Con la testa nei play off... di Emilio Limone
Inviato: ven mag 06, 2005 12:34 am
Lo staff giornalistico di ForzAvellino.net è lieto di presentarvi il nuovo acquisto del gruppo, un ragazzo giovane, esperto di calcio, in gamba e, soprattutto, tifoso dell'Avellino. Uno di quelli che l'abilità dialettica e giornalistica la ha coniugata con la passione per il calcio. Emilio Limone è così, un ragazzo in gamba ma anche alla mano, semplice, simpatico. Per noi è già di famiglia, uno del forum, della grande famiglia biancoverde del forum di forzavellino.net. Abbiamo abbondato un pò nei convenevoli ma era giusto così. Ve ne accorgerete leggendo le righe del primo pezzo che ha scritto per noi. A voi buona lettura, a Emilio un in bocca al lupo:
Addio sogni di gloria, o perlomeno addio a quelli accessibili dalla porta principale. Ma, in fondo, era preventivabile sin dai primi istanti seguiti al triplice fischio di Avellino-Rimini e, voglio andare controcorrente, tutto sommato è anche giusto. Onore e merito ad un Rimini che raccoglie i frutti di un lavoro serio e graduale, partito da lontano e forte del tacito sostegno di un ambiente tranquillo e paziente. Certo, abituati alla nostra vita da “pane e calcio”, noi più che altro definiremmo il centro romagnolo disinteressato e dunque indegno del glorioso traguardo, ma tant’è: la forza biancorossa si è rivelata proprio la serenità in cui ha lavorato la società riminese, lungi da ogni pressione o esigenti critiche di ogni genere. Nel corso degli ultimi anni, mentre sulle spiagge le belle viste di bikini e l’inevitabile business correlato prendevano, come sempre, il sopravvento nella vita quotidiana, sul manto erboso del “Neri” cresceva l’intesa tra i componenti della squadra e pian piano andava a crearsi una macchina perfetta, capace di giocare a memoria e capirsi al volo. Un po’ come le improvvisazioni dal vivo tra Bono e The Edge in casa U2. Assolutamente impensabile in una realtà come la nostra: in fondo, quando un semplice gioco è visto come un vero e proprio strumento di rivalsa sociale (quella che molto spesso le istituzioni non sono in grado di garantire), anche un’annata esaltante, se priva di lieto fine, va in archivio nella lista delle grandi delusioni. Tornando al calcio giocato, quest’anno il Rimini ha recitato un indiscusso ruolo di protagonista, e non si tirino in ballo i D’Amato di turno: al di là dei giustificatissimi rimpianti per qualche torto arbitrale di troppo, bisogna ammettere che nel corso della stagione la truppa di Acori ha dato lezioni di calcio a dispetto, più che dei biancoverdi, di un Berlusconi in miniatura (paragone che quanto a competenza calcistica lascia a desiderare) che sotto il Vesuvio aveva pensato bene di stravincere il torneo di terza serie a suon di miliardi delle vecchie lire. Ha vinto, invece, il buon gioco. In Irpinia, ora, la testa è già puntata ai play off: per le strade, nei bar, in tv non si parla d’altro; già ci si immerge con i pensieri in un derby per la B e già si comincia a discutere di eventuali favori al Napoli, di trasferte ad alto rischio e di emozioni al cardiopalma. Al di là del fatto che tutti, o quasi, sembrano dimenticare che l’accesso alla finale si guadagna solo dopo aver superato la quinta in classifica, non credo si possa andare lontano se non si continua a vivere alla giornata: il derby campano da giocare, ora, è quello a distanza per la conquista di una seconda piazza tutt’altro che già saldamente nelle mani irpine. L’imminente ostacolo, rappresentato dal Sora, è di quelli da non sottovalutare, come è importante considerare il match di domenica un test per la condizione psicologica dei lupi. “La squadra è calata quando ha saputo della netta vittoria del Rimini” è stata la spiegazione che mister Oddo ha dato al pari di Fermo: premettendo che a mio parere un’affermazione del genere non può essere affatto plausibile quando è un allenatore (e dunque colui che dovrebbe inculcare gli stimoli giusti alla squadra) a farla, e cercando di interpretare il morale bassissimo e l’immediata “latitanza” dei calciatori (sia per quanto concerne la sala stampa del “Recchioni” che gli studi televisivi dei programmi del lunedì sera), non darei per scontata una vittoria sugli uomini di Capuano se non conquistata con il coltello tra i denti. Si proceda, dunque, per gradi: conservare l’importantissimo secondo posto per poi pensare alla lotteria degli spareggi, sperando nel necessario completo recupero degli uomini infortunati e confidando nell’apporto di un calciatore, quale Montezine, che dopo un lungo calvario potrebbe trovare in questa decisiva fase della stagione le giuste prerogative per rivelarsi utile. La brigata biancoverde all’assalto del modesto Sora, dunque, prima di puntare a bottini ben più preziosi ma ancora lontani.
Ovviamente aspettiamo i vostri commenti, opinioni, e quant'altro possa scaturire dalle parole di Emilio. Siamo certi che ne verrà fuori un'interessante discussione biancoverde
Addio sogni di gloria, o perlomeno addio a quelli accessibili dalla porta principale. Ma, in fondo, era preventivabile sin dai primi istanti seguiti al triplice fischio di Avellino-Rimini e, voglio andare controcorrente, tutto sommato è anche giusto. Onore e merito ad un Rimini che raccoglie i frutti di un lavoro serio e graduale, partito da lontano e forte del tacito sostegno di un ambiente tranquillo e paziente. Certo, abituati alla nostra vita da “pane e calcio”, noi più che altro definiremmo il centro romagnolo disinteressato e dunque indegno del glorioso traguardo, ma tant’è: la forza biancorossa si è rivelata proprio la serenità in cui ha lavorato la società riminese, lungi da ogni pressione o esigenti critiche di ogni genere. Nel corso degli ultimi anni, mentre sulle spiagge le belle viste di bikini e l’inevitabile business correlato prendevano, come sempre, il sopravvento nella vita quotidiana, sul manto erboso del “Neri” cresceva l’intesa tra i componenti della squadra e pian piano andava a crearsi una macchina perfetta, capace di giocare a memoria e capirsi al volo. Un po’ come le improvvisazioni dal vivo tra Bono e The Edge in casa U2. Assolutamente impensabile in una realtà come la nostra: in fondo, quando un semplice gioco è visto come un vero e proprio strumento di rivalsa sociale (quella che molto spesso le istituzioni non sono in grado di garantire), anche un’annata esaltante, se priva di lieto fine, va in archivio nella lista delle grandi delusioni. Tornando al calcio giocato, quest’anno il Rimini ha recitato un indiscusso ruolo di protagonista, e non si tirino in ballo i D’Amato di turno: al di là dei giustificatissimi rimpianti per qualche torto arbitrale di troppo, bisogna ammettere che nel corso della stagione la truppa di Acori ha dato lezioni di calcio a dispetto, più che dei biancoverdi, di un Berlusconi in miniatura (paragone che quanto a competenza calcistica lascia a desiderare) che sotto il Vesuvio aveva pensato bene di stravincere il torneo di terza serie a suon di miliardi delle vecchie lire. Ha vinto, invece, il buon gioco. In Irpinia, ora, la testa è già puntata ai play off: per le strade, nei bar, in tv non si parla d’altro; già ci si immerge con i pensieri in un derby per la B e già si comincia a discutere di eventuali favori al Napoli, di trasferte ad alto rischio e di emozioni al cardiopalma. Al di là del fatto che tutti, o quasi, sembrano dimenticare che l’accesso alla finale si guadagna solo dopo aver superato la quinta in classifica, non credo si possa andare lontano se non si continua a vivere alla giornata: il derby campano da giocare, ora, è quello a distanza per la conquista di una seconda piazza tutt’altro che già saldamente nelle mani irpine. L’imminente ostacolo, rappresentato dal Sora, è di quelli da non sottovalutare, come è importante considerare il match di domenica un test per la condizione psicologica dei lupi. “La squadra è calata quando ha saputo della netta vittoria del Rimini” è stata la spiegazione che mister Oddo ha dato al pari di Fermo: premettendo che a mio parere un’affermazione del genere non può essere affatto plausibile quando è un allenatore (e dunque colui che dovrebbe inculcare gli stimoli giusti alla squadra) a farla, e cercando di interpretare il morale bassissimo e l’immediata “latitanza” dei calciatori (sia per quanto concerne la sala stampa del “Recchioni” che gli studi televisivi dei programmi del lunedì sera), non darei per scontata una vittoria sugli uomini di Capuano se non conquistata con il coltello tra i denti. Si proceda, dunque, per gradi: conservare l’importantissimo secondo posto per poi pensare alla lotteria degli spareggi, sperando nel necessario completo recupero degli uomini infortunati e confidando nell’apporto di un calciatore, quale Montezine, che dopo un lungo calvario potrebbe trovare in questa decisiva fase della stagione le giuste prerogative per rivelarsi utile. La brigata biancoverde all’assalto del modesto Sora, dunque, prima di puntare a bottini ben più preziosi ma ancora lontani.
Ovviamente aspettiamo i vostri commenti, opinioni, e quant'altro possa scaturire dalle parole di Emilio. Siamo certi che ne verrà fuori un'interessante discussione biancoverde