bisogna essere Ultras decelebrati senza senso critico.....
Gli anni haime sono passati il calcio è cambiato e con l'augurio che per decreto legge tutti i gruppi Ultras vengano sciolti mi congedo con l'augurio che nessuno venga a farmi visita come è capitato ad alcuni utenti del forum che ovviamente non hanno voluto o potuto denuciare la cosa...
Nel salutare affettuosamente gli amministratori, e i veri tifosi del lupo che la domenica vogliono gustarsi una partita allo stadio accompagnati a limite a dai loro figli ...li esorto con amore a non gettar le perle ai porci......
Ciao!
sab nov 17, 2007 9:38 am
lupissimo ha scritto:si ma non facciamo falsi eroi e da ciò non si screditino tutte le forze dell'ordine che tutelano la gente per bene
sab nov 17, 2007 9:47 am
LUPO1912 ha scritto:Armagh! ha scritto:Ero lì per difendere anche te,
tu, che hai deciso di uccidermi,
lasciando mia moglie e i miei figli soli...
tu, impazzito ma così lucidamente crudele.
Come vivrai, tu, adesso?
Cosa racconterai ai TUOI, di figli?
Io non ero tuo nemico, non ti odiavo, neanche ti conoscevo;
Ero lì per difendere anche te, se solo me lo avessi chiesto...
Adesso neanche tu sarai più realmente vivo:
hai ucciso me, uccidendo, definitivamente, anche la tua anima...
Questa è una poesia scritta in onore di Filippo Racito "Martire" ASSASSINATO per mano di un Ultras!
Al centro di quest'immagine qualcuno (forse) riconoscerà Paolo Borsellino gli altri sono conosciuti solo da pochi o da chi ha avuto la sventura (come il sottoscritto) di vedere quello che era rimasto di loro:
ma conosciamoli meglio questi SERVITORI DELLA POLIZIA DI STATO!
Era stata assegnata al nucleo scorte di Palermo dopo la strage di Capaci dove venne ucciso Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvilio, gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montanaro. Emanuela Loi aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.
Quando arrivò a Palermo disse: “Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l'agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace”. E’ la prima donna ad entrare a far parte di una scorta assegnata ad obiettivi a rischio.
La sua storia ha ispirato il bellissimo film di Rocco Cesareo “Gli angeli di Borsellino”. Una pellicola che parla della scorta QS e racconta tutti i 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Il regista e gli sceneggiatori Ugo Barbara, Mirco Da Lio, Massimo Di Martino e Paolo Zucca sono partiti dal libro La ragazza poliziotto scritto dal giornalista palermitano Francesco Massaro pochi mesi dopo la strage di Via D'Amelio, in cui veniva delineato il personaggio di Emanuela Loi.
Quel giorno con lei e il magistrato morirono anche:
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Invece, Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante.
Emanuela stava per sposarsi.
Ora in Sardegna molte scuole portano il suo nome e Sestu ogni anno ricorda Emanuela, una delle sue figlie.
Cosa accomuna queste persone a Gabriele Sandri, e a Carlo Giuliani per esempio?
tutto e niente...dipende molto dalla sensibilità dall'educazione e dalla cultura di chi legge...
tutto.. perchè la morte ha colpito queste persone in modo tragico e violento!
niente....perchè c'è chi è morto facendo qualcosa in cui credeva, ma oggi in Italia sembra che un Poliziotto o un Carabiniere che muoia facendo il suo lavoro non ha diritto di essere pianto perchè il lavoro l'ha scelto lui....
Certo la Morte di Carlo e Gabriele son odegli eventi tragici e dolorosi e il Poliziotto e il Carabiniere se hanno sbagliato devono pagare...e state certi che pagheranno come è giusto che sia e come è sempre stato, poco importa se Carlo Giuliano aveva un estintore in mano ed era in stile anni 70 in strada con un passamontagna...e poco importa se nell'auto in cui viaggiava Gabriele sembra siano state trovate spranghe o coltelli.....é chiaro che questo no ngiustifica assolutamente chi ha cagionato la loro morte ma dovrebbe essere un metro di giudizio e di paragone che ognuno di noi dovrebbe usare.
Un metro di giudizio e di paragone che ieri sera ad Anno Zero il buon Santoro in un vero e proprio processo alle Forze dell'ordine non ha usato, il buon michele per par-condcio avrebbe potuto invitare anche la vedova Racito o la Mamma di Manuela Loi....
Pazientate un attimo perchè questo è il mio ultimo post, non posso e non voglio continuare a discuterecon un certo tipo di persone che gioco forza vivono e ragionano da Ultras...ho letto discussioni aberranti e mi fermo qui con i giudizi per non portare questa discussione agli stessi livelli di chi crede che per amare una squadra di calcio bisogna essere Ultras decelebrati senza senso critico.....
Gli anni haime sono passati il calcio è cambiato e con l'augurio che per decreto legge tutti i gruppi Ultras vengano sciolti mi congedo con l'augurio che nessuno venga a farmi visita come è capitato ad alcuni utenti del forum che ovviamente non hanno voluto o potuto denuciare la cosa...
Nel salutare affettuosamente gli amministratori, e i veri tifosi del lupo che la domenica vogliono gustarsi una partita allo stadio accompagnati a limite a dai loro figli ...li esorto con amore a non gettar le perle ai porci......
Ciao!
forse un giorno la gente ricordera' Gabriele ...
forse un giorno la famiglia di gabriele sara 'riconosciuta con la medaglia d'oro sotto una sfilata militare ,trombe che suonano in suo onore e capi dello stato che si trasformeranno in angeli protettori che garantiranno conforto e supporto ai figli e alle mogli di questi eroi
INVECE GABRIELE AVRA' UNA LAPIDE CON SU SCRITTO MORTO PERCHE' ULTRAS
MORTO IL............
IL CALCIO HA MIETUTO LA SUA ENNESIMA VITTIMA....
E NOOO ca**o SE SIETE UOMINI E AVETE LE PALLE SOLO PER INCAMERARE URINA DOVETE AMMETTERE CHE UNA FAMIGLIA STA' PIANGENDO UN OMICIDIO E UN POLIZIOTTO HA ABUSATO DEL SUO POTERE.
ASSASSINO.
co*****e
sab nov 17, 2007 10:20 am
sab nov 17, 2007 10:20 am
LUPO1912 ha scritto:Armagh! ha scritto:Ero lì per difendere anche te,
tu, che hai deciso di uccidermi,
lasciando mia moglie e i miei figli soli...
tu, impazzito ma così lucidamente crudele.
Come vivrai, tu, adesso?
Cosa racconterai ai TUOI, di figli?
Io non ero tuo nemico, non ti odiavo, neanche ti conoscevo;
Ero lì per difendere anche te, se solo me lo avessi chiesto...
Adesso neanche tu sarai più realmente vivo:
hai ucciso me, uccidendo, definitivamente, anche la tua anima...
Questa è una poesia scritta in onore di Filippo Racito "Martire" ASSASSINATO per mano di un Ultras!
Al centro di quest'immagine qualcuno (forse) riconoscerà Paolo Borsellino gli altri sono conosciuti solo da pochi o da chi ha avuto la sventura (come il sottoscritto) di vedere quello che era rimasto di loro:
ma conosciamoli meglio questi SERVITORI DELLA POLIZIA DI STATO!
Era stata assegnata al nucleo scorte di Palermo dopo la strage di Capaci dove venne ucciso Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvilio, gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montanaro. Emanuela Loi aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.
Quando arrivò a Palermo disse: “Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l'agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace”. E’ la prima donna ad entrare a far parte di una scorta assegnata ad obiettivi a rischio.
La sua storia ha ispirato il bellissimo film di Rocco Cesareo “Gli angeli di Borsellino”. Una pellicola che parla della scorta QS e racconta tutti i 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Il regista e gli sceneggiatori Ugo Barbara, Mirco Da Lio, Massimo Di Martino e Paolo Zucca sono partiti dal libro La ragazza poliziotto scritto dal giornalista palermitano Francesco Massaro pochi mesi dopo la strage di Via D'Amelio, in cui veniva delineato il personaggio di Emanuela Loi.
Quel giorno con lei e il magistrato morirono anche:
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Invece, Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante.
Emanuela stava per sposarsi.
Ora in Sardegna molte scuole portano il suo nome e Sestu ogni anno ricorda Emanuela, una delle sue figlie.
Cosa accomuna queste persone a Gabriele Sandri, e a Carlo Giuliani per esempio?
tutto e niente...dipende molto dalla sensibilità dall'educazione e dalla cultura di chi legge...
tutto.. perchè la morte ha colpito queste persone in modo tragico e violento!
niente....perchè c'è chi è morto facendo qualcosa in cui credeva, ma oggi in Italia sembra che un Poliziotto o un Carabiniere che muoia facendo il suo lavoro non ha diritto di essere pianto perchè il lavoro l'ha scelto lui....
Certo la Morte di Carlo e Gabriele son odegli eventi tragici e dolorosi e il Poliziotto e il Carabiniere se hanno sbagliato devono pagare...e state certi che pagheranno come è giusto che sia e come è sempre stato, poco importa se Carlo Giuliano aveva un estintore in mano ed era in stile anni 70 in strada con un passamontagna...e poco importa se nell'auto in cui viaggiava Gabriele sembra siano state trovate spranghe o coltelli.....é chiaro che questo no ngiustifica assolutamente chi ha cagionato la loro morte ma dovrebbe essere un metro di giudizio e di paragone che ognuno di noi dovrebbe usare.
Un metro di giudizio e di paragone che ieri sera ad Anno Zero il buon Santoro in un vero e proprio processo alle Forze dell'ordine non ha usato, il buon michele per par-condcio avrebbe potuto invitare anche la vedova Racito o la Mamma di Manuela Loi....
Pazientate un attimo perchè questo è il mio ultimo post, non posso e non voglio continuare a discuterecon un certo tipo di persone che gioco forza vivono e ragionano da Ultras...ho letto discussioni aberranti e mi fermo qui con i giudizi per non portare questa discussione agli stessi livelli di chi crede che per amare una squadra di calcio bisogna essere Ultras decelebrati senza senso critico.....
Gli anni haime sono passati il calcio è cambiato e con l'augurio che per decreto legge tutti i gruppi Ultras vengano sciolti mi congedo con l'augurio che nessuno venga a farmi visita come è capitato ad alcuni utenti del forum che ovviamente non hanno voluto o potuto denuciare la cosa...
Nel salutare affettuosamente gli amministratori, e i veri tifosi del lupo che la domenica vogliono gustarsi una partita allo stadio accompagnati a limite a dai loro figli ...li esorto con amore a non gettar le perle ai porci......
Ciao!
forse un giorno la gente ricordera' Gabriele ...
forse un giorno la famiglia di gabriele sara 'riconosciuta con la medaglia d'oro sotto una sfilata militare ,trombe che suonano in suo onore e capi dello stato che si trasformeranno in angeli protettori che garantiranno conforto e supporto ai figli e alle mogli di questi eroi
INVECE GABRIELE AVRA' UNA LAPIDE CON SU SCRITTO MORTO PERCHE' ULTRAS
MORTO IL............
IL CALCIO HA MIETUTO LA SUA ENNESIMA VITTIMA....
E NOOO ca**o SE SIETE UOMINI E AVETE LE PALLE SOLO PER INCAMERARE URINA DOVETE AMMETTERE CHE UNA FAMIGLIA STA' PIANGENDO UN OMICIDIO E UN POLIZIOTTO HA ABUSATO DEL SUO POTERE.
ASSASSINO.
co*****e
sab nov 17, 2007 10:48 am
sab nov 17, 2007 10:50 am
sab nov 17, 2007 11:57 am
Armagh! ha scritto:Ero lì per difendere anche te,
tu, che hai deciso di uccidermi,
lasciando mia moglie e i miei figli soli...
tu, impazzito ma così lucidamente crudele.
Come vivrai, tu, adesso?
Cosa racconterai ai TUOI, di figli?
Io non ero tuo nemico, non ti odiavo, neanche ti conoscevo;
Ero lì per difendere anche te, se solo me lo avessi chiesto...
Adesso neanche tu sarai più realmente vivo:
hai ucciso me, uccidendo, definitivamente, anche la tua anima...
Questa è una poesia scritta in onore di Filippo Racito "Martire" ASSASSINATO per mano di un Ultras!
Al centro di quest'immagine qualcuno (forse) riconoscerà Paolo Borsellino gli altri sono conosciuti solo da pochi o da chi ha avuto la sventura (come il sottoscritto) di vedere quello che era rimasto di loro:
ma conosciamoli meglio questi SERVITORI DELLA POLIZIA DI STATO!
Era stata assegnata al nucleo scorte di Palermo dopo la strage di Capaci dove venne ucciso Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvilio, gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montanaro. Emanuela Loi aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.
Quando arrivò a Palermo disse: “Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l'agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace”. E’ la prima donna ad entrare a far parte di una scorta assegnata ad obiettivi a rischio.
La sua storia ha ispirato il bellissimo film di Rocco Cesareo “Gli angeli di Borsellino”. Una pellicola che parla della scorta QS e racconta tutti i 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Il regista e gli sceneggiatori Ugo Barbara, Mirco Da Lio, Massimo Di Martino e Paolo Zucca sono partiti dal libro La ragazza poliziotto scritto dal giornalista palermitano Francesco Massaro pochi mesi dopo la strage di Via D'Amelio, in cui veniva delineato il personaggio di Emanuela Loi.
Quel giorno con lei e il magistrato morirono anche:
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Invece, Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante.
Emanuela stava per sposarsi.
Ora in Sardegna molte scuole portano il suo nome e Sestu ogni anno ricorda Emanuela, una delle sue figlie.
Cosa accomuna queste persone a Gabriele Sandri, e a Carlo Giuliani per esempio?
tutto e niente...dipende molto dalla sensibilità dall'educazione e dalla cultura di chi legge...
tutto.. perchè la morte ha colpito queste persone in modo tragico e violento!
niente....perchè c'è chi è morto facendo qualcosa in cui credeva, ma oggi in Italia sembra che un Poliziotto o un Carabiniere che muoia facendo il suo lavoro non ha diritto di essere pianto perchè il lavoro l'ha scelto lui....
Certo la Morte di Carlo e Gabriele son odegli eventi tragici e dolorosi e il Poliziotto e il Carabiniere se hanno sbagliato devono pagare...e state certi che pagheranno come è giusto che sia e come è sempre stato, poco importa se Carlo Giuliano aveva un estintore in mano ed era in stile anni 70 in strada con un passamontagna...e poco importa se nell'auto in cui viaggiava Gabriele sembra siano state trovate spranghe o coltelli.....é chiaro che questo no ngiustifica assolutamente chi ha cagionato la loro morte ma dovrebbe essere un metro di giudizio e di paragone che ognuno di noi dovrebbe usare.
Un metro di giudizio e di paragone che ieri sera ad Anno Zero il buon Santoro in un vero e proprio processo alle Forze dell'ordine non ha usato, il buon michele per par-condcio avrebbe potuto invitare anche la vedova Racito o la Mamma di Manuela Loi....
Pazientate un attimo perchè questo è il mio ultimo post, non posso e non voglio continuare a discuterecon un certo tipo di persone che gioco forza vivono e ragionano da Ultras...ho letto discussioni aberranti e mi fermo qui con i giudizi per non portare questa discussione agli stessi livelli di chi crede che per amare una squadra di calcio bisogna essere Ultras decelebrati senza senso critico.....
Gli anni haime sono passati il calcio è cambiato e con l'augurio che per decreto legge tutti i gruppi Ultras vengano sciolti mi congedo con l'augurio che nessuno venga a farmi visita come è capitato ad alcuni utenti del forum che ovviamente non hanno voluto o potuto denuciare la cosa...
Nel salutare affettuosamente gli amministratori, e i veri tifosi del lupo che la domenica vogliono gustarsi una partita allo stadio accompagnati a limite a dai loro figli ...li esorto con amore a non gettar le perle ai porci......
Ciao!
sab nov 17, 2007 12:04 pm
sab nov 17, 2007 12:10 pm
lupissimo ha scritto:si ma non facciamo falsi eroi e da ciò non si screditino tutte le forze dell'ordine che tutelano la gente per bene
sab nov 17, 2007 1:58 pm
Armagh! ha scritto:Ero lì per difendere anche te,
tu, che hai deciso di uccidermi,
lasciando mia moglie e i miei figli soli...
tu, impazzito ma così lucidamente crudele.
Come vivrai, tu, adesso?
Cosa racconterai ai TUOI, di figli?
Io non ero tuo nemico, non ti odiavo, neanche ti conoscevo;
Ero lì per difendere anche te, se solo me lo avessi chiesto...
Adesso neanche tu sarai più realmente vivo:
hai ucciso me, uccidendo, definitivamente, anche la tua anima...
Questa è una poesia scritta in onore di Filippo Racito "Martire" ASSASSINATO per mano di un Ultras!
Al centro di quest'immagine qualcuno (forse) riconoscerà Paolo Borsellino gli altri sono conosciuti solo da pochi o da chi ha avuto la sventura (come il sottoscritto) di vedere quello che era rimasto di loro:
ma conosciamoli meglio questi SERVITORI DELLA POLIZIA DI STATO!
Era stata assegnata al nucleo scorte di Palermo dopo la strage di Capaci dove venne ucciso Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvilio, gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montanaro. Emanuela Loi aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.
Quando arrivò a Palermo disse: “Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l'agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace”. E’ la prima donna ad entrare a far parte di una scorta assegnata ad obiettivi a rischio.
La sua storia ha ispirato il bellissimo film di Rocco Cesareo “Gli angeli di Borsellino”. Una pellicola che parla della scorta QS e racconta tutti i 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Il regista e gli sceneggiatori Ugo Barbara, Mirco Da Lio, Massimo Di Martino e Paolo Zucca sono partiti dal libro La ragazza poliziotto scritto dal giornalista palermitano Francesco Massaro pochi mesi dopo la strage di Via D'Amelio, in cui veniva delineato il personaggio di Emanuela Loi.
Quel giorno con lei e il magistrato morirono anche:
Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
Claudio Traina 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Invece, Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante.
Emanuela stava per sposarsi.
Ora in Sardegna molte scuole portano il suo nome e Sestu ogni anno ricorda Emanuela, una delle sue figlie.
Cosa accomuna queste persone a Gabriele Sandri, e a Carlo Giuliani per esempio?
tutto e niente...dipende molto dalla sensibilità dall'educazione e dalla cultura di chi legge...
tutto.. perchè la morte ha colpito queste persone in modo tragico e violento!
niente....perchè c'è chi è morto facendo qualcosa in cui credeva, ma oggi in Italia sembra che un Poliziotto o un Carabiniere che muoia facendo il suo lavoro non ha diritto di essere pianto perchè il lavoro l'ha scelto lui....
Certo la Morte di Carlo e Gabriele son odegli eventi tragici e dolorosi e il Poliziotto e il Carabiniere se hanno sbagliato devono pagare...e state certi che pagheranno come è giusto che sia e come è sempre stato, poco importa se Carlo Giuliano aveva un estintore in mano ed era in stile anni 70 in strada con un passamontagna...e poco importa se nell'auto in cui viaggiava Gabriele sembra siano state trovate spranghe o coltelli.....é chiaro che questo no ngiustifica assolutamente chi ha cagionato la loro morte