Cambogia,dall''89 viveva nella giungla
Era il 1989 quando una bambina di otto anni sparì nel nulla mentre faceva pascolare delle mucche vicino al confine con il Vietnam centrale. Ebbene dal nulla, dopo 18 anni quella bambina che ora ha 26 anni è riapparsa. Ora la giovane, che è riuscita a vivere nel fitto della giungla tanto da venir ribattezzata la "ragazza della giungla" è diventata un'attrazione turistica e decine di persone che fanno la fila per poterla vedere
Quella di è una storia avvolta ancora da tanti misteri. E' stata letteralmente catturata dopo essere stata trovata con le mani nel cestino di un contadino, e subito riconosciuta da tale Sal Lou come la figlia scomparsa: "Era nuda e camminava come una scimmia, esattamente come una scimmia. Magrissima, con gli occhi rossi come una tigre. Spaventosa e con un aspetto terribile. Ma era mia figlia". La prova? Una cicatrice sul braccio destro della ragazza. Non ha dubbi Sal Lou, non ha dubbi la sorella che gliel'aveva provocata, giocando incautamente con un coltello, poco prima della scomparsa. Adesso la ragazza è tornata a casa. Passa il suo tempo sdraiata o seduta sul pavimento della misera casa che divide con con altre 12 persone, lo sguardo fisso sulla gente che entra o sullo schermo della tv: pare abbia una passione per la collezione di video karaoke, anche se non canta. Comunica le sue esigenze primarie mettendosi una mano sullo stomaco. Due giorni fa, si è tolta di dosso i vestiti che ora indossa e ha cercato di tornare nella giungla. Ammesso che si tratti Ro Cham H'pnhieng. Gli abitanti del villaggio sono spaventati: temono gli "spiriti del male", anche se Sal Lou ha portato la ragazza da un monaco buddista perchè li scacciasse. Ma soprattutto esprimono dubbi sulla vicenda. Perchè aveva i capelli corti, se ha vissuto con gli animali? Come ha fatto sopravvivere alle notti nuda? "Ci sono ancora molte domande che attendono risposta", conviene il capo della polizia del villaggio: "Io sospetto che ci sia una famiglia, o qualcuno, che 'lì fuori' si è presa cura di lei in questo periodo"; nomadi che rifiutano contatti con la civiltà, come ce ne sono in questa zona della Cambogia. Il poliziotto Mao San, però, si spinge ancora più in là coi dubbi: "Aspettiamo il test del dna, solo così si può mettere fine ai sospetti". A raccontare la vicenda, che ha del miracoloso, è stato il padre della ragazza a un giornale locale.