Giovanni Paolo II
(Karol Josef Wojtyla)
Figlio di Karol, militare di carriera e di Emilia Kaczorowska, che perde a soli nove anni. Finiti brillantemente gli studi liceali, nel 1938 si trasferisce a Cracovia con il padre ed inizia a frequentare la Facoltà di Filosofia dell'università jagiellonica. S'iscrive anche allo Studio 38, circolo teatrale che durante la seconda guerra mondiale va avanti clandestinamente. Nel 1940 lavora come operaio nelle cave presso Cracovia. Evita così la deportazione ed i lavori forzati nel Terzo Reich tedesco. Nel febbraio del 1941 muore il padre. Nella primavera del 1942 viene trasferito dalla cava alla fabbrica Solvay. Nello stesso anno inizia a frequentare alcuni corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell'Università Jagiellonica come seminarista dell'arcidiocesi di Cracovia. Nel marzo 1943 interpreta la parte del protagonista nella prima del Samuel Zborowski di Juliusz Slowacki. È la sua ultima comparsa sulle scene teatrali. Nell'agosto del 1944 l'arcivescovo Sapieha lo trasferisce, insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell'arcivescovado. Vi rimarrà fino alla fine della guerra. Continua così gli studi ed interrompe il lavoro in fabbrica.
Il primo novembre 1946 è ordinato sacerdote, dopo pochi giorni parte per proseguire gli studi a Roma, dove alloggia presso i Pallottini, in Via Pettinari. Nel 1948 discute la sua tesi di laurea Doctrina de fide apud S. Joannem de Cruce. Rientra da Roma in Polonia, dove, come viceparroco viene destinato alla parrocchia di Niegowiæ presso Gdów. Il Senato accademico dell'Università Jagiellonica, dopo avergli riconosciuto i titoli degli studi compiuti nel 1942-1946 a Cracovia e i successivi all'Angelicum di Roma, gli assegna il titolo di dottore con la qualifica di ottimo.
Nel 1949 viene richiamato a Cracovia, diventando viceparroco della parrocchia di S. Floriano. Ottenuta l'abilitazione alla docenza, insegna etica sociale cattolica alla Facoltà teologica dell'Università jagiellonica. Abolita questa facoltà, viene organizzata una nuova facoltà teologica presso il seminario di Cracovia, dove continua la docenza; insegna poi etica all'Università cattolica di Lublino.
Nel 1964, nominato arcivescovo metropolita di Cracovia, s'insedia ufficialmente nella Cattedrale del Wawel. Tra il 1962 e il 1964 partecipa alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno 1967 viene creato cardinale da Paolo VI. Nel 1972 esce Alle basi del rinnovamento. Studio sull'attuazione del Concilio Vaticano II. Nel novembre 1974 visita San Giovanni Rotondo. Vi era stato la prima volta durante gli anni di studio romani ed aveva incontrato Padre Pio.
Il 6 agosto 1978 muore Paolo VI, Karol Wojtyla partecipa alle esequie ed al conclave che, il 26 agosto 1978, elegge Giovanni Paolo I (Albino Luciani). In seguito alla improvvisa morte di quest'ultimo, il 14 ottobre 1978 inizia un nuovo Conclave e il 16 ottobre 1978 il cardinale Karol Wojtyla viene eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II. E' il 263° Successore di Pietro. Il primo Papa non italiano dal sedicesimo secolo: l'ultimo, infatti, era stato l'olandese Adriano VI, morto nel 1523.
Il Pontificato di Giovanni Paolo II si caratterizza in particolar modo per i viaggi apostolici. E' stato calcolato, infatti, che in poco più di venti anni, il Papa ha percorso ben 1.099.303 chilometri. Di particolare importanza, sono i viaggi nei paesi dell'Est europeo, che sanciscono la fine dei regimi comunisti e quelli in zone di guerra quali Sarajevo (aprile 1997) e Beirut (maggio 1997), che rinnovano l'impegno della Chiesa cattolica per la pace. Storico anche il suo viaggio a Cuba (gennaio 1998) e l'incontro con Fidel Castro. Il 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II subisce un attentato terroristico: Ali Agca, un giovane turco, nascosto tra la folla in piazza San Pietro, gli spara due colpi di pistola, ferendolo gravemente all'addome. Il Papa viene ricoverato al Policlinico Gemelli, dove rimane in sala operatoria per sei ore. L'attentatore viene arrestato. Una volta ristabilitosi, il Papa, perdonerà colui che aveva tentato di ucciderlo, andando a trovare Agca in carcere, in una visita rimasta storica.
Considerato da alcuni un conservatore, per via del duro richiamo all'ortodossia, alla centralità pontificale e romana, alla tradizione, sono tuttavia da sottolineare i molti contatti stabiliti con altre confessioni religiose (protestanti, ortodossi, ebrei). Nel 1986 visita la sinagoga di Roma: nessun altro Pontefice lo aveva mai fatto prima, e, nel 1993, stabilisce le prime relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e Santa Sede. Da ricordare anche l'importanza data al dialogo con le nuove generazioni e l'istituzione, nel 1986, della Giornata mondiale della gioventù, che da allora, viene celebrata ogni anno, la Domenica delle Palme, in tutte le diocesi. Ogni due anni, poi, i giovani cattolici di tutto il mondo si stringono intorno al Santo Padre in un raduno internazionale: quello di Roma, nel 2000, è stato uno degli eventi più importanti e coinvolgenti del Grande Giubileo.
I maggiori documenti dottrinali di Giovanni Paolo II sono l'esortazione apostolica Catechesi tradendae (1979) e le encicliche Redemptor hominis (1979), Dives in misericordia (1980), Laborem exercens (1981), Slavorum apostoli (1985), Dominum et vivificantem (1986), Redemptoris mater (1987), Sollicitudo rei socialis (1988), Redemptoris missio (1990), Centesimus Annus (1991), Veritatis splendor (1993), Evangelium vitae (1995), Ut unum sint (1995), Fides et Ratio (1998). Al Giubileo dell'anno 2000 è dedicata la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente (1994). Durante il suo pontificato, inoltre, è stato pubblicato il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica (1992). Tra le opere non dottrinali, il libro-intervista Varcare la soglia della speranza, uscito in contemporanea in tutto il mondo nel 1994, e l'autobiografico Dono e mistero - Nel cinquantesimo del mio sacerdozio (1996).
I suoi meriti "laici" sono riconosciuti anche dai critici più severi, come il giornalista spagnolo Juan Arias, autore di un polemico Giovanni Paolo II: assolutismo e misericordia: "Si può dire che sia stato il Papa più laico di questo secolo, nonostante sia al tempo stesso un Papa con una forte carica mistica. Wojtyla ha contribuito molto a desacralizzare il papato, anche se paradossalmente ha rafforzato l'immagine del Papa in quanto tale".
Jas Gawronsky, nel suo libro-intervista Il mondo di Giovanni Paolo II del 1994, scrive: "Oggi non ci sono più grandi leader, re, imperatori: nessuno come questo Papa, consapevole di essere l'unico rappresentante di duemila anni di storia, si eleva come simbolo, come esempio, come giudice, di una società mondiale in crisi".
Uno dei sostenitori della figura di Giovanni Paolo II è George Weigel, che ha scritto molto su questo Papa e che lo definisce: "Non solo l'uomo del secolo, ma il profeta del nuovo millennio". Mentre John Wilkins, direttore di un settimanale cattolico a Londra ha dichiarato alla rivista People: "Credo che Giovanni Paolo II sia un grande uomo, ma non credo che sia un grande Papa".
Robert Moynihan, direttore della rivista Inside the Vatican (dentro il Vaticano) divide il pontificato di papa Wojtyla in due momenti diversi: "Nella prima fase il nuovo Papa polacco è stato l'anello di congiuntura tra le due superpotenze. Il suo cavallo di battaglia sono stati i diritti umani, il diritto al lavoro e a professare la propria religione". Dopo il crollo del comunismo: "Il Papa ha combattuto soprattutto per i diritti umani. E in alcuni casi ha avuto parole aspre nei confronti dell'America, per esempio, durante la guerra del Golfo".
"Ha cambiato il modo di essere Papa" afferma Padre Thomas Reese, direttore del giornale America e autore del libro Dentro il Vaticano. "Era tradizione che il Papa rimanesse in Europa. Ma questo Papa, con i suoi viaggi e con il rapporto con i media che ha saputo creare, ha suscitato un'enorme attenzione per il suo ruolo aiutando e incoraggiando la Chiesa in tutto il mondo".
"Verrà ricordato come il più grande tra i papi dell'epoca moderna", ha detto il reverendo Billy Graham alla rivista Time: "E' stato la coscienza dell'intero mondo cristiano".
Di lui Enzo Biagi ha detto in un'intervista: "Il tratto principale del pontificato di Giovanni Paolo II mi sembrano le grandissime aperture, che nascono anche dalla sua cultura e dalle sue origini. E' fin ridicolo dire che è un grande Papa. E' un Papa che ha vissuto il suo tempo e che ha aperto anche in politica delle strade nuove, pur arrivando dopo predecessori di grande statura. E' un Papa che ha parlato con i rabbini e i maomettani".