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gio nov 09, 2006 5:17 pm
I democratici vincono anche al Senato
e chiedono a Bush un vertice sull'Iraq
Il candidato democratico al Senato per la Virginia Jim Webb
WASHINGTON - Dopo la Camera i democratici conquistano anche il Senato aggiudicandosi in Virginia il decisivo 51/esimo seggio, che, secondo tutti i principali mezzi di informazione Usa è andato al democratico James Webb. E muovono i primi passi concreti: la nuova maggioranza ha chiesto al presidente Bush un vertice sull'Iraq.
"Spero che Bush ci ascolti", ha detto la "Madam Speaker" Nancy Pelosi, futura presidente della Camera, affiancata dal leader democratico del Senato Harry Reid. "E' ora di mettere la faziosità da parte e trovare una nuova strada, per il paese e per l'Iraq", ha aggiunto ancora Reid, chiedendo l'incontro bipartisan tra amministrazione e vertici del Congresso.
In Virginia, anche se il seggio non è stato ancora ufficialmente assegnato a Webb, le operazioni di conto indicano un vantaggio per il democratico di oltre 7.000 voti (su un totale di oltre 2,3 milioni): un margine esiguo ma sufficiente a decretarne la vittoria e a regalare ai democratici anche il controllo del Senato. La sconfitta dei repubblicani, che ha già portato alle dimissioni del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, è quindi totale.
In Senato i democratici avrebbero dunque il controllo diretto di 49 seggi su cento, più altri due attribuiti a candidati indipendenti ma a essi omogenei; i repubblicani ne manterrebbero 49. Se il risultato sarà ribadito ufficialmente, come sembra, l'intero Congresso sarà nelle mani di quella che per 12 anni è stata la minoranza. Ai democratici serviva strappare agli avversari sei seggi alla camera alta: a parte la Virginia, ce l'hanno fatta in Ohio, Pennsylvania, Rhode Island, Missouri e, da ultimo, nel Montana.
In effetti, poiché lo scarto tra i contendenti è inferiore all'1 per cento dei suffragi, per legge lo sconfitto può chiedere un nuovo conteggio (come avvenne in occasione delle presidenziali del 2000), che in tal caso scatta automaticamente.
Finora dopo la diffusione degli ultimi dati da nessuno dei comitati elettorali delle due parti è venuta una presa di posizione formale. Fonti vicine ad Allen hanno tuttavia sottolineato che l'interessato "non ha alcuna intenzione di tirarla per le lunghe". A indurlo a non assumere un atteggiamento rigido sarebbe il fatto che lo spoglio è stato in realtà assai più rapido di quanto non fosse stato previsto, e con un andamento molto regolare, che ha reso evidente dall'inizio il risultato finale, un vantaggio esiguo ma chiaro di Webb.
gio nov 09, 2006 10:15 pm
gio nov 09, 2006 11:24 pm
gio nov 09, 2006 11:41 pm
ven nov 10, 2006 9:04 am
Si dice che la Pelosi, sia di origine italiana e addirittura della Campania, chi puo' fornirci qualche ulteriore informazione, sulla neo-speaker del parlamento statunitense?
ven nov 10, 2006 8:50 pm
CarambaAvellinese ha scritto:Si dice che la Pelosi, sia di origine italiana e addirittura della Campania, chi puo' fornirci qualche ulteriore informazione, sulla neo-speaker del parlamento statunitense?
Ho sentito che è ligure, anche se il cognome è D'alessandro