mer mag 11, 2005 8:59 am
mer mag 11, 2005 9:00 am
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mer mag 11, 2005 10:50 am
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mer mag 11, 2005 11:06 am
ùARBATAX1 ha scritto:
mer mag 11, 2005 11:08 am
mer mag 11, 2005 11:12 am
poggiorealeforever ha scritto:Emì, l'articolo "su di me solo falsità" è di Puleo ? In pratica cosa dice quest'articolo ?
mer mag 11, 2005 11:15 am
mer mag 11, 2005 11:18 am
Si presenta davanti a microfoni
e taccuini quando a molti suoi colleghi, più
illustri e blasonati, viene imposto il silenzio
stampa. Nel giorno in cui Lotito cuce la bocca
alla Lazio, sulla scia della Juventus, prima,
e della Roma, poi, il capitano dell’Avellino
decide di interrompere il suo personale
silenzio. Simone Puleo non segue la nuova
moda che vuole più d’un club, prestigioso
o meno che sia, preparare gli appuntamenti
importanti in rigoroso silenzio. Sarà
che il campionato ormai è andato e che i
play off sono ancora lontani; sarà che sente
di avere la coscienza a posto, pur ammettendo
di non essere quello dei tempi
migliori. Sta di fatto che il difensore biancoverde
ritrova ufficialmente la parola dopo
le illazioni e gli spifferi sul suo conto che
ne hanno caratterizzato il marzo orribile,
personale e della squadra, l’avvicendamento
in panchina e persino la “minaccia”
di privarlo della fascia di capitano a cui tiene
particolarmente e che ha ereditato dal
suo amico ed ex compagno di squadra, Giovanni
Ignoffo.
Pensa solo ai play off ed alla maniera in cui
vincerli. Ma certe illazioni sul suo conto gli
hanno fatto male. Dopo oltre un mese torna
a parlare Simone Puleo. E’ quasi una sorpresa
vederlo avvicinarsi a microfoni e taccuini.
Si era un pò persa l’abitudine a raccogliere
le sue esternazioni; più semplice,
ultimamente, era diventato registrare le
maldicenze sul suo conto. Si sprecavano. E
Puleo parte proprio da qui per spiegare l’astinenza
da interviste.
«Torno a parlare dopo un mese? Ho deciso
di chiudermi un pò in me stesso e capire di
più e meglio la gente e le persone che mi
stanno intorno. Mi sono preso il tempo necessario
per riflettere su tanti aspetti. Ci sono
state cose che mi hanno fatto male», dice
Puleo. Non fa nomi, né episodi circostanziati,
ma i suoi affondi sono ugualmente
pesanti. Entra in tackle sulle polemiche
che hanno caratterizzato gli ultimi due mesi
di permanenza in biancoverde. Evidentemente
ha riflettuto abbastanza e fatto chiarezza
dentro ed intorno a sé perché aggiunge:
«Ora guardo avanti e penso solo a
vincere con l’Avellino e centrare il ritorno
in serie B».
Parla in generale della gente, delle persone
che lo circondano, di ferite subite al quinto
anno di militanza con la casacca dell’Avellino.
Per evitare equivoci chiarisce: «In
squadra e dentro allo spogliatoio tutto ok,
ma le voci che arrivavano dall’esterno dicevano
di tutto». Cosa dicevano? Partivano
dallo scarso impegno ed arrivavano a sindacare
(o gettare fango, dipende dai punti
di vista) anche la vita privata del difensore
biancoverde. E poi si dice che non esistono
le bandiere... Ma un’altra scuola di pensiero
sostiene che il pesce quando sta troppo
puzza. Dove sta la verità? Probabilmente,
nel mezzo. Come sempre. La sua verità la
racconta lo stesso capitano, che ha superato
indenne il tentativo di privarlo della fascia
di capitano. Non ha potuto evitare,
però, l’umiliazione della sostituzione a Martina
quando la barca stava affondando.
L’avvicendamento lo volle Cuccureddu, già
annegato nell’esonero deciso dai Pugliese,
ma ancora in tempo a peggiorare la posizione
di Puleo. Consapevole di aver attraversato
in quel periodo una fase buia della
sua stagione. «Il Puleo dell’ultimo periodo
ed in particolare del mese di marzo non è il
vero Puleo. Ero consapevole anch’io di non
essere il solito. Ma certe falsità sul mio conto
mi hanno fatto male. Capita a tutti di non
giocare bene, di attraversare un periodo di
appannamento, ma in campo ho sempre dato
il massimo per l’Avellino», dice.
Forse in quel periodo il capitano andava gestito
diversamente, ma in quel periodo la situazione
era sfuggita di mano a tutti. Ed ora
l’Avellino, e non solo Puleo sul piano umano
e personale, ne paga le conseguenze. A
marzo il Rimini ha ottenuto il lasciapassare
per la serie B. «A marzo ci siamo giocati
gran parte del campionato», dice Puleo tornando
sulla più stretta attualità e parlando
del cammino della squadra. «Bastava anche
un pareggio in quelle tre sciagurate partite
perse per tenere ancora sotto pressione il
Rimini», è il pensiero del capitano che ormai
pare rassegnato a tornare in serie B attraverso
la porta di servizio. Mancano novanta
minuti alla fine del campionato ed il
Rimini non è ancora matematicamente promosso.
Si spera nell’exploit del Chieti, avversario
domenica della capolista. «Credo
poco ai miracoli degli altri», dice il capitano.
Come dargli torto dopo le vacanze pagate
del Benevento in Riviera. «Pensiamo ai
play off», aggiunge più realisticamente. Anche
perché da queste parti la bella stagione
tarda ad arrivare e la serie B scalderebbe
l’ambiente più del caldo sole estivo. «Abbiamo
il fattore campo da sfruttare. Giochiamo
il ritorno in casa e non è un vantaggio
da poco». Nessuna preferenza per
l’avversario da affrontare. Potrebbe essere
la Reggiana, ma Puleo taglia corto: «Ogni
squadra che andremo ad affrontare presenta
delle insidie. Chi ha fatto più di 50
punti ha dei valori a cui bisogna fare attenzione.
Nei play off si azzera tutto, si riparte
da zero, ma noi - dice il difensore in un rigurgito
da vero capitano - insieme al Rimini
siamo le uniche due squadre ad aver fatto
più di 60 punti. Significa che abbiamo
qualcosa in più delle altre
mer mag 11, 2005 5:34 pm
Avellino club salerno ha scritto:
e' primavera
mer mag 11, 2005 6:46 pm
lupodellasteppa ha scritto:Avellino club salerno ha scritto:
e' primavera
svegliatevi bambini