
Il lunedì in tv (tra Napoli ed Avellino)
Ho ascoltato la telefonata di Riccio: un mix di intelligenza, onestà e saggezza.
Ha parlato ovviamente di Cremona. Ha raccontato che ha visto la squadra come da tempo non si vedeva, non si è nascosto quando ha riconosciuto che dopo il manacto aggancio di Rimini, la squadra ha commesso l'errore di non crederci più e, di qui, certe prestazioni e risultati.
Ha messo in guardia, dal credere che tutto sia fatto per il passaggio del turno.
"ogni volta che l'Avellino ha creduto di essere pronto a spiccare il volo è andato a sbattere contro un muro. Anche ieri è accaduto la stessa cosa. Dopo il due a zero, la Reggiana era morta, abbiamo mollato e siamo stati puniti. Alla fine, qualcuno dei miei compagni era contento, io ero soprattutto inca.zzato per quel goal che non dovevamo prendere."
Ha detto che lui inizia a pensare alle partite già dal martedì, per questo lascia immaginare come preparerà la eventuale finale col Napoli. Ma Napoli ed Avellino devono sapere che siamo solo al primo tempo e che gli avversari faranno di tutto per ripetere il Liverpool
Sui tifosi non ha più parole, non serve chiamarli, quelli ci sono sempre. Ieri sono giunti a migliaia, partendo in mille modi e facendo sacrifici enormi.
Sulle tv napoletana impazzano le critiche all'arbitro di Sambenedetto e , questo, mi sembra comprensibile. Ma quello che s'è firat 'e fa number two è vergognoso. O meglio, per correttezza, il conduttore D'antoni (o?) e quel ce.sso di Zazzaroni.
Si sono messi a fare la moviola della partita dell'Avellino, dimostrando, a loro dire, che la Reggiana ha subito un arbitraggio scandaloso e quindi, siccome s'è capito bene il vento da che parte tira, occorre che la società si faccia sentire, prima, in vista di Avellino.
Il più indecente è stato Zazzaroni che ha raccontato del povero Giordano che è avvelenato per il furto subito.
Javaroni ed altri, pur sottolineando la mediocrità degli arbitri di C e dell'arbitraggio di ieri, hanno cercato di porre freno a questo massacro sull'Avellino, ricordando i torti subiti dalla nostra squadra.
Il più serio è stato Ciro Venerato, che oltre a mettere in guardia il Napoli per la forza dell'avellino che certamente non perdonerebbe un primo tempo indecente come quello disputato a San Benedetto ha evidenziato che il Napoli non puo' nascxondersi sempre dietro l'alibi degli arbitri.
Infine il mio mito: Gennaro Rambone.
Li ha presi ha pesci in faccia, ha iniziato ad urlare come un ossesso che la devono smettere di parlare e di lamentarsi degli arbitri.
"Voi dite che il Napoli ha attuato, nel corso della partita, tre schemi. Ma quali scheeeeeeeeeeeeemi...che 'o napol nun sape manco che so' gli schemi?"
Poi sono arrivate e-mail di proteste in trasmissione, da parte dei tifosi dell'Avellino (tantissime ha detto il comico coconduttore). Una l'ho mandata io: concludeva con queste parole:
"...Zazzaroni, lei è la spalla ideale per giornalai napoletani che fanno disinformazione. Ha visto la partita della sua Reggiana, del suo amico giordano? Legga la mia e-mail in diretta. La sfido a vedersi insieme a me la partita dell'Avellino, con tutti i migliori giornalisti nazionali, anche suoi amici. Se confermano che si è trattato di furto, allora io cambio mestiere e mi metto a cercare l'elemosina sotto ai semafori. Se dicono che hanno visto una grandissima prova di una grandissima squadra e che l'arbitro ha danneggiato l'Avellino più che la reggiana, lei dovrà cambiare mestiere e mettersi a fare il posteggiatore. Abusivo, ovviamente..."
Infine, ho deciso di passare da Biscardi e qui ho beccato, il preveto avellinese, l'ommo 'e cinema, l'amico di Angelo

, che dopo essere intervenuto alla trasmissione sportiva napoletana, facendo la vittima, ha pensato di ripetere la scena in quel di Biscardi: tra pover'uommn si capiscono"
