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Forza e onore - Il Gladiatore 
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Super Lupo
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Iscritto il: mar gen 11, 2005 11:51 am
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Messaggio Forza e onore - Il Gladiatore
Non che le cose nell’impero biancoverde, attorno al Partenio e dentro il forum, per quanto fortunatamente diverse assai dal recente passato, non me ne avessero mai fornito l’occasione... ma non si può stare sempre con la spada in mano.

Per questo, da tempo, rifuggivo al richiamo della mia indole battagliera e, tranne scaramucce, giravo al largo; tanto che spesso mi chiedevano e mi chiedevo:
“Non rischierai di diventare un uomo buono?”

Il mio Imperatore, Marco Massimo Pugliese, colui che aveva raccolto cenere della mia squadra, della mia gente, mi aveva convocato, alla vigilia del mio onomastico.

Mi chiamo Peppe, LupoDentrooo, comandante dell'esercito dei lupi, generale delle legioni felix biancoverdi, ed ora ero lì, dinanzi al mio Imperatore.

-Oh, generale, generale mio, ancora una volta la nostra gente ha bisogno del suo condottiero. L’ultima battaglia e poi, porterai le tue stanche membra a riposare-.

Provai, mio Dio come provai a fargli cambiare idea. Gli chiesi, infine, perché io e non altri: di uomini fidati e valorosi ce ne erano tanti, perché non lasciarmi andare alla pace della mia famiglia?

Rispose:
-Perché ti chiami LupoDentrooo, comandante dell'esercito dell’Irpinia, generale delle legioni biancoverdi, servo leale non mio, ma dell'unico vero imperatore….l’Avellino, padre di un figlio…il lupo…colpito al cuore, marito di una moglie...la verità… uccisa da barbari giornalai... iene con la penna od il microfono in mano. La grandezza ed il cuore dell’Avellino, non è il marmo dei tribunali, o il salotto di una firma illustre, ma la sabbia dell’arena e gli spalti del Partenio e tu non sei solo un generale, tu sei il Gladiatore-.

Capii, feci un cenno con la testa, lo salutai e mi avviai. Prima di abbandonare la sua tenda, sentii ancora la voce del mio imperatore:
-LupoDentrooo...forza e onore...-

Scapuzziai nu poco, pensai:
-L’onore ci sta sempre...ma ‘a forza chi ca.zzo t’ arà cchiù? E qua è una vita che combatto. Dice…addaà passa ‘a nuttata. Ma ad Avellino nun fa mai juorn?…e che maronna!
E prima capa ‘e puorc…e poi ‘o 71 e poi natasha e po’ chist…e po’ chillo…e sti giornalai che stann semp’ a fa guiaje e che diamine!...e ‘o vuonno tutti ‘a me?...e poi dice che uno si rompe le palle: combatti qua…combatti là…ue’…io due palle ho, è pure normale che mi stanchi di fare guerre…o no?
I giornalai, quelli no…quelli non si stancano mai, e per forza: vivono di palle, scrvono palle, diffondono palle, addirittura c’è chi sta tutto il giorno con ottopalle in mano….-


Alzai la testa e risposi:
-...forza e onore…- e mi avviai.

Giusto poco fuori dalla tenda, sentii alle mie spalle passi pesanti. Mi girai e vidi 4 uomini che trasportavano un grosso baule e quando chiesi dove andassero e cosa trasportassero, uno di loro mi rispose:
-Seguiamo te, nostro Generale ed il baule è, per ordine dell’imperatore, ciò che dobbiamo trasportare nella tua tenda-.

Pensai:
-azz, stavolta avrà deciso di ricompensarmi per le tante battaglie fatte e vinte per il mio Avellino ed in anticipo per la prossima vittoria. Però mi pare strano, perché sa che non accetterei mai compenso, diverso dal rispetto e dalla gratitudine sua e della mia gente e perché lui dice da tempo che sta senza soldi, che ha speso tutto per sanare il bilancio dell’impero e per rafforzare le truppe a gennaio.
Mmmmm…questo fa come mia moglie: tene semp caccosa ‘o pizzo-.


Nella tenda, ovviamente, per prima cosa, appena gli uomini furono andati via, aprii il baule e di soldi nessuna traccia.
Che cosa c’era? Ve lo dico subito:
Intanto un biglietto dell’imperatore
"Generale mio, studia il dossier, capirai quanto è pericoloso e viscido l’esercito che dovrai affrontare questa volta” , poi TV, Radio, registratore, dvd, montagne di giornali e, finanche, un pc completo di connessione internet.

Avete capito bene. Il progresso, la civiltà moltiplica spesso le cose brutte.
Una volta, tanto tempo fa, l’esercito dei giornalai era una piccola banda di quartiere, i suoi soldati si contavano sulle dita della mano. Ora, con tutti questi mezzi nuovi, di giornalai e quanti ce ne stanno. Poveri noi!

Se il Gesù, si fosse almeno preoccupato di aggiungere “non vale per i giornalai” quando disse “crescete e moltiplicatevi”…avrei dovuto affrontare un esercito un po’ meno numeroso.

Alla vigilia di grandi battaglie non dormo molto, spesso niente. L’avere tanto materiale, sul nemico, da studiare fu allora una grande fortuna. Almeno questo pensai, in quel momento.
Non mentre andavo avanti nello studio del dossier: quante fesserie, quante falsità, quanta cattiveria, quanta ipocrisia, quanta arroganza e, soprattutto, quanta ignoranza.
In alcuni momenti, mentre leggevo o ascoltavo il frutto di alcuni giornalai, rimpiansi fortemente la lettera che Totò dettava a Peppino, nel film sulla malafemmena.

Alle prime luci dell’alba, ne sapevo ormai abbastanza.
La cosa più importante, per un condottiero: l’esercito nemico non aveva capi…ma tante cap’e cazz….e questo era la loro debolezza.
Un esercito che non ha capi, un esercito nel quale ognuno si ritiene “il migliore” è destinato a sbriciolarsi al primo vero attacco. Tanto più se quello esercito è animato da tutto tranne che dall’amore.

Ecco cosa pensai, mentre mi avviai a passare in rassegna i miei uomini schierati e pronti alla battaglia, per caricarli bene.
Mi avvicinai, scesi da cavallo, legai la sciarpa alla mia spada, l’alzai al cielo ed esclamai:
-Fratelli, ciò che abbiamo in vita, riecheggia nella eternità. Una dura battaglia, ci attende dentro al Partenio. Non so che cosa uscirà da là dentro, so una cosa : se saremo uniti vinceremo. E vinceremo perché il nemico ha solo palle nelle armi, noi abbiamo l’arma dell’amore, l’amore per la nostra squadra, per la nostra terra, per la nostra gente.
Guardate il compagno che avete accanto e specchiatevi nei suoi occhi, troverete il volto di tanta gente che vive coltivando un sogno. E quel sogno il nemico sta facendo di tutto per distruggerlo. Nemico senza cuore e senza dignità. Per un momento di falsa gloria, essi si mettono sotto i piedi serietà, onestà, umiltà, rispetto. Spacciano per critiche, per rendere migliore il nostro impero, il frutto della loro falsità ed ignoranza e cattiveria. Vivono di palle, se togliete loro queste palle non hanno niente da offrire alla gente che li ascolta e legge.
Palle…palle…ancora palle…e solo palle-
.

Un esercito non è mai formato da uomini tutti uguali, c’è sempre qualche fesso. In genere non combina guai, tranne quando si crede più intelligente degli altri.
Uno di questi fessi alzò il braccio, per chiedere di parlare e mi interruppi.
Lo ascoltai, lo ascoltammo.
-Generale, per il bene dell’Avellino, credo che sia il caso di mettere tutti gli uomini al corrente di una coincidenza inquietante. So che anche tu, come me, sei venuto in possesso del giornale che circola, di mano in mano, tra i soldati nemici…-

Avrei potuto interromperlo, se non altro perché mi aveva bloccato mentre stavo facendo di tutto per caricare i miei uomini. Ma poi.. pensai che una bella risata generale avrebbe fatto bene ed allentato la tensione.

-Va bene, racconta quanto sai-

Fece un passo avanti, si mise al mio fianco, si voltò verso i soldati schierati ed iniziò:
-Penso che il Generale farebbe bene a chiedere il rinvio della battaglia. Oggi è un giorno a noi non favorevole. Ve lo dico prima, così, poi, non potrete negare che io ve l’avevo detto. Guardate che sta scritto su questo giornale del nemico:
“Giornalai d’Irpinia, oggi non combattiamo per noi ma per la libertà di critica. Come sapete bene, noi facciamo da sempre e solo il nostro dovere, noi cerchiamo di aprire gli occhi al popolo, lo informiamo su quanto l’Imperatore Marco Massimo Pugliese, il Gladiatore ed i suoi compagni vogliono nascondere. La verità fa male…ma fa male a chi vuole ingannare quanti non riescono a vedere e capire da soli. Per questo ci odiano, per questo ci hanno sfidato alla battaglia e per questo ci infangano. Non è vero, come dice il loro Generale, che noi offriamo solo palle. Noi abbiamo le palle. E per questo, cercano di farci stare zitti. Perciò, quando dicono che giornalaio è sinonimo di palle, ebbene sì…ma solo perché le abbiamo e non certo perché le diciamo.
Giornalai, affrontate la battaglia con la certezza della vittoria. Anche Dio è con noi perché ha scelto proprio oggi, la Domenica delle Palle, quale grande giorno


E come avevo previsto, si levò, tra i miei uomini, una grande risata ed uno urlò:
-Strunz, assettat…oggi è la Domenica delle Palme e non delle palle-

Ripresi in mano la situazione:
-Ecco, vedete miei valorosi soldati quanto vero sia quello che dico da tempo? Spacciano per palle finanche le palme. Ma non mi meraviglia nulla.
Raccontano le partite senza neanche essere sul campo, vanno in tribuna stampa e fanno ‘e farfarielli con la collega bella, parlano a telefono dei ca.zzi loro, scrivono prima il pezzo e poi sperano che vada come avevano previsto, per risparmiarsi la fatica di correggere, in sala stampa, pretendono di insegnare il mestiere al tecnico e , forse, non è un caso che in quest’arte siano maestri i giornalai più giovani: fino a qualche giorno prima giocavano a palline ed ora giocano ad inventare palle. Trattano l’intervistato con arroganza e come fesso e quando questi si ribella e rispondo loro a tono, fanno le verginelle offese, sull’altare della libertà di stampa, poi si coalizzano ed inventano una palla ancor più grossa.
E te li raccomando, nelle interviste del dopo gara. Crudeli, infilano i microfono in bocca ai protagonisti ed accompagnano il gesto con domande che il Direttore del Manicomio di Aversa, se si trovasse lì per caso, correrebbe preoccupato a chiamare al posto di polizia dell’OPG e chiederebbe:
“ma sti pazzi chi li ha fatti uscire?”.

E sono cattivi e sono ipocriti: dicono che lo fanno per il bene dell’Avellino ma giocano al massacro sull’Avellino e l’incoerenza è la loro eterna compagna. Se a qualcuno dicevano: “sì il bel gioco ma la vittoria, quella che conta nel calcio, va sempre agli altri”, a qualche altro dicono:
“sì, la vittoria ma il gioco non si è visto”.
Vivono pieni di se stessi, godono solo nel raccogliere e distribuire immondizia, la diffondono con la stessa gioia con la quale gli apostoli diffondevano il Verbo di Cristo.
E basta che la loro firma compaia su un piccolo foglio o i loro servizi vadano su una piccola tv locale per sentirsi corrispondenti del Times o della CNN.
E di imparare a parlare e di imparare a scrivere, non se ne parla proprio.
Ma ora è giunto il giorno, il grande giorno. Si sono alleati con un esercito straniero, quello della Samba, hanno appoggio in quelli della tribuna ed aspettano di dare al lupo, a QQ ed a Marco Massimo Pugliese il colpo di grazie. L’addio ai sogni, l’addio alla serie B e da domani l’Avellino ritornerà nel baratro. Non consentite loro di fare tutto questo, lottate col coltello tra i denti fino al 90°. Lo dobbiamo a noi, al nostro amore, alla nostra passione, alla nostra squadra, al mister, al nostro imperatore…ai nostri avi.

Miei prodi:…forza e onore
-

E si levò alta la risposta:
-…forza e onore…-. Tutti tranne uno.

Gli chiesi conto e lui rispose:
Generà, Forza Italia è meglio di no, Forza Avellino nunn’è cosa, visto che tra poco si vota, forza e onore è bello assai…ma io ci terrei a dire anche Forza Lupi.

-Giusto: forza lupi!-

“Forza Lupi” l’urlo dei miei soldati riecheggiò per tutto il campo.

Mi raccomandai di non sprecare forze, di non voler vincere la battaglia prima del tempo giusto e dissi loro:
-Restate uniti, e non muovetevi prima del mio via…ed al mio segnale, scatenate l’inferno!!!-

La battaglia fu durissima, la Samba, loro occasionale alleato ci mise in grossa difficoltà. Nelle tribune, i traditori invece di aiutare noi si erano schierati apertamente coi giornalai, i miei uoimini erano attanagliati dalla paura e la tensione li immobilizzava, la stessa strategia del mio comandante in campo, il mister, aveva palesato grossi limiti. Eravamo ormai prossimi alla fine. In sala stampa i giornalai già festeggiavano ed erano pronti coi loro pezzi, preparati il giorno prima.

Questo era il momento e diedi il mio segnale.

Angolo, pallone in area, colpo del pitone, goaaaaaallllllllllllll e l’inferno era lì:
i giornalai strapparono quanto scritto, cancellarono bobine audio e filmati, qualcuno di loro, si mise na scolla in fronte e piagnucolava, qualche altro diceva "che disgrazia...che disgrazia",qualcuno nelle tribune biancoverdi, cancellò il verde e divenne solo bianco, in faccia.
I miei uomini erano in festa, mentre io, esausto, dopo aver combattuto da vero gladiatore, abbracciai un lupo sempre verde e mi inginocchiai, per riprendere fiato, perché avevo il cuore che batteva a mille ed anche per ringraziare Iddio.

Avevamo vinto. I calciatori, il tecnico, l’Imperatore, quelli delle curve e quei pochi che nelle tribune, vivono la battaglia come veri ultrà.
Ancora una volta, l'amore aveva trionfato sulle palle.

Accarezzai la mia sciarpa, volsi lo sguardo alla tribuna stampa e pensai
-Ancora pochi mesi e il tempo degli onori, per voi, giornalai, sarà finito-.

Forza e onore…ed ovviamente Forza lupi!
Il Gladiatore

Immagine

_________________
C’era una volta…e c’è ancora!


lun mar 21, 2005 12:23 pm
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